il FORUM di TEATRON.org

Corso di Ipermedia e Teatro all'Università di Lecce

carlo - 5-11-2002 at 11:47

qui s'apre il luogo di confronto sul nostro corso definito:
Ipermedia e Teatro
anche se in contesto istituzionale figura come
Informatica Multimediale
Teoria e tecniche del teatro in ambiente digitale
all'interno di Scienze e Tecnologie dello Spettacolo dell'Università di Lecce

Articolazione:

> I teatri della memoria multimediale

> La dimensione ludico partecipativa dei forum on line

> L'arte dello spettatore in rete: tra partecipazione e memoria del presente

> Il nuovo nomadismo: la dinamicità esplorativa, gli scenari digitali e
il pensiero della complessità

> L'edutainment: giocare e imparare navigando

> Corpi, mondi elettronici e mutazione

> La drammaturgia dell'interattività: interfacce, nuovo spazio-tempo digitale,
percezione

> Performing Media: digital story-telling (narrare in ambiente digitale) e web experience (la scrittura scenica on line)

alcune tracce di bibliografia:
> Derrick De Kerckhove, "Brainframes" Baskerville,1994
> Pierre Levy, "L'intelligenza collettiva" Feltrinelli, 1996
> Edgar Morin, "La testa ben fatta", Cortina, 2000
> Carlo Infante, "Imparare giocando. L'interattività tra teatro e ipermedia",
Bollati Boringhieri,2000

Altri riferimenti e forum su http://www.teatron.org


in questo ambiente/nonluogo/forum c'è spazio x tutti gli studenti che cercano informazioni e confronto

per quanto riguarda il progetto su L'integrazione Partecipata verrà attivato un forum specifico piu' avanti
nel frattempo date un'occhiata a quello già attivo da tempo su
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=72

qui, nel forum del Corso di Scienze e Tecnologie dello Spettacolo,
si andrà a selezionare, sulla base dei vostri interventi, il gruppo di lavoro x la mappa multimediale di quell'esperienza


primo messaggio

valeria - 5-11-2002 at 12:04

colpita dall'idea del viaggiatore multimediale, vorrei visitare la mostra di Napoli su studioazzurro e cercare di avere maggiori informazioni anche tramite questo nuovo forum

nomadismi in cerca di studioazzurro

carlo - 5-11-2002 at 12:40

Quota:
Originariamente scritto da valeria
colpita dall'idea del viaggiatore multimediale,

>>> sul nomadismo psichico torneremo a parlare<<<

vorrei visitare la mostra di Napoli su studioazzurro e cercare di avere maggiori informazioni anche tramite questo nuovo forum


nel frattempo dai un'occhiata su
http://studioazzurro.com

Un'esperienza "diversa"!

Eugenia Napolitano - 5-11-2002 at 18:41

Giungo all’esperienza STAMMS dopo aver concluso un precedente iter formativo in Lingue e Letterature Straniere. Il mio primo intervento sarà, pertanto, “viziato” da una sorta di “deformazione professionale”!

Per anni ho “sentito parlare” di “introduzione delle nuove tecnologie nella didattica”: parole contrassegnate più da un semplice teorizzare che da un’adeguata riflessione sulle modalità didattiche volte all’ effettiva adozione di quelle tecnologie nella pratica dell’insegnamento.
Solo l’esperienza su campo mi ha consentito di rendere fruibili quelle teorizzazioni.
Sono docente d’inglese presso una scuola privata di lingue e qui la “fortunata” opportunità di far uso, di tanto in tanto, dell’ “ipertesto” e della correlata “multimedialità”.
Il mio ruolo è quello di “guida”, impegnata a facilitare solo l'approccio con l’ipertesto. Per il resto, è il corsista che si appropria dell'informazione linguistica in totale "autonomia", seguendo i percorsi più adatti ai propri bisogni. La libera associazione d’idee, il gioco, la possibilità di sviluppare delle inferenze sulla base delle proprie esperienze personali, consentono anche al più “riluttante” di apprendere il tanto odiato genitivo sassone! Spiegare un’interdentale sonora? Niente di più facile: basta un click e un’enorme bocca appare sullo schermo. In condizioni di assenza della "tecnologia", devo procedere ad un face-à-face con ognuno dei corsisti in aula!!!

Questo Corso di Informatica Multimediale?

Sarà sicuramente un’altra “fortunata” opportunità di buttarmi in una nuova rete di "hotwords"!




CARTONI ANIMATI?SI, MA RICCHI DI DIFFERENZE

Sabrina Fiore - 6-11-2002 at 17:32

Sapendo usare poco il computer non so se ciò che ho pensato possa essere possibile.
Sono rimasta sconvolta, nel vero senso della parola, quando ci hanno raccontato ciò che accadeva negli anni '60-'70 nei confronti dei bambini disabili. Durante il mio "turbamento", non so per quale motivo, mi è venuta in mente una bambina sotto forma di cartone animato che si muoveva nel mondo di un' interfaccia immersiva secondo i miei comandi e che si soffermava in vari momenti culturali. Momenti, soprattutto, di teatro: incantesimo che la travolge rendendola emotivamente compartecipe del dramma.
Sarebbe bello, nella quotidianità, avere ognuno il proprio cartone con il quale spaziare -sinesteticamente- in questo nuovo mondo per conoscere le varie situazioni di cui è composta la nostra interfaccia e metterci quindi a confronto, in relazione alle nostre riflessioni. Forse sarà questo l' unico mondo dove non esisteranno disuguaglianze, saremo tutti cartoni animati che vengono spronati, attraverso varie esperienze coinvolgenti, ad evocare continuamente le loro emozioni all' ordine del giorno; ciò ci farà sentire fortunati proprio perchè ci arricchiremo delle nostre stesse differenze.

obiettivo: un'esperienza d'intelligenza connettiva

carlo - 6-11-2002 at 18:19

Quota:
Originariamente scritto da Eugenia Napolitano
Giungo all’esperienza STAMMS dopo aver concluso un precedente iter formativo in Lingue e Letterature Straniere. Il mio primo intervento sarà, pertanto, “viziato” da una sorta di “deformazione professionale”!

Per anni ho “sentito parlare” di “introduzione delle nuove tecnologie nella didattica” (...)

Questo Corso di Informatica Multimediale?

>>> stai ponendo una domanda?
quale? <<<

Sarà sicuramente un’altra “fortunata” opportunità di buttarmi in una nuova rete di "hotwords"!


si, quella rete sarà fatta da tutti quelli che la tesseranno:
l'obiettivo è attivare un'esperienza d'intelligenza connettiva...

diversità non diseguaglianza

carlo - 6-11-2002 at 18:30

Quota:
Originariamente scritto da Sabrina Fiore
Sapendo usare poco il computer non so se ciò che ho pensato possa essere possibile.
Sono rimasta sconvolta, nel vero senso della parola, quando ci hanno raccontato ciò che accadeva negli anni '60-'70 nei confronti dei bambini disabili.

>>>sarebbe utile che te, o qualcun altro, possa fare un report su ciò che è stato detto, anche con riferimenti precisi a questo passaggio sulla battaglia degli anni "caldi" (Cutrofiano 1969) per l'inserimento dei disabili nel sistema scolastico pubblico.
In periodi in cui la diversità era diseguaglianza<<<

Durante il mio "turbamento", non so per quale motivo, mi è venuta in mente una bambina sotto forma di cartone animato che si muoveva nel mondo di un' interfaccia immersiva secondo i miei comandi e che si soffermava in vari momenti culturali. Momenti, soprattutto, di teatro: incantesimo che la travolge rendendola emotivamente compartecipe del dramma.

>>>ti seguo... questo è un ragionamento che sarebbe interessante riprendere + avanti, non lo perdere ci ragioneremo sul campo, a lezione<<<

Sarebbe bello, nella quotidianità, avere ognuno il proprio cartone con il quale spaziare -sinesteticamente- in questo nuovo mondo per conoscere le varie situazioni di cui è composta la nostra interfaccia e metterci quindi a confronto, in relazione alle nostre riflessioni. Forse sarà questo l' unico mondo dove non esisteranno disuguaglianze, saremo tutti cartoni animati che vengono spronati, attraverso varie esperienze coinvolgenti, ad evocare continuamente le loro emozioni all' ordine del giorno; ciò ci farà sentire fortunati proprio perchè ci arricchiremo delle nostre stesse differenze.


>>>qui stai andando troppo forte, un cartoon non sostituisce l'esperienza...
la può ricreare x simulazione però:
sarà interessante trattare dell'apprendimento attraverso la simulazione...
ho dei link da darvi sul lavoro di ricerca di antinucci e parisi,
se li chiedete...<<<

"GRAZIE FILOSOFIA!"

Sabrina Fiore - 7-11-2002 at 19:02

Vorrei dire: "Grazie Filosofia"! Perchè grazie a questa materia, studiata durante i miei anni di istituo magistrale," mi sono cambiata", ho ampliato i miei orizzonti, mi sono formata e sono arrivata a conoscere il vero significato dei punti interrogativi e, conseguentemente, a misurarmi con numerosi spunti critici che mi balzano in testa come se fossero necessari per appagarmi. Allora, in che misura il teatro dovrà essere presentato, affinchè ognuno possa scoprire spunti interessanti per condurre proprie ricerche? Si potrà mai costruire un teatro attraverso un solo punto di vita ideato, però, da molteplici punti di vista? In questo caso, gli spunti da cogliere, che ci fanno trovare la giusta carica, per cercare poi ciò che più ci preme conoscere da vicino, non saranno limitati dai sopracitati molteplici punti di vista ideatori?

Addentrarsi nella multimedialità

Valentina - 8-11-2002 at 13:30

Al contrario di Sabrina, non conosco la filosofia (e ciò mi dispiace tanto) ma, essendo uscita da un tecnico commerciale ed essendo in possesso di un computer, posso dire di conoscerlo bene e di saperlo usare sufficientemente a livello scolastico e a livello personale. Non sarà tanto, ma ho avuto l' occasione proprio a scuola di creare degli ipertesti per un elaborato finale che doveva coinvolgere tutte le discipline da noi studiate: è stato davvero piacevole (in particolar modo in gruppo) stuzzicare la fantasia, l' inventiva per dare a questo lavoro un tocco di originalità, di stravaganza e soprattutto per lasciare una traccia della nostra personalità.
Perciò, avendo l' opportunità di questo progetto, mi piacerebbe parteciparvi sia perchè si svolgerà su un tema che mi entusiasma e sia perchè potrebbe arricchire le mie conoscenze informatiche. Mi appassiona soprattutto il fatto di poter entrare nel mondo della multimedialità, utilizzando testo, grafica, suono e animazione, di poter agire sulla sinestesia e in tutto ciò poter anche coinvolgere il teatro!
Sarà sicuramente una bella esperienza e spero di poterne far parte e diventare quindi una presenza attiva.

giorgio - 8-11-2002 at 16:21

Quota:
Originariamente scritto da Sabrina Fiore
Si potrà mai costruire un teatro attraverso un solo punto di vita ideato, però, da molteplici punti di vista?

Malgrado non sia del tutto privo di conoscenze filosofiche non capisco, mi devi perdonare Sabrina.

Credo che sia meglio un approccio più semplice, almeno all'inizio di questo percorso.
Io sono arrivato alla conclusione, posso sbagliarmi naturalmente, che il Prof. Infante volesse coinvolgerci
in un meccanismo nuovo di utilizzo, sfruttamento ( non mi viene in mente altro termine) del teatro
e/o delle TECNICHE informatiche che abbiamo a disposizione per uno progetto innovativo nel metodo.

IO CI SONO!

Livia - 8-11-2002 at 17:12

Non ho avuto da subito una chiara visione di questo forum e dei diversi incontri intorno al progetto sull'integrazione,ma sono ancora qui con una gran voglia di capire e partecipare in prima persona!Non ho fatto parte di nessun laboratorio ne'a Taurisano ne'a Otranto ,ma la mia esperienza l'ho fatta a casa mia con i miei genitori giorno dopo giorno riuscendo ad integrarmi in modo molto naturale con i "diversi" se cosi' posso definirli.....Avendo poca conoscenza del computer sto cercando ancora di capire cosa prevede il nostro progetto nei minimi particolari ma vorrei dire che IO CI SONO e sono convinta che il nostro sara' un buon anzi un ottimo lavoro!

crediti e partecipazione al forum

carlo - 8-11-2002 at 22:41

bene state arrivando nel forum ma non siete tutti...
manca ancora qualcuno.
mi piacerebbe però avere dei feedback circonstanziati sulla mia lezione d'inaugurazione del corso e in particolare sull'incontro ristretto che abbiamo poi fatto sul progetto speciale " per un'integrazione partecipata:quale teatro"

se vi occorrono ragguagli manderò testi e link sulle cose che v'interessano

vi ricordo che la partecipazione al forum concorre alla selezione del gruppo di lavoro e alla definizione dei crediti...

Paola - 10-11-2002 at 14:32

…La necessità di cercare al di là dell’apparenza per comprendere, come diceva l’altro giorno Cannoletta, “la diversità come risorsa”…
E allora mi è tornato in mente un meraviglioso spettacolo di Antonio Viganò con la compagnia degli OISEAU MOUCHE a cui ho avuto la fortuna di “partecipare” come spettatrice.
Ricordo che mi aveva colpito la scenografia: sul fondo, una grande finestra con i vetri a specchio che riflettevano l’immagine deformata di quanto avveniva in scena. Questa finestra, così particolare, mi aveva fatto pensare, non so per quali processi mentali, al desiderio di fuga verso una “realtà diversa”.
Ricordo il rumore dei sassolini, buttati a terra durante tutto lo spettacolo, come a volersi liberare di qualcosa di pesante.
Ricordo una frase, ripetuta spesso rivolgendosi verso il pubblico: “NOUS AVEC VOUS”
Ricordo di come l’avevo sentita pian piano entrare in me, -forse per la sua ripetitività o forse per la sua “semplice incisività”- e di come sentivo fluire l’energia che quegli attori “speciali” (attori portatori di handicap) comunicavano attraverso il loro “ESSERE”, la dolcezza e l’armonia dei movimenti, la cadenza, il suono, e la musicalità della loro voce.
Così, con una diversa consapevolezza, questo teatro è veramente un modo per entrare in contatto con l’emotività delle persone, un modo di “partecipare” come spettatrice.

“I TEATRI DELLA MEMORIA MULTIMEDIALE”

Questa espressione mi piace molto.
Più volte mi è capitato di pensare al peso della memoria: dunque, io SONO quello che SONO STATA.
Nient’altro! Sono il risultato di tutte le mie esperienze e del mio vissuto: la mia memoria definisce in un certo senso, anche la conformazione sensoriale attraverso cui riesco a esistere.
Credo che in questa ottica diventi molto stimolante considerare gli spazi “virtuali” come spazi di interazione sociale, luoghi in cui si raccontano e si intrecciano “memorie”.
Se questo permette di produrre le azioni, allora riflettevo che il teatro, non è un semplice rappresentare, ma con un processo inverso può entrare nella vita mediandone i molteplici “linguaggi”.





Valentina - 10-11-2002 at 15:37

Ero presente sia il giorno della lezione d' inaugurazione del corso e sia il giorno in cui si è fatto l' incontro ristretto sul progetto "per un' integrazione parteciapata: quale teatro?", ma vorrei comunque avere, se fosse possibile, quei testi e quei link in riguardo e di cui si è parlato nel forum. Grazie

Giuliano Capani - 10-11-2002 at 19:09

Dal soggettivo al collettivo.
Sul punto di vita e il punto di vista.
il teatro è anche un punto di vita ideato da molteplici punti di vista.
Come nasce un’idea?
Lo stimolo iniziale è dato da una percezione sensoriale (sia essa visiva [V], auditiva [A] o una sensazione emotiva [K]), ma questa rimane inerte se non sollecita collegamenti con altri elementi che pre-esistono nella mappa cognitiva (MC) del percettore.
La capacità di provocare queste interconnessioni risiede in vari fattori tra cui: l’attenzionalità, la motivazione, la flessibilità, l’adattamento … e, naturalmente, avere alle spalle una serie di esperienze cognitive consolidate.
Ora, lo studio sui libri è certamente lo strumento più facilmente accessibile per costruirsi le proprie MC, come pure l’esplorazione interattiva del Web: ci si avvale dei percorsi cognitivi altrui per farli nostri (se li riteniamo efficaci e rispondenti alle nostre esigenze), ma questo è solo un livello, diciamo così, mentale. Perché i pensieri possano produrre azioni e nuovi comportamenti occorre ‘incorporare’ le idee (come diceva Richard Olivier nel mio film ‘Teatramando’ che avrete visto a lezione).
E qui passiamo al punto di vita. Le idee vanno vissute, sperimentate nel sociale, giacché non viviamo soli su questa terra!
Per questo il nostro modo di fare didattica non si ferma sui testi scritti, ma cerchiamo di creare le occasioni perché voi possiate interagire anche nella vita con quello che è il vostro bagaglio di conoscenze che state acquisendo [vedi laboratori e vari elaborati scritti, filmati e drammatizzati]
Vivere le idee vuol dire innanzitutto confrontarle, relazionarsi, farle diventare azioni, comportamenti, quindi comunicarle.
La comunicazione può servirsi di tanti mezzi. Quella che si esprime attraverso il teatro, per mia esperienza personale, è forse la più completa perché crea una sinestesia, cioè interessa più canali sensoriali (V,A,K) contemporaneamente e quindi coinvolge totalmente la persona offrendogli un forte stimolo e motivazione alla conoscenza e al cambiamento che da essa ne deriva.
La comunicazione è un elemento essenziale per lo sviluppo e l’evoluzione dell’individuo e della società.
L’esperienza comunicativa del forum offertaci da Carlo ci permette di confrontare i pensieri a distanza, ed è una situazione nuova e indiscutibilmente efficace che andiamo sperimentando da qualche tempo, ma poi occorre che la distanza mentale si trasformi e generi azioni e comportamenti, cioè occorre che
dai punti di vista si passi al punto di vita!

Vinicio Antonio Attanasi - 12-11-2002 at 21:18

Purtroppo il giorno della presentazione del corso di informatica multimediale io non ero presente! Accetto l'offerta di avere i link ed i testi x potermi aggiornare e raggiungere il livello di conoscenza che hanno gli altri partecipanti al forum!!! Grazie.

Vinicio Antonio Attanasi - 12-11-2002 at 21:36

Leggendo il forum ho notato che tutti parlano di utilizzare la multimedialità come "premio di consolazione" x coloro che sono etichettati come dei "diversi", ma bisogna stare attenti ad un dato molto importante : "l'umanità dell'uomo" !!! Vi chiedo: << Può una macchina imitare e soprattutto trasmettere il tipico calore umano? >>. Ascoltare, consigliare, consolare,...!!!Secondo me l'aiuto che possiamo dare al prof. Infante e quello di spremere le nostre meningi e pensare a come una creazione multimediale x l'integrazione possa esserci di ausilio x poter tramite il teatro (e non solo!)trasmettere il "tipico calore umano" che pian piano si sta raffreddando!!!Molto probabilmente mi sbaglio! Ma purtroppo guardandomi intorno ciò che vedo è solo gelo!!!(Questo non è uno sfogo personale ma un semplice punto di vista!!!!!!)

Interaction/Interface/Info Design

carlo - 12-11-2002 at 22:28

Quota:
Originariamente scritto da Vinicio Antonio Attanasi
Purtroppo il giorno della presentazione del corso di informatica multimediale io non ero presente! Accetto l'offerta di avere i link ed i testi x potermi aggiornare e raggiungere il livello di conoscenza che hanno gli altri partecipanti al forum!!! Grazie.


ecco un link x ora
è una traccia del corso di formazione del Media Programme della Comunità Europea che sto curando
http://www.ars-media.it/id3/html/Newtrends/start.html
riguarda i tre aspetti chiave del mondo digitale.

Interaction ovvero l'interazione tra noi, i nostri corpi, e i sistemi di comunicazione

Interface, ovvero l'interfaccia: la soglia: la rappresentazione dello schermo interattivo

Info Design: ovvero l'architettura del sistema informativo

ma ne riparleremo

CONSIDERAZIONI NOTTURNE -anche per Vinicio-

Paola - 13-11-2002 at 01:11

Sono figlia degli anni ’70, quando di “tecnologia” non si sentiva parlare e la tele era ancora in bianco e nero. Sono cresciuta a pane e favole e il “Sapientino” era il gioco più “interattivo” che esisteva!
Che sorpresa quando ebbi regalato il primo videogame!!! Si poteva giocare a tennis: sullo schermo eri solo una barretta che andava su e giù e perfino la pallina non era rotonda ma quadrata!
Il campo era stilizzato, ma rendeva l’idea (i prodigi della grafica erano abbastanza lontani!)
Eppure, l’emozione di muovermi attraverso la manopola (il joystick non c’era ancora!), fu enorme! Capire che ad un mio movimento reale ne corrispondeva uno sullo schermo mi sembrava alquanto complicato.
Come poteva essere?
Nella fantasia di bambina quella meravigliosa novità restò per lungo tempo sospesa tra l’incantesimo e la diavoleria!!!

Poi arrivò il commodore 64, che era tutta un’altra cosa! Finalmente la “barretta” aveva preso delle fattezze quasi umane: c’erano i colori e si potevano fare tante cose diverse…anche programmare! E poi, si poteva giocare con gli “ADVENTURE”: dei giochi bellissimi per veri esploratori in cui tu digitavi “APRI PORTA” “ESAMINA STANZA” e il computer, che sembrava dotato di intelligenza propria, rispondeva ed eseguiva.
Eh, quanta strada è stata fatta da allora!


Ti rispondo Vinicio.
Hai ragione, il calore è necessario: capisco bene il bisogno (e lo sento anch’io prepotente) di parlare, guardarsi negli occhi, accarezzarsi, “respirarsi” perché comunicare con l’esterno attraverso tutto il corpo è il modo più intimo e personale per raccontarsi. Come si può, rinunciare al profumo di una sera d’estate, al calore del sole che riscalda la pelle, al rumore delle onde del mare?
Stai tranquillo, sentirsi vivi, carne e sangue, piacere e dolore, sono emozioni troppo forti per potervi rinunciare.
Credo che mai la “realtà virtuale” potrà sostituire la “carnalità”. Ma non dobbiamo dimenticare che la tecnologia è qualsiasi cosa che l’UOMO ha inventato per estendere le funzionalità del proprio corpo e che quindi va semplicemente usata per le innumerevoli possibilità che offre! Va impiegata fino in fondo per stimolare al massimo la funzione di “scambio” (in tutti i sensi). La possibilità stessa del “mascheramento” nelle chat, per esempio, le rende assolutamente interessanti. Basta non lasciarsi fagocitare!

…Playstation? Tu non credi che i bambini di oggi giochino ancora a campana per le strade? O a calcio con una lattina schiacciata? Io si (o almeno lo spero!)


Sabry - 14-11-2002 at 12:36

Sono sempre Sabrina e vorrei sapere per quale motivo quando accedo sul forum con un computer dell' università esce scritto che la mia password è errata. Per scrivere infatti ho dovuto registrarmi di nuovo con un altro nome.Dipende forse dal fatto che per accedere uso 2 computer?grazie,scrivero' tra qualche giorno!

Valentina - 14-11-2002 at 19:47

Vorrei riprendere ciò che Vinicio ha fatto notare in questo forum. Sono convinta che, come ha detto Paola, la "realtà virtuale" non arriverà mai a sostituire la "carnalità", anche se oggi la maggior parte dei bambini preferisce essere "monopolizzata" dal computer, che non trovarsi con gli amici per avere un confronto, stabilire relazioni o solo per giocarci. Sicuramente una macchina, per quanto possa metterci in contatto con altra gente attraverso chat, scambio di posta, ecc.., non potrà darci in nessun modo il tipico calore umano, non potrà trasmettere alcun tipo di emozione e,quindi, non potrà dare consigli, risolvere problemi, ascoltarci...
Ma non credo che si possa parlare di "gelo" solo perchè in alcuni interventi del forum si è affrontato maggiormente il discorso sulla multimedialità mettendo magari da parte solo per un attimo il problema dell' integrazione. Sappiamo tutti infatti che il computer, la multimedialità sono qualcosa in un certo senso di "astratto" di "poco tangibile", e che, per avere qualcosa di concreto, di reale, per trasmettere calore e affetto, per dare emozioni, il teatro è sicuramente una delle forme migliori per farlo.

"LA VERA CREATIVITA' CONSISTE NEL FRANTUMARE LE COSTRIZIONI"

Sabry - 15-11-2002 at 10:52

Con l' incontro con Eugenio Barba ho fatto alcuni collegamenti con il nostro discorso.L' affermazione che piu' mi ha colpito e' stata questa: "La vera creativita' consiste nel frantumare le costrizioni".Ci vuole quindi qualcosa che ci conosca e che ci faccia "uscire fuori", ci liberi dai pregiudizi della nostra identita' culturale.Solo cosi',svincolati da queste "oppressioni" , potremo comprendere appieno la diversita' e creare un teatro completamente nuovo.

Eugenia Napolitano - 15-11-2002 at 17:03

Quota:
Originariamente scritto da Vinicio Antonio Attanasi
Leggendo il forum ho notato che tutti parlano di utilizzare la multimedialità come "premio di consolazione" x coloro che sono etichettati come dei "diversi", ma bisogna stare attenti ad un dato molto importante : "l'umanità dell'uomo" !!! Vi chiedo: << Può una macchina imitare e soprattutto trasmettere il tipico calore umano? >>. Ascoltare, consigliare, consolare,...!!!




Comprendo appieno le tue perplessità, ma sono altresì convinta che sia importante “vivere” il rapporto con la multimedialità all’insegna di una ragionata ed emozionabile interazione.
Far uso d’ipertesti, in qualsivoglia disciplina, non significa delegare ad un computer la capacità tutta “umana” del “dare e del ricevere”, che è poi l’essenza stessa dell’insegnamento.
Innanzitutto, l’approccio ad un ipertesto deve essere guidato dalla metodologia dell’ “imparare ad imparare”: lo studente deve ESSERE AIUTATO, SOLLECITATO a prendere coscienza delle proprie POTENZIALITA’ d’apprendimento.
Nel pieno rispetto di tali “risorse umane”, egli può comprende da sé, in modo autonomo, come accedere alle informazioni, come strutturarle e decifrarle, confrontandosi continuamente con il gruppo d’appartenenza, fino a conquistare una propria INDIPENDENZA di pensiero e di azione. E non è forse tale INDIPENDENZA a rappresentare una chiave d’accesso al superamento della “diversità”? Io credo di sì.






Giuliano Capani - 16-11-2002 at 19:35

... Tutto insieme: la vita e le cose che crediamo di meritare....
Come diceva Bodini.
Chissà perché abbiamo questa credenza diffusa (la prima freccia l'ha scagliata Vinicio che ha un cuore caldo) che la multimedialità, o lcomunque 'approccio al 'nuovo' possa o debba essere esaustivo. Crediamo che possiamo chiedere e avere tutto da un mezzo così semplice come è quello del web.
La sua capacità è la INTERCONNESSIONE. Null'altro. quindi non chiediamo calore, affettività, emozionalità etc...
possiamo solo comunicare digitando e connetterci con gli altri, buttare fuori i nostri pensieri che rimarranno in questa grande scatola nera. Il che non è poco, ma non è tutto.
Ci sono altre modalità per interconnessioni calde. Il teatro, per esempio, ne è un esempio. però bisogna praticarlo, non soltanto parlarne. Antonio, mi sembra, ve ne abbia dato una dimostrazione.
Quindi spero che il dibattito su questo Forum prenda la strada delle riflessioni sul fare e non sul dire (anche perchè ne abbiamo dette un po' troppe non vi pare?)
Giiuliano Capani

Giuliano Capani - 16-11-2002 at 21:04

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Con l' incontro con Eugenio Barba ... .L' affermazione che piu' mi ha colpito e' stata questa: "La vera creativita' consiste nel frantumare le costrizioni".Ci vuole quindi qualcosa che ci conosca e che ci faccia "uscire fuori", ci liberi dai pregiudizi della nostra identita' culturale.Solo cosi',svincolati da queste "oppressioni" , potremo comprendere appieno la diversita' e creare un teatro completamente nuovo.------------
Quota:

<<< Le parole di Eugenio secondo me vanno prese con molta attenzione. Chi ha lavorato con lui sa che il superare la propria identità culturale vuol significare essere disposti al cambiamento, alla conoscenza, al confronto, non limitarsi al seguire la corrente e ad essere 'costretto' nelle proprie convinzioni.
Certamente il teatro, ma non solo il teatro, è un mezzo che ci permette di conoscerci a fondo, ma nello stesso tempo. essendo comunicazione, la conoscenza è interattiva, cioè avviene attraverso uno scambio. Per arrivare a questo evento comunicativo occorre 'conoscersi conoscendo'.
Non si tratta di un lavoro tutto interno da farsi in un laboratorio, ma di una serie di eventi conoscitivi da stimolare sul territorio in una situazione reale. A Taurisano, per es. si svolge un lavoro del genere.

link a studioazzurro

carlo - 17-11-2002 at 01:44

Quota:
Originariamente scritto da valeria
colpita dall'idea del viaggiatore multimediale, vorrei visitare la mostra di Napoli su studioazzurro e cercare di avere maggiori informazioni anche tramite questo nuovo forum


qui trovi
info sulle ambientazioni di studioazzurro
http://www.studioazzurro.com/currentevents/index.htm

teatri della memoria multimediale

carlo - 17-11-2002 at 01:51

Quota:
Originariamente scritto da Paola
(...)“I TEATRI DELLA MEMORIA MULTIMEDIALE”

Questa espressione mi piace molto.
Più volte mi è capitato di pensare al peso della memoria (...)


il tuo intervento da una gran bel contributo a questo dibattito
c'è molto da dire
per ora indico un link dove sviluppo questo concetto di "teatro della memoria multimediale"
http://www.teatron.org/agapow/virtual/testi/teatrmem.htm

foto e profilo di studi

carlo - 17-11-2002 at 01:58

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Sono sempre Sabrina e vorrei sapere per quale motivo quando accedo sul forum con un computer dell' università esce scritto che la mia password è errata. Per scrivere infatti ho dovuto registrarmi di nuovo con un altro nome.Dipende forse dal fatto che per accedere uso 2 computer?grazie,scrivero' tra qualche giorno!

probabilmente hai fatto un errore nel registrare la password
ma anche il server di questo forum delle volte fa le bizze...
bisogna avere pazienza...

colgo l'occasione x fare a tutti una proposta:
via di mettere su una vostra foto?
e di indicare ciascuno di voi quali sono le linee teoriche che vi piacerebbe sviluppare?
e magari qualche traccia di un vostro profilo di studi: per capire meglio quello che state studiando.

per quanto riguarda il progetto " per un'integrazione partecipata: quale teatro?"
metteremo nel web tra qualche settimana una prima release



SPUNTI DI RIFLESSIONE -LA RADIOATTIVITA' DI Eugenio BARBA-

Paola - 17-11-2002 at 15:25

Ancora ipnotizzata dalle vibrazioni e dalle suggestioni intense indotte dallo spettacolo “MYTHOS” dell’ODIN TEATRET, mi sembra utile riportare alcune considerazioni (su cui mi piacerebbe riflettere con voi) che Eugenio Barba ci ha regalato durante la conferenza tenuta in Ateneo il 13 novembre 2002.

Il titolo dell’incontro è “La mia casa del padre”.

…Questa casa non è un luogo ben preciso, spiega Barba, ma è nascosta nel subconscio dei propri sensi. E’ necessario molto silenzio per poterla ritrovare sepolta sotto le parole, le umiliazioni e le vittorie che si sono vissute...

…il teatro, infatti, non è nel momento creativo, o nel risultato, ma nell’incontro con persone che vivono la stessa condizione di isolamento…
…un isolamento fatto di rispetto e di profonda lealta’ per se stessi: unico filo che ci lega alla “casa del padre” personale, e che attraverso l’esperienza ci ha condotto a quello che siamo oggi…

…la diversità è una situazione che comunemente spaventa…

…eppure, vivere lontani, conoscere, viaggiare, sentirsi “diversi”, stranieri permette d’incontrare la grandezza dell’essere umano…

…ed è proprio l’incontro con la diversita’ che ha grandi conseguenze per se stessi e per il teatro…

…Quando non sai niente di chi hai di fronte e non conosci neppure la sua lingua, sono i gesti, il timbro della voce e il calore dell’intero corpo che ti parlano…

…Il teatro che viene prima del dramma non è l’edificio ma proprio quella voce e quel corpo…

…L’attore non è che un’architettura in movimento.
Il suo compito è quello di ricostruire le diverse realta’, e le diverse contraddizioni che compongono l’essere umano focalizzando sul SE’ l’attenzione dello spettatore.
Occorre sorprenderlo, stupirlo attraverso la “trasgressione” delle leggi che regolano il comportamento comune.
Il teatro, infatti, è un’arte morale governata da leggi. Per ogni sbaglio la punizione sara’ sempre la stessa, la DISATTENZIONE dello spettatore…

…Obiettivo importantissimo del teatro,infatti, è quello di disarcionare lo spettatore e di scoprire come questa caduta possa diventare uno STRUMENTO…

…Ogni azione prodotta nel teatro è RADIOATTIVA…


tavolo

gabriele - 19-11-2002 at 08:46

Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole e la luce del giorno ti divide la piazza tra un villaggio che ride e te lo scemo che passa e neppure la notte ti lascia da solo: gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.
E se anche tu, andresti a cercare le parole sicure per farti ascoltare, per stupire mezz'ora basta un libro di storia io cercai di imparare la "tre cani" a memoria e dopo maiale, Majakowskij, malfatto continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita in un manicomio io l'ho restituita, qui sulla collina dorma mal-volentieri eppure c'è luce, ormai, nei miei pensieri, qui nella penombra ora invento parole ma rimpiango una luce, la luce del sole.
Le mie ossa regalano ancora alla vita, le regalano ancora erba fiorita, ma altra vita è rimasta nelle voci in sordina di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina, di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia "una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

saggio - 20-11-2002 at 15:47

Quota:
Originariamente scritto da gabriele
Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole e la luce del giorno ti divide la piazza......



>>>Ma può anche capitare che uno scriva delle cose, appunto, pasticciate e inutili (e questo accade sovente) e non se ne accorga o non se ne voglia accorgere, il che è ben possibile, perché la carta è un materiale troppo tollerante. Le puoi scrivere sopra qualunque enormità, e non protesta mai: non fa come il legname delle armature nelle gallerie di miniera, che scricchiola quando è sovraccarico.

Primo Levi, La chiave a stella


...Solo De Andrè...<<<


alias > maschere > nickname

carlo - 22-11-2002 at 23:58

Quota:
Originariamente scritto da saggio
Quota:
Originariamente scritto da gabriele
Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole e la luce del giorno ti divide la piazza......



>>>Ma può anche capitare che uno scriva delle cose, appunto, pasticciate e inutili (e questo accade sovente) e non se ne accorga o non se ne voglia accorgere, il che è ben possibile, perché la carta è un materiale troppo tollerante. Le puoi scrivere sopra qualunque enormità, e non protesta mai: non fa come il legname delle armature nelle gallerie di miniera, che scricchiola quando è sovraccarico.

Primo Levi, La chiave a stella


...Solo De Andrè...<<<



bell'intervento...
se la carta non protesta
non scricchiola sotto il peso delle parole
il web che fa?
regge tutto?
con il tuo alias (il tuo "doppio", ovvero la maschera che hai scelto x firmarti in questo forum) hai lanciato un bello input

sei uno studente del corso?

se si, svelati
questo gioco degli alias (o nickname o maschere...) a me piace molto
ma se vogliamo utilizzare questo forum come luogo di confronto ( e valutazione... concetto che vorrei rifondare...) esplicito
sarebbe opportuno rivelarci

a proposito
perchè non mettete in attach le vs foto?
e anche i riferimenti alle linee didattiche che ho delineato nel primo intervento?

checco - 24-11-2002 at 02:23

salve a tutti.... leggendo un pò gli interventi all'interno del forum non riesco a comprendere come la comunicazione o la gestualità, o ,in questo caso, gli ipertesti,possano eludere vincoli e barriere strutturalmente integrati nella società da sempre! Per esempio,abbiamo mai immaginato di organizzare una "mostra d'arte per non vedenti"? voi cosa fareste? p.s. mi fornireste un pò di materiale sull'esperienza acquisita da voi circa 30 anni fa?(primo incontro---- nome ospite---(?)

saggio - 24-11-2002 at 08:58

Quota:
Originariamente scritto da carlo

>>>con il tuo alias (il tuo "doppio", ovvero la maschera che hai scelto x firmarti in questo forum) hai lanciato un bello input

sei uno studente del corso?

se si, svelati
questo gioco degli alias (o nickname o maschere...) a me piace molto
ma se vogliamo utilizzare questo forum come luogo di confronto ( e valutazione... concetto che vorrei rifondare...) esplicito
sarebbe opportuno rivelarci<<<


“Nel gioco si manifesta lo slancio vitale della personalità che domanda di darsi e costituirsi” -Frochel-


Ci siamo detti, visto che il web offre forme di comunicazione diverse, perché non giocare?
Quanto possiamo essere più veri, sottraendoci a “noi stessi”?
Quanto, muovendoci su più piani di condivisione dell’attività ludica, possiamo scatenare reazioni emotive interessanti?

Così, un po’ per gioco, un po’ per provocazione abbiamo pensato di mascherarci per scrivere le nostre idee.
La possibilità di sfuggire alla logica dell’identificazione, è l’aspetto che ci ha intrigato di più!
Volevamo semplicemente osservare le reazioni senza avere il “peso della nostra identità”, volevamo dare e ricevere risposte senza “condizionamenti”.
E questo non per paura di confrontarci, ci mancherebbe altro, ma per sperimentarci da un punto di vista differente!
Paola, Vinicio.




solo chi ha dentro il caos può generare una stella danzante

carlo - 24-11-2002 at 11:22

Quota:
Originariamente scritto da saggio
Quota:
Originariamente scritto da carlocon il tuo alias (il tuo "doppio", ovvero la maschera che hai scelto x firmarti in questo forum) hai lanciato un bell'input
sei uno studente del corso?
se si, svelati(...)

>>>
Ci siamo detti, visto che il web offre forme di comunicazione diverse, perché non giocare?
(...) E questo non per paura di confrontarci, ci mancherebbe altro, ma per sperimentarci da un punto di vista differente!
Paola, Vinicio.


perfetto, è un bell'esempio di gioco
nel senso lato del termine
è quel fare finta d'essere qualcun altro
che nasce dal principio infantile del mascheramento (faccio zorro, spiderman, campanellino...)
è dopo tutto uno dei principi cardine del teatro
ed è di questo che si tratta nel nostro corso di frontiera tra multimedialità e teatro.
ma facciamo un pò d'ordine,
adesso
dopo che, finalmente,
un pò di caos e complessità sono entrati nel nostro lavoro...

una citazione:
"solo chi ha dentro di sè il caos
può generare una stella danzante"
vai a vedere (serve Flash!!!)
di chi è e che cosa ne ho fatto...
http://www.teatron.org/dioniso/

dicevo facciamo ordine:

> vi sto chiedendo di dare elementi di riconoscimento, con un vostro desiderio che delinei l'interesse sulla base del piano di studi che ho proposto nel mio primo intervento

> di recuperare gli appunti presi nella mia lezione, sia quella plenaria che quella particolare proiettata sul progetto sull'"integrazione partecipata"

> d'inserire una vostra foto e magari dei link a pagine web che vi riguardino
(farle e fare in modo che si facciano, coinvolgendo colleghi + esperti, è uno degli obiettivi di questo corso)

vedremo + avanti

> x quanto riguarda le dinamiche psicologiche, rappresentative e dissimulanti di questo forum
vi invito a farvi avanti:
vorrei selezionare figure competenti x lavorare su uno degli "skill" futuri:
l'animatore di forum-digital trainer.

per ora inizio io
a mettere una foto
...

vorrei arrivare al prossimo appuntamento di gennaio con almeno tre gruppi individuati:

1. animatori di forum e rilevatori delle linee di discussione, con report mensili (3)

2. raccoglitori degli appunti presi nella lezione plenaria su "Multimedialità, tra memoria e mutazione dei linguaggi" il 4 novembre nel teatrino (5)

3. raccoglitori degli appunti x il progetto "per un'integrazione partecipata:quale teatro" (7)

questa suddivisione sarà temporanea e non contempla esclusività

concentriamoci ora
prima d'entrare nell'acquiescenza natalizia

Paola - 24-11-2002 at 16:20

Quota:
Originariamente scritto da carlo
>>> vi sto chiedendo di dare elementi di riconoscimento, con un vostro desiderio che delinei l'interesse sulla base del piano di studi che ho proposto nel mio primo intervento (...)<<<

Sono Paola, ho 28 anni.

Mi piacerebbe sviluppare l’idea “rappresentazione” come LUOGO in cui avviene scambio di comunicazione;
un luogo in cui i segni possono aiutare a ricordare, possono stimolare il pensiero a produrre immagini, a usare linguaggi diversi dalle parole;
un luogo in cui il gioco diventa un elemento di sviluppo intellettivo ed emotivo di ciascun individuo (del resto le rappresentazioni teatrali erano definite LUDI SCAENICI);
un luogo in cui i ricordi (anche quelli di cui non siamo consapevoli), possono intervenire sullo sviluppo della personalità;
un luogo in cui lo spettatore non sia solo il senso della rappresentazione stessa.

Come tutto questo può “vivere” di bit?

P.S. La mia foto è in allegato (non è il massimo ma almeno ci sono!)
Mi riprometto di inserire al più presto gli appunti delle lezioni.






paola.jpg - 3kB

avevo dimenticato la foto...

carlo - 24-11-2002 at 16:42

eccola

nello sfondo c'è un'immagine che m'ispira molto

avete mai sentito parlare dei dervisci medvlevi...?

riguarda un ragionamento sull'alterità come risorsa vitale...

carlodervisci.jpg - 113kB

essere o non essere... in rete

carlo - 24-11-2002 at 16:51

Quota:
Originariamente scritto da Paola
(...)
Come tutto questo può “vivere” di bit?


paola, la dimensione digitale è una realtà in +: è una realtà che aumenta e non sottrae
detto questo la dicotomia reale/virtuale è un falso problema
sta alla nostra emancipazione trovare l'equilibrio: dopotutto vivere la vita quotidiana ci esclude dalla vita onirica ( e viceversa).
sappiamo distinguere anche la differenza tra reale ed immaginario, sia a teatro che al cinema...
qui, nel forum on line ( e nei prossimi tempi in frequentazioni sempre + estese ed intense nella rete) si tratta di saper giocare questa partita tra reale e virtuale,
individuando i punto dove finisce uno e inizia l'altro.
quando sono in rete, >>>sono<<< in rete...

Paola - 25-11-2002 at 00:10

Quota:
Originariamente scritto da carlo
>>>(...) la dicotomia reale/virtuale è un falso problema
sta alla nostra emancipazione trovare l'equilibrio(...)
sappiamo distinguere anche la differenza tra reale ed immaginario, sia a teatro che al cinema... (...)si tratta di saper giocare questa partita tra reale e virtuale, individuando il punto dove finisce uno e inizia l'altro<<<

Si, ovviamente! E questo lo so fin troppo bene!
...Credo di non essermi saputa spiegare: intendevo solo dire che mi interessa particolarmente il COME (materialmente) poter trasformare tutte le nostre emozioni -farle "vivere"- in un prodotto digitale per "i teatri della memoria multimediale".

condividere energia

carlo - 25-11-2002 at 00:26

Quota:
Originariamente scritto da Paola
(...)
mi interessa particolarmente il COME (materialmente) poter trasformare tutte le nostre emozioni -farle "vivere"- in un prodotto digitale per "i teatri della memoria multimediale".

dopotutto è come pensare di fare vivere le nostre emozioni in un libro, in un film, in un evento teatrale
tante forme diverse d'espressione
a cui va aggiunta ora anche l'opportunità digitale
alla fine dei conti conta la passione con cui lo si fa, lo si progetta, lo si pensa
è un ulteriore piano d'azione, questo del multimediale,
la qualità sta in noi: nella nostra energia e nella capacità di condividerla con gli altri

UN PARADOSSO CURIOSO:LA MEMORIA DEL PRESENTE

Sabry - 25-11-2002 at 13:43

La memoria del presente consiste nell' osservare e associare quello che si vede a nostre esperienze personali. La memoria del presente sarà composta quindi da tanti punti di vista sempre nuovi. Allora,in realtà, si potrebbe parlare di diverse memorie del presente?Proprio in questo processo di esplorazione,non ci sarà il rischio di "disperderci"?O é proprio questo che ci fa conoscere e di conseguenza ci mette in relazione?
Metterci in relazione:é questa la parola d'ordine per aprirci e per farci avanti senza inibizioni.
Quanto prima farò avere ai miei fan la mia foto...magari autografata!!!!

il rapporto pensiero/azione

carlo - 25-11-2002 at 16:51

quote:
Originariamente scritto da Sabry
La memoria del presente consiste nell' osservare e associare quello che si vede a nostre esperienze personali. (...)

>>>
allora,
un concetto come "memoria del presente" mi sembra ovvio
è stato posto da me come un paradosso...
ma in fondo viviamo in un mondo in cui i paradossi non mancano
la riflessione concerne il rapporto che c'è tra pensiero ( da qui alla memoria)
e azione (l'agire nel tempo reale)
nell'era delle reti questo rapporto si fa sempre + serrato.

questo è.
<<<
Quanto prima farò avere ai miei fan la mia foto...magari autografata!!!!
--------------------------------------------------------------------------------



niente fan
niente autografi

non banalizziamo una mia richiesta
normale
voglio associare le firme nel forum
ai visi...

bea - 25-11-2002 at 20:54

AVVERTENZA
A te, navigatore della rete
Il testo che stai leggendo l’ho prima pensato, poi l’ho scritto e riscritto con la biro blu, poi l’ho trascritto in word, infine col “copia-incolla” l’ho introdotto nella rete decidendo di occupare uno spazio nel forum “Tracce dal Laboratorio di libera espressione a Lecce” ed uno spazio nel forum "Corso di Informatica Multimediale. Teoria e tecniche del teatro in ambiente digitale".
Avrei voluto mettermi davanti al computer e riversare “di getto” i miei pensieri nella finestrella del “new reply” dopo aver fatto “logout” e poi “login”, quindi “invio”.
Ma nessuna delle parole che attivavano azioni su quello schermo vitreo mi risultavano amichevoli. Lo stesso monitor mi dava l’impressione di un occhio di vetro, freddo, cieco…
Insomma, avevo l’impressione di avere davanti un blocco di ghiaccio dentro il quale riversare emozioni, sentimenti, storie.
Poi ho riflettuto. Ed ho scoperto una cosa ancora più inquietante: in un qualche momento dovevo aver deciso che le storie più affascinanti, le frasi più belle, le emozioni e i sentimenti più vibranti, che emergevano nel corso delle attività del Laboratorio di libera espressione avviato nella mia scuola, le avrei tenute per me, nella cassaforte del mio diario di bordo.
Ora sto scrivendo, ma non riesco a liberarmi della fastidiosa sensazione che sto forzando zone delicate, pieghe che dovrebbero restare piegate.
Una violenza sottile che, se non sarà compensata con rapporti veri, incontri importanti, rischia di produrre solamente inutili piaghe.

Il lavoro nel Laboratorio li libera espressione nella Scuola Media GALATEO procede.
Sono stanca (fisicamente).
Molti pensieri mi attraversano la testa. Si tratta soprattutto di interrogativi, che producono altri interrogativi. Domande piuttosto che risposte. Incertezze piuttosto che certezze.

Da un po’ di tempo mi interrogo sul perché io continui a provare disagio nei confronti della scrittura on-line, sul perché non la consideri affatto una scrittura “creativa”.
Io, che pure riesco, a detta di tanti, a far scrivere testi straordinari e “creativi” anche a ragazzi solitamente demotivati, sprovveduti, disorientati…
Io, che credo fortemente ed ho sperimentato quotidianamente la forza incredibile della parola scritta sulla parola orale, il suo valore “terapeutico”…
Perché non riesco ad “essere spontanea”, “creativa”, a “scrivere di getto”, senza mediazioni, sul forum?
Ed invece ho bisogno di pensare, e poi di scrivere, di fissare sul mio diario i miei pensieri, per poi trascriverli ed inviarli on-line? …forse!

Sono ormai molti anni che uso il “diario di bordo” come strumento di lavoro per ascoltare, osservare, raccontare, ricordare, riflettere, confrontare esperienze…
E sono molti anni che chiedo ai miei alunni di ascoltare, osservare, raccontare, ricordare, riflettere, confrontare le esperienze vissute insieme.
Da quando abbiamo avviato il Progetto I.N.D.I.R.E. anche i miei colleghi, la mamma di Francesco, Cristina, la sua (?!) assistente, scrivono il loro diario di bordo.
E allora dov’è il nodo, la contraddizione? Perché continuo a provare disagio?

Il “diario di bordo” è strumento per la costituzione di un gruppo, è una scrittura intima che viene rivelata solo a chi ti è vicino, perché ha condiviso con te la stessa esperienza. Sei al riparo da ogni giudizio, perché il giudizio non ha senso.
Nel “diario on-line” dov’è l’esperienza in comune, se chiunque può “entrare” e “spiare” e “giudicare” e pretendere di dare risposte e di porre domande?
Che fine fa quella intimità che è il presupposto indispensabile per un diario?

Nella comunicazione che si realizza nel “diario di bordo” le esperienze attorno a cui si aggrumano gesti, pensieri, emozioni, parole, si fanno parola scritta, cioè “qualcosa di permanente e di morto”, per dirla con Borges, per rinascere immediatamente e diventare parola orale, raccontata, “qualcosa di alato, di lieve”, che incontra altre esperienze, altri gesti, altri pensieri, altre emozioni, altre parole. Un circolo virtuoso che si rigenera ad ogni nuovo incontro.
Nella comunicazione on-line è la nostalgia della parola orale che si fa parola scritta per diventare parola orale, che vola… ma dove? da chi? quali nuovi incontri potrà generare? o si disperderà in un nodo della rete?

L’unico modo in cui riesco a pensare di poter utilizzare, io, il forum è questo:
provare a trasferire alcune pagine dei nostri diari di bordo in uno spazio virtuale, in una piazza immateriale, e lasciare così delle “tracce”. Appena una galleria di ombre rispetto all’esperienza ben più complessa che nella nostra scuola (e nelle altre due scuole) stiamo portando avanti.
Sperando con questo di incontrare altre esperienze, ben consapevoli che dietro ad ogni esperienza ci sono gesti, pensieri, emozioni, parole… persone.



Ritorno alla diversità

Valentina - 25-11-2002 at 21:39

Probabilmente mi discosto un pò dalle ultime discussioni del forum, ma vorrei ritornare al discorso dei "diversi" e riportare un piccolo pensiero:
"la diversità è solo un posto oscuro del nostro modo di pensare che nasconde ciò che non si conosce o che non si vuole conoscere..."
Tra le forme artistiche il teatro è certamente quella più articolata e complessa e il fatto di poter dare la possibilità di esprimersi è per chiunque un momento di crescita e di conoscenza; è un terreno in cui non servono certezze, in cui si espongono dubbi, esplodono conflitti, consentendo di operare una "teatralizzazione" delle esperienze della vita di ognuno, una "uscita" al di fuori del proprio sè e del proprio corpo. Come ha detto Eugenio Barba nell' incontro di qualche giorno fa: "...basta riuscire a catturare un gesto, un' espressione, una vibrazione e trasformarla in movimento..."
Bisogna quindi affermare una nuova cultura dei "diversi", non visti come oggetto di assistenza, ma portatori di valori come la solidarietà, la creatività, il rispetto della disuguaglianza.

Purtroppo non ho ancora una foto in cui compaio da sola, ma spero di poterla inviare presto.

scripta volant

carlo - 26-11-2002 at 01:03

Quota:
Originariamente scritto da bea
AVVERTENZA
A te, navigatore della rete
Il testo che stai leggendo l’ho prima pensato, poi l’ho scritto e riscritto con la biro blu,
(…)

>>>lo so, capisco, è il modo migliore x farlo...
ma è un fatto diverso, scrivere di getto, con o mediazioni espressive e sintattiche
interpretando ciò che rappresenta la re: un fluire di comunicazione
<<<

Insomma, avevo l’impressione di avere davanti un blocco di ghiaccio dentro il quale riversare emozioni, sentimenti, storie.
Poi ho riflettuto. (...)
non riesco a liberarmi della fastidiosa sensazione che sto forzando zone delicate, pieghe che dovrebbero restare piegate.(...)

>>>è evidente che stiamo tentando il superamento di quella condizione naturale di scrittura soggettiva e intima.
il valore, credo, è proprio nel valore di questo superamento
la rottura di un'abitudine
lo schermo è freddo, la rete è elettrica
sta a noi forgiarla a nostra dimensione
ed è quello che stiamo facendo,
raggiungendo obiettivi che con il diario segreto non si sarrebbero raggiunti
<<<

(...)
mi interrogo sul perché io continui a provare disagio nei confronti della scrittura on-line, sul perché non la consideri affatto una scrittura “creativa”.
(...)

Da quando abbiamo avviato il Progetto I.N.D.I.R.E. (...)

>>>s'è delineat una nuova opportunità
sta a noi interpretarla
e condizionarla a nostra misura
quale?
quella di una relazione ulteriore che non esclude le altre
<<<

(...)
Nel “diario on-line” dov’è l’esperienza in comune, se chiunque può “entrare” e “spiare” e “giudicare” e pretendere di dare risposte e di porre domande?
Che fine fa quella intimità che è il presupposto indispensabile per un diario?
(...)

>>>certo quell'intimità è persa
ma forse è possibile acquistare qualcos'altro
anche a teatro accade qualcosa di simile...
è una zona di rischio, ci si mette in gioco
e gli sviluppi non sono prevedibili
<<<

(..)
Nella comunicazione on-line è la nostalgia della parola orale che si fa parola scritta per diventare parola orale, che vola… ma dove? da chi? quali nuovi incontri potrà generare? o si disperderà in un nodo della rete?

>>>
come dire
scripta volant
parole che volano nella rete
ma che possono spostare
far accadere qualcosa
e sta accadendo
<<<

L’unico modo in cui riesco a pensare di poter utilizzare, io, il forum è questo:
provare a trasferire alcune pagine dei nostri diari di bordo in uno spazio virtuale, in una piazza immateriale, e lasciare così delle “tracce”. (...)


ecco, si,
tracce
è uno dei modi migliori x trattare di questa esperienza
stiamo tracciando la mappa lungo il cammino
seminando parole che rivelano esperienza diretta
<<<

agire il pensiero

carlo - 26-11-2002 at 01:09

Quota:
Originariamente scritto da Valentina
Probabilmente mi discosto un pò dalle ultime discussioni del forum, ma vorrei ritornare al discorso dei "diversi"

>>>no
anzi
lo stai riportando nell'alveo principale
<<<


Tra le forme artistiche il teatro è certamente quella più articolata e complessa e il fatto di poter dare la possibilità di esprimersi è per chiunque un momento di crescita e di conoscenza; è un terreno in cui non servono certezze, in cui si espongono dubbi, esplodono conflitti, consentendo di operare una "teatralizzazione" delle esperienze della vita di ognuno, una "uscita" al di fuori del proprio sè e del proprio corpo. (...)


cercare un rapporto tra questo forum on line e i principi attivi del teatro
è l'altro cardine di questo nostro lavoro
continuare così contribuisce a costruire un percorso decisamente inedito nella rifelssione sul teatro e la sua valenza sociale: quella di forte interrelazione umana. Con queste parole.
mettiamo in azione il pensiero.
Non è una buona palestra?
Che cos'è dopotutto questo nostro contesto universitario se non un'opportunità per dare forma a tutto questo?

Sabry - 26-11-2002 at 11:03

Oh, mio Dio che cosa ho combinato!Non avevo nessuna intenzione di banalizzare sul fatto della foto, scusate se forse ho esagerato.

UN ACCOGLIENTE PUNTO D'INCONTRO

De Paolis Livia - 26-11-2002 at 11:12

Mi colpisce il fatto di poter creare e interagire con qualcuno nel mondo virtuale,mondo che mi e'stato da sempre sconosciuto e che sinceramente sto rivalutando completamente.Lo considero un"accogliente"punto d'incontro...E tornando sul fatto di COME far vivere e condividere le nostre esperienze in formato digitale io penso che proprio questo ci offre la possibilita'di "dire la nostra",di condividere, scambiare energia....Poter dire che è come pensare di vivere le nostre emozioni in un libro,in un film mi sembra un po'limitativo visto che questo modo di comunicare con gli altri lo vedo un po' a"senso unico", che ci vede passivi,senza possibilita'di esprimere le nostre esperienze ed emozioni...Quindi,forse spinta dall'entusiasmo, io direi che possiamo abbandonare tutte le nostre perplessita'circa il mondo digitale, basta riuscire a mostrare la nostra volonta' di riuscire bene "insieme"!!!!

PARLARE é COME VIAGGIARE

Sabry - 26-11-2002 at 11:17

Si, ora so. Che bello scrivere come se stessi parlando! Qualche attimo fa non era così: mi concentravo per scrivere i miei pensieri in forma elaborata. Ora, invece, scopro che in questo forum si deve"parlare", diventa più immediato e mi sa più di viaggio!

EMOZIONI NEL DIGITALE?Sì, BASTA VOLARE!

Sabry - 26-11-2002 at 11:39

Ci sono, forse un pò tardi, ma ora ho capito. è un viaggio in cui si"vola con i piedi per terra" quello che devo intraprendere nei meandri più nascosti e, magari misteriosi, della multimedialità. "Vivere e volare" è il mio motto, a cui mi ispiro ogni giorno. Quando si vive è come se si volasse, perchè ogni momento di vita è scandito da forti emozioni, belle o brutte che siano. Volare con i piedi per terra, perchè il viaggio lo si intraprende stando seduti davanti ad un computer. All' inizio non capivo come far abbracciare il mondo digitale con la radioattività del teatro. Ora so che è un' avventura tutta da scoprire; ora so che il mistero di cui è dotato il digitale mi ha incuriosito come un gioco e ancora adesso continuo ad esserne affascinata.

Paola - 26-11-2002 at 20:15

Inserisco in allegato gli appunti degli incontri tenuti in università e presso la scuola Galateo l'8, il 9 ottobre e il 5 novembre (purtroppo sono abbastanza schematizzati e forse non servono a granchè).

Ringrazio il Prof. Infante per i link segnalati e gli ottimi spunti di lettura e riflessione!!!

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Sabry - 27-11-2002 at 10:48

Quota:
Originariamente scritto da Valentina
Probabilmente mi discosto un pò dalle ultime discussioni del forum, ma vorrei ritornare al discorso dei "diversi" e riportare un piccolo pensiero:
"la diversità è solo un posto oscuro del nostro modo di pensare che nasconde ciò che non si conosce o che non si vuole conoscere..."
Tra le forme artistiche il teatro è certamente quella più articolata e complessa e il fatto di poter dare la possibilità di esprimersi è per chiunque un momento di crescita e di conoscenza; è un terreno in cui non servono certezze, in cui si espongono dubbi, esplodono conflitti, consentendo di operare una "teatralizzazione" delle esperienze della vita di ognuno, una "uscita" al di fuori del proprio sè e del proprio corpo. Come ha detto Eugenio Barba nell' incontro di qualche giorno fa: "...basta riuscire a catturare un gesto, un' espressione, una vibrazione e trasformarla in movimento..."
Bisogna quindi affermare una nuova cultura dei "diversi", non visti come oggetto di assistenza, ma portatori di valori come la solidarietà, la creatività, il rispetto della disuguaglianza.

Purtroppo non ho ancora una foto in cui compaio da sola, ma spero di poterla inviare presto.


"L' essenziale è invisibile agli occhi" è quello che dice il Piccolo Principe, è necessario quindi non solo uscire dal proprio sè e dal proprio corpo, ma andare fino in fondo. A mio parere è importante farsi sensibili nei confronti di queste persone, cogliere le loro emozioni e sentimenti e farsi trascinare in questo turbine vorticoso, diventando anche noi, insieme a loro, protagonisti di un nuovo teatro. H. Hesse diceva"L' amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L' amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà più trascinato, ma trascinerà".

gabriele - 29-11-2002 at 12:25

Chi vive in baracca, chi suda il salario
chi ama l'amore e i sogni di gloria
chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo
chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
Chi ama la zia chi va a Porta Pia
chi trova scontato, chi come ha trovato
Ma il cielo è sempre più blu
ma il cielo è sempre più blu
Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano
chi fa il contadino, chi spazza i cortili
chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia
Ma il cielo è sempre più ,
ma il cielo è sempre più
Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
chi vive in Calabria, chi vive d'amore
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
Ma il cielo è sempre più blu ,
ma il cielo è sempre più blu ,
ma il cielo è sempre più blu
Chi è assicurato, chi è stato multato
chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia
chi è morto di invidia o di gelosia
chi ha torto o ragione,chi è Napoleone
chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto
chi mangia una volta,chi vuole l'aumento
chi cambia la barca felice e contento
chi come ha trovato,chi tutto sommato
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
chi è stato multato, chi odia i terroni
chi canta Prévert, chi copia Baglioni
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi è morto d'invidia o di gelosia
chi legge la mano, chi vende amuleti
chi scrive poesie, chi tira le reti
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
Ma il cielo è sempre più blu
Ma il cielo è sempre più blu ,
Chi vive col padre, chi fa la rapina,
chi sposa la Gina, chi ha rotto con tutti,
chi vince a Merano, chi cerca il petrolio,
chi dipinge ad olio, chi chiede un lavoro...
Chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi fuma un toscano, chi vive cent'anni
chi ha seguito una strada, chi ha fatto carriera
chi perde la calma, chi non sembra più lui
chi lamenta un dolore, chi chiede un lavoro
chi torna sui passi, chi ha visto Onassis
chi ha preso un diretto, chi canta in falsetto
Ma il cielo è sempre più blu ,
ma il cielo è sempre più blu
Chi vive in baracca, chi suda il salario
chi ama l'amore, chi tira al bersaglio
chi sogna la gloria, chi ha scarsa memoria,
chi gioca a Sanremo, chi va sotto un treno...
Ma il cielo è sempre più blu ,
Ma il cielo è sempre più blu
chi ama la zia, chi va a Porta Pia
chi come ha provato, chi tutto sommato
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
Ma il cielo è sempre più blu
Ma il cielo è sempre più blu
chi è stato multato, chi odia i terroni
chi canta Prévert, chi odia Baglioni
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi è morto d'invidia o di gelosia
Ma il cielo è sempre più blu ,
Ma il cielo è sempre più blu
chi legge la mano, chi vende amuleti
chi scrive poesia, chi tira le reti
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
chi mangia una volta, chi vuole l'aumento
chi cambia la barca felice e contento
chi ama la zia, chi va a Porta Pia...
chi come ha provato, chi tutto sommato
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
chi è stato multato, chi odia i terroni
chi canta Prévert, chi odia Baglioni
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
chi è morto d'invidia o di gelosia

Una sognatrice eternamente occupata a fare

Sabry - 29-11-2002 at 14:23

E' arrivato il momento di presentarmi:sono Sabrina, ho 20 anni, mi sono diplomata all'Istituto Magistrale, ma il mio sogno non è quello di insegnare. Vengo da Leverano e sono la persona più modesta del mondo al contrario dell'affermazione precedente riguardo gli autografi e i fan! Ho scelto lo STAMMS perchè _VIVO_ di emozioni. A questo proposito sono obbligata a citare O. Wilde: "Vivere è la cosa più rara nel mondo.Molta gente esiste: ecco tutto".
Sogno di scrivere e cantare.Per me è indispensabile cantare ciò che mi detta il cuore, al contrario, trovo passivo essere semplicemente interprete di una canzone che non è tua.Mi piace circondarmi di persone, ma mi apro e dò tutta me stessa solo a poche:quelle VERE! I valori essenziali per cui vivo sono:l'amore, la sincerità, e la fede.Sono interessata a tutto ciò che scatena la mia curiosità e la mia voglia di fare, come ad esempio questo forum.Coloro che mi conoscono, mi definirebbero una sognatrice eternamente occupata a fare!
P.S. Per gli appunti che inserirò mi servirebbero i nomi dei due pittori dei quadri della nave dei folli e l' altro del 5/11/02.Grazie



elena - 29-11-2002 at 14:38

E' la prima volta che scrivo in questo forum ed è la prima volta che mi affaccio su internet per comunicare. Ho partecipato ai vostri incontri, ma non ho fatto le esperienze di Otranto e Taurisano. Mi accingo solo ora a scrivere con notevole ritardo per due motivi: 1) perchè non considero mai i miei interventi opportuni ed appropriati; 2)perchè non mi era ben chiaro lo scopo di tale forum. Considero comunque il computer come un mezzo di comunicazione costruttivo e per concludere questo mio primo "intervento" cito il titolo di un film di M.Troisi: "Scusate il ritardo!!!"

Valentina - 1-12-2002 at 19:44

provo a mandare la foto ma non ci riesco. Mi dice che l'immagine è di 0 byte e che non c'è il visualizzatore adatto per vederla. Qualcuno può dirmi come posso fare?grazie

Sabry - 2-12-2002 at 11:32

allego la mia foto

sabrina.jpg - 73kB

De Paolis Livia - 2-12-2002 at 11:42

allego la mia foto

livia2.jpg - 78kB

CHI SONO?

Paola - 2-12-2002 at 13:25

Chissà perché domande apparentemente semplici come “Chi sono?” possono mettere in crisi un individuo…
L’intervento Sabrina, mi ha fatto riflettere.
Se io dovessi definirmi con altrettanta lucidità, non ne sarei capace.
Mi sono ritrovata a pensare che…accidenti! sono un impasto, una mescola di contraddizioni; una stratificazione di vari accadimenti. Semplice e complicata, sicuramente impegnativa (e prima di tutto con me stessa!)
A volte fragile e vulnerabile, altre volte di una fermezza che spaventa.
Certamente una sognatrice anch’io.
Sembra strano a dirsi, ma mi conosco bene e so che potrei sorprendermi da sola.
Luoghi, volti e situazioni mi costringono a “provarmi” ogni giorno e a interrogarmi su me stessa così che, ogni tanto, quando tiro le somme nel silenzio dei miei pensieri, mi riscopro sempre diversa: se migliore o peggiore non lo so.
CHI SONO? CHE COSA STO DIVENTANDO?
Avidamente cerco, guardo, osservo, assorbo...
Mi da un dolce sollievo sapere che intorno a me le altre persone si sono “capite”…mentre io sto ancora cercando un qualcosa che, probabilmente, non troverò mai.


CIò CHE PUò COMPROMETTERE L' ARTISTA

Sabry - 2-12-2002 at 14:34

"Siamo angeli con un' ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati" dice Luciano De Crescenzo. Un pò come nel tessitore di nuvole in cui il laboratorio, per i bambini, era diventato un loro piccolo mondo di paure, di stanchezze e di gioie condiviso e fatto da tutti come tanti pezzi di un puzzle. Il nostro teatro dovrebbe cogliere le emozioni e racchiuderle in uno scrigno per poi riprenderle quando torneranno preziose. A questo punto voglio fare una domanda a me stessa e a tutti coloro che pensano che cogliere l' emozione sia la cosa più bella e spontanea nel nostro non-luogo: ciò che più compromette la vita dal punto di vista artistico, non è alla fine, ciò che le impartisce la sua sordida sicurezza? E cioè l' impossibilità che un' emozione possa replicarsi con precisione?... A voi l' ardua sentenza...!

sarò a lecce dal 29.01 all'1.03

carlo - 4-12-2002 at 20:39

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
E' arrivato il momento di presentarmi:sono Sabrina, ho 20 anni, mi sono diplomata all'Istituto Magistrale, ma il mio sogno non è quello di insegnare. Vengo da Leverano e sono la persona più modesta del mondo al contrario dell'affermazione precedente riguardo gli autografi e i fan! Ho scelto lo STAMMS perchè _VIVO_ di emozioni. A questo proposito sono obbligata a citare O. Wilde: "Vivere è la cosa più rara nel mondo.Molta gente esiste: ecco tutto".
Sogno di scrivere e cantare.Per me è indispensabile cantare ciò che mi detta il cuore, al contrario, trovo passivo essere semplicemente interprete di una canzone che non è tua.Mi piace circondarmi di persone, ma mi apro e dò tutta me stessa solo a poche:quelle VERE! I valori essenziali per cui vivo sono:l'amore, la sincerità, e la fede.Sono interessata a tutto ciò che scatena la mia curiosità e la mia voglia di fare, come ad esempio questo forum.Coloro che mi conoscono, mi definirebbero una sognatrice eternamente occupata a fare!
P.S. Per gli appunti che inserirò mi servirebbero i nomi dei due pittori dei quadri della nave dei folli e l' altro del 5/11/02.Grazie


sarò sinteticissimo
esco da una fase di superimpegni
ecco le info:
Bruegel
mentre l'autore de la nave dei folli
è Bosch

tornerò a lecce
dal 29.01
all'1.03

c'incontreremo ed organizzeremo il forum e il lavoro sul progetto sull'integrazione partecipata


Paola - 4-12-2002 at 21:06

...Avete mai fatto caso che anagrammando la parola TEATRO viene fuori la parola ATTORE?...

SAREBBE BELLO...IN PRATICA

Sabry - 6-12-2002 at 14:50

Sarebbe bello creare, nell' ambiente in cui viviamo e agiamo, strutture e servizi adatti a tutti, in modo che nessuno si senta escluso. Creare giostre anche per coloro che non possono muoversi; creare mostre ed esposizioni anche per coloro che non vedono; creare conversazioni anche per coloro che non parlano;creare musica, canzoni e balli anche per i sordi; creare parchi su cui passeggiare anche per coloro che hanno anomalie alle gambe...Tutto questo, non per "classificare", ma semplicemente per dire che tutti hanno diritto a vivere. Io so che quanto detto è possibile; come dice Barba "la diversità ci spaventa" ma...anch' io sono diversa quando non riesco a fare una capriola; anch' io sono diversa quando ignoro i fondamenti di economia finanziaria leggendo al tg i paroloni mibtel, numtel e quant' altro; anch' io sono diversa quando mi emoziono mirando l' Infinito di cui parlava Leopardi. é proprio questo "sentirsi diversi" che ci aiuta a metterci in relazione e a incontrarci, affinchè il nostro naufragare sia dolce in questo mare!

N.B. Badate bene che "naufragare" è usato in senso positivissimo!

L'OCCHIO

Paola - 8-12-2002 at 10:23

Disse un giorno l'Occhio:"Vedo, oltre queste valli, un monte velato di nebbia azzurra. Non è meraviglioso?"
L'Orecchio udì e, dopo aver ascoltato attentamente, disse:"Ma dove sarebbe la montagna? Io non la sento".
Allora parlò la Mano, e disse:"Io sto cercando invano di percepirla, o toccarla, e non trovo montagne".
E il Naso disse:"Non ci sono monti, non ne sento odore".
Allora l'Occhio si volse dall'altra parte e gli altri presero a discutere della strana allucinazione dell'Occhio. E dissero:"Deve avere qualcosa che non va".

K. Gibran -Il Folle.

le immagini di Bosch e Bruegel

carlo - 8-12-2002 at 21:26

Quota:
Originariamente scritto da Sabry(...)
mi servirebbero i nomi dei due pittori dei quadri della nave dei folli e l' altro del 5/11/02.Grazie




i nomi
di Bosch e Bruegel
te li ho indicati prima

qui trovi
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=83&page=3
cercando l'intervento di giuliano
anche le immmagini!

gabriele - 11-12-2002 at 12:58

penso che per parlare e confrontarsicon una persona non serve superare la fantomatica maschera che ci protegge per un semplice motivo questa diabolica maschera non esiste, ma a questo punto se non esiste la maschera non esiste il teatro probabilmente, beh meglio allora sono stanco di discorsi carichi di amorevole pietà, e sono stanco di un mondo fatto da teatranti o commedianti, fate come vi pare, io penso che l'esseziale sia nel superfluo, e provocatoriamente è superfluo ciò che è essenziale, ma nemmeno i giochi di parole servono, per dialogare basta parlare non credo assolutamente che il teatro possa risolvere i problemi di un uomo nè può aiutarlo più di un buon libro o di una seduta all'analista. Per quanto riguarda il temine artista che spesso ho letto il alcuni interventi e che alcuni signori usano nel definirsi , non oso dir nulla in quanto per fortuna credo di non far parte della schiera gloriosa di artisti nè tantomeno del fangoso mondo dell'arte. il mio pensiero vi potrà sembrare sconnesso ma che ci posso fare cari critici, criticate pure, infondo la critica è una parola si sola una parola, infondo come qualcuno ha scritto "la critica è cio che che alberga nei pantaloni di un critico"

gabriele - 11-12-2002 at 13:08

Mio fratello è figlio unico
perché non ha mai trovato il coraggio
di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto - Ancona
e non ha mai criticato un film
senza mai prima vederlo

mio fratello è figlio unico
perché è convinto che Chinaglia
non può passare al Frosinone
perché è convinto che nell'amaro benedettino
non sta il segreto della felicità
perché è convinto che anche chi non legge Freud
può vivere cent'anni
perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati
malpagati e frustrati

mio fratello è figlio unico
sfruttato represso calpestato odiato
e ti amo Mario
mio fratello è figlio unico
deriso frustrato picchiato derubato
e ti amo Mario
mio fratello è figlio unico
dimagrito declassato sottomesso disgregato
e ti amo Mario
mio fratello è figlio unico
frustrato derubato sottomesso
e ti amo Mario
mio fratello è figlio unico
deriso declassato frustrato dimagrito
e ti amo Mario
mio fratello è figlio unico
malpagato derubato deriso disgregato
e ti amo Mario


Giuliano Capani - 12-12-2002 at 00:40

<<<<<<
Scrive Sabry,
A questo punto voglio fare una domanda a me stessa e a tutti coloro che pensano che cogliere l' emozione sia la cosa più bella e spontanea nel nostro non-luogo: ciò che più compromette la vita dal punto di vista artistico, non è alla fine, ciò che le impartisce la sua sordida sicurezza? E cioè l' impossibilità che un' emozione possa replicarsi con precisione?... A voi l' ardua sentenza...!
>>>>>
L’arte dell’attore non è tanto quella di replicare l’emozione originale. Jacob Levi Moreno, che ha dedicato alcuni dei suoi studi proprio sul Teatro della spontaneità è illuminante a questo proposito. Puoi leggere una breve sintesi del suo pensiero andando a:

http://www.geagea.com/15indi/15_04.htm

Certamente uno stato emozionale è ‘spontaneo’ in quanto non totalmente controllabile dalla mente conscia, ma la spontaneità di quella emozione originale, se la consideriamo come risorsa, energia per determinare un comportamento, un’azione per raggiungere uno scopo (nel nostro caso un’azione teatrale) allora s’innesca la creatività che fa prendere forma al pensiero emozionale.
L’attore, per ripetere quelle azioni (originali nelle prove) ed essere sempre spontaneo, in realtà (come diceva Stanislavski che per primo ha posto il problema) si crea un sottotesto che cambia con il tempo per rimanere sempre attuale e vero.
Come a dire: la risorsa emozionale venuta fuori durante le prove in un determinato momento ha dato la possibilità di creare un comportamento scenico, un’azione spontanea. Per ripeterla (quando va in scena per la ventesima volta ad es.) deve cercare nel suo stato emozionale attuale un percorso che possa recuperarla, anche se diversa ma l’importante è che sia vera per lui nel momento in cui la ripropone.
E sarà vera se agganciata a quella originale.
Quindi non è sordida sicurezza o falsità da saltimbanco se vista in questa ottica. Ma una modalità di comportamenti in cui il teatro non è cosa diversa e dissociata dai propri gesti, pensieri e dalla propria vita. Cercare un’armonia in quello che si fa è una ricerca costante che non ci dovrebbe abbandonare mai. Allora la spontaneità delle proprie emozioni può essere (per chi decide di fare l’attore) quella risorsa primaria, indispensabile che libera la creatività vera.
Però, ahimè, teatro di questo livello non se ne vede tanto in giro! Eugenio Barba, insieme con il suo ensemble è uno di quei registi che, vivendo con il teatro lascia intravedere quel senso di verità che da anche senso alla vita.

a fine gennaio si rilancia!

Francesca P. - 12-12-2002 at 09:09


ERRORE!!!
sono carlo
non francesca
ho usato la login di una ragazza del mio corso a montelupo fiorentino (scuola nazionale COOP) sull'orientamento nel mondo digitale...


Quota:
Originariamente scritto da Giuliano Capani
<<<<<<
Scrive Sabry,
A questo punto voglio fare una domanda a me stessa e a tutti coloro che pensano che cogliere l' emozione sia la cosa più bella e spontanea nel nostro non-luogo: ciò che più compromette la vita dal punto di vista artistico, non è alla fine, ciò che le impartisce la sua sordida sicurezza? E cioè l' impossibilità che un' emozione possa replicarsi con precisione?... A voi l' ardua sentenza...!
>>>>>
L’arte dell’attore non è tanto quella di replicare l’emozione originale. Jacob Levi Moreno, che ha dedicato alcuni dei suoi studi proprio sul Teatro della spontaneità è illuminante a questo proposito. Puoi leggere una breve sintesi del suo pensiero andando a:

http://www.geagea.com/15indi/15_04.htm


Certamente uno stato emozionale è ‘spontaneo’ in quanto non totalmente controllabile dalla mente conscia, ma la spontaneità di quella emozione originale, se la consideriamo come risorsa, energia per determinare un comportamento, un’azione per raggiungere uno scopo (nel nostro caso un’azione teatrale) allora s’innesca la creatività che fa prendere forma al pensiero emozionale.
L’attore, per ripetere quelle azioni (originali nelle prove) ed essere sempre spontaneo, in realtà (come diceva Stanislavski che per primo ha posto il problema) si crea un sottotesto che cambia con il tempo per rimanere sempre attuale e vero.
Come a dire: la risorsa emozionale venuta fuori durante le prove in un determinato momento ha dato la possibilità di creare un comportamento scenico, un’azione spontanea. Per ripeterla (quando va in scena per la ventesima volta ad es.) deve cercare nel suo stato emozionale attuale un percorso che possa recuperarla, anche se diversa ma l’importante è che sia vera per lui nel momento in cui la ripropone.
E sarà vera se agganciata a quella originale.
Quindi non è sordida sicurezza o falsità da saltimbanco se vista in questa ottica. Ma una modalità di comportamenti in cui il teatro non è cosa diversa e dissociata dai propri gesti, pensieri e dalla propria vita. Cercare un’armonia in quello che si fa è una ricerca costante che non ci dovrebbe abbandonare mai. Allora la spontaneità delle proprie emozioni può essere (per chi decide di fare l’attore) quella risorsa primaria, indispensabile che libera la creatività vera.
Però, ahimè, teatro di questo livello non se ne vede tanto in giro! Eugenio Barba, insieme con il suo ensemble è uno di quei registi che, vivendo con il teatro lascia intravedere quel senso di verità che da anche senso alla vita.

P.S. Mi dispiace ma non riesco a far funzionare il link a Moreno. ci provo mettendolo in coda
http://www.geagea.com/15indi/15_04.htm





bisogna dare uno spazio dopo l'ultima lettera dell'URL

il dibattito fiorisce
e io sono un pò latitante (sono in viaggio continuo, lo vedete ancghe dagli altri forum... buttate un occhio a quello su La scrittura Connettiva
è fuori da La rete degli sguardi)

ma a fine gennaio arrivo a lecce
e si rilancia!

Giuliano Capani - 12-12-2002 at 09:39

Ok Carlo. Ho provveduto

Sabry - 14-12-2002 at 17:17

Chiedo scusa per non aver ancora inserito i miei appunti ma in questi giorni non ho avuto la disponibilità del computer. Li inserirò presto.

evocazioni parallele

carlo - 14-12-2002 at 17:32

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Chiedo scusa per non aver ancora inserito i miei appunti ma in questi giorni non ho avuto la disponibilità del computer. Li inserirò presto.


abbiamo tempo
ci vedremo a fine gennaio
29,30,31
per quella data ci tengo a visualizzare alcuni dei vostri appunti sull'incontro con me dell'ultima volta


altra cosa:ho fatto delle modifiche al forum
le immmagini come vedete sono visibili subito nella pagina
ma non mettetele troppo grandi!
e quando scrivete operate per associazione logica cercando dei link nel web che supportuno i vs ragionamenti
come note a margine, o evocazioni parallele, o semplici suggestioni...

Giuliano Capani - 19-12-2002 at 19:35

Valentina !!!
per non fare uscire la foto troppo grande devi 'tagliarla' con un photo editor tipo Photoshop altrimenti per aprire il forum bisogna spettare troppo.
Vedi di tagliarla e rimettila in rete.
Poi, è la foto della fontana op la tua? L'inquadratura è il punto di vista con cui si include ed esclude un soggetto (ricordi le lezioni di grammatica cinematografica?)
E allora?
Mettici un po' di cura nelle cose da fare non ti pare?

Valentina - 22-12-2002 at 17:16

Credo sia arrivato il momento di presentarmi: sono Valentina e tra pochi giorni compirò 20 anni.
Sono interessata a questo progetto per diversi motivi: mi piacerebbe approfondire le mie conoscenze informatiche e multimediali e sapere come riuscire a portare il teatro in questo 'mondo'. Tutti infatti siamo abituati a pensare al teatro come un palcoscenico in cui ognuno può esibirsi: anche io, frequentando un corso di danza, sono portata comunque a stare in scena e non solo con l' obiettivo di eseguire una serie di passi uno dopo l'altro, infatti ciò che è importante è abbandonarsi al ritmo della musica e riuscire, mediante il linguaggio del corpo, a sorprendere e a dare emozioni. Questo è ciò che fino a poco tempo fa sono riuscita a vedere del 'mondo teatrale',ora però mi piacerebbe scoprire le relazioni tra teatro e multimedialità, i vari aspetti di questi due mondi cosi opposti ma che in questo caso si vengono incontro.
Sicuramente questo progetto potrebbe essermi utile per un mio futuro non troppo lontanto: desidererei infatti, dopo la laurea, lavorare nell' ambiente del teatro magari sfruttando la conoscenza della danza e approfondendo anche altri aspetti del teatro, come ad esempio questo che si è preso in considerazione nel forum e di cui io ignoravo l' esistenza.

Allego la mia foto

vale3.jpg - 15kB

Giuliano Capani - 22-12-2002 at 18:21

Per Valentina:
Perfetto!

Sabry - 3-1-2003 at 17:32

Inserisco i miei appunti

Allegato: Sabrina.doc (38kB)
Questo file è stato scaricato 356 volte


inizia il countdown

carlo - 19-1-2003 at 23:43

il 30.01 mattina si riprenderà
riprenderà a sciogliersi il filo rimasto sospeso del nostro lavoro

a giorni inserirò qui nel forum alcune note ed indicazioni utili alla ripresa della nostra mappa/iperetesto on line

le novità nel forum v'avvisano via email?
x farlo bisogna barrare quel quadratino in basso...

avvisate tutti
inizia il contro alla rovescia
della ripresa delle lezioni

30.01
0re 10-12
31.01
ore 9-11
al teatrino


dedicato un poco a tutti, anche a me

gabriele - 28-1-2003 at 17:18

Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU'
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU'
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s'è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest'estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l'argenteria
è più prosa che poesia
NUNTEREGGAEPIU'
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'è chi fa la patta
a settemezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c'ha l'acqua corrente
e non c'ha niente
ma chi me sente...
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU'




--------------------------------------------------------------------------------


Ulteriori informazioni

giorgio - 7-2-2003 at 13:52

Per il Prof. Infante,
Vorrei avere quelle informazioni su i Performing media che mi aveva promesso
e colgo l'occasione per rinnovare l'invito a tutti quelli che leggono questo forum e in particolar modo agli studenti dello STAMMS a scrivere qui al forum per qualsiasi motivo.
Domanda: ma in italiano come potrebbe essere tradotto "Perfoming media"?

teatro dei media

carlo - 9-2-2003 at 23:45

Quota:
Originariamente scritto da giorgio
Per il Prof. Infante,
Vorrei avere quelle informazioni su i Performing media che mi aveva promesso
e colgo l'occasione per rinnovare l'invito a tutti quelli che leggono questo forum e in particolar modo agli studenti dello STAMMS a scrivere qui al forum per qualsiasi motivo.
Domanda: ma in italiano come potrebbe essere tradotto "Perfoming media"?


teatro dei media

x il resto ti manderò dei link tra un pò

attendo da te e dagli altri appunti sull'ultima lezione
e ricordatevi che il 28.02 a koreja
ci sarà Il suono del teatro
convegno in forma di set radiofonico sull'interazione tra teatro e musica

ci sarà da attivare un forum
conto sulla vostra presenza attiva ed interattiva

mi mettete qui sul forum tutte le vs email?
chi le raccoglie x inserirle in un unico messaggio?

Parole

giorgio - 10-2-2003 at 17:18

Leggetevi questo senza pensare che sono le nostre parole.


Allegato: parole.rtf (17kB)
Questo file è stato scaricato 345 volte


Ivonne Mazzotta - 11-2-2003 at 11:25

Mi sembra un impresa non impossibile, ma un impresa: qualcuno lamenta le mancate esperienze nell'ambito del teatro, ma prima ancora che del T. parliamo del Corpo il mezzo più espressivo a nostra disposizione, eppure quanti di noi stando da soli saltano, sentono le punte dei loro piedi, (base e pilastro del corpo) provano le espressioni del volto, anche le più estreme, si misurano con esso per vedere quanto sia il limite o la possibilità ? Ieri sono stata in un negozio di giocattoli “La città del sole” (metto il nome perché opera una scelta tra i giochi che mi sembra indicativa) perché abbiamo smesso di giocare, forse perché nessuno più ci regala giochi credendo sia passato il tempo? Sono tornata a casa e mia sorella aveva i compiti da fare, mi piace darle una mano, ma notavo la pedanteria di una vecchia didattica ancora uguale a se stessa nella forma, nel pomeriggio avevo visitato il sito sui giochi segnalato in http://www.lamummia.it e sono rimaste nella memoria le immagini, le domande, anche dopo una giornata trascorsa in università con le varie lezioni (si trattava di risolvere il ritrovamento di una mummia) Perché il problema mi è apparso vasto? Oggi a lezione di Organiz. Az. dello spettacolo, si parlava del diritto di libertà nei confronti dell'arte, rispetto al diritto assoluto di assistenza che molti purtroppo si aspettano nel T. eccolo allora scivolare verso il buio... (per sua fortuna in grado di resistere ma con che fatica e a che prezzi!) Ma di che parliamo quando apparentemente comunichiamo? Intendiamo tutti se non la stessa cosa almeno la più vicina? Scrittura connettiva, edutainment, teatro, ipermedialità? Mi sembra ci sia tanta pochezza e superficialità, quanti raccolgono gli input del prof Santoro (che pure a riguardo dell'Arte usa un linguaggio abbastanza criptico come a difendere quel mondo dionisiaco proteggendolo dietro il suo velo di Maia?) Ecco quando dice che le parole dividono squarcia il velo e apre le porte per non far rimanere le persone sulla "soglia"...ci riprova, vuol credere ancora e invita a leggere per imparare ad approfondire il fare, Infante inserisce link con lo stesso scopo, ma quanti li navigano cercando le presenze delle quali parla R. Curcio? http://www.teatron.org/agapow/perf/articoli/curcio.htm ( Persino i più adulti ricusano l’invito adducendo impegni con toni sarcastici, ma poi in realtà e' la qualità del leggere e del linkare che fa la differenza! (Non voglio generalizzare ma che succede?) Nella settimana di laboratori nelle scuole ho visto la prof. Chiantera difendere quelle ore da un ostruzionismo mal celato di colleghi forse più conservatori?Come se la cosa non riguardasse la scuola e loro stessi. Un momento, una nuova ventata di ottimismo mi giunge mentre sono intenta a scrivere, viene dal prof. D’Ippolito mi dice una frase gramsciana "l'ottimismo della volontà il pessimismo della ragione "posso portarle con me e andare avanti, rettifico... ma lascio quello che ho scritto per una nuova eventuale ricaduta di umore.





Valentina - 16-2-2003 at 16:21

Inserisco i miei appunti delle ultime lezioni anche se sono più che altro definizioni.

Allegato: appunti.doc (20kB)
Questo file è stato scaricato 319 volte


il suono del teatro

carlo - 18-2-2003 at 12:32

si riprende!
seguite costantemente il forum in questi giorni

il 27.02 c'incontriamo (tutti: voglio individuare i diversi gruppi di lavoro)
alle ore 16/18
ai Cantieri Teatrali Koreja
sapete dov'è

il giorno dopo 28.02
dalle ore 11 alle ore19
full immersion
partecipazione attiva al convegno "il suono del teatro"
http://www.teatrokoreja.com/suono.html
sempre a Cantieri Teatrali Koreja
con la vostra scrittura sul forum on line
che attiverò tra qualche giorno

qui trovi delle altre piste teoriche:
http://www.teatron.org/pot/oldblog/suonot.html

Sabry - 21-2-2003 at 09:23

Non c'è presunzione, lasciatemi soddisfatta di un' emozione:
Vorrei essere sorda
per ascoltare la musica in me,
respirare l' essenza dell' aria
pacata, lieve...
Vorrei essere cieca
per osservare le meraviglie della notte,
vivere con il tocco delle mani
morbide, sensibili...
Vorrei essere muta
per parlare con Dio
domandargli il vento,
tiepido, carezzevole...
concedetemelo, solo una volta
inebriatemi di quest' emozione,
sarò gelosa dei segreti
vissuti dai diversi...da me.

Sabry - 22-2-2003 at 16:15

La mia nuova e-mail é: sabrina_fiore@libero.it!

Sabry - 25-2-2003 at 19:58

Chiedo scusa, ma come posso fare per modificare la mia e-mail anche sul mio profilo?

ok?

carlo - 26-2-2003 at 09:26

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Chiedo scusa, ma come posso fare per modificare la mia e-mail anche sul mio profilo?


vai in alto a sinistra
clicca su
"notifica via e-mail"
e da lì vai su "modifica profilo"
ok?

ragazzi ci vediamo tutti i giovedì 27 marzo
alle ore 16
ai cantieti teatrali koreja
x organizzarci per la partecipazione al convegno "il suono del teatro"
http://www.teatrokoreja.com/suono.html

a presto!!

Per il prof.Infante

Francesco - 6-3-2003 at 08:59

Premessa: il percorso che stiamo seguendo dovrebbe portarci all'approccio dell'informatica multimediale, ovvero della comunicazione di informazioni tramite più mezzi epsressivi. Naturalmente per tutto questo è indispensabile partire da zero, giacchè non tutti o forse pochi, prima dell'inizio di questo corso, avevano conoscenze in materia.

Domanda: sarà possibile effettuare NOI STUDENTI lavori sul "campo"? Realizzare cioè NOI delle performance multimediali oppure degli ipermedia (giacchè sembra che ultimamente l'ipertesto stia andando in pensione)?

Valentina - 7-3-2003 at 18:29

Prof. mi scusi: ma le tesine a cui lei fa riferimento per l' esame dovranno vertere sul solo incontro che si è svolto il 28 febbraio ai Koreja, o ci saranno altri incontri per poter approfondire e chiarire meglio l' argomento?

Valentina - 7-3-2003 at 18:36

Quota:
Originariamente scritto da Francesco
Premessa: il percorso che stiamo seguendo dovrebbe portarci all'approccio dell'informatica multimediale, ovvero della comunicazione di informazioni tramite più mezzi epsressivi. Naturalmente per tutto questo è indispensabile partire da zero, giacchè non tutti o forse pochi, prima dell'inizio di questo corso, avevano conoscenze in materia.

Domanda: sarà possibile effettuare NOI STUDENTI lavori sul "campo"? Realizzare cioè NOI delle performance multimediali oppure degli ipermedia (giacchè sembra che ultimamente l'ipertesto stia andando in pensione)?



E' una proposta che mi attira tanto visto che ho avuto delle piccole possibilità di vedere e lavorare sul "campo"(scusa se ripeto le tue parole), quindi spero si possa realizzare.

i filoni di pensiero/azione

carlo - 7-3-2003 at 18:52

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Originariamente scritto da Valentina
Quota:
Originariamente scritto da Francesco
Premessa: il percorso che stiamo seguendo dovrebbe portarci all'approccio dell'informatica multimediale, ovvero della comunicazione di informazioni tramite più mezzi epsressivi. Naturalmente per tutto questo è indispensabile partire da zero, giacchè non tutti o forse pochi, prima dell'inizio di questo corso, avevano conoscenze in materia.

Domanda: sarà possibile effettuare NOI STUDENTI lavori sul "campo"? Realizzare cioè NOI delle performance multimediali oppure degli ipermedia (giacchè sembra che ultimamente l'ipertesto stia andando in pensione)?



E' una proposta che mi attira tanto visto che ho avuto delle piccole possibilità di vedere e lavorare sul "campo"(scusa se ripeto le tue parole), quindi spero si possa realizzare.


certo
non aspetto altro
x ora vi sono due filoni attivati

uno è quello sul progetto web
x il Ministero dell'istruzione su
"Per un'integrazione partecipata: quale teatro?"

l'altro è quello che nasce dal convegno in forma di set radio su
"il suono del teatro"

attendo che si aggreghino i gruppi di lavoro

e poi vi sono i contenuti-filoni di pensiero/azione che ho disseminato nelle mie lezioni

attendo output e magari proposte creative

vedremo

Sabry - 10-3-2003 at 22:08

Quota:
Originariamente scritto da carlo

certo
non aspetto altro
x ora vi sono due filoni attivati

uno è quello sul progetto web
x il Ministero dell'istruzione su
"Per un'integrazione partecipata: quale teatro?"

l'altro è quello che nasce dal convegno in forma di set radio su
"il suono del teatro"

attendo che si aggreghino i gruppi di lavoro

e poi vi sono i contenuti-filoni di pensiero/azione che ho disseminato nelle mie lezioni

attendo output e magari proposte creative

vedremo



Perdono, vorrei capire una cosa: si può far parte di entrambi i 2gruppi di lavoro?Per capire chi c' è e soprattutto chi si vuole impegnare propongo di scriverlo sul forum direttamente, comunque io ci sono per entrambi!

Posso avere dei chiarimenti su cosa si intende per contenuti-filoni di pensiero/azione?Che tipo di azione si intende?Azione da proporre per essere eseguita?E soprattutto in quale misura?

pensieri/azione? un esempio: gli iperlog

carlo - 11-3-2003 at 09:20

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
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Originariamente scritto da carlo
vi sono due filoni attivati

uno è quello sul progetto web
x il Ministero dell'istruzione su
"Per un'integrazione partecipata: quale teatro?"

l'altro è quello che nasce dal convegno in forma di set radio su
"il suono del teatro"

attendo che si aggreghino i gruppi di lavoro

e poi vi sono i contenuti-filoni di pensiero/azione che ho disseminato nelle mie lezioni

attendo output e magari proposte creative

vedremo


Perdono,
>>>perdonata... ma perchè?
<<<
vorrei capire una cosa: si può far parte di entrambi i 2gruppi di lavoro?
>>>
certo, anche se su queste operazioni si faranno 2 e4sami diversi
vuol dire che uno lo farai nella sessione di giyugno e l'altro esame dopo
<<<
Per capire chi c' è e soprattutto chi si vuole impegnare propongo di scriverlo sul forum direttamente, comunque io ci sono per entrambi!
>>>
perfetto
hai capito proiprio lo spirito di questo forum
anche se sarebbe comodo che qualcuno raccolga le adesioni (è un incentivo alla vs autorganizzazione studentesca!)
chi ne rimane fuori può candidarsi via forum
<<<

Posso avere dei chiarimenti su cosa si intende per contenuti-filoni di pensiero/azione?Che tipo di azione si intende?Azione da proporre per essere eseguita?E soprattutto in quale misura?

>>>
è uno dei miei soliti concetti...
visto che nelle mie lezioni lancio continuamente dei segnali culturali complessi (pensieri che possono azioni nel grande gioco della comunicazione multimediale) vorrei anche considerare che qualcuno possa lavorare su alcuni di questi spunti
c'è chi ci sta pensando anche x la tesi...

esempi?
ce ne stanno diversi
eccone due
http://digilander.libero.it/noteudine/
sono degli "iperlog"
degli ipertesti elaborati sulla base del diario scritto nel forum (vai su mappa concettuale e lì si descrive sinteticamente il processo)
da alcuni miei studenti a Udine
questo è il forum-campo base
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=117&page=5

pensieri/azione? un esempio: gli iperlog

carlo - 11-3-2003 at 09:20

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Originariamente scritto da Sabry
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Originariamente scritto da carlo
vi sono due filoni attivati

uno è quello sul progetto web
x il Ministero dell'istruzione su
"Per un'integrazione partecipata: quale teatro?"

l'altro è quello che nasce dal convegno in forma di set radio su
"il suono del teatro"

attendo che si aggreghino i gruppi di lavoro

e poi vi sono i contenuti-filoni di pensiero/azione che ho disseminato nelle mie lezioni

attendo output e magari proposte creative

vedremo


Perdono,
>>>perdonata... ma perchè?
<<<
vorrei capire una cosa: si può far parte di entrambi i 2gruppi di lavoro?
>>>
certo, anche se su queste operazioni si faranno 2 e4sami diversi
vuol dire che uno lo farai nella sessione di giyugno e l'altro esame dopo
<<<
Per capire chi c' è e soprattutto chi si vuole impegnare propongo di scriverlo sul forum direttamente, comunque io ci sono per entrambi!
>>>
perfetto
hai capito proiprio lo spirito di questo forum
anche se sarebbe comodo che qualcuno raccolga le adesioni (è un incentivo alla vs autorganizzazione studentesca!)
chi ne rimane fuori può candidarsi via forum
<<<

Posso avere dei chiarimenti su cosa si intende per contenuti-filoni di pensiero/azione?Che tipo di azione si intende?Azione da proporre per essere eseguita?E soprattutto in quale misura?

>>>
è uno dei miei soliti concetti...
visto che nelle mie lezioni lancio continuamente dei segnali culturali complessi (pensieri che possono azioni nel grande gioco della comunicazione multimediale) vorrei anche considerare che qualcuno possa lavorare su alcuni di questi spunti
c'è chi ci sta pensando anche x la tesi...

esempi?
ce ne stanno diversi
eccone due
http://digilander.libero.it/noteudine/
sono degli "iperlog"
degli ipertesti elaborati sulla base del diario scritto nel forum (vai su mappa concettuale e lì si descrive sinteticamente il processo)
da alcuni miei studenti a Udine
questo è il forum-campo base
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=117&page=5

MAGARI!

Sabry - 11-3-2003 at 21:51

Non ho una grande conoscenza di internet e di questi tipi di forum, perciò chiedo: sarebbe possibile mandare "allegati che suonano"?In modo che ciascuno di noi possa ascoltare da casa le proposte degli altri?MAGARI, se si tratta di canzoni, inserire anche i testi con sottolineate le parole che più ci colpiscono... MAGARI canzoni che parlino proprio di musica... MAGARI questa potrebbe essere un' idea per il progetto da attuare in base alla proposta che ho lanciato giorni fa: seduti in una cabina con la "nostra" musica appresso e con il computer davanti collegato al nostro forum... potremmo ascoltare e contemporaneamente dibattere, confrontarci e lanciare chiavi di letture...ops...ascolto!MAGARI usando degli pseudonimi in modo che nessuno venga condizionato dalle proprie amicizie o conoscenze o antipatie!... domanda al prof: ma questo progetto dovrà essere lanciato per convincerla, come ci ha detto di fare, e quindi rimarrà nel nostro ambito o potrà avere somiglianze con il convegno fatto?Perchè siano chiamati in causa nuovamente personaggi, stampa, tv ecc...?

i gruppi di studio

carlo - 15-3-2003 at 16:58

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Non ho una grande conoscenza di internet e di questi tipi di forum, perciò chiedo: sarebbe possibile mandare "allegati che suonano"?
! (...)
domanda al prof: ma questo progetto dovrà essere lanciato per convincerla, come ci ha detto di fare, e quindi rimarrà nel nostro ambito o potrà avere somiglianze con il convegno fatto?Perchè siano chiamati in causa nuovamente personaggi, stampa, tv ecc...?


allora ricapitoliamo

sul web conto di mettere il prima possibile
dei frammenti sonori del convegno in forma di radio
ne parleremo

x quanto riguarda i gruppi di studio:
oltre a quello su
"integrazione partecipata:quale teatro?"
(di cui vorrei avere la composizione del gruppo entro mercoledì 19, please)
si potrebbe definire un ulteriore gruppo (che non esclude la partecipazione all'altro)
durante la lezione del 20.03 alle ore 16 al teatrino si definisce

a presto

Navigando: a volte il caso illumina l'oscurità

giorgio - 20-3-2003 at 09:50

Per un caso fortuito mi sono imbattuto nel forum dello IED di Torino http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=80&page=8

Mi sono appuntato alcune parti di un intervento che mi sembrano molto interessanti:
1°- la definizione di cultura di Edward Tylor del 1871: la cultura, o civilta', intesa nel suo ampio senso etnografico, e' quella che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacita' e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro di una societa';
2°- "programmazione mentale collettiva che distingue i membri di un gruppo o di una categoria da quelli di un altro gruppo o categoria";

Le domande che subito ci siamo posti sono:
«Cos’è la cultura digitale? Quali sono i suoi problemi? E’ cosi facilmente riconoscibilie ed alla portata di tutti?».
Dalla riflessione è emerso che una prima accusa è stata fatta nei confronti della presunta autoproclamazione di superiorità dell’era digitale, in quanto ancora poco compresa e vicina ad un pubblico impreparato.
.
.
Bisognerebbe costruire un luogo adeguato, dove si pone l'uomo al centro e si costruisce il luogo intorno a lui in modo tale che gli apparecchi e i comandi possano essere considerati come il prolungamento del sistema nervoso e muscolare dell'operatore.
.
.
Un sito Web è ben strutturato quando soddisfa i bisogni informativi dell'utente, fornendogli facilità di accesso, navigabilità e consentendo un adeguato livello di comprensione dei contenuti.
.
.
Come dice il proverbio: "anche l'occhio vuole la sua parte.
Un designer doeve essere particolarmente sensibili alla giusta miscelazione tra Usabilità e Creatività, tutto questo perchè non si è ancora sviluppato un adeguato codice di lettura della grafica computerizzata; inoltre finchè non si faranno dei passi avanti in questo senso molti dei possibili usi "alternativi" della rete rimarranno sconosciuti a molti.
.
.
Due sono i canoni base perché questa cultura possa essere compresa:
- il linguaggio
- il fondamento teorico (che non deve essere visto come una cosa impegnativa, quanto piuttosto come un far vedere, anche attraverso le intuizioni dei **pionieri** del digitale nei primi anni cinquanta- come progredire.
Studiare i padri del digitale mi puo' servire ad esempio a illustrare come il loro vedere oltre relativo ad un certo punto, il loro alterare il punto di vista tradizionale, possa essere utile anche a me, oggi, ad accrescere il mio di punto di vista).
.
Essendo noi in una fase di esplorazione il nostro atteggiamento dovrebbe essere quello di scoperta e apertura mentale.
Uno dei motivi per cui ci è difficile avvicinarci al digitale è che siamo ancora legati alla carta ed alle sensazioni che ci da il poter toccare con mano.
Il mondo digitale rimane troppo astratto. Basta guardare l’esperienza che si prova stando seduti davanti a un monitor piuttosto che avendo tra le mani una bella rivista.
Sarà una grossa potenzialità in futuro riuscire ad unire ed utilizzare diversi media. Le informazioni saranno più versatili in fatto di divulgazione.
Il digitale, può servire come grimaldello verso nuove conoscenze ma l'approfondimento (ancora) non gli appartiene e per questo lo ricerchiamo su altri media, più conosciuti.
.
………………la maggior parte degli utenti si trova ad utilizzare il Web solo per ottenere informazioni, senza quasi mai pensare di poterlo utilizzare anche come fonte di intrattenimento e scoperta artistica…………"siti-ART", siti che non danno accesso a pura informazione, ma esistono unicamente per farsi "guardare ed esplorare creando emozioni", siti di puro intrattenimento e scoperta.
.
È nata .. una forte perplessità, forse dovuta anche dalla nostra ignoranza ed all’abitudine di chiedersi, «a cosa serve?»……un’opera d'arte suscita interesse e curiosità, cercarne l'utilità non è primario. Dovremmo comportarci come se fossimo davanti ad un quadro, una scultura. Essa deve cercare di trasmetterti sentimento o suscitare emozioni.
.
Se ci si continua a chiedere cosa serve un video?cosa significhi parlare con un puppet virtuale?cosa serva osservare per ore tutte queste opere digitali allora non solo non si è capito un bel niente sul contenuto del corso(arte e cultura digitale!!!!no aritmetica) ma si è perfino sbagliato mestiere!
..e per non moltiplicare inutilmente le parole vi rimando all'intervento sul Glossario del forum nella pagina segnalata.
Non nascondo le mie difficoltà a comprendere alcuni meccanismi mentali di Carlo. Seguire i sui pensieri non sempre è facile. Questi interventi mi hanno aiutato.

info utili x gli esami

carlo - 20-3-2003 at 14:48

ecco un doc che ricapitola le info utili x gli esami
è attaccato anche fuori della porta dell'ufficio del ns corso al Re Umberto

Corso di Informatica Multimediale.
Teoria e tecniche del teatro in ambiente digitale

Condotto da Carlo Infante carlo@teatron.org

Articolazione:

> I teatri della memoria multimediale

> La dimensione ludico partecipativa dei forum on line

> L'arte dello spettatore in rete: tra partecipazione e memoria del presente

> Il nuovo nomadismo: la dinamicità esplorativa, gli scenari digitali e
il pensiero della complessità

> L' “edutainment” : giocare e imparare navigando

> Corpi, mondi elettronici e mutazione

> La drammaturgia dell'interattività: interfacce, nuovo spazio-tempo digitale,
percezione dinamica

> Performing Media: digital story-telling (narrare in ambiente digitale)
e web experience (la scrittura scenica on line)

bibliografia:
> Francesco Antinucci “La scuola s’è rotta”, Laterza 2000
> Derrick De Kerckhove, "Brainframes" Baskerville,1994
> Pierre Levy, "L'intelligenza collettiva" Feltrinelli, 1996
> Franco Berardi “Bifo” (a cura di) “Cibernauti .Posturbania ” Castelvecchi, 1995
> Edgar Morin, "La testa ben fatta", Cortina, 2000
> Carlo Infante, "Imparare giocando. L'interattività tra teatro e ipermedia", Bollati Boringhieri,2000

Altri riferimenti e forum on line (La Rete degli Sguardi) su http://www.teatron.org


Gruppi di lavoro su:

“L'integrazione Partecipata: quale teatro?”
(vedi Forum dedicato su La rete degli Sguardi di http://www.teatron.org )

“Il suono del teatro. Convegno in forma di set-radio,
svolto presso Cantieri Teatrali Koreja il 28.02.03 (vedi Forum dedicato)
L’esame su “Il suono del teatro” è valido anche come esame di Storia della Musica Contemporanea.

Coloro che non partecipano ai gruppi di lavoro dovranno studiare almeno tre dei testi indicati in bibliografia e consultare il forum “Corso di Informatica Multimediale. Teoria e tecniche del teatro in ambiente digitale” dove saranno indicati link e ulteriori testi d’approfondimento.

informazioni

gabmal - 21-3-2003 at 21:29

Salve professore,
mi sono appena iscritto al forum. Ho un problema: appena entro con il login nel forum cambia schermata. Non esiste più la pagina colorata,non vedo le immagini accanto. se ritorno in logout poi invece la pagina va bene.Cosa devo fare?
Gabriele

non cliccare troppo

carlo - 22-3-2003 at 21:36

Quota:
Originariamente scritto da gabmal
Salve professore,
mi sono appena iscritto al forum. Ho un problema: appena entro con il login nel forum cambia schermata.
<<<
hai forse agito troppo nel tuo profilo
devi rientrare dove indica NOTIFICA VIA EMAIL e dove dice tema risisistemare in PREDEFINITO...
<<<

Non esiste più la pagina colorata,non vedo le immagini accanto. se ritorno in logout poi invece la pagina va bene.Cosa devo fare?

<<< non cliccare troppo
ecco cosa

Gabriele

per il progetto "Il suono del teatro"

Sabry - 23-3-2003 at 13:16

Ragazzi, per chi fa parte del progetto "Il suono del teatro", ci vediamo domani mattina 24 marzo alle 10:00 al bar dell' ateneo con i cd da masterizzare (di 7 ore) per vedere il da farsi!

De Paolis Livia - 24-3-2003 at 18:53

Arrivati alla formazione dei gruppi di lavoro sui due progetti,mi piacerebbe incominciare un discorso più approfondito sul nostro compito(parlo del progetto sull'integrazione partecipata)!E su questo compito ho delle domande da fare...Su cosa si baserà il nostro lavoro?Ci sarà forse una collaborazione con le insegnanti della scuola media Galateo?Se si,mi piacerebbe sapere che percorso hanno seguito in questo progetto e a che punto è il loro lavoro anche perchè partecipando ai vecchi incontri mi è sembrato che con loro il discorso era già avviato da un pò....Non so se mi sbaglio , ma vorrei saperne di più!

Forme di occupazione?

Sabry - 26-3-2003 at 17:43

Stamattina ho visto una specie di documentario sul rapporto tra malati psichiatrici e la città di Trieste. Nel 1971 è stata approvata la legge 180 che prevedeva la chiusura dei manicomi e il divieto di forme di violenza sui malati. Oggi a Trieste i malati psichiatrici sono guariti per la maggior parte dei casi, perchè sono stati istituiti numerosi laboratori artistici, cooperative sociali per l'occupazione di queste persone. C'era una signora di nome Iolanda che qualche anno fa era malata per via della morte di suo marito, con cui aveva diviso 40 anni della sua vita. Non riusciva a farsene una ragione, poi, con l'aiuto dei dottori e di queste forme di occupazione (laboratori, cooperative...) che li facevano esprimere nei loro migliori modi, attraverso i loro valori, è riuscita a capire l'importanza della vita e ora è addirittura occupata ad aiutare gli altri malati con disturbi maggiori. Non vi sembra, il malato psichiatrico, un'altra forma di "diversità" nella società di oggi? E' adatto istituire forme di occupazione e di libera espressione anche per i disabili, se pur con le dovute differenze? A parer mio: SI'!

Paola - 28-3-2003 at 14:50

Mi rivolgo al Prof. Infante (e, ovviamnte e tutti gli interessati del gruppo sull'integrazione) per comunicare, che martedì 1 aprile ho fissato
l'appuntamento con il Professore Cannoletta (per il racconto
dell'esperienza dei laboratori teatrali sull'integrazione, iniziati negli anni '70).
Pensavamo di utilizzare un registratore o, meglio, una telecamera! Se ha
dei suggerimenti da darci mi faccia sapere!
Grazie e a presto!

Prove di adattamento al formalismo FORUMiano

Tambouriner - 28-3-2003 at 21:55


links interessanti

gabmal - 31-3-2003 at 21:50

Salve professore,
mentre navigavo in internet ho trovato alcune pagine molto interessanti su mediamente riguardo la multimedialità nei film, iperfilm, ecc. Inserisco i links per chi fosse come me interessato a questo mondo del film interattivo.

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-1.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-2.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-4.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-5.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-6.asp

Saluti.
Gabmal

correzione all'email precedente

gabmal - 1-4-2003 at 20:47

Vi mando i giusti links per guardare le pagine sull'iperfilm:

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-1.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm/index.html

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/test-monitor.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-2.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-4.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-5.asp

http://www.mediamente.rai.it/iperfilm/iperfilm-6.asp

Scusatemi.
Ciao
Pace!!!
Gabmal

Incontro col Professore Cannoletta

Paola - 2-4-2003 at 13:51

La sua testimonianza sulla situazione sociale ma anche economica e politico-amministrativa sul problema dell’integrazione in quegli anni, è stata particolarmente interessante.
Su indicazione del Prof. Santoro abbiamo seguito, come linea generale, la relazione della Dott.ssa Gianna Caravaggio (Pedagogista esterna che prese parte all'esperienza).
Il Prof. Cannoletta ci ha illustrato il progetto (iniziato nel 1970) che prevedeva l’inserimento dei bambini portatori di handicap del Centro AIAS di Cutrofiano, nelle scuole elementari pubbliche della provincia di Lecce.
Abbiamo realizzato delle riprese (in digitale) in modo da avere una documentazione che possa essere visionata ed, eventualmente trascritta, in qualsiasi momento.
Se è il caso possiamo "sbobinare" la cassetta e pubblicare sul forum uno stralcio dell'intervista.
Per qualsiasi informazione o chiarimento, fatemi sapere!


una piccola grande rivoluzione

Sabry - 2-4-2003 at 15:29

Ho provato una grande emozione a parlare con colui che ha fatto, nel corso della storia, una piccola grande rivoluzione, e non esagero affatto.poi c' è anche da considerare che la rivoluzione è partita dal salento... strano ma vero!è incredibile pensare a quanto ancora siamo "poveri", a distanza di più di 2 secoli dalla rivoluzione francese e quindi dalla conquista dei diritti umani, 30 anni fa circa i bambini non avevano ancora gli stessi diritti... ci pensate? il mondo ha sempre più bisogno di persone forti, decise e coraggiose come il professor cannoletta. è stato davvero bello stringere la mano a colui che per primo ci ha insegnato e ha messo in pratica il rispetto dei diritti dei bambini disabili,

grazie di cuore.

Valentina - 6-4-2003 at 13:02

L' incontro con il prof. Cannoletta è stato davvero interessante: in un' ora ha riassunto tanti anni della sua esperienza tra i bambini disabili, ma chissà quanti avvenimenti aveva da raccontare e riferire.
Mi ha fatto riflettere molto una frase che ha pronunciato mentre ricordava alcune vicende di circa 30 anni fa: " l' insegnante di sostegno ha frenato l' entrata dell' handicappato nella società e l' ha identificato come una persona che non può avere gli stessi diritti degli altri".
Quello che più mi rattrista è pensare che ciò non è avvenuto e non si è concluso solo in quegli anni (mi riferisco agli anni '70), ma ancora oggi è cosi: il "diverso" è tale perchè gli altri, a partire proprio dalle insegnanti di sostegno, lo identificano in quel modo privandolo dei diritti che tutti i bambini normali hanno.
Sarebbe bello abbattere queste "barriere" tra noi (considerati normali) e i "diversi" e riuscire ad amalgamarci senza distinzioni di alcun tipo: ma tutto ciò sarebbe troppo perfetto...

CAPITANO, MIO CAPITANO!

Tambouriner - 6-4-2003 at 17:55

Salve a tutti "SGUARDONI DELLA RETE"!!!
Innanzi tutto 1 cosa:in analogico questo sito è 1 po' lento (passi) ma x quanto riguarda l'interfaccia confesso ke non l'ho trovata x niente amikevole (o "user-friendly" come piace al ns capitano CARLO).

"KI HA PROGETTATO QUESTA TRAPPOLA VA PSICANALIZZATO!" (Peter SELLERS in Uno Sparo nel Buio - A Shot in the Dark, 1964 di Blake EDWARDS)

CAPITANO!MIO CAPITANO!MI GUIDI NELL'OCEANO DELLA RETE!!!TEMPESTE DI TERMINOLOGIA "INGLESE-MAKKERONICA" SONO IN AGGUATO...

...E GIAKKè CI SIAMO, EHM... MI RISPIEGA COME FARE A INSERIRE 1 MIO SIMULACRO FIGURATIVO-VIRTUALE (IMMAGINE) IN QUESTO FORUM?HO BISOGNO DI ASSECONDARE LA MIA OSSESSIONE DI ESSERE GUARDATO. QUALE MIGLIORE OCCASIONE DELLA RETE DEGLI SGUARDI?

in futuro progetteremo insieme un nuovo forum

carlo - 6-4-2003 at 22:45

Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner
Salve a tutti "SGUARDONI DELLA RETE"!!!
Innanzi tutto 1 cosa:in analogico questo sito è 1 po' lento (passi) ma x quanto riguarda l'interfaccia confesso ke non l'ho trovata x niente amikevole (o "user-friendly" come piace al ns capitano CARLO).

"KI HA PROGETTATO QUESTA TRAPPOLA VA PSICANALIZZATO!" (Peter SELLERS in Uno Sparo nel Buio - A Shot in the Dark, 1964 di Blake EDWARDS)

CAPITANO!MIO CAPITANO!MI GUIDI NELL'OCEANO DELLA RETE!!!TEMPESTE DI TERMINOLOGIA "INGLESE-MAKKERONICA" SONO IN AGGUATO...

...E GIAKKè CI SIAMO, EHM... MI RISPIEGA COME FARE A INSERIRE 1 MIO SIMULACRO FIGURATIVO-VIRTUALE (IMMAGINE) IN QUESTO FORUM?HO BISOGNO DI ASSECONDARE LA MIA OSSESSIONE DI ESSERE GUARDATO. QUALE MIGLIORE OCCASIONE DELLA RETE DEGLI SGUARDI?


metti un'immagine o altro sul tuo computer
clicca su SFOGLIA e parte l'attach

x il resto non hai tutti i torti

sarebbe bello progettare un nuovo forum

sarà un buon argomento di studio e di pratica x il prossimo ano

CORREZIONE!!!

Tambouriner - 7-4-2003 at 18:01

...EHM...!!!
COME NN DETTO! OPERAZIONE RIUSCITISSIMA!!!
ALLA PROX INCURSIONE.
CAPITANO! MIO CAPITANO!

Ginestre a Portelle. Incontro e spettacolo a Koreja il 3 maggio

carlo - 19-4-2003 at 08:56

il 2 maggio farei lezione

il problema è l'orario perchè c'è una lezione che inizia alle 16
proporrei quindi un incontro alle ore 15
(magari dai salesiani dove poi ci sarà quella di sociologia del lavoro... è tutto in via di definizione con GC...
il venerdì so che la sede di Arnesano non è attiva...)

vi incontrerei anche il 3 maggio
proporrei alle ore 18 ai cantieri teatrali Koreja
x invitarvi (chi verrà avrà l'ingresso gratuito allo spettacolo) ad un incontro con Luciano Nattino, regista dello spettacolo di Viartisti "Ginestre a Portella" la sera stessa

info su:
http://www.teatron.org/viartisti/ginestre.html

mi fate sapere?

chi raccoglie le adesioni?

chiamatemi anche
3393669717

ma nel forum è meglio
usiamolo anche x organizzarci

tenete conto che conto di attivare un forum specifico su quell'evento:
inaugurerà una linea d'inziativa didattico-partecipativa che verrà sviluppata il prossimo anno
la definisco
L'Arte dello Spettatore in Rete

avete visto gli articoli usciti a proposito di teatron.org

date un'occhiata al forum "info e progetti"
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=62

ultima cosa:
arrivo in salento il 29 aprile x la manifestazione nazionale dei ludobus
dove farò un workshop sull'edutainment
anche il 30.04

se v'interessa fatemelo sapere

COMUNICAZIONE!!!!

Vinicio Antonio Attanasi - 24-4-2003 at 09:10

Ciao a tutti!!!
Controllate la vostra casella e-mail!
Vi ho inviato il materiale necessario alla conoscanza dello spettacolo che si terrà sabato 03 maggio alle 20:45 presso i Koreja. (E' quello fornito dal prof scaricato da internet salvato in word e reso leggibile!)
Naturalmente c'è anche il nuovo orario!
Se qualcuno non riceve nulla o volesse ricevere le notizie che inviamo riguardo il DAMS di Lecce me lo può far sapere al mio indirizzo di posta elettronica: vinicioanta@tiscali.it

ciao
Vinicio

UTOPIA MULTIMEDIALE

Tambouriner - 27-4-2003 at 22:05

Io ne ho… viste cose… che voi umani non potreste immaginare… (Rutger HAUER in BLADE RUNNER, 1982)

Ho assistito a lezioni che utilizzavano sussidi didattici multimediali. Mai una volta che i sussidi, quando questi erano dei PC, avessero funzionato a dovere. Eppure non ci vuole molto a capire che basterebbe fare come per i concerti: si effettua prima dello spettacolo il “sound check” come si dice in gergo. E quindi un “media check” per estensione, ma siccome a noi non piace anglofonizzazione forzata dell’Italiano diremo “controllo funzionamento media” o “controllo media”. Come dire che prima di andare in scena occorre provare.
Ho visto opere multimediali che utilizzavano l’ipertesto le immagini i suoni e i filmati. Ma non avevano nessun “valore aggiunto” rispetto ad un buon corrispettivo cartaceo.
Mi chiedo: CHE SENSO HA IL MULTIMEDIALE?!?
Usiamo dividere la preistoria dalla storia per segnare il passaggio dall’oralità alla scrittura. Poi la scrittura manuale su tavolette di argilla e fogli da quella a stampa su carta. Viviamo il cambiamento verso la scrittura digitale e quella multimediale. Ma che apporto può dare concretamente? Vale la pena bruciare combustibile fossile, inquinare l’ambiente dove tutti viviamo sempre più stretti, per produrre elettricità e “accendere” il PC per usufruire di un’opera multimediale scadente fatta tanto per dire “multimediale” che non mi dà nessun “valore aggiunto”?!?
Quando scrivere con la penna?
Quando scrivere col multimediale?

Io ne ho… viste cose… che voi umani non potreste immaginare…
Ho visto PC funzionare senza mai piantarsi…
Ho visto opere multimediali veramente opere, veramente multimediali…

Ho visto lo STAMMS funzionare… (ma questo è un'altra utopia…)

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IL GIOCO!

Sabry - 3-5-2003 at 12:03

Sono andata sul sito dei giochi che è stato proposto sul forum di Calimera e devo confessarvi che... SONO RINATA! è ritornata in me quella voglia di giocare che avevo rimosso nei tempi in cui "si diventa grandi" e la ragione, insieme alle regole della convenzione sociale, ti costringono ad una forma di schiavitù particolare: la serietà. Non vorrei sembrare ripetitiva ma cito di nuovo un' affermazione stupenda, che non ha niente di nuovo, ma ti blocca e poi ti fa riflettere: "Tutti i grandi sono stati bambini una volta.(Ma pochi di essi se ne ricordano)" da Il piccolo Principe di Antoine De Saint- Exupery. Vi consiglio di leggerlo se qualcuno non lo ha ancora fatto, è una storia fantastica e molto profonda, adatta a chi cerca delle risposte!

prossimo anno: Edutainment e Digital Story Telling

carlo - 4-5-2003 at 16:56

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Sono andata sul sito dei giochi che è stato proposto sul forum di Calimera e devo confessarvi che... SONO RINATA! è ritornata in me quella voglia di giocare che avevo rimosso nei tempi in cui "si diventa grandi" e la ragione, insieme alle regole della convenzione sociale, ti costringono ad una forma di schiavitù particolare: la serietà. Non vorrei sembrare ripetitiva ma cito di nuovo un' affermazione stupenda, che non ha niente di nuovo, ma ti blocca e poi ti fa riflettere: "Tutti i grandi sono stati bambini una volta.(Ma pochi di essi se ne ricordano)" da Il piccolo Principe di Antoine De Saint- Exupery. Vi consiglio di leggerlo se qualcuno non lo ha ancora fatto, è una storia fantastica e molto profonda, adatta a chi cerca delle risposte!


quella citazione
è un manifesto!
un programma di vita e di ricerca
è una delle mie preferite...

su questi temi
<< si lavorerà il prossimo anno
anche qui ho idee precise

ricordatemelo!!!

N A R R A Z I O N E

Tambouriner - 28-5-2003 at 14:43

HOLDEN LAB
Alessandro BARICCO

http://www.holdenlab.it/

alimentare il diario di bordo!

carlo - 3-6-2003 at 17:42

Siamo al round finale x esami e per la composizione del web

Sarebbe opportuno sollecitare tutti quelli che fanno parte del gruppo di lavoro a fare un intervento nel forum che poi verrà tradotto qui
Qui nel canale diario di bordo
http://www.teatron.org/integrazione/forumIniz.html

è importante che scriva sia chi ha partecipato direttamente al lab di Viganò che anche gli altri

poi la cosa + intensa si scriverà nel forum dopo l'evento del 14.06
ma sarà dopo l'esame...
(ma varrà per il prossimo, come credito...)


ORGANIZZIAMOCI!!!

Tambouriner - 4-6-2003 at 10:43

Ragazzi!!! È il caso ke ci diamo tutti 1 regolata! Ciò ke non riguarda strettamente


“Il suono del teatro” a Lecce
convegno nazionale
sull’interazione tra teatro e musica
venerdì 28 febbraio 2003
ai cantieri teatrali koreja


sarebbe bene ke confluisse nella discussione


il FORUM di TEATRON.org » la RETE degli SGUARDI » Corso di Informatica Multimediale. Teoria e tecniche del teatro in ambiente digitale, a Lecce


visto ke non è + utilizzata, e si presta, quindi, egregiamente! Questo al fine di
non disperdere gli interventi relativi al SdT
fatti di frammenti audio o trascritti più interessanti scelti dell’evento, dei protagonisti ke hanno suscitato curiosità, delle proposte, delle riflessioni, e delle rielaborazioni.
Confido quindi nel senso del rispetto e della sensibilità di tutti.
GRAZIE X L’ATTENZIONE!

"In margine Al Caos"

marì - 4-6-2003 at 11:04

UDITE!UDITE!
notizia in anteprima per tutti i frequentatori del forum!
MERCOLEDI' 25 giugno presso lo "Studio Canali" in via Rutilia 11 a Milano, si terrà l'inaugurazione di
"In Margine Al Caos" Opere Scelte di Mario Canali.
Il progetto, frutto del lavoro condotto durante la prima fase di stage, è la storicizzazione dell'esperienza condotta da Mario Canali lungo tutta la sua carriera artistica fino ai giorni nostri.

Vi invitiamo a frequentare il forum per avere maggiori informazioni sull'evento!

CHE TIPO DI INTERVENTO???

Sabry - 4-6-2003 at 14:11

Scusate, perdonatemi, ma non sto capendo più nulla, cosa dobbiamo scrivere? Penso di aver fatto tanti interventi in entrambi i forum, cosa serve ancora? non è che si tratta di un semplice intervento finale? perfavore fatemi sapere, grazie

facciamo ordine

carlo - 4-6-2003 at 20:17

Quota:
Originariamente scritto da Sabry
Scusate, perdonatemi, ma non sto capendo più nulla, cosa dobbiamo scrivere? Penso di aver fatto tanti interventi in entrambi i forum, cosa serve ancora? non è che si tratta di un semplice intervento finale? perfavore fatemi sapere, grazie


facciamo ordine
e ricapitoliamo
inizia far caldo, molto caldo e s'avvicinano gli esami
all'interno del mio corso si sono costituiti 2 gruppi di lavoro

uno su il progetto
"per un'itegrazione partecipata: quale teatro"
un altro su "il suono del teatro"

è per il primo che conto di raccogliere una nota sulla partecipazione ai laboratori di Viganò in particolare
ma anche altri appunti per lo sviluppo del diario di bordo che è attivo nel link già indicato

è chiaro?

1 AIUTO X CIOP!!!

Tambouriner - 7-6-2003 at 10:07

Cara ciop,
certo ke ti posso aiutare a inserire un brano dei RADIODERVISH nel Forum. Sappi xò ke x problemi di diritti d'autore & soprattutto x le limitazioni progettuali di questo Forum non possiamo inserire + di 30 sec. di musica in formato compresso.
Sono a tua completa disposizione. Fammi avere il CD da cui vuoi estrarre questi 30 sec. di musica.
A PRESTO! FAMMI SAXE!

le iniziative a ITACA

carlo - 7-6-2003 at 10:57

ecco la locandina con gli appuntamenti


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Valentina - 7-6-2003 at 16:22

Sono qui a scrivere uno dei miei ultimi interventi e, anche se non ho fatto l' esperienza del laboratorio con il prof. Viganò, vorrei comunque fare riferimento alle lezioni tenutesi all' università (sempre del prof. Viganò) di Laboratorio di teatro sociale.
Dovendo partire dall' avvio di questa esperienza del forum, inizialmente non mi era chiaro quale fosse l' obiettivo e il motivo per cui scrivere delle considerazioni, dei pensieri. Man mano poi che il forum ha cominciato ad essere "abitato", era piacevole ricevere delle risposte, dei giudizi e anche delle critiche sui propri interventi, ma la cosa per me più importante è stata aver scoperto una realtà che fino a poco prima avevo ignorato: LA "DIVERSITA'" NEL TEATRO, o meglio, un teatro che non accetta solo gente "normale". Da qui sono nati scambi di opinioni, varie proposte, il tutto volto a individuare quale teatro fosse appropriato e indicato per questa gente definita "diversa" ma che in fondo tale non è.
A questo proposito vorrei riportare alcune frasi, per me molto significative, di "Il corpo" di Galimberti che il prof. Viganò ci ha dato da leggere: "La scienza interpreta il comportamento patologico come una semplice sottrazione rispetto al comportamento normale, quindi come un deficit..." "IL COMPORTAMENTO PATOLOGICO NON E' QUALCOSA DI MENO RISPETTO AL COMPORTAMENTO SANO, MA E' UN MODO DIVERSO DI ORGANIZZARE IL MONDO E DARGLI UN SENSO".
In effetti la "diversità" è tale non perchè presenta delle sottrazioni, delle mancanze, dei deficit cosi come asserisce la scienza, ma è proprio una maniera differente di relazionarsi con il mondo, di vederlo, di sentirlo e quindi (riporto ancora una frase tratta dal libro in riferimento ad alcune diversità) "Le risposte dei lesi cerebrali o degli amputati sono perfettamente adeguate ad un ambiente che risulta modificato dall' assenza di quella sezione del mondo che la cecità percettiva o la mancanza di un arto ignorano".
Credo allora che tutti noi chiamati normali dovremmo essere considerati diversi perchè ognuno ha un suo modo di interagire con gli altri e con ciò che lo circonda che sicuramente è dissimile da quello di chiunque altro.
Avrei tante altre cose da dire ma, per evitare di dilungarmi, rimando il resto ai prossimi interventi.

LA LORO VERA LIBERTA'

Sabry - 8-6-2003 at 13:28

Partecipando alle lezioni di laboratorio di teatro sociale di Antonio Viganò e leggendo un po’ di
esperienze di altri registi con compagnie teatrali composte da persone handicappate,
vorrei fare alcune osservazioni.

Pippo Del Bono dice che nella diversità si è più vicini all’ arte. Infatti fare arte vuol
dire rapportarsi
sempre con la vita e con le proprie ferite che ti rendono differente dagli altri. La vera scuola
che hanno fatto gli attori della sua compagnia non è stata altro che il manicomio,
il dolore, l’ emarginazione. E’ per questo che il teatro, forza spirituale e poetica, è uno dei pochi
mezzi che hanno queste persone per aprirsi ed è uno dei pochi modi, per noi, di dare senso
e libertà alle loro singole esperienze.

Sono rimasta colpita dal fatto che uno dei problemi del teatro e di tutti è che cerchiamo
di premiare solo chi è capace di rendersi il più possibile uguale a noi; è strano, ma è un qualcosa
di radicato che scatta automaticamente appena si vede fare, ad un bambino disabile,
una cosa che tutti noi “normali” facciamo. Dice Viganò: “ Non andiamo a scoprire un altro mondo,
ma è lui, il mondo altro, che si adegua al nostro.” Inconsciamente insegnamo loro ciò che noi
siamo abituati a fare, senza metterci in gioco per capire qual è il loro vero modo di fare,
la loro vera LIBERTA’.
E’ inutile negarlo, il problema della diversità resterà sempre aperto, perché siamo noi
“normali” che lo descriviamo. Ecco perché la compagnia degli Oiseau Mouche ha scelto, come
spettacolo, “ Sei personaggi in cerca d’ autore” di Pirandello: “ Il male è là. Nelle parole. …
Come possiamo intenderci, se nelle parole ch’ io dico metto il senso e il valore delle cose
come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e
col valore che hanno per sé, del mondo ch’ egli ha dentro!”

Ultimo pensiero che mi ha colpito leggendo “ Il corpo” di Galimberti: i feriti al cervello,
diminuendo la superficie sensibile offerte al mondo, si creano un ambiente più ristretto
dove possono ancora vivere con senso e padronanza del loro mondo.
Il gesto del
malato non deve essere chiamato menomato, perché è perfettamente adeguato
al mondo che gli si offre e al tipo di relazioni che questo mondo gli richiede.
Ogni gesto
compiuto è morto, perché non agisce che nel momento in cui viene espresso; il suo dissolversi
come gesto vivo, allontana la minaccia della ripetizione e dispone al GODIMENTO DELLA DIFFERENZA.

APRIAMOCI COME SI APRE ALLA LUCE TUTTO UN NUOVO MONDO IN QUESTA IMMAGINE!

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Valentina - 9-6-2003 at 14:01

Ritornando all' idea di individuare un teatro per i "diversi" credo che non si debba trascurare il ruolo dello spettatore perchè è questo che costituisce parte dello spazio scenico.
Lo spettatore non dovrebbe vedere un teatro in cui sono in scena i diversi, ma dovrebbe entrare con lo stesso sguardo e la stessa coscienza con cui vede un normale spettacolo. Non serve uno spettatore pronto ad applaudire perchè un diverso è riuscito a fare qualcosa che appartiene ai normali, o uno spettatore che si sforzi per vedere fin dove il diverso è capace di arrivare, ma è necessario un pubblico che apprezzi la professionalità, che si faccia coinvolgere emotivamente e che non abbia pregiudizi di nessun genere. Ciò è difficile che accada proprio perchè ognuno ha il suo modo di affrontare un evento, un suo modo di porsi nei confronti dei diversi... UN SUO PUNTO DI VISTA...

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De Paolis Livia - 10-6-2003 at 13:13

Il laboratorio di Viganò ci ha dato conferma di quanto "nella diversità si é più vicini all'arte"come dice Pippo Delbono.
Io personalmente ho fatto delle ricerche personali per vedere progetti simili a quello della compagnia degli Oiseau Mouche,ed essendo molto vicina al mondo dei sordomuti, ho scoperto l'esistenza di un Festival Nazionale del Teatro del Sordo, che vede la partecipazione di attori e spesso anche registi sordi con opere drammatiche e altro.
Essi sono attivi in tutto il mondo poiché l'ispirazione artistica é in armonia con la mimica e la gestualità,unita ad una musica soprattutto percussiva,percepibile anche da chi ha problemi di udito.
Tra le diverse compagnie che operano ancora oggi c'é la compagnia "CICLOPE" di Palermo e la "SENZA PAROLE" di Milano,compagnie che riescono a rappresentare opere di stile con una valenza altamente poetica e raffinata nell'esecuzione,attraverso la purezza del gesto e l'armonia del gruppo.

De Paolis Livia - 10-6-2003 at 13:25

Ricollegandomi all'intevento di Valentina riguardo al ruolo dello spettatore nel teatro dei "diversi",sono pienamente d'accordo sul fatto che lo spettatore dovrebbe aprezzarne la professionalità e non la possibilità di poter apparire"normali".Credo solo che oguno di noi, di fronte a questo, all'inizio abbia tanta curiosità non perché non riteniamo loro capaci per questo tipo di esibizioni, ma perché vogliamo vedere cos'é che può arrivare a noi , cos'é che ci può "toccare"....e sono convinta che nessuno meglio di loro riesca a dare vita a sensazioni e immagini con il solo uso del corpo e della sua espressività.

De Paolis Livia - 10-6-2003 at 14:06

Prima di scrivere questo interveto ,vorrei scusarmi se sto scrivendo i miei messaggi uno dietro l'altro,ma non avendo a disposizione un computer,non avevo l'opportunità di scriverli quando potevo e li ho appuntati sul mio quaderno.
Oramai stiamo giungendo alla fine di questa avventura...e personalmente ho ripensato a tutto quello che abbiamo fatto insieme!
Innanzitutto abbiamo fatto una nuova esperienza, che é quella del forum: per me soprattutto questo é stata una vera scoperta ,un modo per poter parlare senza nessuna barriera.Avevo ed ho la sensazione di scrivere e appuntare dei pensieri personali,quando invece so che tutto ciò che scrivo arriva direttamente a tutti....
In particolare il forum mi ha fatto capire come la multimedialità,il digitale in realtà richiedono una viva partecipazione e ci faccia essere veri "SPETTATORI ATTIVI"in quanto ci permette di partecipare,comunicare e condividere.Essa é molto vicina e in certi casi uguale al teatro,perché anch'esso richiede partecipazione e continui flussi di energia.
Nonostante la perplessità di alcuni di fronte a questa tecnologia in relazione a tutto ciò che in realtà é "umano",parlando d'integrazione,credo che alla fine abbiamo superato questo grande ostacolo.
Per quanto riguarda la "diversità",ho sempre saputo che alla fine i "diversi"hanno sempre qualcosa in più,che la loro "diversità"é la nostra ricchezza e mi fa un enorme piacere vedere come di questo siamo consapevoli in tanti...
Forse é vero che le prime esperienze di teatro per l'integrazione sono partite proprio dal Salento negli anni 70, ma solo oggi mi sono resa conto di quanto lavoro ci sia intorno a questo progetto:per me il laboratorio di Viganò é stato quello che in realtà ci ha fatto aprire totalmente gli occhi su questo.La compagnia degli Oiseau Mouche,compagnia teatrale professionista con uomini e donne con handicap mentale,é stata una conferma di tutto quello di cui ho sentito parlare in questi mesi.
Il teatro é riuscito a emanciparli e a liberarli da qualsiasi alone di diversità;i loro gesti trasformano il teatro in un fluire di emozioni e di poesia vivente.Viganò dice che i loro corpi esprimono qualcosa che ha a che fare con il loro stato;la loro forza scaturisce dalla reazione dei corpi all'interno di uno spazio scenico;essi raccontano la vita con tutte le sue forze contrastanti.
Chi é riuscito a seguire questo laboratorio dall'inizio forse sarà stato toccato nel profondo come é successo per me.Ora spero che l'esperienza di Itaca sia altrettanto ricca e riesca a coinvolgere ancora più persone nel progetto dell'integrazione, un progetto che spero sia sempre attivo e che mi auguro di seguire ancora per tanto.

FORZA LIVIA!!!

Tambouriner - 10-6-2003 at 19:05



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Paola - 10-6-2003 at 19:28

Questi sono alcuni stralci dell’intervista al Prof. Cannoletta: lascio sul forum solo le tracce che mi sembrano più significative per avere un quadro generale (credo comunque che sia utile leggere per intero la testimonianza sull’esperienza di quegli anni, per cui se qualcuno è interessato può chiedermela!).

“ […] Nel 1969 cominciammo ad avvertire la necessità di portare fuori dalle strutture chiuse, i ragazzi portatori di handicap […] sempre più emarginati all’interno delle strutture cosiddette protette: le scuole speciali e le scuole differenziate […] Ci accorgemmo che i ragazzi in queste strutture, non partecipavano attivamente: […] vedevano gli altri compagni nella loro stessa situazione e quindi non avevano nessuno stimolo al confronto […] ”

“[…] Nel 1970, avviammo il progetto. […] Sicuramente le insegnanti non erano preparate ad affrontare la situazione. Erano abituate alla “patologia” dello stare sedute in cattedra riducendo il rapporto con i propri alunni alla cosiddetta “risposta mera” ovvero al semplice rapporto formale con il ragazzo benestante secondo le regole classiche della buona educazione.
Era necessario preparare gli insegnanti ad acquisire una nuova mentalità sul genere umano […] ”

“ […] All’inizio, quando i “diversi” entrarono nella scuola comune facemmo degli incontri con i genitori per spiegare loro cosa stesse succedendo […] Molti furono gli atteggiamenti di chiusura, altri, invece, si resero conto che i loro figli si sarebbero potuti arricchire con quella esperienza […] ”

“ […] Ricordo che molti genitori non uscivano da casa per paura di essere additati: sentimenti che si confondevano con la filantropia, col pietismo e con il paternalismo da parte dello stato e del potere politico […] ”

“ […] In realtà la frequenza del diverso nella scuola comune non significava necessariamente imparare a scrivere a leggere e a far di conto ma rappresentava un momento forte di socializzazione […] ”

“ […] Nel frattempo, l’esperienza si allargava in tutta Italia. Il Ministero della Pubblica Istruzione aveva sempre considerato la scuola elementare come un EDEN educativo, un posto tranquillo. Quando iniziarono ad emergere le prime contraddizioni, che la presenza dell’handicappato provocava, […] si cercò di far rientrare tutto nella logica del potere, istituzionalizzando la figura dell’insegnante di sostegno […] ”

“ […] Sarebbe opportuno assegnare ad ogni Collegio dei docenti tre o quattro insegnanti di sostegno come consulenza, come aiuto diretto agli insegnanti per trovare, autonomamente, soluzioni specifiche per ogni ragazzo […] ”

“ […] Era proprio quello il periodo del dibattito sulla non-scolarizzazione del ragazzo […] Questo dimostrava che, privilegiando un rapporto semplice basato sul SUO linguaggio, si poteva comunicare […]”

“ […] Sono stati fatti molti progressi: il fanciullo che ha frequentato la scuola comune ha perduto molto della sua aggressività trasformandola, mano a mano, in creatività; […] ”

“ […] In fondo, l’handicap è un ostacolo e non una malattia […] ”


Trovo bellissima l’idea del Prof. Cannoletta sulla necessità di acquisire una NUOVA MENTALITA’ SUL GENERE UMANO poiché penso che lo sviluppo e la crescita civile si fondino proprio sull’affermazione di “umanità diverse”.
A volte mi sembra che ognuno di noi trovi (istintivamente e involontariamente) più facile, concentrare i suoi affetti, le sue relazioni umane nell’ambito di una sicura “normalità” che spesso si manifesta, però, come indifferenza al destino degli altri.
Mi fa un certo effetto pensare che molte famiglie siano state costrette ad affrontare tutti i problemi nell’isolamento delle loro abitazioni, recluse, come se avessero commesso delle colpe di cui vergognarsi e per cui difendersi.
Mi sembra così terribile e assurdo; ho scoperto che l’indifferenza mi fa realmente paura.
Una vera e propria assistenza ai disabili, dovrebbe andare molto al di là del pietoso e antipatico concetto di “beneficenza”, perché assistenza significa anche combattere le cause di certi fenomeni, siano esse culturali, strutturali o politiche.
Nell’ottica dell’immedesimazione, della necessità di riuscire a vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri, mi piace immaginare “la diversità” come “quel modo non convenzionale di organizzare il mondo e di dargli un senso” a cui faceva riferimento Sabrina.
Naturalmente so bene che questa è una visione utopistica, e che bisogna fare i conti con difficoltà oggettive e svariati problemi da superare, ma credo comunque che la ricerca costante di una nuova percezione di umanità dovrebbe costituire un traguardo importante della nostra crescita.

Come ultima cosa, vi segnalo un testo bellissimo, toccante e profondo che mi è capitato di leggere di recente per l’esame di Lab. di teatro sociale e delle comunità: “FRATELLI” di C. Samonà (Mondadori).
Vi assicuro che alla fine di questa lettura vi sentirete più ricchi!


Paola - 10-6-2003 at 19:39

Ciao a tutti!
Ho inserito erroneamente il mio precedente intervento anche sul forum "Integrazione partecipata:quale teatro?" Purtroppo il mio computer sta facendo i capricci e non mi fa accedere alla pagina per cancellarlo e lasciarne uno soltanto. Perdonatemi.

Approfitto per sollecitare (so che vi ho già mandato una e-mail!) ancora gli interventi di tutti coloro che fanno parte del gruppo sull'integrazione e anche di tutti quelli che hanno semplicemente qualcosa da dire in proposito. (Anche se non avete partecipato ai Lab. col Prof. Viganò)

IL TEATRO DEL GODIMENTO DELLE DIFFERENZE

Sabry - 11-6-2003 at 09:35

Quota:
Originariamente scritto da Valentina
Credo allora che tutti noi chiamati normali dovremmo essere considerati diversi perchè ognuno ha un suo modo di interagire con gli altri e con ciò che lo circonda che sicuramente è dissimile da quello di chiunque altro.
Avrei tante altre cose da dire ma, per evitare di dilungarmi, rimando il resto ai prossimi interventi.


Infatti, se camminiamo in giro anche solo per pochi minuti, ci accorgiamo di essere tutti dei “ pazzi” : chi sembra di parlare da solo avendo l’ auricolare; chi è ubriaco; chi si veste in tutti i modi particolari; chi indossa catene; chi è coperto di tatuaggi; chi ha i capelli lunghissimi e chi si rasa e chi più ne ha più ne metta. E’ sempre e comunque un problema di soggettivismo e di una sorta di, permettetemi di dirlo, sicurezza e convinzione personale che ci fa vedere o meglio giudicare l’ altro continuamente diverso. Quando studiavo psicologia ho imparato una cosa molto importante e in realtà anche banale: tra le informazioni sensoriali e le informazioni cognitive interviene sempre la PERCEZIONE, un po’ come diceva il grande Kant ( non per niente ho sempre detto grazie alla filosofia!), che parlava di LENTI che abbiamo agli occhi e che ci fanno vedere il mondo in maniera diversa da come lo possono osservare gli altri. Siamo tutti UNO, NESSUNO E CENTOMILA… e tutti abbiamo dentro un mondo nostro, unico e personale, da cui non si può fuggire, che ci rende diversi e inimitabili! Voglio esagerare: c’ era un filosofo dell’ antica Grecia, Parmenide che diceva addiritura “ PANTA REI”, che vuol dire “ TUTTO SCORRE” e quindi noi non siamo mai quelli che pensiamo di essere, perché nel momento stesso in cui sono Sabrina a 21 anni, già mi ritrovo diversa, cioè Sabrina a 21 anni e 1 secondo e 2 secondi e 3 e 4 e 5……… Pensare ad un mondo più diverso del nostro, sulla base di quanto detto, è impossibile.
E poi che razza di mondo sarebbe se fossimo tutti uguali e compatti? Il mondo esiste proprio perché fatto di differenze, se non ci fosse il nero non ci sarebbe neanche il bianco; vi rendete conto che il bene non esisterebbe se non ci fosse il male???
Il mondo è bello perché è ricco, allora godiamocelo! Mi verrebbe da coniare un nuovo termine
Per un’ integrazione partecipata: quale teatro? IL TEATRO DEL GODIMENTO DELLE DIFFERENZE!

P.S. Chiedo scusa per i continui salti tra la filosofia antica, ottocentesca, la psicologia e la letteratura, ma i miei ragionamenti sono fatti così: continue relazioni!


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ciò che ci vogliono dire

Sabry - 11-6-2003 at 09:42

Quota:
Originariamente scritto da Valentina
Ritornando all' idea di individuare un teatro per i "diversi" credo che non si debba trascurare il ruolo dello spettatore perchè è questo che costituisce parte dello spazio scenico.
Lo spettatore non dovrebbe vedere un teatro in cui sono in scena i diversi, ma dovrebbe entrare con lo stesso sguardo e la stessa coscienza con cui vede un normale spettacolo. Non serve uno spettatore pronto ad applaudire perchè un diverso è riuscito a fare qualcosa che appartiene ai normali, o uno spettatore che si sforzi per vedere fin dove il diverso è capace di arrivare, ma è necessario un pubblico che apprezzi la professionalità, che si faccia coinvolgere emotivamente e che non abbia pregiudizi di nessun genere. Ciò è difficile che accada proprio perchè ognuno ha il suo modo di affrontare un evento, un suo modo di porsi nei confronti dei diversi... UN SUO PUNTO DI VISTA...


Ci vorrebbe un teatro dove gli spettatori, prima
ancora di vedere in uno spettacolo che cosa possono
saper fare un gruppo di attori disabili, osservino
gli sguardi, i gesti, le voci, i suoni e tutto quanto
riesca a non comprometterli, affinché prima
di pensare alla diversità, ciascuno venga colpito
dalla “ radioattività” ( di cui parlava Barba)
delle azioni e da ciò che CI VOGLIONO DIRE
e, badata bene, NON DIMOSTRARE.

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De Paolis Livia - 11-6-2003 at 19:02

Prima di tutto volevo ringraziare Tambouriner per l'omaggio al Santo del mio paese!
E poi.....volevo dire che"QUANTO VIENE REALIZZATO OGGI PER LE PERSONE DISABILI,AVRà SENSO PER TUTTI NEL MONDO DI DOMANI".
Spero che il progetto di ITACA sia il punto di partenza di un processo che renda possibile la concretizzazione dell'integrazione,perchè questa riesce a far crescere uno stile di convivenza in cui le persone si riconoscono sulla base delle pari dignità!

De Paolis Livia - 11-6-2003 at 19:13

Posso davvero dire che le tecnologie odierne dell'informazione,forse,sono la base per una società senza esclusi:esse sono strumenti di vera democrazia contro le esclusioni e l'accesso a queste rappresenta una crescente opportunità di conoscenza,istruzione,lavoro,informazione,intrattenimento.
Lo sviluppo tecnologico, che nel corso degli ultimi anni ha profondamente modificato la quotidianità di tutti,ha provocato miglioramenti inaspettati.
Molte tecnologie sono ormai diventate familiari e facilmente accessibili,ma non per tutti.Infatti l'accessibilità ad esse è preclusa a chi,invece,dovrebbe essere più assiduo fruitore,proprio perchè soggetto in difficoltà.
Ed è proprio da noi,consapevoli di questo,che deve partire questo lavoro di avvicinamento del disabile alle tecnologie digitali.

DATA & ORARIO! E LUOGO ESAME?

Tambouriner - 11-6-2003 at 19:21

Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner
Quota:
Originariamente scritto da carlo
[...]ci vediamo il 13 mattina all'esame, alle ore 11
MA DOVE SI TERRA' L'ESAME? CI CONFERMA LA SEDE "PRINCIPE UMBERTO"?!?

13.06 alle 11 al p.umberto

carlo - 11-6-2003 at 21:57

Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner
Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner
Quota:
Originariamente scritto da carlo
[...]ci vediamo il 13 mattina all'esame, alle ore 11
MA DOVE SI TERRA' L'ESAME? CI CONFERMA LA SEDE "PRINCIPE UMBERTO"?!?



si

Il Punto di Vita secondo Antonin ARTAUD

Tambouriner - 12-6-2003 at 08:18

Quota:
Originariamente scritto da carlo
[…] eccellente tamb
sei sincronico e riflessivo
ottimo
ancora

No… grazie…



Vabbè…
Visto ke proprio insiste…!!!


Ieri, nella discussione dell’esame con Antonio VIGANÒ, riportavo questo frammento dell’intervento di Gerardo GUCCINI dell’Università di Bologna all’interno dell’incontro di Lerici il 2/7/2000 dal tema VERSO UN TEATRO DEGLI ESSERI:
“Nel ‘900, si è passati – sia attraverso bruschi salti che attraverso soluzioni mediate e graduali, come l’attore immedesimato di Stanislaskij e quello straniato di Brecht – dall’arte di rappresentare l’altro da sé a quella di essere. Ora, nel passaggio fra i secoli, le attitudini, la cultura e anche i modi operativi sedimentati della svolta novecentesca si stanno risolvendo in una transizione ulteriore, per cui il teatro torna a confrontarsi col mondo, non più riflettendolo, come avveniva nel sistema mimetico, ma assumendone direttamente la realtà. La storia del teatro comprende dunque 2 snodi focali: l’uno va dal rappresentare all’essere; l’altro, successivo dall’essere agli esseri.”

Io riflettevo sul fatto ke, in fondo, è esattamente quanto dice Carlo INFANTE quando dice: dal punto di vista al punto di vita. Rubando il sistema relazionale dei rapporti nelle proporzioni in matematica, potremmo dire che:


p.to di vista : p.to di vita = rappresentare : esseri

G. GUCCINI continua dicendo:
“Si tratta di trasformazioni strettamente conseguenti, delle quali la seconda [dall’essere agli esseri], già implicata nella prima [dal rappresentare all’essere], era stata profetata […] da Antonin ARTAUD.
[…] scrive Artaud […] “io combatto per la disintegrazione assoluta del teatro da tutti i generi e da ogni specie d’arte, e per il suo reinserimento nell’andamento dell’attività quotidiana, quella dei vagoni per il bestiame, d’una transiberiana, della bomba atomica o d’una squadra d’alto mare”.
[…] C’è a Perugina un obitorio, meglio sarebbe mostrare il gioco segreto della sua architettura – suggerisce Artaud – […].”Per arrivare a questo obitorio – scrive – occorre discendere per certi corridoi in pendenza dove non si passa che ad uno ad uno, e che danno a chi ci passa il freddo della piccola morte”.

Valentina - 12-6-2003 at 12:21

Questo è veramente un intervento conclusivo prima del termine di questa esperienza.
Posso affermare con assoluta certezza che ho visto il mondo dei diversi sotto un profilo differente da quello comune e ciò sicuramente non mi ha fatto sviluppare un senso di dispiacere o pietà nei loro confronti, ma mi ha arricchito tanto: ho acquisito la piena consapevolezza di trovarmi davanti a gente diversa non per l' handicap, per difetti fisici o mentali, ma diversa solo per esperienze, per modi di vita, come del resto siamo tutti.
Sarebbe bello poter gridare queste parole a tutto il mondo perchè sentisse e capisse chi è veramente il DIVERSO, ma credo che pochi sarebbero disposti ad abbandonare i loro pregiudizi e le loro errate convinzioni per accettare la MIA affermazione.

Vinicio Antonio Attanasi - 12-6-2003 at 14:14

Ciao a tutti!!!!!
Manco molto dal forum!!!!!
Per cause forze maggiori sono stato impossibilitato a aparteciparvi!!!!
Io non ho potuto partecipare al laboratorio del Prof Viganò presso il Galateo, ma a suo tempo ho partecipato allo stage tenuto da Julie Stanzak al Galateo, quindi vi parlerò di quello.
Il metodo di Julie è lo stesso di Viganò, osservare l'animo allo stato più genuino e naturale per poi curarlo ed aiutarlo a crescere ed utilizzarlo per comunicare emozioni vere ai più.
Lo stage era impostato tutto sull'educazione del corpo. Julie andava in giro con un trolley, il primo giorno pensavo fosse il suo bagaglio e che arrivasse direttamente dell'aeroporto invece quando lo aprì scoprì con grande stupore che era pieno di CD musicali, musiche di tutti i tipi provenienti da tutto il mondo. Il corpo comunica e la musica lo aiuta a farlo!!!
Lei comincia il suo lavoro spiegandoci i punti fondamentali del corpo, ci spiega quale è l'equilibrio giusto tra corpo e mente e poi ci spiega che ognuno di noi deve ricercare una espressività molto libera e avere il coraggio di abbattere il muro che ci sta di fronte e lasciare che la nostra energia interiore esploda e irradi tutto ciò che è intorno.
Con il proprio corpo anche solo con pochi gesti si può raccontare una vita!!!
Ha voluto con ciò farci capire che non siamo poi tanto diversi da coloro che consideriamo tali.
E' stata una esperienza bellissima!!!!!!!!!!!!!

PRECISAZIONI

Sabry - 12-6-2003 at 16:30

Vorrei solo sottolineare e precisare qualcosa in base agli elementi che ci ha fornito Paola:
i ragazzi non avevano nessuno stimolo nelle scuole speciali;
nelle scuole comuni i bambini incontravano momenti forti di socializzazione;
quando emersero le prime contraddizioni, con la legge 517 del ’75 il ministro dell’ istruzione si è INVENTATO la figura dell’ insegnante di sostegno.
Vi pare corretto, dopo tanto tempo di attese, sacrifici e speranze, emarginare nuovamente il disabile non più con una propria scuola, ma con una propria insegnante?
… Ricordo ancora una bambina handicappata
di nome Laura che frequentava la mia stessa
scuola, riuscivo a vederla solo durante la ricreazione
, perché con la sua insegnante era sempre a
passeggiare per i corridoi o in una stanza apposita dove
c’ erano solo lei assieme alle sue penne e pastelli.
Ogni volta che uscivano Laura cercava sempre di
scappare, ma per andare dove secondo voi? Proprio
da noi, credo che cercasse i suoi simili, credo che
volesse giocare, credo che desiderasse stare con
noi, MA noi non eravamo abituati al suo atteggiamento,
perché Laura cercava sempre qualche bambina
con i capelli lunghi per tirarglieli ed io, che lo sapevo
e avevo i capelli attaccati a mò di coda, non capivo
cosa veramente avrebbe voluto da me, IO AVEVO SOLO PAURA.

De Paolis Livia - 12-6-2003 at 18:26

Siamo arrivati alla fine di questo "viaggio"insieme! Volevo ringraziare tutti perchè è stato bellissimo,anche se sinceramente speravo in un lavoro più concreto....Ora spero che il nostro progetto non si fermi qui e che veda i più interessati in un lavoro sempre più attivo. SPERO CHE NON FINISCA TUTTO QUI!!!!!! Ciao a tutti!!!!!

Si tratta degli esami, leggete tutti:

Francesco - 12-6-2003 at 18:32

COMUNICAZIONE PER TUTTI!!!!!!!!!!

Nel pomeriggio di oggi, dopo la lezione di Grasso, abbiamo saputo che non è possibile svolgere gli esami, perchè l'attività didattica è sospesa per la presenza di Prodi all'ECOTEKNE che terrà una conferenza. Ci si vedrà però cmq domani alle 11.00 per stabilire se fare gli esami nel pomeriggio oppure il giorno dopo, altrimenti dovremo rimandare tutto a luglio. Sfrutto ulteriormente il forum per dire che la lezione di domani di Grasso non si farà.

chiedo cmq scusa per aver trasmesso un msg che non riguardava il forum.

ci vediamo alle 11. gli esami li facciamo il pomeriggio

carlo - 12-6-2003 at 18:54

Quota:
Originariamente scritto da Francesco
COMUNICAZIONE PER TUTTI!!!!!!!!!!

Nel pomeriggio di oggi, dopo la lezione di Grasso, abbiamo saputo che non è possibile svolgere gli esami, perchè l'attività didattica è sospesa per la presenza di Prodi all'ECOTEKNE che terrà una conferenza. Ci si vedrà però cmq domani alle 11.00 per stabilire se fare gli esami nel pomeriggio oppure il giorno dopo, altrimenti dovremo rimandare tutto a luglio. Sfrutto ulteriormente il forum per dire che la lezione di domani di Grasso non si farà.

chiedo cmq scusa per aver trasmesso un msg che non riguardava il forum.

LETTURA DINAMICA?

Sabry - 12-6-2003 at 21:07

Prima di tutto grazie a Francesco e poi...


Chiedo scusa se divago ma c’ è una cosa che non sono
mai riuscita a scrivere.
Vorrei spezzare
una lancia a favore della lettura dei libri contro la lettura
dello spettatore in rete; ogni critica o altro è sempre
ben accetto.
Mentre con un libro, tutto è completamente
soggettivo, con l’ interfaccia immersiva il mio mondo è
meno soggettivo di quanto si possa pensare.
Accade tutto sempre in base a ciò che mi si propone
davanti e a ciò che è stato costruito sull’ interfaccia.
Credo che l’ interfaccia mi limiti, perché procede
tutto secondo uno spazio determinato e tanti particolari
che mi riconducono sempre a quella specifica
tematica. Quali emozioni mi potrebbe far vivere un’
interfaccia immersiva in più, rispetto ad un buon libro
che mi “ libera l’ immaginazione”? Un libro, se pur letto in
maniera lineare, non mi limita, mi fa fantasticare
secondo diversi punti di vista: scavo attraverso
gli occhi del passato; osservo con gli occhi del presente
e immagino con quelli del futuro, tutto questo in una volta sola.
La lettura
attraverso relazioni in rete mi ha già preordinato
tutto e mi ritrovo sempre negli spazi che mi sollecitano
maggiormente; e tutto ciò che non mi interessa?
A questo punto mi domanderete: per quale motivo
mi dovrei preoccupare di avere davanti ciò che non mi interessa?
Non so se riuscirò a spiegarmi, ma tante volte mi è
capitato di leggere cose che, mentre inizialmente
tralasciavo e quindi lasciavo perdere, attraverso
flash di parole-chiave hanno attirato la mia attenzione
fino a diventare interessi e poi vere e proprie passioni.
Insomma, quanti di voi, appassionati di cinema,
hanno iniziato ad amare particolari registi solo perché
casualmente hanno visto un loro film che vi ha affascinato
o incuriosito? La stessa cosa succede quando si legge
un libro. Non può accadere questo, invece, quando
ci si immerge nello spazio dell’interfaccia a cui siamo
interessati. Lo spettatore in rete avrà sicuramente
uno sguardo dinamico agendo con il mouse e con
la propria mente, ma “ lo spettatore di libri” avvertirà
anche lui la sua dinamicità, sfogliando le pagine e
immaginando un mondo tutto suo, sicuramente
non già predisposto e preordinato.

ALLEGATI XDUTI!!!

Tambouriner - 13-6-2003 at 06:59

Avevo allegato 2 miei approfondimenti nella sezione ke adesso è stare resa non visibile.


Allegato: Media Performativi.pdf (83kB)
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al 15 luglio

carlo - 1-7-2003 at 08:11

la sessione d'esame
sarà il 15 luglio alle ore 9,30
presso la sede di Arnesano

portate stampati i vostri interventi nel forum!


mi fate sapere in quanti sarete?
sarà possibile?

iniziate a farvi vivi, magari a piccoli gruppi qui nel forum,
indicando i temi che avete scelto (integrazione partecipato o suono del teatro)
l'esame inizia da qui

edizione de Il suono del teatro

Tambouriner - 6-7-2003 at 08:23

Quota:
Originariamente scritto da carlo
ragazzi s'apre un cantiere
koreja vuole pubblicare un libro sul convegno
sarebbe bello inserire un pò delle riflessioni tratte dal forum

a chi gli va di lavorare sulla selezione?

il 15.07 sono a lecce x gli esami
c'incontriamo lì?

a proposito dovrebbero essere al teatrino e no ad arnesano

mi fate sapere chi se la sente?

WebTag

Tambouriner - 9-7-2003 at 20:33

I Tag in inglese sono i cartellini. Cartoncini. Etikette. Dove appuntare poki segni. Tracce.
WebTag altro non è ke 1 muro virtuale dove lasciare queste tracce. All’insegna della Filosofia del Frammentarismo (quella ke io xseguo dopotutto!!!).
Su

http://www.teatron.org/webtag/

è possibile trovare traccia, ad esempio, del PUNTO DI GIROVITA di Carlo INFANTE. All’insegna della Filosofia: dal Punto di Vista al Punto di Vita al Punto di GiroVita.

Ma tralasciando questi ironismi troppo semplicistici, anke io volevo lasciare 1 mio TAG.

Non ti accorgi mai di quanto una persona ti sia cara…
se non quando…
quando il suono della sua vita non si ode più…
e solo allora t’accorgi di quanto ne avevi bisogno…
di quanto era dentro di te a tal punto da sentirti mutilato nell’anima…
Continuare a vivere col ricordo di quel suono…
Continuare a vivere col rimpianto di non averlo sentito abbastanza…

…col rimpianto di non averti mai detto quanto eri importante…



Amore&Psiche.jpg - 5kB

teatro dell'essere

fleur - 12-7-2003 at 17:35

Ho letto con molto interesse il messaggio di Valentina...lei parlava del teatro visto in una immagine diversa...vestito di abiti che spesso,noi esseri "normali" giudichiamo troppo stretti per i nostri pensieri. Abiti che
non ci riflettono,ma che vestono con disinvoltura coloro che nella nostra società non hanno voce."Fratelli" di Samonà è un libro che apre il cuore su nuove finestre di vite, vissute ai margini del quotidiano, immerse in disagi psichici che conservano, malgrado l'ignoranza del mondo in cui vivono, la forza e la voglia di rappresentarsi sul palcoscenico della loro vita che urla...perchè vuole essere ascoltata così com'è!Il teatro è soprattutto questo, essere parte di quella maschera, confondersi in essa senza aver paura di nulla,vestirsi del vestito più bello,fatto di sensazioni e di espressioni pure.

Fleur


esame del 15 luglio

fleur - 12-7-2003 at 17:47

Salve professore, invio a lei e agli altri membri del forum la relazione sul "tessitore di nuvole". Spero che lei e qualcuno del forum, abbia il tempo di leggerlo e di farmi sapere qualche impressione: accetto qualsiasi commento,grazie e a presto!Fleur

Allegato: Il Tessitore....doc (33kB)
Questo file è stato scaricato 359 volte


fleur - 12-7-2003 at 18:06

Gli argomenti letti sul forum, sono stati tutti interessanti.L'esperienza fatta ai Koreja sul suono del teatro è stata per me molto importante e la ringrazio per questa immersione nel teatro e nei suoi meravigliosi suoni e sapori. Vorrei poter discutere di questo con lei il 15 ad Arnesano, di ciò che per me ha significato il suono e tutto il suo mondo.Il teatro è una grande ricetta e i suoi ingredienti sono le nostre sensazioni che la rendono più gustosa,perchè fatta di tanti sapori che insieme convivono bene. Fleur

Leggete meglio gli interventi precedenti!!!

Tambouriner - 12-7-2003 at 18:44

Quota:
Originariamente scritto da fleur
[...] Vorrei poter discutere di questo con lei il 15 ad Arnesano, [...]

La sessione d'esame sarà
Martedì 15 Luglio
alle ore 9,30
presso il Teatrino di Principe Umberto

"le mie scuse"

fleur - 13-7-2003 at 09:39

Ciao Tambouriner, tu parli del caos dentro di noi,Beh, avrò sbagliato il luogo dell'esame perchè forse mi ero perso nei meandri del mio caos!Grazie a te ho trovato la strada giusta...Fleur

Sabry - 14-7-2003 at 12:58

Quota:
Originariamente scritto da fleur
Salve professore, invio a lei e agli altri membri del forum la relazione sul "tessitore di nuvole". Spero che lei e qualcuno del forum, abbia il tempo di leggerlo e di farmi sapere qualche impressione: accetto qualsiasi commento,grazie e a presto!Fleur


“Un mondo al riparo dal mondo esterno, dove tutto è possibile e dove ci si può ritrovare con la certezza di essere liberi di essere.”
E’ una bella frase che dice quanto questi bambini avevano voglia di vivere, di liberarsi dalle catene della società che li guarda con occhi attenti, a volte pietosi, a volte impauriti. Ognuno di noi vive in un mondo proprio, il nostro ego, che ci fa ragionare o fare “ le cose senza senso”, all’ esterno viviamo in una società. I portatori di handicap, invece, all’ esterno vivono in una società che li schiva, ed è per questo che sentono il bisogno di stare in un mondo al riparo, dove crescere e vivere.
L’ importanza del teatro sta proprio in questo, il teatro li ha voluti conoscere, il teatro non ha fatto differenze, il teatro li ha visti come esseri normali, il teatro li ha guardati come guarda tutti.
La cosa più importante: il teatro li ha fatti volare, come uccelli liberi, sciolti da catene,liberi di esprimenrsi a loro modo.

fleur - 15-7-2003 at 17:29

...continuerò ad esprimermi attraverso il forum. Vorrei ringraziare tutti voi per ciò che, con le vostre riflessioni, mi avete regalato. Continuerò a far vivere e crescere quest'esperienza e chi vorrà tenermi compagnia in questo "viaggio di sola andata" verso il teatro e i suoi tanti suoni, può seguirmi e riempire la valigia di entusiasmo per questa lunga "caccia" verso i tesori nascosti del nostro essere...il biglietto non costa nulla.Grazie ancora!

continuiamo a viaggiare!

Sabry - 17-7-2003 at 15:58

Quota:
Originariamente scritto da fleur
...continuerò ad esprimermi attraverso il forum. Vorrei ringraziare tutti voi per ciò che, con le vostre riflessioni, mi avete regalato. Continuerò a far vivere e crescere quest'esperienza e chi vorrà tenermi compagnia in questo "viaggio di sola andata" verso il teatro e i suoi tanti suoni, può seguirmi e riempire la valigia di entusiasmo per questa lunga "caccia" verso i tesori nascosti del nostro essere...il biglietto non costa nulla.Grazie ancora!


siamo liberi fleur!
grazie a te e alla tua voglia di " esprimerti volando" ,
allora: lo continuiamo questo viaggio?
riuscire a scoprire qualcosa in noi ancora sconosciuto?
i meandri sono oscuri, ma... accenderemo una luce! ciaooooooo

LE TUE VIBRAZIONI... PERCETTIBILI

Svelami... - 18-7-2003 at 14:15

Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner

Non ti accorgi mai di quanto una persona ti sia cara…
se non quando…
quando il suono della sua vita non si ode più…
e solo allora t’accorgi di quanto ne avevi bisogno…
di quanto era dentro di te a tal punto da sentirti mutilato nell’anima…
Continuare a vivere col ricordo di quel suono…
Continuare a vivere col rimpianto di non averlo sentito abbastanza…

…col rimpianto di non averti mai detto quanto eri importante…



" e con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò...
e voleremo in cielo... non torneremo più"

FRANCESCO DE GREGORI

DisCanti/Teatri d'Ascolto

Tambouriner - 22-7-2003 at 05:47

Quota:
Originariamente scritto da carlo

"DisCanti" un chiave di lettura
per Melpignano Festival
tre momenti diversi in cui cantare e narrare la memoria

A Melpignano, il piccolo comune in provincia di Lecce, noto come meta musicale privilegiata dell'estate salentina ( e di conseguenza dell'intera stagione italiana), il 23, 25 e 26 luglio 2003 si svolge il Melpignano Festival, quest'anno caratterizzato dall'incrocio tra canzone e narrazione teatrale.

Il 23 luglio apre Giovanna Marini con Francesco De Gregori sull'onda dello strepitoso successo de "Il Fischio del Vapore" che ha spiazzato ogni preconcetto sulla musica popolare.

Il 25 luglio con la presenza di Ascanio Celestini, il rapsode delle borgate romane, si coglie quella tensione teatrale che sta alla base di un'oralità che non canta ma racconta, facendo fischiare le orecchie nella vertigine narrata dell'eccidio nazista delle Fosse Ardeatine.

Il 26 luglio è "PerGraziaRicevuta"(PGR) con Lindo Ferretti a rilanciare il tema della memoria narrata e cantata, con quel "dimenticare mai" che vale come monito a chi vorrebbe rimuovere l'esperienza della Resistenza.

Discanto deriva dal latino medievale "discantum", calco dal greco "diaphonia" che significa discordanza, e il cantarsi contro, ma anche, se proprio vogliano forzare ( e ci diverte farlo) la parola: cantare contro.

E' importante rendersi conto che ci sono autori che non perdono di vista il proprio tempo e le diverse comunità che ne esprimono la tensione vitale per il cambiamento in termini di evoluzione sociale, fino a diventarne geniali cantori, sia come cantanti o poeti o cantastorie.


DisCanti è, al di là della rassegna di concerti ed eventi delle tre serate, un'opportunità per fare incontrare i protagonisti di questa straordinaria esperienza tra musica, teatro e impegno civile con i giovani e gli studenti dell'Università di Lecce, in particolare quelli che nel corso di laurea in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo hanno intrapreso una linea di ricerca su "il suono del teatro" coordinati da Carlo Infante.

In quel contesto in un ipogeo, al fresco di un frantoio sotterraneo, trova luogo “teatri d’ascolto”, una piccola rassegna di repertori di audioart, musiche e registrazioni di oralità, inedite e non, connesse all’esperienza dei protagonisti del festival, ma non solo. Un’occasione per concedersi un tempo per ascoltare e riflettere sul valore dell’ascolto come teatro di percezione e di comunicazione sensibile.

Gli incontri-teatri d’ascolto si svolgeranno alle ore 19 delle giornate del 23, 25 e 26 luglio 2003.



http://www.comune.melpignano.le.it/MelFest.html

Carlo INFANTE si sta muovendo per avere un certo numero di biglietti per i concerti.

Appuntamento Mercoledì 23 Luglio ore 19 al frantoio ipogeo di Melpignano.

appelli invernali

carlo - 5-9-2003 at 12:00

e ora le date degli appelli prossimi

il primo

è l'8 ottobre, presso il teatrino
probabilmente

il secondo il 17 febbraio


ore 10


quest'anno mi concentro sul II semestre

ma seguite il forum!!!

l'esame!

carlo - 22-9-2003 at 23:18

è stato fissato per l'8 ottobre
nei giorni prima ci sarà il "campo"
di ricerca tra archeologia,teatro e ipermedia a Roca

momenti congelati

Tambouriner - 23-9-2003 at 23:24

Quota:
Originariamente scritto da carlo
è stato fissato per l'8 ottobre
nei giorni prima ci sarà il "campo"
di ricerca tra archeologia,teatro e ipermedia a Roca


... ke è 'sto "campo"?!? Nessuna delucidazione in merito?!?

P.S. E' con 1 certo rammarico ke ho notato la kiusura della discussione sul SdT... cinismo... o stupido esibizionismo da 4 soldi ke sia...
Ora nn è + vivo... e quei momenti rimarranno congelati in 1 server sperduto nelle acque della rete...

appena si sa si saprà

carlo - 24-9-2003 at 08:21

Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner
Quota:
Originariamente scritto da carlo
è stato fissato per l'8 ottobre
nei giorni prima ci sarà il "campo"
di ricerca tra archeologia,teatro e ipermedia a Roca


... ke è 'sto "campo"?!? Nessuna delucidazione in merito?!?

<<< attendi qualche giorno
e si saprà
con Santoro si sta definendo ora
<<<


P.S. E' con 1 certo rammarico ke ho notato la kiusura della discussione sul SdT... cinismo... o stupido esibizionismo da 4 soldi ke sia...

<<<
prima cosa:
quel forum era ormai diventato pesantissimo
di byte in primo luogo
avete presente la lenetezza di caricamento
seconda cosa:
i segnali di sbrago erano preoccupanti
terza cosa:
ora si riapre la nuova attività didattica
apriremo nuovi forum
<<<

Ora nn è + vivo... e quei momenti rimarranno congelati in 1 server sperduto nelle acque della rete...


<<<
una citazione:
"è dalle putredine che nasce nuova vita"
(carlo m.)

conferma di un accanito fungaiolo
come me

ci vediamo il 6_10 a Roca!

e poi l'8_10 sarò al teatrino x gli esami

se i programmi non cambiano
ma spero di no...
<<<

il digitale

wacla - 1-10-2003 at 10:01

siamo arrivati

La comunicazione digitale

wacla - 2-10-2003 at 12:32

Proviamo a scrivervi da diversi giorni ma solo oggi siamo riusciti a farlo a causa delle nostre carenze in campo digitale.
E' proprio questo il nucleo del nostro intervento: il potere discretivo del mezzo digitale. La comunicazione interattiva per esistere necessita il possesso della macchina e la conoscenza degli strumenti necessari al suo utilizzo. E' evidente che non tutti sono provvisti di tali mezzi giacchè il computer non è un bene primario e pensarlo come un mezzo comunicativo taglierebbe fuori la maggior parte degli individui "bisognosi di comunicazione". Non dimentichiamo che nel nostro paese solo il 30% possiede il PC, non si può parlare quindi di un bene di massa che possa stimolore la domanda culturale di tutti ma più realisticamente di un oggetto di distinzione socio-culturale...
Non è umano intendere un qualsiasi oggetto, come ad esempio il mouse, come una protesi dell'essere umano, si cadrebbe in una forzatura che altererebbe i rapporti tra l'uomo e la sua "creatura" trasformando le percezioni autentiche della realtà in percezioni riprodotte attraverso sequenze di bit. Il bisogno di comunicazione dell'uomo è nato insieme a lui , perchè lo scambio di emozioni, informazioni e percezioni lo ha reso un animale "sociale" in grado di determinare un continuo progresso civile.
Ma l'accellerazione apportata dal digitale alla comunicazione non ha altrettanto velocizzato positivamente tale progesso, bensì ci ha insegnato la cultura della "velocità massima possibile" inducendoci alla "venerazione degli oggetti tuttofare" che risolvono ogni problema lasciandoci il ruolo di comparsa....
....fino a farci scomparire al prossimo blach-out...

QUESTO E' CIO' CHE PENSANO WALTER E CLAUDIA SUL FINTO MONDO DIGITALE


dal coltello al mouse

carlo - 2-10-2003 at 12:50

Quota:
Originariamente scritto da wacla
Proviamo a scrivervi da diversi giorni ma solo oggi siamo riusciti a farlo a causa delle nostre carenze in campo digitale.
E' proprio questo il nucleo del nostro intervento: il potere discretivo del mezzo digitale. La comunicazione interattiva per esistere necessita il possesso della macchina e la conoscenza degli strumenti necessari al suo utilizzo. E' evidente che non tutti sono provvisti di tali mezzi giacchè il computer non è un bene primario e pensarlo come un mezzo comunicativo taglierebbe fuori la maggior parte degli individui "bisognosi di comunicazione". Non dimentichiamo che nel nostro paese solo il 30% possiede il PC, non si può parlare quindi di un bene di massa che possa stimolore la domanda culturale di tutti ma più realisticamente di un oggetto di distinzione socio-culturale...

<<< pensio che si rimanga a quella percentuale?
no, non lo pensi

proprio x questo è necessario aprire lo sguardo culturale a qualcosa che non sembra tale
e che di fatto rappresenta uno dei perni non solo dello sviluppo ma dell'evoluzione psicologica della nuova generazione

non c'è niente di scontato
c'è da guardare x capire
stare fermi entro le proprie superstizioni non serve a nessuno
neanche a questo forum
<<<

Non è umano intendere un qualsiasi oggetto, come ad esempio il mouse, come una protesi dell'essere umano, si cadrebbe in una forzatura che altererebbe i rapporti tra l'uomo e la sua "creatura" trasformando le percezioni autentiche della realtà in percezioni riprodotte attraverso sequenze di bit. Il bisogno di comunicazione dell'uomo è nato insieme a lui , perchè lo scambio di emozioni, informazioni e percezioni lo ha reso un animale "sociale" in grado di determinare un continuo progresso civile.
Ma l'accellerazione apportata dal digitale alla comunicazione non ha altrettanto velocizzato positivamente tale progesso, bensì ci ha insegnato la cultura della "velocità massima possibile" inducendoci alla "venerazione degli oggetti tuttofare" che risolvono ogni problema lasciandoci il ruolo di comparsa....
....fino a farci scomparire al prossimo blach-out...

QUESTO E' CIO' CHE PENSANO WALTER E CLAUDIA SUL FINTO MONDO DIGITALE



<<< ecco questo è molto + interessante x lo sviluppo di un dibattito:
da sempre l'uomo inventa soluzioni tecnologiche x estendere le proprie funzioni
cortelli o scale, libri o canocchiali
il mouse e le altre interfacce digitali vanno viste in questo quadro

questo è un buon punto di discussione nel Campo di Ricerca di Roca
dove si parte proprio da un contesto archeologico...
ci si vede lì...
ma siete miei studenti
o no?
<<<

francy_s - 2-10-2003 at 16:19

DAL FILE “SUONO DEL TEATRO 1,3 MOV”
MINO TORRIANO:
“ Ma non è soltanto l’ambito della musica colta che ha trasformato il rapporto tra musica e teatro. C’è stato anche il rock, le culture giovanili………
…….c’è un padre riconosciuto, ed è FRANK ZAPPA. La grande invenzione di Zappa è stata quella di recuperare l’orchestra come nel teatro gli strumenti musicali……….”

>>>> Molto interessante il richiamo a Zappa colui che ha sicuramente portato avanti un progetto di arte nel suo significato più totale, contaminando la musica di ogni genere di rumorismo, di teatro e di cosa possibile con un risultato assolutamente unico ed in grado di mettere d’accordo jazzisti, rockettari e maestri d’orchestra classica sull’incredibile capacità di Zappa nello scrivere e fare musica.
Una caratteristica che contraddistingue tutti gli album di Zappa è il gran numero di musicisti che fecero parte dei suoi ensemble………mi viene in mente “200 Motels”, film scritto da Zappa che racconta la sconcertante vita di una band rock sempre on the road. Fra gli altri parteciparono alle riprese anche il batterista degli Who, Ringo Star e le Mothers of Invention ( che tra l’altro si occuparono anche della colonna sonora)…………………………………Davvero un GENIO!!!!

francy_s - 2-10-2003 at 16:27

<<<< dove si parte proprio da un contesto archeologico...
ci si vede lì...
ma siete miei studenti
o no?

>>>>>dalle e-mail ricevute credevo che il campo di ricerca fosse aperto solo a 20 persone ma penso di aver mal capito. In realtà non è ben chiaro nemmeno quale sarà il lavoro da svolgere lì.




informatevi

carlo - 2-10-2003 at 17:29

Quota:
Originariamente scritto da francy_s
<<<< dove si parte proprio da un contesto archeologico...
ci si vede lì...
ma siete miei studenti
o no?

>>>>>dalle e-mail ricevute credevo che il campo di ricerca fosse aperto solo a 20 persone ma penso di aver mal capito. In realtà non è ben chiaro nemmeno quale sarà il lavoro da svolgere lì.

<<
hai ragione c'è un problema di selezione x quanto riguarda l'ospitalità
ma credo che la partecipazione sia comunque libera x chi non deve dormire là
in ogni caso informatevi presso Capani e gli altri studenti
ne sanno + di me

in ogni caso l'8 sono al teatrino




Lettura & Attenzione

Tambouriner - 2-10-2003 at 17:46

Leggete con attenzione i messaggi di posta elettronica che ricevete e anche gli avvisi sul Forum: X GIOVE!!! NON ESISTE SOLO QUESTA DISCUSSIONE!
X KI NON LO AVESSE ANCORA CAPITO LA DISCUSSIONE SUL SUONO DEL TEATRO E' STATA KIUSA! SMETTELA DI VOMITARE I VS INTERVENTI PRE-ESAME SU QUESTA DISCUSSIONE PRIMO XKE' SONO FUORI CONTESTO, SECONDO XKE' ANKE QUESTA DISCUSSIONE E' SULLA VIA DELLA SATURAZIONE.
ACCENDETE I VS CERVELLI E NON SOLO I VS PC!!!
CI SONO OLTRE 50 DISCUSSIONI IN "la RETE degli SGUARDI"...
FATE VOI...

bene, ci vediamo nel forum e a roca

carlo - 2-10-2003 at 18:28

Quota:
Originariamente scritto da Tambouriner
Leggete con attenzione i messaggi di posta elettronica che ricevete e anche gli avvisi sul Forum: X GIOVE!!! NON ESISTE SOLO QUESTA DISCUSSIONE!
X KI NON LO AVESSE ANCORA CAPITO LA DISCUSSIONE SUL SUONO DEL TEATRO E' STATA KIUSA! SMETTELA DI VOMITARE I VS INTERVENTI PRE-ESAME SU QUESTA DISCUSSIONE PRIMO XKE' SONO FUORI CONTESTO,

<<<
grazie tamb
delle precisazioni
x quanto riguarda l'esame
però va bene usare questo forum
quello de Il suono del teatro l'ho chiusi xchè era diventato troppo pesante (troppi interventi... le pagine si aprivano con lentezza...) e poi qualcuno s'era svegliato all'improvviso e iniziava a scrivere interventi veramente fuori luogo
<<<
SECONDO XKE' ANKE QUESTA DISCUSSIONE E' SULLA VIA DELLA SATURAZIONE.
ACCENDETE I VS CERVELLI E NON SOLO I VS PC!!!
CI SONO OLTRE 50 DISCUSSIONI IN "la RETE degli SGUARDI"...
FATE VOI...


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siete anmdati a vedere
la telenovela teatrale basata sul perfoprming media?
http://www.laundrettesoap.it

rimanete connessi
ci troviamo nei forum e poi a roca o l'8 al teatrino e vediamo cosa combinare quest'anno...
<<<

francy_s - 7-10-2003 at 10:54

GIOCHI DI SIMULAZIONE…………MATRIX

"Per imparare a giocare bisogna giocare a imparare"
Credo che sia molto interessante il pensare ai giochi di simulazione come dei possibili strumenti che ci facciano riflettere su quanto la società reale sia spesso condotta come un gioco di simulazione fatto male.
A tal proposito mi è subito tornato in mente “Matrix” , il fortunatissimo (in America!!!!) film dei fratelli Wachowski che rispolvera con linguaggio “virtuale” l’eterno sospetto che dietro la facciata di un mondo normale si nasconda qualcosa di orribile controllato da una mente superiore.
Per quanto poco credibile è in ogni caso interessante fermarsi a pensare che tutta la vita trascorsa, le strade percorse, le persone conosciute….siano solo una grande,illusoria e tragica direi, proiezione virtuale….la Matrice del globale! La domanda è ancora una volta : il mondo è tutto finzione, una prigione mentale o esiste qualcosa di vero e non elaborato al computer da simulazione interattiva???
A questo punto mi verrebbe quasi da dire….”Compagno” guardati attorno, (ri)prendi co(no)sc(i)enza, il mondo non è altro che una gigantesca Realtà Virtuale dove non conti più niente, sei una spina dove inserire il programma che più aggrada a chi davvero detiene il potere.
Tutto questo penso però che non avrebbe senso….sarebbe veramente troppo facile per chi si sente padrone del mondo.
E’ giusto prendere coscienza del fatto che viviamo in un mondo diverso rispetto anche a soli 40 anni fa…un mondo in cui le tecnologie digitali hanno preso il sopravvento e (riprendendo quanto scritto ne “Il sapiente, il guerriero, il mercante): “la chiave della forza di questa rivolta sta proprio nel fatto di essere globale, di usare i media globali e di sollecitare una ripolarizzazione improvvisa dell’immaginario globale”
UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!!!

francy_s - 7-10-2003 at 11:09

COMPUTER COSCIENZA

Computer coscienza
sai tutto di me
osservi le mie manie
fai tutto per me
computer sostanza
hai tutto di me.....

...Stipulano cambiano leggi e cartelli plasmano dal nulla nuovi modelli
dettano le regole, pensano i colori
cambiano il gioco fanno tutto da soli...

...microchip, megabyte, cpu.....

(TESTO tratto da computer coscienza....brano dei GRANMA)

http://www.granma.it


francy_s - 7-10-2003 at 13:47

Originariamente scritto da wacla

>>Non è umano intendere un qualsiasi oggetto, come ad esempio il mouse, come una protesi dell'essere umano



<<< non sono affatto d'accordo con questa affermazione



>>si cadrebbe in una forzatura che altererebbe i rapporti tra l'uomo e la sua "creatura" trasformando le percezioni autentiche della realtà in percezioni riprodotte attraverso sequenze di bit.



<<< si parlava di questo giorni fa con alcuni ragazzi che fanno parte di RADIOPAZ. Ebbene, loro passano la maggior parte della giornata collegati ad internet o cmq davanti a uno schermo. Li veniva allora chiesto se fosse "normale" vivere così in simbiosi col pc. Qualcuno ha anche detto che sembra quasi che vivano NEL computer e che questo potrebbe renderli poco attenti a tutto quello che li circonda.
Perchè scrivo questo....perchè mi è sembrata molto bella la risposta che uno dei ragazzi di PAZ ha dato. Più o meno diceva questo: " il pc non è la mia realtà o una realtà virtuale ma un mezzo per interagire con la realtà, una realtà che comunica tramite il computer, internet e più in generale le tecnologie, con un'altra realtà."
Tutto ciò credo che si ricolleghi ad uno dei punti più volte sottolineato dal prof. Infante......il passaggio DAL PUNTO DI VISTA AL PUNTO DI VITA. Quando si naviga si è dentro lo schermo, non fuori a vedere.
QUINDI.......perchè non pensare al mouse come a una protesi dell'essere umano????


www.gattonero.tk

francy_s - 7-10-2003 at 14:42

Vorrei un attimo spostare l'attenzione su un ultimo argomento che particolarmente mi ha affascinato durante la lettura del testo "IMPARARE GIOCANDO".
Il titolo del testo già di per sè dice tutto.
In particolare è bello il concetto che "non si insegna qualcosa se non si aiuta la persona a scoprirla dentro di sè.......giocare con l'immaginazione può essere quindi considerato come uno dei modi migliori per distinguere la dimensione interiore da quella reale."
E' interessante scoprire come queste affermazioni abbiano un loro riscontro anche nell'ambito teatrale. Personalmente ho partecipato quest'anno ad un laboratorio teatrale nel mio paese e spesso ci è stato chiesto di ricordarci i giochi che facevamo da bambini per lasciarci andare e scoprire dentro di noi qualcosa che probabilmente è difficile far venire fuori diversamente.
Abbiamo così imparato a vivere all'interno di uno stesso ambiente con altre dieci persone, cosa che non risulta affatto semplice nemmeno quando si è un po' più grandi.Quella sorta di imbarazzo che vi era nel comunicare con le altre persone, soprattutto a livello fisico è stata pian piano superata proprio grazie all'espediente di far rivivere il bambino che ognuno ha dentro di sè.
E tramite le nostre esperienze dirette siamo riusciti a realizzare uno "spettacolo" nel quale abbiamo utilizzato il cosiddetto role play, ma in realtà anche nella finzione abbiamo portato in scena noi stessi.
Questa esperienza mi ha aiutato a capire quanto effettivamente sia importante che già da bambini, e quindi in particolare a scuola, si possa avere la possibilità di imparare a comunicare con gli altri, con l'ambiente che ci circonda e soprattutto con noi stessi, in tutti i modi possibili e sono convinta che la multimedialità possa veramente essere una grande opportunità didattica e creativa.

Il suono del teatro

wacla - 7-10-2003 at 17:32

Di tutti i nostri sensi sicuramente l'udito è l'unico che non possiamo controllare:possiamo chiudere gli occhi, possiamo aprire o chiudere il naso, ma non possiamo davvero chiudere gli orecchi...
La stessa "impotenza" la si prova nei confronti della musica;è l'unica forma d'arte indipendente dai linguaggi "umani",è lei a dettare le scale di valore delle umane percezioni.
Per essere + chiari faccio un parallelo con il cinema:se prendiamo ad esempio una qualsiasi inquadratura, essa può prendere significati molto diversi tra loro a secondo della musica che il regista vuole come fondo:una persona che cammina nel buio di una strada con fondo sonoro cupo e incalzante ci fa capire che questa è in pericolo,se invece vi è un fondo musicale evocativo, questa persona è la + libera e spensierata della terra...
E' la musica che detta le regole della nostra percezione, e all'occorrenza ci fa "vedere" spettacoli teatrali, film, foto e quadri surrealisti...

FACOLTA' EFFICIENTI E CREATIVITA' STUDENTESCA

Tambouriner - 11-10-2003 at 19:20

L’Accademia di Belle Arti di Macerata ha attivato nell’a.a. 1998-99, i due corsi sperimentali di Teoria e Tecnica della Conservazione dei Beni Culturali e di Teoria e Tecnica della Comunicazione Visiva Multimediale che stanno concludendo molto positivamente il primo ciclo di sperimentazione, che hanno ottenuto commesse molto importanti nel settore del restauro e della produzione di video pubblicitari e di documentazione, nonché di notevoli esperienze sul web design. Inoltre, nel corso di Multimediale è di prossima attivazione una nuova materia come Videomakers.
Prendendo spunto da un popolare manga di Hirohiko Araki dal titolo “Le Bizzarre Avventure di JoJo” è nata l'idea di realizzare un cortometraggio che, sviluppando una sua storia originale, non legata alle vicende del fumetto, riuscisse a ricreare la magia delle bizzarre tavole di Araki attraverso immagini reali.
Legati entrambi dalla passione per questo autore due studenti dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, hanno deciso di scrivere un soggetto ispirato al mondo di JoJo e di presentarlo al loro professore di Grafica 3D, Carlo Gioventù, per poter realizzare un cortometraggio che avrebbe unito insieme riprese reali digitali ad animazioni in Computer Grafica. Il progetto, iniziato a marzo del 2002, si è diviso in due filoni, da una parte hanno collaborato i dipartimenti di Pittura, Scultura, Decorazione e Restauro, per la creazione degli oggetti di scena, dall'altra, il dipartimento di Multimediale dove sono ricreati, tramite il computer, personaggi, ambienti ed oggetti virtuali che potessero fondersi con quelli reali.
Il corto realizzato parteciperà a vari concorsi internazionali per studenti. Il nucleo di studenti, a seguito di questa esperienza ha formato l’Estrostudio per inserirsi nel mondo del lavoro in un secondo momento.
Info, foto della realizzazione tecnica e un trailer da scaricare all’indirizzo:


http://www.gravityvision.com

PROPOSTA:
Che ne pensate di portare il cortometraggio e gli autori a Lecce per una 1° visione nel ns. STAMMS aperta al pubblico e per una discussione con gli autori, magari in collaborazione con tutte le fumetterie leccesi?
Non sono in palio né crediti né sconti per gli esami!

Mortimer - 22-10-2012 at 12:32

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