carlo
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| spedito il 5-11-2002 alle 11:47 |
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Corso di Ipermedia e Teatro all'Università di Lecce
qui s'apre il luogo di confronto sul nostro corso definito:
Ipermedia e Teatro
anche se in contesto istituzionale figura come
Informatica Multimediale
Teoria e tecniche del teatro in ambiente digitale
all'interno di Scienze e Tecnologie dello Spettacolo dell'Università di
Lecce
Articolazione:
> I teatri della memoria multimediale
> La dimensione ludico partecipativa dei forum on line
> L'arte dello spettatore in rete: tra partecipazione e memoria del
presente
> Il nuovo nomadismo: la dinamicità esplorativa, gli scenari digitali e
il pensiero della complessità
> L'edutainment: giocare e imparare navigando
> Corpi, mondi elettronici e mutazione
> La drammaturgia dell'interattività: interfacce, nuovo spazio-tempo
digitale,
percezione
> Performing Media: digital story-telling (narrare in ambiente digitale) e
web experience (la scrittura scenica on line)
alcune tracce di bibliografia:
> Derrick De Kerckhove, "Brainframes" Baskerville,1994
> Pierre Levy, "L'intelligenza collettiva" Feltrinelli, 1996
> Edgar Morin, "La testa ben fatta", Cortina, 2000
> Carlo Infante, "Imparare giocando. L'interattività tra teatro e
ipermedia",
Bollati Boringhieri,2000
Altri riferimenti e forum su http://www.teatron.org
in questo ambiente/nonluogo/forum c'è spazio x tutti gli studenti che
cercano informazioni e confronto
per quanto riguarda il progetto su L'integrazione Partecipata verrà
attivato un forum specifico piu' avanti
nel frattempo date un'occhiata a quello già attivo da tempo su
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=72
qui, nel forum del Corso di Scienze e Tecnologie dello Spettacolo,
si andrà a selezionare, sulla base dei vostri interventi, il gruppo di
lavoro x la mappa multimediale di quell'esperienza
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valeria
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| spedito il 5-11-2002 alle 12:04 |
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primo messaggio
colpita dall'idea del viaggiatore multimediale, vorrei visitare la mostra
di Napoli su studioazzurro e cercare di avere maggiori informazioni anche
tramite questo nuovo forum
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carlo
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| spedito il 5-11-2002 alle 12:40 |
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nomadismi in cerca di studioazzurro
quote: Originariamente scritto da valeria
colpita dall'idea del viaggiatore multimediale,
>>> sul nomadismo psichico torneremo a parlare<<<
vorrei visitare la mostra di Napoli su studioazzurro e cercare di avere
maggiori informazioni anche tramite questo nuovo forum
nel frattempo dai un'occhiata su
http://studioazzurro.com
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Eugenia Napolitano
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| spedito il 5-11-2002 alle 18:41 |
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Un'esperienza "diversa"!
Giungo all’esperienza STAMMS dopo aver concluso un precedente iter
formativo in Lingue e Letterature Straniere. Il mio primo intervento sarà,
pertanto, “viziato” da una sorta di “deformazione professionale”!
Per anni ho “sentito parlare” di “introduzione delle nuove tecnologie nella
didattica”: parole contrassegnate più da un semplice teorizzare che da
un’adeguata riflessione sulle modalità didattiche volte all’ effettiva
adozione di quelle tecnologie nella pratica dell’insegnamento.
Solo l’esperienza su campo mi ha consentito di rendere fruibili quelle
teorizzazioni.
Sono docente d’inglese presso una scuola privata di lingue e qui la
“fortunata” opportunità di far uso, di tanto in tanto, dell’ “ipertesto” e
della correlata “multimedialità”.
Il mio ruolo è quello di “guida”, impegnata a facilitare solo l'approccio
con l’ipertesto. Per il resto, è il corsista che si appropria
dell'informazione linguistica in totale "autonomia", seguendo i percorsi
più adatti ai propri bisogni. La libera associazione d’idee, il gioco, la
possibilità di sviluppare delle inferenze sulla base delle proprie
esperienze personali, consentono anche al più “riluttante” di apprendere
il tanto odiato genitivo sassone! Spiegare un’interdentale sonora? Niente
di più facile: basta un click e un’enorme bocca appare sullo schermo. In
condizioni di assenza della "tecnologia", devo procedere ad un face-à-face
con ognuno dei corsisti in aula!!!
Questo Corso di Informatica Multimediale?
Sarà sicuramente un’altra “fortunata” opportunità di buttarmi in una nuova
rete di "hotwords"!
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Sabrina Fiore
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| spedito il 6-11-2002 alle 17:32 |
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CARTONI ANIMATI?SI, MA RICCHI DI DIFFERENZE
Sapendo usare poco il computer non so se ciò che ho pensato possa essere
possibile.
Sono rimasta sconvolta, nel vero senso della parola, quando ci hanno
raccontato ciò che accadeva negli anni '60-'70 nei confronti dei bambini
disabili. Durante il mio "turbamento", non so per quale motivo, mi è venuta
in mente una bambina sotto forma di cartone animato che si muoveva nel
mondo di un' interfaccia immersiva secondo i miei comandi e che si
soffermava in vari momenti culturali. Momenti, soprattutto, di teatro:
incantesimo che la travolge rendendola emotivamente compartecipe del
dramma.
Sarebbe bello, nella quotidianità, avere ognuno il proprio cartone con il
quale spaziare -sinesteticamente- in questo nuovo mondo per conoscere le
varie situazioni di cui è composta la nostra interfaccia e metterci quindi
a confronto, in relazione alle nostre riflessioni. Forse sarà questo l'
unico mondo dove non esisteranno disuguaglianze, saremo tutti cartoni
animati che vengono spronati, attraverso varie esperienze coinvolgenti, ad
evocare continuamente le loro emozioni all' ordine del giorno; ciò ci farà
sentire fortunati proprio perchè ci arricchiremo delle nostre stesse
differenze.
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carlo
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| spedito il 6-11-2002 alle 18:19 |
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obiettivo: un'esperienza d'intelligenza connettiva
quote: Originariamente scritto da Eugenia Napolitano
Giungo all’esperienza STAMMS dopo aver concluso un precedente iter
formativo in Lingue e Letterature Straniere. Il mio primo intervento sarà,
pertanto, “viziato” da una sorta di “deformazione professionale”!
Per anni ho “sentito parlare” di “introduzione delle nuove tecnologie nella
didattica” (...)
Questo Corso di Informatica Multimediale?
>>> stai ponendo una domanda?
quale? <<<
Sarà sicuramente un’altra “fortunata” opportunità di buttarmi in una nuova
rete di "hotwords"!
si, quella rete sarà fatta da tutti quelli che la tesseranno:
l'obiettivo è attivare un'esperienza d'intelligenza connettiva...
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carlo
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| spedito il 6-11-2002 alle 18:30 |
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diversità non diseguaglianza
quote: Originariamente scritto da Sabrina Fiore
Sapendo usare poco il computer non so se ciò che ho pensato possa essere
possibile.
Sono rimasta sconvolta, nel vero senso della parola, quando ci hanno
raccontato ciò che accadeva negli anni '60-'70 nei confronti dei bambini
disabili.
>>>sarebbe utile che te, o qualcun altro, possa fare un report su ciò che è
stato detto, anche con riferimenti precisi a questo passaggio sulla
battaglia degli anni "caldi" (Cutrofiano 1969) per l'inserimento dei
disabili nel sistema scolastico pubblico.
In periodi in cui la diversità era diseguaglianza<<<
Durante il mio "turbamento", non so per quale motivo, mi è venuta in mente
una bambina sotto forma di cartone animato che si muoveva nel mondo di un'
interfaccia immersiva secondo i miei comandi e che si soffermava in vari
momenti culturali. Momenti, soprattutto, di teatro: incantesimo che la
travolge rendendola emotivamente compartecipe del dramma.
>>>ti seguo... questo è un ragionamento che sarebbe interessante riprendere
+ avanti, non lo perdere ci ragioneremo sul campo, a lezione<<<
Sarebbe bello, nella quotidianità, avere ognuno il proprio cartone con il
quale spaziare -sinesteticamente- in questo nuovo mondo per conoscere le
varie situazioni di cui è composta la nostra interfaccia e metterci quindi
a confronto, in relazione alle nostre riflessioni. Forse sarà questo l'
unico mondo dove non esisteranno disuguaglianze, saremo tutti cartoni
animati che vengono spronati, attraverso varie esperienze coinvolgenti, ad
evocare continuamente le loro emozioni all' ordine del giorno; ciò ci farà
sentire fortunati proprio perchè ci arricchiremo delle nostre stesse
differenze.
>>>qui stai andando troppo forte, un cartoon non sostituisce
l'esperienza...
la può ricreare x simulazione però:
sarà interessante trattare dell'apprendimento attraverso la
simulazione...
ho dei link da darvi sul lavoro di ricerca di antinucci e parisi,
se li chiedete...<<<
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Sabrina Fiore
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| spedito il 7-11-2002 alle 19:02 |
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"GRAZIE FILOSOFIA!"
Vorrei dire: "Grazie Filosofia"! Perchè grazie a questa materia, studiata
durante i miei anni di istituo magistrale," mi sono cambiata", ho ampliato
i miei orizzonti, mi sono formata e sono arrivata a conoscere il vero
significato dei punti interrogativi e, conseguentemente, a misurarmi con
numerosi spunti critici che mi balzano in testa come se fossero necessari
per appagarmi. Allora, in che misura il teatro dovrà essere presentato,
affinchè ognuno possa scoprire spunti interessanti per condurre proprie
ricerche? Si potrà mai costruire un teatro attraverso un solo punto di vita
ideato, però, da molteplici punti di vista? In questo caso, gli spunti da
cogliere, che ci fanno trovare la giusta carica, per cercare poi ciò che
più ci preme conoscere da vicino, non saranno limitati dai sopracitati
molteplici punti di vista ideatori?
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Valentina
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| spedito il 8-11-2002 alle 13:30 |
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Addentrarsi nella multimedialità
Al contrario di Sabrina, non conosco la filosofia (e ciò mi dispiace tanto)
ma, essendo uscita da un tecnico commerciale ed essendo in possesso di un
computer, posso dire di conoscerlo bene e di saperlo usare sufficientemente
a livello scolastico e a livello personale. Non sarà tanto, ma ho avuto l'
occasione proprio a scuola di creare degli ipertesti per un elaborato
finale che doveva coinvolgere tutte le discipline da noi studiate: è stato
davvero piacevole (in particolar modo in gruppo) stuzzicare la fantasia, l'
inventiva per dare a questo lavoro un tocco di originalità, di stravaganza
e soprattutto per lasciare una traccia della nostra personalità.
Perciò, avendo l' opportunità di questo progetto, mi piacerebbe
parteciparvi sia perchè si svolgerà su un tema che mi entusiasma e sia
perchè potrebbe arricchire le mie conoscenze informatiche. Mi appassiona
soprattutto il fatto di poter entrare nel mondo della multimedialità,
utilizzando testo, grafica, suono e animazione, di poter agire sulla
sinestesia e in tutto ciò poter anche coinvolgere il teatro!
Sarà sicuramente una bella esperienza e spero di poterne far parte e
diventare quindi una presenza attiva.
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giorgio
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| spedito il 8-11-2002 alle 16:21 |
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quote: Originariamente scritto da Sabrina Fiore
Si potrà mai costruire un teatro attraverso un solo punto di vita ideato,
però, da molteplici punti di vista?
Malgrado non sia del tutto privo di conoscenze filosofiche non capisco, mi
devi perdonare Sabrina.
Credo che sia meglio un approccio più semplice, almeno all'inizio di questo
percorso.
Io sono arrivato alla conclusione, posso sbagliarmi naturalmente, che il
Prof. Infante volesse coinvolgerci
in un meccanismo nuovo di utilizzo, sfruttamento ( non mi viene in mente
altro termine) del teatro
e/o delle TECNICHE informatiche che abbiamo a disposizione per uno progetto
innovativo nel metodo.
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Livia
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| spedito il 8-11-2002 alle 17:12 |
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IO CI SONO!
Non ho avuto da subito una chiara visione di questo forum e dei diversi
incontri intorno al progetto sull'integrazione,ma sono ancora qui con una
gran voglia di capire e partecipare in prima persona!Non ho fatto parte di
nessun laboratorio ne'a Taurisano ne'a Otranto ,ma la mia esperienza l'ho
fatta a casa mia con i miei genitori giorno dopo giorno riuscendo ad
integrarmi in modo molto naturale con i "diversi" se cosi' posso
definirli.....Avendo poca conoscenza del computer sto cercando ancora di
capire cosa prevede il nostro progetto nei minimi particolari ma vorrei
dire che IO CI SONO e sono convinta che il nostro sara' un buon anzi un
ottimo lavoro!
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carlo
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| spedito il 8-11-2002 alle 22:41 |
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crediti e partecipazione al forum
bene state arrivando nel forum ma non siete tutti...
manca ancora qualcuno.
mi piacerebbe però avere dei feedback circonstanziati sulla mia lezione
d'inaugurazione del corso e in particolare sull'incontro ristretto che
abbiamo poi fatto sul progetto speciale " per un'integrazione
partecipata:quale teatro"
se vi occorrono ragguagli manderò testi e link sulle cose che
v'interessano
vi ricordo che la partecipazione al forum concorre alla selezione del
gruppo di lavoro e alla definizione dei crediti...
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Paola
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| spedito il 10-11-2002 alle 14:32 |
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…La necessità di cercare al di là dell’apparenza per comprendere, come
diceva l’altro giorno Cannoletta, “la diversità come risorsa”…
E allora mi è tornato in mente un meraviglioso spettacolo di Antonio Viganò
con la compagnia degli OISEAU MOUCHE a cui ho avuto la fortuna di
“partecipare” come spettatrice.
Ricordo che mi aveva colpito la scenografia: sul fondo, una grande finestra
con i vetri a specchio che riflettevano l’immagine deformata di quanto
avveniva in scena. Questa finestra, così particolare, mi aveva fatto
pensare, non so per quali processi mentali, al desiderio di fuga verso una
“realtà diversa”.
Ricordo il rumore dei sassolini, buttati a terra durante tutto lo
spettacolo, come a volersi liberare di qualcosa di pesante.
Ricordo una frase, ripetuta spesso rivolgendosi verso il pubblico: “NOUS
AVEC VOUS”
Ricordo di come l’avevo sentita pian piano entrare in me, -forse per la sua
ripetitività o forse per la sua “semplice incisività”- e di come sentivo
fluire l’energia che quegli attori “speciali” (attori portatori di
handicap) comunicavano attraverso il loro “ESSERE”, la dolcezza e l’armonia
dei movimenti, la cadenza, il suono, e la musicalità della loro voce.
Così, con una diversa consapevolezza, questo teatro è veramente un modo per
entrare in contatto con l’emotività delle persone, un modo di “partecipare”
come spettatrice.
“I TEATRI DELLA MEMORIA MULTIMEDIALE”
Questa espressione mi piace molto.
Più volte mi è capitato di pensare al peso della memoria: dunque, io SONO
quello che SONO STATA.
Nient’altro! Sono il risultato di tutte le mie esperienze e del mio
vissuto: la mia memoria definisce in un certo senso, anche la conformazione
sensoriale attraverso cui riesco a esistere.
Credo che in questa ottica diventi molto stimolante considerare gli spazi
“virtuali” come spazi di interazione sociale, luoghi in cui si raccontano e
si intrecciano “memorie”.
Se questo permette di produrre le azioni, allora riflettevo che il teatro,
non è un semplice rappresentare, ma con un processo inverso può entrare
nella vita mediandone i molteplici “linguaggi”.
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Valentina
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| spedito il 10-11-2002 alle 15:37 |
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Ero presente sia il giorno della lezione d' inaugurazione del corso e sia
il giorno in cui si è fatto l' incontro ristretto sul progetto "per un'
integrazione parteciapata: quale teatro?", ma vorrei comunque avere, se
fosse possibile, quei testi e quei link in riguardo e di cui si è parlato
nel forum. Grazie
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Giuliano Capani
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spedito il 10-11-2002 alle 19:09 |
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Dal soggettivo al collettivo.
Sul punto di vita e il punto di vista.
il teatro è anche un punto di vita ideato da molteplici punti di vista.
Come nasce un’idea?
Lo stimolo iniziale è dato da una percezione sensoriale (sia essa visiva
[V], auditiva [A] o una sensazione emotiva [K]), ma questa rimane inerte se
non sollecita collegamenti con altri elementi che pre-esistono nella mappa
cognitiva (MC) del percettore.
La capacità di provocare queste interconnessioni risiede in vari fattori
tra cui: l’attenzionalità, la motivazione, la flessibilità, l’adattamento …
e, naturalmente, avere alle spalle una serie di esperienze cognitive
consolidate.
Ora, lo studio sui libri è certamente lo strumento più facilmente
accessibile per costruirsi le proprie MC, come pure l’esplorazione
interattiva del Web: ci si avvale dei percorsi cognitivi altrui per farli
nostri (se li riteniamo efficaci e rispondenti alle nostre esigenze), ma
questo è solo un livello, diciamo così, mentale. Perché i pensieri possano
produrre azioni e nuovi comportamenti occorre ‘incorporare’ le idee (come
diceva Richard Olivier nel mio film ‘Teatramando’ che avrete visto a
lezione).
E qui passiamo al punto di vita. Le idee vanno vissute, sperimentate nel
sociale, giacché non viviamo soli su questa terra!
Per questo il nostro modo di fare didattica non si ferma sui testi scritti,
ma cerchiamo di creare le occasioni perché voi possiate interagire anche
nella vita con quello che è il vostro bagaglio di conoscenze che state
acquisendo [vedi laboratori e vari elaborati scritti, filmati e
drammatizzati]
Vivere le idee vuol dire innanzitutto confrontarle, relazionarsi, farle
diventare azioni, comportamenti, quindi comunicarle.
La comunicazione può servirsi di tanti mezzi. Quella che si esprime
attraverso il teatro, per mia esperienza personale, è forse la più completa
perché crea una sinestesia, cioè interessa più canali sensoriali (V,A,K)
contemporaneamente e quindi coinvolge totalmente la persona offrendogli un
forte stimolo e motivazione alla conoscenza e al cambiamento che da essa ne
deriva.
La comunicazione è un elemento essenziale per lo sviluppo e l’evoluzione
dell’individuo e della società.
L’esperienza comunicativa del forum offertaci da Carlo ci permette di
confrontare i pensieri a distanza, ed è una situazione nuova e
indiscutibilmente efficace che andiamo sperimentando da qualche tempo, ma
poi occorre che la distanza mentale si trasformi e generi azioni e
comportamenti, cioè occorre che
dai punti di vista si passi al punto di vita!
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Vinicio Antonio Attanasi
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| spedito il 12-11-2002 alle 21:18 |
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Purtroppo il giorno della presentazione del corso di informatica
multimediale io non ero presente! Accetto l'offerta di avere i link ed i
testi x potermi aggiornare e raggiungere il livello di conoscenza che hanno
gli altri partecipanti al forum!!! Grazie.
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Vinicio Antonio Attanasi
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spedito il 12-11-2002 alle 21:36 |
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Leggendo il forum ho notato che tutti parlano di utilizzare la
multimedialità come "premio di consolazione" x coloro che sono etichettati
come dei "diversi", ma bisogna stare attenti ad un dato molto importante :
"l'umanità dell'uomo" !!! Vi chiedo: << Può una macchina imitare e
soprattutto trasmettere il tipico calore umano? >>. Ascoltare, consigliare,
consolare,...!!!Secondo me l'aiuto che possiamo dare al prof. Infante e
quello di spremere le nostre meningi e pensare a come una creazione
multimediale x l'integrazione possa esserci di ausilio x poter tramite il
teatro (e non solo!)trasmettere il "tipico calore umano" che pian piano si
sta raffreddando!!!Molto probabilmente mi sbaglio! Ma purtroppo guardandomi
intorno ciò che vedo è solo gelo!!!(Questo non è uno sfogo personale ma un
semplice punto di vista!!!!!!)
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carlo
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| spedito il 12-11-2002 alle 22:28 |
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Interaction/Interface/Info Design
quote: Originariamente scritto da Vinicio Antonio Attanasi
Purtroppo il giorno della presentazione del corso di informatica
multimediale io non ero presente! Accetto l'offerta di avere i link ed i
testi x potermi aggiornare e raggiungere il livello di conoscenza che hanno
gli altri partecipanti al forum!!! Grazie.
ecco un link x ora
è una traccia del corso di formazione del Media Programme della Comunità
Europea che sto curando
http://www.ars-media.it/id3/html/Newtrends/start.html
riguarda i tre aspetti chiave del mondo digitale.
Interaction ovvero l'interazione tra noi, i nostri corpi, e i sistemi di
comunicazione
Interface, ovvero l'interfaccia: la soglia: la rappresentazione dello
schermo interattivo
Info Design: ovvero l'architettura del sistema informativo
ma ne riparleremo
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Paola
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| spedito il 13-11-2002 alle 01:11 |
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CONSIDERAZIONI NOTTURNE -anche per Vinicio-
Sono figlia degli anni ’70, quando di “tecnologia” non si sentiva parlare e
la tele era ancora in bianco e nero. Sono cresciuta a pane e favole e il
“Sapientino” era il gioco più “interattivo” che esisteva!
Che sorpresa quando ebbi regalato il primo videogame!!! Si poteva giocare a
tennis: sullo schermo eri solo una barretta che andava su e giù e perfino
la pallina non era rotonda ma quadrata!
Il campo era stilizzato, ma rendeva l’idea (i prodigi della grafica erano
abbastanza lontani!)
Eppure, l’emozione di muovermi attraverso la manopola (il joystick non
c’era ancora!), fu enorme! Capire che ad un mio movimento reale ne
corrispondeva uno sullo schermo mi sembrava alquanto complicato.
Come poteva essere?
Nella fantasia di bambina quella meravigliosa novità restò per lungo tempo
sospesa tra l’incantesimo e la diavoleria!!!
Poi arrivò il commodore 64, che era tutta un’altra cosa! Finalmente la
“barretta” aveva preso delle fattezze quasi umane: c’erano i colori e si
potevano fare tante cose diverse…anche programmare! E poi, si poteva
giocare con gli “ADVENTURE”: dei giochi bellissimi per veri esploratori in
cui tu digitavi “APRI PORTA” “ESAMINA STANZA” e il computer, che sembrava
dotato di intelligenza propria, rispondeva ed eseguiva.
Eh, quanta strada è stata fatta da allora!
Ti rispondo Vinicio.
Hai ragione, il calore è necessario: capisco bene il bisogno (e lo sento
anch’io prepotente) di parlare, guardarsi negli occhi, accarezzarsi,
“respirarsi” perché comunicare con l’esterno attraverso tutto il corpo è il
modo più intimo e personale per raccontarsi. Come si può, rinunciare al
profumo di una sera d’estate, al calore del sole che riscalda la pelle, al
rumore delle onde del mare?
Stai tranquillo, sentirsi vivi, carne e sangue, piacere e dolore, sono
emozioni troppo forti per potervi rinunciare.
Credo che mai la “realtà virtuale” potrà sostituire la “carnalità”. Ma non
dobbiamo dimenticare che la tecnologia è qualsiasi cosa che l’UOMO ha
inventato per estendere le funzionalità del proprio corpo e che quindi va
semplicemente usata per le innumerevoli possibilità che offre! Va impiegata
fino in fondo per stimolare al massimo la funzione di “scambio” (in tutti i
sensi). La possibilità stessa del “mascheramento” nelle chat, per esempio,
le rende assolutamente interessanti. Basta non lasciarsi fagocitare!
…Playstation? Tu non credi che i bambini di oggi giochino ancora a campana
per le strade? O a calcio con una lattina schiacciata? Io si (o almeno lo
spero!)
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Sabry
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| spedito il 14-11-2002 alle 12:36 |
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Sono sempre Sabrina e vorrei sapere per quale motivo quando accedo sul
forum con un computer dell' università esce scritto che la mia password è
errata. Per scrivere infatti ho dovuto registrarmi di nuovo con un altro
nome.Dipende forse dal fatto che per accedere uso 2
computer?grazie,scrivero' tra qualche giorno!
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Valentina
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| spedito il 14-11-2002 alle 19:47 |
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Vorrei riprendere ciò che Vinicio ha fatto notare in questo forum. Sono
convinta che, come ha detto Paola, la "realtà virtuale" non arriverà mai a
sostituire la "carnalità", anche se oggi la maggior parte dei bambini
preferisce essere "monopolizzata" dal computer, che non trovarsi con gli
amici per avere un confronto, stabilire relazioni o solo per giocarci.
Sicuramente una macchina, per quanto possa metterci in contatto con altra
gente attraverso chat, scambio di posta, ecc.., non potrà darci in nessun
modo il tipico calore umano, non potrà trasmettere alcun tipo di emozione
e,quindi, non potrà dare consigli, risolvere problemi, ascoltarci...
Ma non credo che si possa parlare di "gelo" solo perchè in alcuni
interventi del forum si è affrontato maggiormente il discorso sulla
multimedialità mettendo magari da parte solo per un attimo il problema
dell' integrazione. Sappiamo tutti infatti che il computer, la
multimedialità sono qualcosa in un certo senso di "astratto" di "poco
tangibile", e che, per avere qualcosa di concreto, di reale, per
trasmettere calore e affetto, per dare emozioni, il teatro è sicuramente
una delle forme migliori per farlo.
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Sabry
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| spedito il 15-11-2002 alle 10:52 |
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"LA VERA CREATIVITA' CONSISTE NEL FRANTUMARE LE COSTRIZIONI"
Con l' incontro con Eugenio Barba ho fatto alcuni collegamenti con il
nostro discorso.L' affermazione che piu' mi ha colpito e' stata questa: "La
vera creativita' consiste nel frantumare le costrizioni".Ci vuole quindi
qualcosa che ci conosca e che ci faccia "uscire fuori", ci liberi dai
pregiudizi della nostra identita' culturale.Solo cosi',svincolati da queste
"oppressioni" , potremo comprendere appieno la diversita' e creare un
teatro completamente nuovo.
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Eugenia Napolitano
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| spedito il 15-11-2002 alle 17:03 |
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quote: Originariamente scritto da Vinicio Antonio Attanasi
Leggendo il forum ho notato che tutti parlano di utilizzare la
multimedialità come "premio di consolazione" x coloro che sono etichettati
come dei "diversi", ma bisogna stare attenti ad un dato molto importante :
"l'umanità dell'uomo" !!! Vi chiedo: << Può una macchina imitare e
soprattutto trasmettere il tipico calore umano? >>. Ascoltare, consigliare,
consolare,...!!!
Comprendo appieno le tue perplessità, ma sono altresì convinta che sia
importante “vivere” il rapporto con la multimedialità all’insegna di una
ragionata ed emozionabile interazione.
Far uso d’ipertesti, in qualsivoglia disciplina, non significa delegare ad
un computer la capacità tutta “umana” del “dare e del ricevere”, che è poi
l’essenza stessa dell’insegnamento.
Innanzitutto, l’approccio ad un ipertesto deve essere guidato dalla
metodologia dell’ “imparare ad imparare”: lo studente deve ESSERE AIUTATO,
SOLLECITATO a prendere coscienza delle proprie POTENZIALITA’
d’apprendimento.
Nel pieno rispetto di tali “risorse umane”, egli può comprende da sé, in
modo autonomo, come accedere alle informazioni, come strutturarle e
decifrarle, confrontandosi continuamente con il gruppo d’appartenenza, fino
a conquistare una propria INDIPENDENZA di pensiero e di azione. E non è
forse tale INDIPENDENZA a rappresentare una chiave d’accesso al superamento
della “diversità”? Io credo di sì.
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Giuliano Capani
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| spedito il 16-11-2002 alle 19:35 |
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... Tutto insieme: la vita e le cose che crediamo di meritare....
Come diceva Bodini.
Chissà perché abbiamo questa credenza diffusa (la prima freccia l'ha
scagliata Vinicio che ha un cuore caldo) che la multimedialità, o lcomunque
'approccio al 'nuovo' possa o debba essere esaustivo. Crediamo che possiamo
chiedere e avere tutto da un mezzo così semplice come è quello del web.
La sua capacità è la INTERCONNESSIONE. Null'altro. quindi non chiediamo
calore, affettività, emozionalità etc...
possiamo solo comunicare digitando e connetterci con gli altri, buttare
fuori i nostri pensieri che rimarranno in questa grande scatola nera. Il
che non è poco, ma non è tutto.
Ci sono altre modalità per interconnessioni calde. Il teatro, per esempio,
ne è un esempio. però bisogna praticarlo, non soltanto parlarne. Antonio,
mi sembra, ve ne abbia dato una dimostrazione.
Quindi spero che il dibattito su questo Forum prenda la strada delle
riflessioni sul fare e non sul dire (anche perchè ne abbiamo dette un po'
troppe non vi pare?)
Giiuliano Capani
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Giuliano Capani
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spedito il 16-11-2002 alle 21:04 |
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quote: Originariamente scritto da Sabry
Con l' incontro con Eugenio Barba ... .L' affermazione che piu' mi ha
colpito e' stata questa: "La vera creativita' consiste nel frantumare le
costrizioni".Ci vuole quindi qualcosa che ci conosca e che ci faccia
"uscire fuori", ci liberi dai pregiudizi della nostra identita'
culturale.Solo cosi',svincolati da queste "oppressioni" , potremo
comprendere appieno la diversita' e creare un teatro completamente
nuovo.------------quote:
<<< Le parole di Eugenio secondo me vanno prese con molta attenzione. Chi
ha lavorato con lui sa che il superare la propria identità culturale vuol
significare essere disposti al cambiamento, alla conoscenza, al confronto,
non limitarsi al seguire la corrente e ad essere 'costretto' nelle proprie
convinzioni.
Certamente il teatro, ma non solo il teatro, è un mezzo che ci permette di
conoscerci a fondo, ma nello stesso tempo. essendo comunicazione, la
conoscenza è interattiva, cioè avviene attraverso uno scambio. Per arrivare
a questo evento comunicativo occorre 'conoscersi conoscendo'.
Non si tratta di un lavoro tutto interno da farsi in un laboratorio, ma di
una serie di eventi conoscitivi da stimolare sul territorio in una
situazione reale. A Taurisano, per es. si svolge un lavoro del genere.
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