carlo
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| spedito il 18-6-2002 alle 22:19 |
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info su progetti ed eventi
puoi inserire qui
dopo esserti iscritto
le informazioni sui tuoi progetti o eventi da segnalare.
ciao
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gustavo
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| spedito il 19-6-2002 alle 15:32 |
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seminario di movimento e voce
Seminario di Movimento e Voce dal 15/7/2002 al 26/7/2002
Per un totale di 10 incontri di 3 ore ciascuno Condotto da GUSTAVO
FRIGERIO ,da lunedì a venerdì dalle ore 9:30 alle ore 12:30 il laboratorio
propone un lavoro finalizzato ad un'esperienza di ricerca della relazione
tra suono e movimento in un'azione performativa. Il laboratorio si rivolge
a danzatori, attori, cantanti, artisti, musicisti, performers, d.j.s, ma
anche a chiunque si interessi a questo argomento con o senza esperienza
professionale. Il laboratorio ha anche lo scopo di selezionare un gruppo di
collaboratori che affiancheranno Gustavo Frigerio nella sua prossima
produzione LA PARTECIPAZIONE AL LABORATORIO è GRATUITA la prima lezione
sarà aperta a tutti e di prova GUSTAVO FRIGERIO è attore e regista di
teatro e di opera. Ha creato numerosi spettacoli dove si fondono diverse
discipline. Il suo lavoro è stato presentato in Festivals Internazionali e
teatri in tutta Europa. Ha studiato danza (tecnica Cunnigham e contact
improvisation con Steve Paxton e Lisa Nelson), teatro ( Grotowski, Richard
Schechner, Peter Brook), lavoro sulla voce (Tecnica Linklater, Zigmunt
Molik) e coscienza del corpo (tai-chi-chuan, yoga e Ideokinesis).
Prenotazione per partecipazione presso la segreteria dello IALS I.A.L.S.
via Fracassini 60 00196 Roma tel. 06 3236396 - 06 3611926 fax 06 3236436
domanda entro il 26/7/2002
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Kim
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| spedito il 9-7-2002 alle 21:05 |
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Candelora Valdapozzo
dal 23 agosto al 1 settembre 2002
Candelora Valdapozzo
Valdapozzo è un vecchio casolare di campagna costruito sulla cima di una
collina, tutto intorno vastissimi campi di girasole che in agosto
fioriscono. Valdapozzo è a pochi minuti da Alessandria, in Piemonte, tra
Milano, Torino e Genova. Valdapozzo dispone di una grande sala con
pavimento in legno e una parete tutta di vetri che dà sulla valle. Una sala
altrettanto grande e fresca al piano inferiore, una sala per la lettura e
lo studio, una cucina, un fienile, e numerose altre stanze dove dormire o
riposare nei momenti di pausa. Dalla mattina alla sera, sul retro della
cascina, all’aperto, un banchetto ricco di frutta marmellate pane miele
pomodori caffè tè orzo insalate uova o salumi.
Valdapozzo è un seminario teatrale residenziale, nel senso che i
partecipanti troveranno ospitalità e colazione per tutte le dieci giornate
di lavoro. Teatrale ma non esclusivamente rivolto ad attori. Dura gli
ultimi dieci giorni di agosto e prevede una quota di partecipazione di
duecentocinquanta euro per un massimo di sedici partecipanti.
Valdapozzo nasce in collaborazione Candelora con Simona Barbero e si
sviluppa intorno ad un laboratorio teatrale dedicato al tempo sospeso:
Candelora il Tempo sospeso (di Barbara Bonriposi e Antonio Pizzicato)
Apparentemente narrazione, danza e canto sono tre forme distinte della
possibilità creativa di un attore: non hanno niente in comune. Tanto è vero
che solitamente vengono intese come tre specializzazioni alle quali, chi
vuol fare teatro, può dedicarsi. Esistono infatti narratori, danzatori,
cantanti e tutti – è opinione diffusa – fanno tre lavori diversi.
Eppure, provando a riflettere, quanto è necessario il corpo, per il canto?
E quanto una danza si può dire priva di storia? E quanto poco occorre alla
narrazione per diventare canto?
L’ambito di questa nostra ricerca sta nell’individuare il luogo dove
narrazione, danza e canto si fondono, coesistono; il luogo dove si
confondono e diventano tre manifestazioni, in continuo movimento, della
stessa presenza.
Quel luogo è il luogo del rito.
Per intraprendere questo cammino occorre risalire all’antica matrice
rituale del teatro. Al momento in cui il sacerdote e pochi altri iniziati
riuniscono la tribù per inscenare, davanti agli occhi di tutti, il momento
della caccia. E per farlo usano parole, suoni e azioni.
Il rito è una cerimonia collettiva nella quale l’attore e il pubblico
vivono una esperienza che accade fuori dal tempo; sono coinvolti in un
momento unico e irripetibile che si compie in un tempo sospeso. L’attore ha
il compito di creare quel tempo, che oscilla tra il tempo matematico della
realtà e il tempo impalpabile del sogno.
Per farlo ha bisogno di tutto il suo corpo. Corpo che non è più quello
dell’agire quotidiano. È corpo che ha scoperto e allenato tutte le sue
possibilità d’azione e di composizione organica dei movimenti, fino alla
danza; e tutte le possibilità di produrre suono della sua voce, fino al
canto.
È il corpo esteso.
Occorrono anni. E cura, e dedizione, e un lavoro paziente: per liberare il
nostro corpo dai limiti in cui lo abbiamo relegato e allenarlo ad
estendersi oltre la nostra immaginazione. A muoversi in direzioni che non
vedevamo, a produrre combinazioni di movimento non ordinarie che
istintivamente non credevamo possibili. Ad ascoltare la nostra voce
risuonare nello spazio e produrre ritmi, melodie e volumi inattesi. A
vedere noi stessi sovvertire le leggi fisiche degli orologi e dei metronomi
e giocare con il tempo: trattenerlo, accelerarlo, rallentarlo fino quasi a
tenerlo fermo, sospeso.
Oi tecnitai Dionisu : gli attori sono i meccanici del Dio, eccellenti
artigiani devoti al Dio dell’ebbrezza. candelora@genie.it - 347.4838252
Allegato: Candelora Valdapozzo.doc (24.5kb) Questo file è stato scaricato 232 volte
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mirko
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| spedito il 6-9-2002 alle 17:34 |
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not only usability
un progetto che sto portando avanti nella mente da qualche tempo, e nella
Rete da qualche giorno, aperto alla collaborazione di tutti.
perche' usabilita', fruizione veloce e semplice dei contenuti, della
cultura, delle emozioni, non deve essere in contrasto
**necessariamente**
con la creativita', l'alterita' del punto di vista, la progettualita' che
rompe con gli schemi tradizionali.
oggi e' uno dei conflitti piu' forti nello sviluppo del web
e della cultura di rete
e della cittadinanza digitale di cui spesso carlo ha parlato
non sono sicuro che sia un conflitto sensato
http://www.nousab.org
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re_gina
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spedito il 20-10-2002 alle 11:35 |
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AAA.danzatori,attori...cercasi
Il circolo Culturale Tersicore ricerca ballerini,attori e chiunque fosse
interessato a frequentare un corso di Teatro danza presso la nostra scuola.
Si ricercano uomini di età non superiore ai 30 anni e pssibilmente
residenti tra ferrara,bologna,modena e relative province.
Per informazioni 340 6227618 oppure rispondendo a questo messaggio.
Ciao!
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giacomo
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| spedito il 26-10-2002 alle 18:55 |
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teatro e Dante a Torino
Mutamenti e Sortilegi atti d'inferno opera 5 all'Espace di via Mantova 38 a
Torino
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nunzio
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| spedito il 3-4-2003 alle 20:40 |
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serata di teatro
domenica 6 aprile
pressi il ristorante la lampara a terme vigliatore me
"la zagara"
presenta una serata teatrale
con testi di nunzio cocivera
www.ilteatrodicocivera.org
ore 18 ingresso libero
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Emanuela_G
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| spedito il 8-4-2003 alle 07:30 |
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Concorso di Cyber Art
Il progetto Comunitario Cultura 2000 'In-visible Out-skirt' organizza un
concorso di cyber art. Il concorso In-visible Out-skirt' è rivolto a
giovani, di età compresa tra i 15 e i 25 anni, residenti in Italia,
Finlandia, Romania, Polonia, Ungheria e Spagna. La scadenza è il 15 di
Maggio. Al concorso si può partecipare inviando o un video digitale o una
immagine digitale sul tema delle periferie urbane disagiate al sito web
www.in-outvisible.net dove troverete anche il regolamento completo del
concorso. Affrettatevi, la scadenza è vicina.
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holeideescure
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| spedito il 15-4-2003 alle 00:00 |
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l'articolo sul venerdì di repubblica e altro ancora
qui sotto potete trovare una scannerizzazione dell'articolo comparso sul
venerdì di repubblica a proposito di teatron...
holeideescure ha allegato questa immagine:
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holeideescure
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| spedito il 15-4-2003 alle 00:02 |
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l'articolo sul venerdì di repubblica e altro ancora
e anche quello comparso su affari e finanza, che parla di teatro(n) e
multimedia
holeideescure ha allegato questa immagine:
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Tambouriner
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| spedito il 14-6-2003 alle 02:15 |
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NARRAZIONE
HOLDENLAB
il portale della narrazione, nasce dalla Scuola Holden di Torino, fondata
da Alessandro Baricco per insegnare la produzione di oggetti narrativi.
http://www.holdenlab.it/
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ziobaldone
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| spedito il 18-6-2003 alle 18:49 |
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SCREENWRITING COLONY
L’EURO-SCREENWRITING COLONY DI LEW HUNTER IN ITALIA
Per la prima volta in Italia il workshop 434 della TFT School di UCLA
Lew Hunter Chairman Emeritus e Professore di sceneggiatura presso UCLA
Department of Film and Television terrà la sua colonia Europea di
sceneggiatura a Montemonaco nelle Marche, dal 19 luglio al 2 agosto.
Lew Hunter propone per la prima volta in Italia il leggendario graduate
screenwriting workshop 434 di UCLA da cui è stato tratto anche il libro Lew
Hunter's Screenwriting 434
La colonia dura 2 settimane, durante la quale ogni partecipante svilupperà
il proprio script strutturandolo secondo le architetture narrative
utilizzate nell’Industria cinematografica di Hollywood.
Secondo Gianluca D’Agostino, coordinatore della colonia in Italia
“Ascoltare Lew Hunter che ti spiega come strutturare il tuo script nel
mezzo dei monti Sibillini è già un’esperienza mitologica ma soprattutto la
colonia di Montemonaco è un occasione unica per chiunque in Italia desideri
imparare come si scrive a Hollywood”
Le iscrizioni sono aperte da subito e la scadenza per iscriversi è il 26
giugno le sezioni sono Beginners e Advanced, informazioni e iscrizioni:
www.lewhunter.com.
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Filippo
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spedito il 19-6-2003 alle 11:00 |
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articolo su Internet News giugno 2003
Filippo ha allegato questa immagine:
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Opus
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spedito il 7-7-2003 alle 18:08 |
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Audizione
Stiamo ospitando la Seconda ondata di selezioni per la nuova produzione
teatrale della compagnia Opificio Trame. Cerchiamo danzatori- attori e
percussionisti. le audizioni si tengono tutti i martedì a partire dall'8
luglio 2003 alle ore 19. per partecipare basta telefonare e scegliere la
data. tel/fax: 02 2484027.
la ricerca ha carattere di urgenza.
Contatto: Federicapaola
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francescomichi
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| spedito il 11-7-2003 alle 10:19 |
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workshop su musica e web
ciao a tutti
vi scrivo per segnalarvi un workshop che coordinerò nel mese di
settembre
nell'ambito dei corsi di specializzazione sulla musica del novecento
dell'Associazione GAMO, a Firenze.
si tratta di un workshop su musica e web, ma sotto troverete
informazioni
più complete
Per iscriversi esiste una form all'indirizzo internet del GAMO (
www.gamo.it ) dove sono pubblicate anche tutte le informazioni relative
a
prezzi, condizioni, alloggi ecc.
per qualunque informazione più specifica scrivete direttamente a me,
anche
se non potrò rispondere subito.
Approfitto dell'occasione per suggerirvi di dare un'occhiata agli altri
corsi che il GAMO organizza.
cari saluti
francesco michi
UN PALCOSCENICO SUL WEB
5-7 settembre 2003
Il workshop si articola tre giornate di lavoro.
Attraverso attività laboratoriali si forniranno le nozioni principali di
alcuni comuni linguaggi di programmazione (actionscript per flash, lingo
per
shockwave) che permettono non solo la gestione dei suoni ma anche il
loro
abbinamento ad altre forme espressive e comu-nicative Saranno inoltre
illustrate le nozioni di base circa i vari modi di pubblicare su
Internet,
le caratteristiche dei sistemi di compressione per la musica sul web, le
normative relative ai diritti di autore per la musica sul web.
Attraverso l’analisi di siti si introdurranno i concetti di interattività
e
di ipertesto sonoro, e si esamineranno sia esteticamente che
tecnicamente
alcuni criteri e possibilità dell’utilizzo per la produzione musicale di
tecniche, software, criteri e metodologie che si sviluppano nel Web.
Attraverso esercizi sarà inoltre progettata e sperimentata la
realizzazione
di piccoli eventi interattivi.
Il workshop è aperto a tutti, ma è necessaria una cultura di base di
informatica e musica.
Il Workshop è coordinato da Francesco Michi. Tutor: Antonio della Marina
e
Massimo Ciccolini.
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Tambouriner
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| spedito il 22-7-2003 alle 21:41 |
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DisCanti/Teatri d'Ascolto
quote: Originariamente scritto da carlo
"DisCanti" un chiave di lettura
per Melpignano Festival
tre momenti diversi in cui cantare e narrare la memoria
A Melpignano, il piccolo comune in provincia di Lecce, noto come meta
musicale privilegiata dell'estate salentina ( e di conseguenza dell'intera
stagione italiana), il 23, 25 e 26 luglio 2003 si svolge il Melpignano
Festival, quest'anno caratterizzato dall'incrocio tra canzone e narrazione
teatrale.
Il 23 luglio apre Giovanna Marini con Francesco De Gregori sull'onda dello
strepitoso successo de "Il Fischio del Vapore" che ha spiazzato ogni
preconcetto sulla musica popolare.
Il 25 luglio con la presenza di Ascanio Celestini, il rapsode delle borgate
romane, si coglie quella tensione teatrale che sta alla base di un'oralità
che non canta ma racconta, facendo fischiare le orecchie nella vertigine
narrata dell'eccidio nazista delle Fosse Ardeatine.
Il 26 luglio è "PerGraziaRicevuta"(PGR) con Lindo Ferretti a rilanciare il
tema della memoria narrata e cantata, con quel "dimenticare mai" che vale
come monito a chi vorrebbe rimuovere l'esperienza della Resistenza.
Discanto deriva dal latino medievale "discantum", calco dal greco
"diaphonia" che significa discordanza, e il cantarsi contro, ma anche, se
proprio vogliano forzare ( e ci diverte farlo) la parola: cantare
contro.
E' importante rendersi conto che ci sono autori che non perdono di vista il
proprio tempo e le diverse comunità che ne esprimono la tensione vitale per
il cambiamento in termini di evoluzione sociale, fino a diventarne geniali
cantori, sia come cantanti o poeti o cantastorie.
DisCanti è, al di là della rassegna di concerti ed eventi delle tre serate,
un'opportunità per fare incontrare i protagonisti di questa straordinaria
esperienza tra musica, teatro e impegno civile con i giovani e gli studenti
dell'Università di Lecce, in particolare quelli che nel corso di laurea in
Scienze e Tecnologie dello Spettacolo hanno intrapreso una linea di ricerca
su "il suono del teatro" coordinati da Carlo Infante.
In quel contesto in un ipogeo, al fresco di un frantoio sotterraneo, trova
luogo “teatri d’ascolto”, una piccola rassegna di repertori di audioart,
musiche e registrazioni di oralità, inedite e non, connesse all’esperienza
dei protagonisti del festival, ma non solo. Un’occasione per concedersi un
tempo per ascoltare e riflettere sul valore dell’ascolto come teatro di
percezione e di comunicazione sensibile.
Gli incontri-teatri d’ascolto si svolgeranno alle ore 19 delle giornate del
23, 25 e 26 luglio 2003.
http://www.comune.melpignano.le.it/MelFest.html
Carlo INFANTE si sta muovendo per avere un certo numero di biglietti per i
concerti.
Appuntamento Mercoledì 23 Luglio ore 19 al frantoio ipogeo di
Melpignano.
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raabe
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| spedito il 7-10-2003 alle 10:20 |
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proposte didattiche 2003
Il Centro culturale Raabe, al sesto anno di attività (spettacoli, rassegne,
mostre d'arte) propone a Roma (Trastevere) il suo programma didattico per
il 2003/04. Nei locali di via Agostino Bertani, ex deposito di patate, ex
sede del PCI e negli ultimi anni covo di biscazzieri clandestini i corsi
sono, come sempre, rigorosaamente aperti a tutti. Raabe non è una scuola di
teatro e non intende formare attori né preparare nessuno a provini o
audizioni. È un luogo in cui provarsi in una disciplina artistica per una
crescita personale e dove confrontarsi alla fine dell'anno con il
pubblico.
I corsi, nell'impostazione, sono espressione delle scelte di politica
culturale del gruppo, ostili allo star system e al mondo degli addetti ai
lavori, e pongono invece attenzione ai tempi di crescita delle singole
persone e all'armonia del gruppo.
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Per il settore teatrale l'offerta comprende due laboratori di teatro serali
condotti dalla regista e autrice Monica Giovinazzi. Inoltre viene
riproposta "La voce narrante" un laboratorio finalizzato alla realizzazione
di letture drammatizzate e radiodrammi. Il carnet è completato dal
tradizionale laboratorio di voce "Segni vocali", per sperimentare le
proprie potenzialità vocali oltre che dal nuovo corso "Scrivi il tuo
monologo" che prevede che i monologhi vengano messi in scena dagli allievi
di teatro.
Per quanto riguarda le altre discipline segnaliamo il corso di danza
"afrojazz" e il nuovo corso di danza "Per Signore e Signori che alla danza
pensa(va)no di non essere portati." a cura di Giuseppe Bersani
È giunto invece al terzo anno il tradizionale corso di fumetto per adulti
condotto da GUD.
L'offerta per i bambini prevede invece corsi di fumetto, teatrogiocando e
musichiamo una fiaba, tutti nel corso del pomeriggio.
INOLTRE:
Prossimamente Raabe proporrà una nuova tipologia di seminario performativo
intensivo, condotto da Monica Giovinazzi che si svolgerà una sola volta al
mese a partire dalla terza settimana di novembre (14, 15 e 16) che mirerà
all'individuazione e realizzazione di una performance, l'unica possibile
nel contesto dato.
A novembre inizieranno inoltre due cicli di seminari della durata di un
mese: il primo di Teatrodanza condotto da Giovanna Summo e l'altro di
scrittura drammaturgica, a cura di Valeria Patera.
Maggiori informazioni dal sito Raabe, http://digilander.libero.it/raabe
oppure telefonando allo 065403917, al 3287694555 o semplicemente scrivendo
un email a raabe@libero.it
I corsi inizieranno la prossima settimana e si accettano iscrizioni fino
alla fine di ottobre.
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Tambouriner
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| spedito il 11-10-2003 alle 19:14 |
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FACOLTA' EFFICIENTI & CREATIVITA' STUDENTESCA
L’Accademia di Belle Arti di Macerata ha attivato nell’a.a. 1998-99, i due
corsi sperimentali di Teoria e Tecnica della Conservazione dei Beni
Culturali e di Teoria e Tecnica della Comunicazione Visiva Multimediale che
stanno concludendo molto positivamente il primo ciclo di sperimentazione,
che hanno ottenuto commesse molto importanti nel settore del restauro e
della produzione di video pubblicitari e di documentazione, nonché di
notevoli esperienze sul web design. Inoltre, nel corso di Multimediale è di
prossima attivazione una nuova materia come Videomakers.
Prendendo spunto da un popolare manga di Hirohiko Araki dal titolo “Le
Bizzarre Avventure di JoJo” è nata l'idea di realizzare un cortometraggio
che, sviluppando una sua storia originale, non legata alle vicende del
fumetto, riuscisse a ricreare la magia delle bizzarre tavole di Araki
attraverso immagini reali.
Legati entrambi dalla passione per questo autore due studenti
dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, hanno deciso di scrivere un
soggetto ispirato al mondo di JoJo e di presentarlo al loro professore di
Grafica 3D, Carlo Gioventù, per poter realizzare un cortometraggio che
avrebbe unito insieme riprese reali digitali ad animazioni in Computer
Grafica. Il progetto, iniziato a marzo del 2002, si è diviso in due filoni,
da una parte hanno collaborato i dipartimenti di Pittura, Scultura,
Decorazione e Restauro, per la creazione degli oggetti di scena,
dall'altra, il dipartimento di Multimediale dove sono ricreati, tramite il
computer, personaggi, ambienti ed oggetti virtuali che potessero fondersi
con quelli reali.
Il corto realizzato parteciperà a vari concorsi internazionali per
studenti. Il nucleo di studenti, a seguito di questa esperienza ha formato
l’Estrostudio per inserirsi nel mondo del lavoro in un secondo momento.
Info, foto della realizzazione tecnica e un trailer da scaricare
all’indirizzo:
http://www.gravityvision.com
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babert
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| spedito il 20-11-2003 alle 19:09 |
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PERCHE' NESSUNO NE PARLA?
Buongiorno a tutti. Sono un'organizzatrice culturale laureata al DAMS di
Bologna in "organizzazione ed economia dello spettacolo".
C'e' un aspetto legato alla produzione di eventi culturali dal vivo che e'
allarmante: un'ingerenza politica, purtroppo di bassissimo livello, che si
unisce a deliri di onnipotenza di funzionari e dirigenti, spesso legati al
potere politico.
Un mixer letale...gli effetti?
"Direttori artistici" - cosi' a volte si firmano, mentre altro non sono che
opachi funzionari pubblici o esponenti di partito – che intervengono
pesantemente sulle scelte culturali, seguendo criteri di scelta
assolutamente personali. Nessuno parla,nessuno urla. Perche' sono proprio
loro che domani, negli assessorati alla cultura ed
enti affini, ti faranno l'elemosina - e' uno dei loro compiti - per la
nuova stagione o il nuovo progetto.
Inoltre, accade che il questuante sia anche colui che,attraverso una
contrattazione individuale, porta voti alle amministrative. Questo cordone
ombelicale genera due anomalie. La prima e' che compagnie consolidate,le
quali dopo molti anni di attivita'e di logorante sopravvivenza spesso non
hanno piu'nulla da dire, ne'hanno alcun interesse nel sostenere gli artisti
emergenti, sono comunque sempre presenti nelle delibere che assegnano soldi
(quindi, caro spettatore, non ti stupire se vedi porcate, perche' questo
puo' rientrare nella
dinamica dei rapporti fra artisti e finanziatori pubblici).
La seconda e'che dirigenti, funzionari ed esponenti politici possono
arrogarsi il diritto di scegliere cosa finanziare o "promuovere", perche'
secondo la loro mentalita' la cultura e' politica,
ma in realta`anche propaganda ed una vetrina personale.
Interessante e vera l'affermazione della Guzzanti apparsa su Repubblica:
oggi sono i comici che dicono le cose serie. Forse perche' sono
indiscutibilmente bravi,coraggiosi e sono, soprattutto,sufficientemente
autonomi. A quale prezzo poi, querele e quant'altro. E i politici che fanno
oltre che "raccontare barzellette"?
Se sono di centro sinistra - specie che conosco bene perche'ho lavorato con
loro - hanno l'unico obiettivo di non perdere lo scanno. Specialmente
adesso che il centro destra "sta occupando
militarmente tutti i posti di potere culturale" (parole di Capitta), e non
solo. Per questo mi chiedo,in questo panorama desolante, che senso
puo'avere citare, mi riferisco ancora una volta all'articolo di Capitta,
gli "eccellenti" funzionari dell'Ente Teatrale Italiano. Infatti,
quest'Ente, nato in epoca fascista -Legge 365
19/3/42- con lo scopo di "promuovere l'incremento delle attivita' teatrali
di pubblico spettacolo nel quadro delle direttive fissate dal Ministero
della Cultura Popolare", oggi Ministero dei Beni e delle
Attivita' Culturali, potrebbe essere addirittura smantellato senza gravi
ripercussioni all'interno del sistema teatrale italiano. In
quanto Ente preposto "alla valorizzazione e diffusione della cultura e
delle attivita' teatrali e di danza",svolge la sua funzione grazie ai
teatri che gestisce(a Roma il Valle e il Quirino,a Firenze La Pergola, a
Bologna il Duse) e attraverso una politica di semplici, banalissimi, scambi
di spettacoli. Nessun rischio nello scegliere una
programmazione piuttosto che un'altra, perche', a differenza delle
compagnie e dei loro direttori artistici, l'Ente e'pubblico, quindi il
riscontro di pubblico e di critica o gli incassi non sono
variabili importanti. Inoltre, la modalita' delle assunzioni da parte del
potere politico configura l'ETI sostanzialmente come un organismo di
controllo politico sulle attivita'culturali. Parrebbe meglio che le sue
ingenti risorse, destinate in gran parte a garantire lo stipendio dei suoi
numerosi dipendenti e attinte dal sempre piu'esiguo Fondo
Unico dello Spettacolo, fossero ridistribuite, e i suoi teatri assegnati
direttamente a compagnie bisognose di spazi in cui poter lavorare. Non mi
stupisce, dunque, l'efficientismo zelante
dell'attuale direttore generale, il quale, probabilmente non avendo pieno
controllo di funzionari nominati da politici della parte avversa,"i suoi
affari li vuole gestire in prima persona, arrivando a telefonare
direttamente alle compagnie per contrattare il loro ingresso
nei cartelloni dei teatri gestiti dall'Ente".
Nessuna meraviglia, quindi, nel constatare che di fronte ai "golpe piu'
scandalosi", come quello di far gestire la Biennale Teatro di Venezia
all'ETI, non solo gli artisti, ma anche gli intellettuali non protestino
con forza. Di motivi per non innescare conflitti con il potere politico di
turno ne hanno tanti.
> > > >>Vi ringrazio per la cortese attenzione
> > > barbara bertin
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eVad
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| spedito il 15-5-2004 alle 00:19 |
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invito ad un nuovo (?) percorso.
salve carlo. salve gente.
difficile scrivere dopo le amare verità barbara bertin, che ho avuto modo
di conoscere tramite la sua pazzesca tesi (in senso positivo, dato che è
anche la base della bibliografia della mia tesi) sul tst.
in realtà le sue parole sono un motivo in più per spingere la ricerca,
lasciando morire le meschinità ignoranti dei burocrati italici.
questa sera ho avuto qualche minuto, così mi sono letto, qua è là, il segno
"ancora caldo" (si può dire per il digitale? forse. forse, dopo aver visto
il video dello studio azzuro, sì) del passaggio di diversi utenti tra i
vari forum. che dire? (due min. dopo) non so', ci devo riflettere...
intanto sono qui.
le scrivo per proporle un'altra prospettiva: io la chiamere auditiva. in
qualche modo si ricollega al forum aperto nel 2002 in occassione di quella
due giorni di studi inerente la musica in teatro, o giù di lì.
alcune delle cose che ci siamo detti in questi due giorni tra l'uni e
l'orsa non mi convincono; ma già da un paio d'anni, tento di seguire un
percorso di ricerca sulle performance tecnologiche capace di superare
taluni di quelli che io ritengo ostacoli concettuali e/o pratici. per fare
questo ho dovuto virare decisamente verso il buio, scegliendo, come
territorio di azione, l'audio.
le allego un doc dove ho tentato di convogliare una serie di riflessioni a
proposito di questo lavoro.
la prossima settimana le inviero qualcosa che viene prima di questo doc,
dal punto di vista delle mie sperimentazioni, e che potrà ascoltare.
per ora grazie.
a presto.
Allegato: appunti audiodrome.doc (31kb) Questo file è stato scaricato 152 volte
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Eliana Manca
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| spedito il 23-9-2004 alle 14:19 |
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RICEVIMENTO
Professore, riformulo qui la domanda e mi scusi se non è il thread adatto
ma non lo trovo: a quando ha fissato il suo orario di ricevimento per lo
STAMMS?
E quando iniziano le sue lezioni quest'anno?
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Tambouriner
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| spedito il 15-1-2005 alle 07:57 |
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Quando la creatività muore...
quote: Originariamente scritto da Tambouriner
FACOLTA' EFFICIENTI & CREATIVITA' STUDENTESCA
L’Accademia di Belle Arti di Macerata ha attivato nell’a.a. 1998-99, i due
corsi sperimentali di Teoria e Tecnica della Conservazione dei Beni
Culturali e di Teoria e Tecnica della Comunicazione Visiva Multimediale che
stanno concludendo molto positivamente il primo ciclo di sperimentazione,
che hanno ottenuto commesse molto importanti nel settore del restauro e
della produzione di video pubblicitari e di documentazione, nonché di
notevoli esperienze sul web design. Inoltre, nel corso di Multimediale è di
prossima attivazione una nuova materia come Videomakers.
Prendendo spunto da un popolare manga di Hirohiko Araki dal titolo “Le
Bizzarre Avventure di JoJo” è nata l'idea di realizzare un cortometraggio
che, sviluppando una sua storia originale, non legata alle vicende del
fumetto, riuscisse a ricreare la magia delle bizzarre tavole di Araki
attraverso immagini reali.
Legati entrambi dalla passione per questo autore due studenti
dell'Accademia di Belle Arti di Macerata, hanno deciso di scrivere un
soggetto ispirato al mondo di JoJo e di presentarlo al loro professore di
Grafica 3D, Carlo Gioventù, per poter realizzare un cortometraggio che
avrebbe unito insieme riprese reali digitali ad animazioni in Computer
Grafica. Il progetto, iniziato a marzo del 2002, si è diviso in due filoni,
da una parte hanno collaborato i dipartimenti di Pittura, Scultura,
Decorazione e Restauro, per la creazione degli oggetti di scena,
dall'altra, il dipartimento di Multimediale dove sono ricreati, tramite il
computer, personaggi, ambienti ed oggetti virtuali che potessero fondersi
con quelli reali.
Il corto realizzato parteciperà a vari concorsi internazionali per
studenti. Il nucleo di studenti, a seguito di questa esperienza ha formato
l’Estrostudio per inserirsi nel mondo del lavoro in un secondo momento.
Info, foto della realizzazione tecnica e un trailer da scaricare
all’indirizzo:
http://www.gravityvision.com
"Purtoppo il sito web dell'EstroStudio risulta offline da molti mesi a
questa parte, ma JojoXserie vi mette comunque a disposizione il
teaser di Gravity Vision con la speranza di avere presto notizie
della versione completa."
http://www.jojoxserie.net/gravity_vision.html
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Tambouriner
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| spedito il 20-6-2005 alle 09:19 |
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Berimbàu e coltelli per il giorno più lungo
Sabato 25 Giugno, S. Pancrazio Sal. (BR)
"Berimbàu e coltelli per il giorno più lungo", in p.zza Umberto I, ore 21,
apre l'ESTATE SANPANCRAZIESE. L'evento spettacolare inizia con il concerto
degli Athànaton, seguito dalla performance ritualizzata degli esperti di
Pizzica Scherma (stile non-gitano, brindisino e leccese). Nella seconda
parte dell'evento, i maestri di Capoeira provenienti da Londra, Lisbona,
San Paolo in Brasile, Roma, Bari, Matera e Lecce, assieme al prof. Kel
Malicia, in una performance ritualizzata di Capoeira e danze tipiche
brasiliane.
Il primo Sabato successivo al Solstizio d'Estate (il giorno più lungo
dell'anno), è l'occasione per aprire l'Estate Sanpancraziese con un evento
spettacolare incentrato sui rituali coreutico-marziali appartenenti alla
tradizione del Brasile e della Terra d'Otranto (BR, LE, TA). La Scherma di
Terra d'Otranto, come la Capoeira, se pur nate in contesti
etno-antropologici differenti quanto lontani, anche geograficamente, hanno
affinità funzionali e rituali. L'impossibilità di dirimere le questioni con
lo scontro diretto in pubblico assieme alla ritualizzazione volta ad
evitare lo spargimento di sangue reale, il legame stretto col mondo della
malavita, il complesso rituale di simbologie gestuali comunicative, ne
costituiscono alcuni di questi caratteri di affinità. Al contempo, una
linea di tendenza che le differenzia strutturalemente, sono l'uso
prevalente degli arti inferiori per la Capoeira e l'uso prevalente degli
arti superiori per la Scherma.
Negli ultimi decenni la Capoeira in Brasile ha conosciuto un'ampia
diffusione: le academias si sono moltiplicate, i praticanti sono sempre più
numerosi, viene insegnata anche nelle scuole ed è parte integrante della
cultura brasiliana. La diffusione avviene anche fuori dal Brasile,
all'inizio soprattutto negli Stati Uniti e nell'Europa del Nord (Germania,
Paesi Bassi ecc.), poi anche in altri paesi occidentali, tra cui l'Italia.
Sono stati fatti numerosi tentativi, in Brasile a anche a livello
internazionale, per cercare di dare un'organizzazione unitaria all'attuale
realtà della Capoeira. Ma è l'essenza stessa della capoeira, fatta di
creatività, fantasia e improvvisazione, a renderla insofferente alle norme,
alle prescrizioni, alle regole codificate. Ancora oggi perciò ogni gruppo
agisce ed opera secondo norme e criteri propri ed ogni incontro tra gruppi
diversi, anche se può generare qualche incomprensione, si trasforma in
un'occasione di arricchimento reciproco (1).
Purtroppo la Scherma (come la sua cugina riggitana, pur se diversa nello
stile, presente ancora oggi nella Calabria meridionale) non gode di quella
diffusione ed affermazione della Capoeira.
Davvero poche sono le pubblicazioni di ricercatori-studiosi nell'ambito
dell'Etnocoreologia e della Antropologia della Danza Etnica con ricerche e
studi a carattere etico (cioè esterno alla cultura che studia) come Pino
Gala e di raccoglitori di materiale sul campo con ricerche e studi a
carattere emico (cioè interno alla cultura che studia): Cristina
Ria-Giorgio Di Lecce, Fabio Tolledi, Luigi Chiriatti (anche con Annabella
Miscuglio), Luigi Tarantino, Massimiliano Morabito che purtroppo solo
accenna alla presenza della Scherma nella zona tra Villa Castelli (BR) e
Martina Franca (TA) "accompagnata da una lenta quadriglia suonata
generalmente all'organetto. Alcune accentuazioni ritmiche strumentali
darebbero il via all'affondo del colpo con le dita" (Morabito 2004: 8).
La denominazione emica di "Scherma" è strettamente interna ai danzatori di
esperienza. Gli enti territoriali, i mezzi di comunicazione e la gente
comune delle tre provincie di Terra d'Otranto la conoscono col termine
improprio di "Danza delle Spade" con carattere esclusivamente gitano. Una
leggerezza d'approfondimento, purtroppo, funzionale alla spinta
dell'indotto turistico "Salento", che come il ri-morso di demartiniana
memoria, inizia a farsi sentire a cadenza annuale con l'approssimarsi
dell'Estate...
La Danza delle Spade è una danza d'armi, cioè danzata con la spada,
caratterizzata dall'uso di costumi e divise colorate ed è eseguita da vere
e proprie squadre di cinque o sei persone che si fronteggiano e hanno una
coreografia stabilita: i danzatori fanno dei passi prefissati, battono le
spade ritmicamente nei tempi e nel momento previsti dalla danza, con
movimenti che seguono cadenze prefissate. La Danza delle Spade è una
RAPPRESENTAZIONE STILIZZATA DEL DUELLO (Tarantino 2001: 13, 122). Di una
certa notorietà è la danza delle spade di Giaglione (TO).
La Scherma è un ballo di combattimento in coppia maschile. Sebbene sia
fondata su passi e figure che ritornano con frequenza, non ha uno schema
prefissato: si svolge attraverso una serie di figure non in sequenza. I
gesti e i movimenti sono tutti improvvisati ed imprevisti e richiamano lo
scontro vero e proprio. Neppure lo stesso danzatore sa con certezza il
movimento che farà l'attimo successivo, perché tutto dipende da quello
dell'avversario. La Scherma RIPROPONE LO SCONTRO REALE (Tarantino 2001:
13). Valga, nel caso ce ne fosse bisogno, quanto Antonio "Uccio" Aloisi di
Cutrofiano (LE), cantore e suonatore di tamburo, esperto di scherma, abbia
da dire a proposito "[...] Ca moi a chiamane 'la danza delle spade'... la
danza de li cujuni ca suntu... addhu cazzu stae..." (Aloisi 2004: 82).
Una preziosa quanto autorevole e lucida testimonianza sulla Scherma
carceraria è di Antonio Gramsci che nel 1928, in una lettera dal carcere
alla cognata Tania, scriveva: "Vengono organizzati dei trattenimenti di
occasione in mio onore. [...] Pugliesi, Calabresi e Siciliani svolgono
un'accademia di scherma col coltello secondo le regole dei quattro stati
della malavita meridionale (Siciliano, Calabrese, Pugliese, Napoletano).
[...]
I Pugliesi sono i maestri di tutti: accoltellatori insuperabili, con una
tecnica piena di segreti e micidialissima, sviluppata secondo e per
superare tutte le altre tecniche.[...]
Scena veramente grandiosa ed indimenticabile, per tutto, per gli attori e
per gli spettatori: tutto un mondo sotterraneo, complicatissimo, con una
vita propria di sentimenti, di punti di vista, di punto d'onore, con
gerarchie ferree e formidabili, si rivelava per me." (Gramsci 1965: 62)
L'impostazione dell'evento è strutturato in modo da dare equo risalto alla
performance musicale degli Athànaton con amplificazione su palco, ed alle
performance musicali e coreutiche di Scherma e Capoeira "a terra" in
acustico, con creazione rispettivamente della "ronda" e della "roda", lo
spazio scenico segnato dal circolo di persone nel quale prendono forma due
danze marziali. Le performance in acustico "a terra" tendono a non
"dissacrare" il rito riproposto in piazza.
I maestri di Capoeira provenienti da Londra, Lisbona e San Paolo in
Brasile, assieme a quelli che operano a Roma, Bari, Matera e Lecce sono
coinvolti anche in uno stage per principianti e avanzati che si tiene il
Sabato 25 e Domenica 26 Giugno fra Monteroni (LE) e Porto Cesareo (LE) a
cura del prof. Kel Malicia e del gruppo Lembranca Negra di Lecce.
Progettazione, Coordinamento e Direzione Artistica: Livio Greco
Info:
333.2909285
sciroccoetramontana@yahoo.it
www.capoeiralecce.it
www.athanaton.it
NOTE
1 informazioni a cura del prof. Kel Malicia e del gruppo Lembranca Negra di
Lecce
RIFERIMENTI BIBLIO/DISCO/WEBO/GRAFICI
TESTI
- Aloisi "Uccio" Antonio
2004 I colori della terra, Lecce, Edizioni Aramirè (a cura di Roberto
Raheli, Vincenzo Santoro, Sergio Torsello con introduzione di Alessandro
Portelli).
- Gramsci Antonio
1965 Lettere dal carcere, Torino, Einaudi.
- Miscuglio Annabella, Luigi Chiriatti
2004 Osso Sottosso Sopraosso, Calimera (LE), Kurumuny-libri/11
- Tarantino Luigi
2001 La notte dei tamburi e dei coltelli, Nardò (LE), BESA Editrice
(postfazione di Nicola Savarese).
COMPACT DISC (con musiche tradizionali originali)
- Gala Giuseppe Michele
2003 (a cura di), Pizzica taranta. Musiche e balli tradizionali del
Salento, collana "Ethnica", TA023, Firenze, Edizioni Taranta. CD e
libretto.
- Morabito Masimiliano
2004 (a cura di), Tomma Tommë. Musiche e balli dalla Murgia dei trulli,
collana "Ethnica", TA024, Firenze, Edizioni Taranta. CD e libretto.
MATERIALE IN RETE (collegamenti attivi a Giugno 2005)
- Capoeira's African Origin by Bakari R. Akil II (Global Black News) and
Runoko Rashidi
http://www.cwo.com/~lucumi/capoeira.html
- Danza delle spade: rito di lotta contro i Saraceni? di Massimo
Centini.
http://old.lapadania.com/2000/gennaio/18/18012000p12a1.htm
- Giaglione - Danza degli Spadonari
http://rupestre.net/archiv/tpop2.htm
- La Pizzica Pizzica di Giuseppe Michele Gala.
http://www.taranta.it/pizzica.html
Tambouriner ha allegato questa immagine:
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Ofelia
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| spedito il 23-6-2005 alle 15:14 |
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LABORATORIO365-laboratorio teatrale residenziale
LABORATORIO365
(residenziale)
Laboratorio teatrale sulla relazione in scena.
Guidato da Barbara Bonriposi e Riccardo Tordoni.
NON FATE FINTA DI RIUSCIRE A STARE IN PIEDI
Comporre senso e presenza, generare vita, raggiungere la consapevolezza,
creare lo spazio, congiungere il rigore degli elementi e il flusso della
vita, cercare un punto di incontro tra azione e parola: il combattimento
rituale.
I laboratori si terranno a Gubbio (PG):
dal 22 al 31 Luglio
dal 22 al 31 Agosto
il costo è di 450euro per ognuno, alloggio compreso.
I posti sono 11 e le iscrizioni si chiuderanno a
raggiungimento del numero di partecipanti previsto.
per tutte le informazioni che desiderate
potete chiamare al 340/2423046 (Anna)
oppure scrivere una mail a: teatrolaboratorio365@yahoo.it
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interno 5
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spedito il 30-6-2005 alle 22:18 |
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XIi Festival Internazionale Dell'Attore
L’Associazione Culturale“INTERNO 5”presenta
“XII FESTIVAL INTERNAZIONALE DELL’ATTORE”Ideato e fondato da Paolo
Coccheri
NAPOLISettembre/Ottobre 2005
SONO APERTE LE ISCRIZIONIAI SEGUENTI STAGE E LABORATORI PER ATTORI E
DANZATORI:
Laboratorio su “Il Gesto psicologico di Michail Cechov”diretto da:JERZY
STUHR Rettore dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica di Cracovia.
Regista e attore di rilievo internazionale. Dal 1975 intraprende, senza
lasciare il teatro, la via del cinema come attore lavorando con Agnieszka
Holland, Wajda, Krzysztof Zanussi e Krzysztof Kieslowski (“Film Bianco”,
“Il Decalogo Dieci”). Esordisce nel 1994 come regista con “L’elenco delle
adultere”. Il suo secondo film, “Storie d’amore” (1997), vince a Venezia il
premio Fipresci e nel 1998 il Nastro d’Argento. Nel 1999 si ripresenta a
Venezia con un nuovo film, “Sette giorni nella vita di un uomo”,
interpretato magistralmente dallo stesso Stuhr. Famoso in Italia per il suo
impegno nel cinema ma anche per le sue prove teatrali, quali “Ceneri alle
ceneri” di Pinter, “I reverendi” di Slawomir Mrozek, “L’Amleto”. Oltre ad
essere dunque un eccellente regista ed attore teatrale, sempre misurato ed
incisivo, Jerzy Stuhr è da sempre anche un apprezzato insegnante. Un
maestro che interpreta in modo molto personale la lezione di Stanislavskij,
applicandola innanzitutto a se stesso, al fine di essere il più autentico
possibile, levando dal lavoro dell’attore tutto ciò che è superfluo,
inutilmente esibito. E questa apparente semplicità concorre a fare “grandi”
tutte le sue regie e le sue interpretazioni, sia al teatro che al cinema.IL
LABORATORIO: Il laboratorio prevede un numero massimo di 15 partecipanti e
una durata di 4/5 ore al giorno per 8 giorni.E’ rivolto ad attori,
attori-danzatori e mimi che siano in possesso delle nozioni fondamentali
sul metodo Stanislavskij e incentrato sulla tecnica del “Gesto Psicologico”
di Michail Cechov che risulta essere un punto di incontro tra il metodo
Stanislavskij e le esperienze di Grotowski : Stanislavskij, infatti, alla
fine della sua vita arriva al "metodo delle azioni fisiche", poi ripreso e
sviluppato da Jerzy Grotowski. A coloro che saranno selezionati verrà
sottoposta una selezione di monologhi shakespeariani a cura del docente(10
per parti maschili, 10 per parti femminili) sui quali si lavorerà in base
al metodo su indicato.Il lavora sarà articolato secondo le seguenti fasi
attuative fondamentali:· Analisi del testo e creazione del
sottotesto· Creazione di sequenze emotive-gestuali· Trasposizione del gesto
psicologico nel testo· Perfezionamento dell’interpretazione del monologo
assegnato· Dimostrazione di lavoro aperta al pubblico
“L’officina di REM & CAP”diretto da:CLAUDIO REMONDI E RICCARDO
CAPOROSSIFondatori e direttori artistici del teatro Club di Roma. Sono due
tra i più significativi rappresentanti dell’avanguardia artistica che, a
partire dalla metà degli anni sessanta, ha espresso in Italia la più
raffinata e complessa forma di teatro d’attore. Rappresentano, nel panorama
del teatro d’avanguardia, un’esperienza unica ed eccezionale; il loro modo
di fare teatro si esprime attraverso la messa in scena di macchine inutili,
che servono ad esprimere in modo straordinariamente pregnante l’angoscia
dell’uomo nella nostra società, un’angoscia non priva di spunti di comicità
- come del resto vuole il “grottesco” da loro frequentato in stile
mirabile, prosciugato e asciutto - che mostrano tutto il ridicolo che c’è
nella sofferenza.L’attività di Remondi e Caporossi viaggia da diversi anni
su un doppio binario: da una parte le proposte di spettacolo e il confronto
con il pubblico; dall’altra la verifica di quei risultati, fatti
esperienza, ma non ancora metodo, nel confronto con le persone partecipanti
ai numerosi “laboratori” effettuati.“Sacco”, il primo spettacolo (1973), è
stato rappresentato per più di vent’anni sia in Italia che all’estero. Ora,
curandone la regia e l’allestimento, Remondi & Caporossi trasmettono e
affidano lo spettacolo a due giovani attori: Armando Sanna e Pasquale
Scalzi.“Me & Me” li vede, invece, ancora protagonisti della scena
attraverso la rappresentazione di una individualità sdoppiata in due
persone opposte e complementari.IL LABORATORIO: Condotto da Claudio Remondi
e Riccardo Caporossi, il laboratorio, della durata di 7 giorni, è rivolto a
studenti, allievi attori e attori professionisti ed è finalizzato ad uno
spettacolo conclusivo in presenza di pubblico.Un’ipotesi di laboratorio che
parte davvero da zero, un’idea da cui prendere le mosse, lo spettacolo si
fa aggregato di concatenazioni, d’immagini, di dinamiche interne che vanno
costruendosi giorno per giorno attorno al nucleo centrale di una poetica
coerente ma aperta al mutamento e in cui le caratteristiche stesse degli
attori sono poste al servizio di quell’idea, ciascuno per la parte che gli
compete, valorizzate al massimo grado. Il copione non è una traccia o una
“scaletta” cui richiamarsi nel procedere dell’elaborazione, ma davvero una
partitura finale, un diario di lavoro a posteriori che registra ciò che è
stato, non ciò che sarà …Il loro itinerario di scrittura scenica, nei
laboratori che caratterizzano la loro storia, è davvero ad una dimensione
d’interscambio collettivo, saldamente guidato dai due artisti-leader, ma
costantemente rimodellato sulle proposte, sulle invenzioni, sulle
peculiarità del gruppo coinvolto.Si riporta un frammento di un breve saggio
di Renato Palazzi: “…occorre subito aggiungere che sono probabilmente in
pochi, nell’ambito del teatro italiano, ad avere la percezione di un lavoro
assoluto e radicale di laboratorio come Rem & Cap”.
Stage di teatro danza diretto da:NELLY QUETTENata in Francia.
Esperta di danze tradizionali europee. Partecipa alla creazione
dell’Atelier di Danza Popolare a Firenze nel 1978 e tiene da allora corsi
di danza in tutta Europa. Nel 1981 inizia una collaborazione con Carlo
Boso, insegnante e regista di Commedia dell’Arte, curando gestualità e
danze di numerose sue produzioni (“Il Falso Magnifico”, “La Pazzia di
Isabella”, “Re Cervo” e molti altri). Collabora con Carlo Cecchi al Teatro
Niccolini di Firenze nella “direzione dell’attore” (1987/1990). Docente di
“Dinamica dell’Espressione” alla Scuola Di Teatro “Avogaria” di Venezia, di
“Danze popolari e di corte” presso il “Laboratorio Internazionale della
Commedia dell’Arte”, diretto da Adriano Iurissevich e presso l’ “Accademie
des arts du spectacle” de Montreuil.IL LABORATORIO:E’ rivolto ad attori
interessati alla gestualità e a danzatori disposti ad abbandonare
l’estetica del gesto per esplorarne solo l’espressività.Estrarre la
“verità” dalla realtà sarà il perno di questo laboratorio: si affronteranno
tecniche di “magnificazione” della presenza e dell’azione
dell’attore-danzatore. L’arte è la ricerca della verità, della propria
verità; il lavoro è la ricerca del sé. In genere si tende a lasciarsi
incatenare dalle sovrastrutture; l’obiettivo del laboratorio è invece
quello di andare all’osso, nella parte più interna di se stessi.Il corso
sarà articolato nei seguenti passaggi lavorativi:§ Esplorazione del ruolo
del baricentro del corpo umano (punto di equilibrio - perno del gesto
-fonte della presenza);§ Esplorazione dello spazio: distinzione e
amplificazione fra proiezione e ricezione al fine di creare lo
spazio-individuale e lo spazio interpersonale della
ritualità;§ Esplorazione e utilizzo della dinamica e dello spazio dentro
suoni e musiche, parole e testi per un allenamento all’immaginazione viva e
dinamica;§ Creazione di sequenze di teatro-danza a partire da testi
musicali, poetici e mitici, permettendo all’attore-danzatore di trovare la
sua “verità” e cioè l’equilibrio tra l’essere e l’apparire.
Laboratorio intensivo sul teatro di Franco Scaldati
diretto da:FRANCO SCALDATIScrittore, attore e regista
palermitano, Scaldati e la sua città sono un tutt’uno: impossibile parlare
di uno senza l’altra. Una simbiosi, un corpo unico. La lingua dialettale
viene da lui utilizzata come lingua straniera. Uno degli esponenti europei
del Teatro di Poesia, si afferma alla fine degli anni ’70 con il testo “Il
pozzo dei pazzi”. Non si è mai fermato su se stesso, sviluppando,
nell’ultimo decennio della sua lunga attività, una fase nuova della sua
ricerca teatrale nella quale la drammaturgia coincide con gli spazi nuovi,
da lui esplorati e vissuti con il suo ensemble di giovani attori. Il
Giardino dell’Albergheria di Palermo è sede naturale del suo ultimo teatro,
quello che lui stesso definisce d’Incantamenti. “Pupa Regina opere di
fango”, scritta nel febbraio 2003, è un’opera che evoca le atmosfere
sommerse del Giardino dell’Albergheria. Il suo è un teatro di voci, un
teatro che sembra addirittura superare il Teatro di Poesia.Pur essendo una
delle figure più rilevanti nella scena italiana della seconda metà del ‘900
è, di contro, anche lo scrittore più appartato. Nonostante la ricchezza, la
sua produzione per il teatro (e non solo) è in buona parte inedita, sebbene
si tratti di un’opera di notevole valore artistico che egli ha prodotto
dagli anni Settanta a oggi. Scaldati ha svolto un’attività degna di
rilievo, aprendo teatri indipendenti (Teatro & C., Re di Coppe, Il Piccolo
Teatro), ospitando compagnie di punta nella ricerca (Cecchi, Corsetti,
Martone, Leo), animando la vita teatrale di Palermo in anni in cui le
istituzioni non erano così illuminate come oggi. Ha rappresentato per molti
giovani che poi si sono dedicati al teatro, alla letteratura, all’arte, un
percorso artistico esemplare.IL LABORATORIO:Il laboratorio prevede la
partecipazione di dieci-quindici allievi e si concluderà con uno stage al
quale prenderanno parte, in qualità di allievi attori, tutti i partecipanti
al laboratorio.Gli allievi avranno modo di confrontarsi sia con la lettura
in “lingua siciliana” che con le varie fasi della realizzazione di uno
spettacolo, da un lavoro sulla voce e sulle sonorità ad un lavoro specifico
sul corpo e sui movimenti, da uno studio sui testi scaldatiani ad un
percorso di corretta relazione con la scena. Il lavoro di Scaldati, così
come avviene nei laboratori all’Albergheria di Palermo, tende a valorizzare
il più possibile le persone che si confrontano con il suo mondo poetico e
teatrale, le energie e i valori umani che esse mettono in campo e, di
conseguenza, il grande valore delle relazioni che si riescono ad
instaurare.Il programma prevede incontri giornalieri della durata minima di
3 ore per un massimo di 4 ore.Gli incontri verteranno sulla conoscenza
della lingua e dei testi e sull’uso della voce e delle tecniche di
recitazione proprie del teatro di Scaldati e saranno guidati dallo stesso
autore insieme ad un suo stretto collaboratore ed assistente alla messa in
scena.
Corso informativo teorico-pratico sul “metodo mimico” di Orazio Costa
diretto da:ALESSANDRA NICCOLINIDanzatrice, ricercatrice
coreografica e coreografa mimica. Docente di danza classica e danze
storiche. Regista collaboratrice in diversi spettacoli di Luigi Maria
Musati. Assistente ai movimenti danzati dello spettacolo “Peer Gynt” di
Luca Ronconi. Esperta del “metodo mimico” di Orazio Costa, di cui è stata
assistente. Alessandra Niccolini incontra il Metodo Mimico nei primi anni
ottanta quando ha già all’attivo numerosi anni di studio e d’insegnamento
della danza.Inizia il percorso di studio del Metodo Mimico al Centro
Avviamento all’ Espressione di FirenzeL’incontro con il Maestro proseguirà
sempre più intensificandosi, sia come allieva, nei numerosi corsi tenuti da
Costa, sia con incontri personali finalizzati ad una riflessione sul
rapporto tra il Metodo Mimico e la danza e con l’avvio del percorso di
docente di Metodo Mimico a Firenze.Nel 1985 Costa propone alla Niccolini di
occuparsi dell’insegnamento della danza con il Metodo Mimico alla Scuola
d’Espressione e Interpretazione Scenica di Bari e per tre anni tra la
Niccolini e il Maestro nasce un intenso scambio di riflessioni sia teorico
che pratico intorno alla didattica mimica.Alessandra Niccolini sperimenta a
Bari una didattica per la danza che prenderà il nome di Danza Mimica e
proseguirà la ricerca anche a Firenze costituendo un gruppo di
sperimentazione, inoltre il Metodo Mimico diventerà l’esperienza
professionale fondante il suo insegnamento.Ritornata a Firenze collaborerà
come assistente del Maestro e come docente di Metodo Mimico sia a Firenze
che diffondendolo in numerose altre realtà a cui veniva invitata.Nel 1993 è
assistente di Orazio Costa nel corso di specializzazione dell’Accademia
Nazionale d’Arte Drammatica e inizia la sua attività di docente di Metodo
Mimico in Accademia.Durante il periodo di insegnamento in Accademia
sviluppa una didattica mirata sempre di più alla formazione dell’attore e
diffonde il Metodo Mimico anche all’estero in occasione delle Tournee
promosse dall’Accademia in collaborazione con Accademie, Università e
Teatri internazionali.Alessandra Niccolini rimarrà discepola del Maestro
fino all’ultimo giorno della sua vita quando si troverà al suo fianco nel
letto dell’ospedale, ricevendo fino alla fine ancora suggerimenti e
sollecitazioni dal Maestro per l’insegnamento del Metodo Mimico.Attualmente
è docente di fondamenti del metodo mimico di Orazio Costa all’Accademia
Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma e sta cercando,
insieme a giovani allievi interessati allo studio del Metodo Mimico di
creare a Firenze un gruppo di studio e di ricerca per l’approfondimento del
metodo. CENNI STORICI SUL METODO MIMICO:Il Metodo Mimico è stato ideato
dal Maestro Orazio Costa, uno dei maggiori esponenti del Teatro del ‘900 in
qualità di teorico, regista e pedagogo teatrale.Per quanto concerne
l’attività di regista si può trovare ampia documentazione nell’Enciclopedia
dello Spettacolo e, per quanto riguarda la sua attività teorico pedagogica
si può trovare nei saggi di Maricla Boggio editi dalla Bulzoni Editore, nel
2001 Il Corpo Creativo e nel 2004 Mistero e Teatro; oltre la Tesi di Laurea
di Gian Giacomo Colli Una Pedagogia dell’Attore, pubblicata sempre dalla
Bulzoni nella II Edizione riveduta e accresciuta del 1996. La sua teoria
pedagogica inizia a prendere luce già nel 1937 in occasione dell’incontro
con Jacques Copeau e dal 1944, quando inizia il suo insegnamento
all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, fino all’ultimo
giorno della sua vita, continuerà ad elaborare sperimentare e diffondere la
sua proposta. La proposta pedagogica costiana prende forma in una prassi
metodologica che solo verso il 1950 prenderà il nome di Metodo Mimico anche
ufficialmente.IL METODO MIMICO:Quando si parla d’atto mimico conviene
inizialmente rivolgere l'attenzione a tutte quelle azioni fisiche
quotidiane che scaturiscono dall’interazione con gli oggetti.“LA MIMICA NON
È IMITAZIONE”, ma soggettivazione, un atto cioè in cui il soggetto svolge
un ruolo fondamentale.Le qualità percepite dell'oggetto da parte dell'uomo
non sono le qualità oggettive dell'oggetto, ma le qualità soggettivamente
percepite dal soggetto in base alle intenzioni o aspettative d’ogni
particolare circostanza in cui il soggetto si trova e che determinano
selezioni diverse ogni volta.Per Costa “fare analogie” è il cuore
dell'arte. Quando un bambino corre con le braccia aperte e il naso
all'insù, di fatto, "recita" ovvero "ri-cita" il suo aereo o il suo
uccello, solo per un'insopprimibile istinto mimico che lo spinge a
conoscere il mondo con invenzione ed espressività.Anche l’immedesimazione
promossa dalla fruizione nel suo aspetto più semplice, prima d’ogni altra
implicazione più complessa, è già, di fatto, un’interpretazione Proprio per
il principio analogico che muove ogni nostra percezione.Non c’è arte che si
possa fare senza muovere il nostro corpo e non c’è fruizione che non muova
azione interna e che, se viene esternata, può diventare una produzione
d’arte a sua volta. “L’albero, mimato e rivissuto, la nuvola, il fiore,
l’animale, la luna;l’acqua, la roccia, il mare il vento(anche se
invisibile) diventano esperienze interiori concrete.Tanto che non solo
possono manifestarsi in atti e forme, quasi danze,individuando i ritmi
propri di ogni oggetto, ma possono produrre modificazioni dell’apparato
respiratorio e fonatorio(che assume del tutto spontaneamente, in parallelo,
le forme assunte esternamente dagli arti) che diventa capace di emettere
suoni strettamente analoghi , o meglio, riferibili, alle forme
esteriormente assunte”.L’atto mimico quindi, se propriamente eseguito,
consente di produrre suoni e parole che sono analogiche (riferibili, come
dice Orazio Costa) all’oggetto mimato. Da qui la necessità di “risvegliare
l’istinto mimico”; tale risveglio lo si attua con un periodo di ricerca e
di mimazione degli oggetti naturali.LO STAGE:Lo stage prevede un numero
massimo di 15 partecipanti, avrà la durata di una settimana e sarà
articolato in lezioni di 4 ore al giorno.E’ rivolto ad attori, danzatori
ed allievi attori sufficienemente informati sul tipo di studio.Gli incontri
si svolgeranno con un intervento teorico introduttivo e proseguiranno con
la sollecitazione dell’istinto mimico attraverso un percorso sui 4 elementi
della natura: terra, aria, acqua, fuoco.L’approccio con la poesia può
essere inserito negli ultimi giorni anche in base alla risposta degli
allievi che, nel caso fosse non sufficiente, non potrebbero concretamente
intuire il tipo di linguaggio; in tal caso il discorso informativo tra
Metodo Mimico e poesia verrà esposto solo in via teorica.Nel caso di
persone con patologie fisiche in atto che potrebbero incorrere in maggiori
difficoltà nell’eseguire con il corpo delle improvvisazioni, possono
partecipare al corso come osservatori.
PER INFORMAZIONI: 3280956258 - 3402633527
3498773881 - 3289484540
internocinque@libero.it
www.festivaldellattore.it
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