...spettacoli

{25 gennaio 2001}
PICCOLO PARALLELO
CARAVAGGIO… i furori
uno spettacolo sul pittore Michelangelo Merisi detto «Caravaggio»
con Gian Marco Zappalaglio
testo, regia, luci, scelte musicali Enzo G. Cecchi
costumi Edi Zappalaglio
musiche E. De Cavalieri, J. Arcadelt, O. De Lassus, Talking Head

con il contributo di Regione Lombardia

"Spettacolo inconsueto, avvincente e umano" (Corriere della Sera), su un genio violento: sulla sua pittura, sulla sua vita. Ammalato di vita, ucciso dagli uomini del suo secolo che consideravano la sua arte "infetta", usò la luce, il colore, i temi sacri, in modo rivoluzionario, totalmente estraneo al gusto dei critici di allora, e segnò irreversibilmente la pittura che venne dopo di lui. Il Caravaggio di Enzo Cecchi è un uomo fuori dalla sintonia con la società, sempre in lotta con la febbre dell'anima, ribelle alle concezioni del suo tempo: di Dio, della Chiesa, dei potenti. Dipingeva gli angeli e i santi con l'aspetto della gente comune; essi non guardavano al cielo, ma al Dio che era in loro stessi. Lo spettacolo è un'affascinante mistura di visionarietà ed energia inquieta e aggressiva; un efficace impasto linguistico fatto di narrazione, ricordi semicoscienti, musica barocca e pop, furiosi commenti contro papi e artisti - gli artisti sono sempre stati nemici di altri artisti - !

Gian Marco Zappalaglio rende Caravaggio un po' artista "maledetto", un po' aspro contadino; è rimarchevole per umanità, virtuosismo, profondità di pathos.? Uno spettacolo che ci parla della guerra tra un artista geniale e innovatore (e simbolicamente tutti i "diversi") e la società che non lo accetta. Un genio violento, che rispondeva con violenza e struggimento alla violenza della società. Lo spettacolo è stato rappresentato per oltre 120 repliche in Italia e in Europa, tra cui a Malta, Bruxelles, Londra, Stoccolma. Sempre con un' accoglienza del pubblico meritatamente calorosa.
vincitore del premio VETRINE-ETI 1996

La Compagnia PICCOLO PARALLELO è attiva dagli anni 80 e ha sede a Romanengo, vicino a Cremona, dove collabora col Comune nella gestione del teatro civico. "Possiede un suo linguaggio e una forza espressiva coerente, nel suo radicamento popolare e nel trattare i temi della discriminazione…"
(Franco Quadri)
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