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Autore: Oggetto: Tracce dal Laboratorio "Il Corpo Poetico" di Antonio Viganò a Lecce
carlo
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Risposte: 2024
Registrato il: 10-3-2002
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[*] Inviato il 4-11-2002 at 15:27
Tracce dal Laboratorio "Il Corpo Poetico" di Antonio Viganò a Lecce


Il forum sul progetto "Per un'integrazione partecipata: quale teatro?"
da tempo attivo su
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=72
ha bisogno di fare un salto di qualità

l'idea è quella di aprire
dei forum specifici sulle diverse linee d'azione che si stanno portando avanti

una è questa che si riferisce al laboratorio di formazione didattica, creativa e teatrale, condotto da Antonio Viganò

sei invitato a lasciare la traccia del tuo percorso: trova il tuo modo
scrivi e magari linka a ciò che credi sia utile all'esplorazione comune

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alstaja
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Risposte: 3
Registrato il: 9-10-2002
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biggrin.gif Inviato il 4-11-2002 at 18:20
cercate la luce, è dentro di voi!


Ho sentito la necessità di scrivere questi pensieri su un foglio di carta mentre, incantato, vi osservavo abbandonarvi alle azioni stimolate da Antonio Viganò. Pensavo: se ognuno di loro potesse vedersi in questo momento! Saltano, ridono, assaporano l'aria e le sue vibrazioni e, per un attimo, una stilla di tempo, ferma nel moto dell'universo, tornano privi di catene. Luce che danza intorno a loro, con loro, dentro di loro. No, no...adesso è chiaro: sono loro la luce. Mille colori che si fondono insieme creando qualcosa che solo un momento prima era inimmaginabile. Dieci, cento, mille figure, ma un unico intento: non separarsi. E' così bello esplodere di gioia! Ma occhi lucidi già si domandano quanto tutto ciò potrà durare prima di tornare ad essere "normali"?!
Quando il magico spazio delimitato dall'energia svanirà insieme al gioco meraviglioso della luce danzante?
Eppure una traccia, sepolta nella memoria, ricorda quel bagliore accecante, quella libertà prepotente.
Forse, un giorno lontano, la luce fuggì atterrita dalle tenebre di un'anima ferita e disillusa, trovando rifugio in una strana scatola fatta di carne e di ossa. E' per questo che il mondo ci appare così buio? E' questo il motivo per cui più corpi in sintonia sembrano scintillare? Adesso continuano a saltare, ridere, vibrare e quando due sguardi si incontrano scorgono la luce che, curiosa, spia da due piccoli oblò un mondo che, finalmente, sta cambiando.

Alessandro Stajano
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pinuccia
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Risposte: 3
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mad.gif Inviato il 8-11-2002 at 10:21
ricordo


il corpo poetico mi sembra che abbia lasciato tracce. con gino si è ricominciato a riflettere: quale tipo di didattica per una partecipazione integrata in una pratica dove il corpo, il tempo, lo spazio e tutte le altre categorie non legate ai saperi forti possono meglio coniugare le relazioni tra docenti e alunni?
è una settimana che con i bambini della mia scuola abbiamo iniziato a lavorare; dall'analisi delle immagini, dall'osservazione diretta, tutto il gruppo dei docenti mi sembra concorde nel dire che qualcosa nella dinamica del gruppo classe , delle relazioni che intercorrono tra alunni e alunni, docenti e docenti, docenti ed alunni, inizia a cambiare.
oggi non posso dire cosa, certamente è qualcosa che lascia una traccia anche se ancora debole. ricordo che sulla sabbia, a volte le tracce sono deboli.
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stargate
Newbie
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Risposte: 1
Registrato il: 11-11-2002
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[*] Inviato il 11-11-2002 at 23:52
Piccolo consiglio tra amici


Ho "partecipato" per la prima volta ai vostri incontri e approfitto di quest'opportunità per fare una piccola osservazione su quello che ho visto, filtrato-senza ombra di dubbio-da una presentazione precedente attraverso la lettura dei vari interventi in questo forum.
Ho "conosciuto" in anticipo il gruppo di studenti,nessuno e alcune insegnanti del corso che avevano appuntato-come me in questo momento-i loro pensieri e le loro idee.Il mio intervento sta sembrando molto vago,ma lo faccio per farvi capire la sequenza di miei ragionamenti.
Il mio obiettivo primo è quello di consigliare il gruppo che "lavora su Taurisano"(testuali parole) e appoggiare la raltà che NESSUNO ha avuto il coraggio di mettere in luce.
Ho conosciuto questi ragazzi che già nel forum presentavano il loro ruolo in quel di Taurisano,in quel degrado all'ennesima potenza-per come lasciano trasparire i loro termini.
La presentazione di ognuno di essi è stata poco felice.La prima che ho conosciuto è stata Ivonne,gli altri me li ha presentati lei.Il suo descrivermi l'angolo "spazio live" è stato un tantino affettato,il suo continuare a offrirmi l'opportunità di andare a trovarli e di portare amici mi spingeva-spontaneamente- ad allontanarmi da lei e, l'esser presentata come quella "di Taurisano"(ripetuto per ogni persona a cui stringevo la mano) mi ha definitivamente indotta a non considerare il loro lavoro.
A queste persone che avrebbero l'opportunità di fare tanto con questo spazio a loro concesso mentre sembra vogliano cambiare una situazione che è già difficile da definire,assumendo-l'organizzazione-le sembianze di un recupero di persone disadattate più che un centro ricreativo dove si può crescere e accrescersi vicendevolmente.
Il loro sbaglio-secondo il mio piccolo punto di vista-è il voler cambiare le persone e salvarle dal degrado quando oggettivamente nessuno è e sarà mai disposto a farsi salvare o recuperare. Provate a mettervi voi al loro posto,come ci state con un gruppo di universitari che credono di aver le capacità di salvare chi gli sta di fronte da qualcosa che quest'ultimo non sente affatto...lo sbaglio vero è proprio sta nel vostro prendervi troppo sul serio.
Ora vorrei aprire una piccola parentesi su quanto ha scritto nessuno;ho trovato la risposta del prof Santoro alquanto esagerata essendo questa indirizzata a qualcuno che ha messo-comunque-in mostra i suoi pensieri.Quella è una realtà che non si può far finta di non vedere e devo ammettere che mi trovo schierata dalla sua parte come semplice universitaria negli ingranaggi di una città grande come Roma...anche lì va avanti solo chi "conosce"!
Questo èquello che ho imparato da un docente della mia facoltà-Carli-,sperando che possiate trarne vantaggio(a voi ragazzi che avete l'opportunità di CRESCERE confrontandovi con realtà diverse dalla solita didattica),vi riporto un suo consiglio:
"Non importa che voi sarete se psicologi, psichiatri,imprenditori o docenti,quello che conta veramente è non prendersi mai troopo sul serio e filtrare tutto con le emozioni da bambino." Mentre ora ringrazio tuuutti lasciandovi un piccolo aforisma che può sempre essere utile:LA STRADA GIUSTA NON E' LA GUARIGIONE MA LA SENSAZIONE.
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gino santoro
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Risposte: 22
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[*] Inviato il 14-11-2002 at 00:17


Cara Stargate,
ti ringrazio per le considerazioni critiche. Sono quelle che servono per crescere. Mi dispiace di aver dato l'impressione di stare dalla parte opposta a quella di 'Nessuno', ma, come te, anch'io ho bisogno di capire. Condivido pienamente quanto dici a proposito di Taurisano. Spero, ad ogni modo, che sia stato frutto di un equivoco: non fa parte dello stile e del costume dell'Oistros lavorare "su qualcuno" tanto meno su una realtà complessa come quella di Taurisano. Ho promosso e partecipato ad esperienze di lavoro in diverse realtà: a Maglie con Quartucci, a Cassano Murge con Scabia, a Carpignano con l'Odin Teatret... e ti posso assicurare che mai abbiamo pensato di lavorare su qualcuno, semmai insieme a qualcuno. Il compito del nuovo Oistros a Taurisano, come a Supersano, nella scuola, come in qualsiasi altro posto organizzato per separare, se vuole continuare sulla strada tracciata da oltre vent'anni di lavoro, è esclusivamente quello di fare teatro offrendo agli altri i risultati della propria ricerca. Diversamente, meglio che cambi nome.
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lindam
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Risposte: 4
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[*] Inviato il 25-11-2002 at 07:31
dal mio diario di bordo...


18-11-02
Ritorno al laboratorio di libera espressione!
Mi sono allontanata per un po’, ma i ‘moduli’, le verifiche, la correzione, l’organizzazione delle ‘classi aperte’, che hanno fatto ridurre per tre settimane le ore di laboratorio a due (anziché quattro), mi hanno impedito di “esserci”.
Sono ritornata oggi e sono felice di ricominciare ad osservare i ragazzi in contesti diversi, in spazi “dove non ci sono banchi, sedie, cattedre, dove il libro di testo è il nostro diario di bordo…”.
Abbiamo lavorato insieme a Beatrice e Francesca con il corpo; i ragazzi sembravano divertirsi, ma a volte imbarazzarsi.
E’ bastato chiedere di prendersi per mano e formare delle coppie miste a inibirli, tanto che qualcuno ha preferito uscire dal gioco.
Si era creato un contesto comunicativo “forte” nel quale sono emerse, ahimè, tutte le inibizioni possibili di una persona (le stesse inibizioni le ha riscontrate Vigano nel corso di formazione per gli insegnanti).
Forse il gesto di darsi la mano non ha ancora assunto significato; forse la comunicazione che avviene tra i banchi, durante le ore di lezione, non sempre è “vera”; forse esistono barriere inconsce tra noi e gli altri, e forse abbiamo tutti una maschera che impedisce di guardare i nostri volti e di leggere i nostri bisogni…
Ho in mente di leggere i diari di bordo dei ragazzi lunedì prossimo, per scoprire se qualcuno ha avvertito il disagio che io ho percepito. Se no, sarà il caso di far analizzare i loro comportamenti? E sarà il caso di far scrivere le loro riflessioni in merito su di un’altra pagina? Non lo so. Chiederò il parere di Beatrice.
E inoltre mi chiedo: se non proviamo ad abbattere queste barriere, se non proviamo a toglierci di dosso le nostre “maschere”, ci potrà mai essere “partecipazione vissuta”? E potrà mai migliorare la qualità dei processi di integrazione?
Il corpo, la gestualità, il contatto fisico, inevitabile, se si riempiono di significati sono sicuramente elementi che facilitano il processo di comunicazione “vero”.
E paradossalmente gli ambienti meno “protetti” sembrano essere non le aule, dove ognuno di noi (insegnanti e alunni) si sente sicuro nel proprio ruolo e del proprio ruolo, ma proprio negli spazi non strutturati dove si è costretti a mettere a nudo se stessi.
E quindi vedo ancora nodi da sciogliere: il laboratorio nell’aula magna è lo spazio imprescindibile di partecipazione, ma deve diventare un “strumento” trasferibile e non contrastante con gli “ordinari” spazi scolastici.
Raggiungere questo obiettivo è, forse, il primo passo che ci porterà a conciliare il teatro di partecipazione e scrittura libera con i curricoli disciplinari.
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Ivonne Mazzotta
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Risposte: 6
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 17:52


Mi sembra un impresa non impossibile, ma un impresa: qualcuno lamenta le mancate esperienze nell'ambito del teatro, ma prima ancora che del T. parliamo del Corpo il mezzo più espressivo a nostra disposizione, eppure quanti di noi stando da soli saltano, sentono le punte dei loro piedi, (base e pilastro del corpo) provano le espressioni del volto, anche le più estreme, si misurano con esso per vedere quanto sia il limite o la possibilità ? Ieri sono stata in un negozio di giocattoli “La città del sole” (metto il nome perché opera una scelta tra i giochi che mi sembra indicativa) perché abbiamo smesso di giocare, forse perché nessuno più ci regala giochi credendo sia passato il tempo? Sono tornata a casa e mia sorella aveva i compiti da fare, mi piace darle una mano, ma notavo la pedanteria di una vecchia didattica ancora uguale a se stessa nella forma, nel pomeriggio avevo visitato il sito sui giochi segnalato in http://www.lamummia.it e sono rimaste nella memoria le immagini, le domande, anche dopo una giornata trascorsa in università con le varie lezioni (si trattava di risolvere il ritrovamento di una mummia) Perché il problema mi è apparso vasto? Oggi a lezione di Organiz. Az. dello spettacolo, si parlava del diritto di libertà nei confronti dell'arte, rispetto al diritto assoluto di assistenza che molti purtroppo si aspettano nel T. eccolo allora scivolare verso il buio... (per sua fortuna in grado di resistere ma con che fatica e a che prezzi!) Ma di che parliamo quando apparentemente comunichiamo? Intendiamo tutti se non la stessa cosa almeno la più vicina? Scrittura connettiva, edutainment, teatro, ipermedialità? Mi sembra ci sia tanta pochezza e superficialità, quanti raccolgono gli input del prof Santoro (che pure a riguardo dell'Arte usa un linguaggio abbastanza criptico come a difendere quel mondo dionisiaco proteggendolo dietro il suo velo di Maia?) Ecco quando dice che le parole dividono squarcia il velo e apre le porte per non far rimanere le persone sulla "soglia"...ci riprova, vuol credere ancora e invita a leggere per imparare ad approfondire il fare, Infante inserisce link con lo stesso scopo, ma quanti li navigano cercando le presenze delle quali parla R. Curcio? http://www.teatron.org/agapow/perf/articoli/curcio.htm ( Persino i più adulti ricusano l’invito adducendo impegni con toni sarcastici, ma poi in realtà e' la qualità del leggere e del linkare che fa la differenza! (Non voglio generalizzare ma che succede?) Nella settimana di laboratori nelle scuole ho visto la prof. Chiantera difendere quelle ore da un ostruzionismo mal celato di colleghi forse più conservatori?Come se la cosa non riguardasse la scuola e loro stessi. Un momento, una nuova ventata di ottimismo mi giunge mentre sono intenta a scrivere, viene dal prof. D’Ippolito mi dice una frase gramsciana "l'ottimismo della volontà il pessimismo della ragione "posso portarle con me e andare avanti, rettifico... ma lascio quello che ho scritto per una nuova eventuale ricaduta di umore.
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carlo
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[*] Inviato il 9-2-2003 at 23:49
x rilanciare alcuni passaggi


Quota:
Originariamente scritto da Ivonne Mazzotta
Mi sembra un impresa non impossibile, ma un impresa: qualcuno lamenta le mancate esperienze nell'ambito del teatro, ma prima ancora che del T. parliamo del Corpo il mezzo più espressivo a nostra disposizione, eppure quanti di noi stando da soli saltano, sentono le punte dei loro piedi, (base e pilastro del corpo) provano le espressioni del volto, anche le più estreme, si misurano con esso per vedere quanto sia il limite o la possibilità ? Ieri sono stata in un negozio di giocattoli “La città del sole” (metto il nome perché opera una scelta tra i giochi che mi sembra indicativa) perché abbiamo smesso di giocare, forse perché nessuno più ci regala giochi credendo sia passato il tempo? Sono tornata a casa e mia sorella aveva i compiti da fare, mi piace darle una mano, ma notavo la pedanteria di una vecchia didattica ancora uguale a se stessa nella forma, nel pomeriggio avevo visitato il sito sui giochi segnalato in http://www.lamummia.it e sono rimaste nella memoria le immagini, le domande, anche dopo una giornata trascorsa in università con le varie lezioni (si trattava di risolvere il ritrovamento di una mummia) Perché il problema mi è apparso vasto? Oggi a lezione di Organiz. Az. dello spettacolo, si parlava del diritto di libertà nei confronti dell'arte, rispetto al diritto assoluto di assistenza che molti purtroppo si aspettano nel T. eccolo allora scivolare verso il buio... (per sua fortuna in grado di resistere ma con che fatica e a che prezzi!) Ma di che parliamo quando apparentemente comunichiamo? Intendiamo tutti se non la stessa cosa almeno la più vicina? Scrittura connettiva, edutainment, teatro, ipermedialità? Mi sembra ci sia tanta pochezza e superficialità, quanti raccolgono gli input del prof Santoro (che pure a riguardo dell'Arte usa un linguaggio abbastanza criptico come a difendere quel mondo dionisiaco proteggendolo dietro il suo velo di Maia?) Ecco quando dice che le parole dividono squarcia il velo e apre le porte per non far rimanere le persone sulla "soglia"...ci riprova, vuol credere ancora e invita a leggere per imparare ad approfondire il fare, Infante inserisce link con lo stesso scopo, ma quanti li navigano cercando le presenze delle quali parla R. Curcio? http://www.teatron.org/agapow/perf/articoli/curcio.htm ( Persino i più adulti ricusano l’invito adducendo impegni con toni sarcastici, ma poi in realtà e' la qualità del leggere e del linkare che fa la differenza! (Non voglio generalizzare ma che succede?) Nella settimana di laboratori nelle scuole ho visto la prof. Chiantera difendere quelle ore da un ostruzionismo mal celato di colleghi forse più conservatori?Come se la cosa non riguardasse la scuola e loro stessi. Un momento, una nuova ventata di ottimismo mi giunge mentre sono intenta a scrivere, viene dal prof. D’Ippolito mi dice una frase gramsciana "l'ottimismo della volontà il pessimismo della ragione "posso portarle con me e andare avanti, rettifico... ma lascio quello che ho scritto per una nuova eventuale ricaduta di umore.


bella densità

ci sarebbe da riprendere passo x passo alcuni passaggi
ma vorrei farlo nel forum specifico del corso
ti va di ripubblicarlo li?
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=84

fai un copia-incolla
grazie
così si potrà dare uno stimolo anche agli altri ragazzi del corso

a proposito x rendere attivi i link devi mettere davanti http:// e poi alla fine dai uno spazio
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carlo
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[*] Inviato il 3-6-2003 at 17:45
alimentare il diario di bordo!


Siamo al round finale x esami e per la composizione del web

Sarebbe opportuno sollecitare tutti quelli che fanno p'arte del gruppo di lavoro
a fare un intervento nel forum che poi verrà tradotto qui
Qui nel canale diario di bordo
http://www.teatron.org/integrazione/forumIniz.html

è importante che scriva sia chi ha partecipato direttamente al lab di Viganò che anche gli altri

poi la cosa + intensa si scriverà nel forum dopo l'evento del 14.06
ma sarà dopo l'esame...
(ma varrà per il prossimo come credito...)

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