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Autore: Oggetto: corsi di alta formazione al Politecnico di Milano
carlo
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 08:24
corsi di alta formazione al Politecnico di Milano


questo è l'ambiente di cooperazione in rete funzionale ai
corsi di alta formazione post-laurea
promossi dal Politecnico di Milano
http://www.hmg.polimi.it
ed in particolare x quello su
Arte, spettacolo, comunicazione
nella Società dell’Informazione

ma da condividere anche con gli altri 3 corsi che s'incroceranno con noi

(magari quando ti registri,
accanto al nome metti il numero I,II.III! in riferimento al corso d'appartenenza)


ecco qui sotto
una prima mappa di contenuti

1. Edutainment. L’interattività tra teatro e ipermedia

Ricognizione sugli scenari dell’avanzamento tecnologico in relazione ai processi dell’apprendimento e all’evoluzione dei linguaggi scenici nell’animazione teatrale con i nuovi media.
L’edutainment (educational + entertainment) si basa sul principio ludico dello sguardo dinamico proprio della percezione teatrale e alcune pratiche di gioco multimediale in ambito educativo.
http://www.teatron.org/impararegiocando/


2. Le scene in rete

Internet e i nuovi modi di fare informazione e formazione teatrale.
Una ricognizione sulle diverse esperienze in campo che stanno sondando le potenzialità comunicative della rete telematica, oltre gli aspetti performativi e di ricerca spettacolare.
L'informazione e la formazione teatrale s'intrecciano fortemente in una nuova strategia culturale di promozione del teatro e dei suoi spettatori, rivolgendosi fondamentalmente a quella nuova generazione che si sta ambientando nella Società dell’Informazione di cui Internet è l’espressione emblematica.
http://www.teatron.org/
http://www.ateatro.it


3. Le web experience

Si tratta di scritture sceniche on line,
http://www.teatron.org/W_E.html concepite per mettere in relazione il mondo d’Internet con quello della vita e del suo doppio: la scena teatrale, quella disposta a cambiare in una continua sperimentazione sui linguaggi, multimediali, coreografici e musicali.
Sulla base di un concorso promosso da A_D_E ( http://www.teatron.org/ade ) hanno trovato forma nel web, con animazioni e altre soluzioni ipermediali, delle “scritture” che contemplano, oltre la realizzazione on line, le idee per uno sviluppo spettacolare, teatrale, coreografico, performativo o installatorio, così da rendere possibile la creazione di un evento dal vivo in ambiente scenico.


4. La scena artificiale

L’ibridazione tra teatro ed elettronica nell’arco delle ultime decine d’anni ha visto consolidarsi alcune specificità di nuova creazione spettacolare.
Una stilizzata ricocognizione delle nuove costanti performative del videoteatro ,delle radioscene , dei teleraconti e delle performance mixed-media ancor prima dell’avvento della multimedialità interattiva.
http://www.teatron.org/corpielettro/corpi_elettroniche.html


5. I teatri della memoria

La memoria scenica e l’ipermedia. La dinamica non-lineare nella ricostruzione multimediale di un’esperienza scenica ( propriamente sinestesica nell’integrazione di più linguaggi) permette, secondo le potenzialità ipertestuali la ricombinazione degli elementi di un teatro fondato sulla multisensorialità: dall’aspetto letterario delle drammaturgie scritte a quelle visive delle specificità scenografiche, dalla fisicità dell’attore all’immaterialità delle risoluzioni audiovisive.
http://www.teatron.org/agapow/virtual/testi/teatrmem.htm


6. La ciberperformance e la nuova spettacolarità interattiva

Un analisi delle mutazioni teatrali delle ultime generazioni: dalle ascendenze artaudiane dell’estremizzazione del corpo alle pratiche dell’interattività, delle tele-operazioni nel nuovo spazio-tempo digitale e del digital story-telling.
Il principio della percezione condivisa sulla quale si fonda l’idea stessa di teatro si misura con altri spazi-tempo come quelli espressi dagli ambienti digitali.
http://www.teatron.org/agapow/perf/articoli/nuovaspe.htm


7. Il laboratorio d'arte dello spettatore

Dalla consapevolezza della funzione dello spettatore, come "autore di memoria e di senso", in grado di colmare con il proprio “sguardo partecipativo” l'opera teatrale, alla pratica telematica che può tradurre
questo pensiero teatrale in azione di comunicazione.
Le nuove sensibilità della “scrittura connettiva”, la pratica delle scrittura on line, rappresentano una significativa esperienza per espandere la condivisione, nell’espressione di una comunicazione soggettiva e interrelazionale che si attesta a di qua della funzione critica e analitica dello spettacolo.
http://www.teatron.org/punto_vista_vita.html




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Cosmos
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:31
corso fse IV


in che modo la fotografia può essere inserita nei performing media???
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carlo
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:31
un altro esempio di forum, ricco e controverso


qui c'è il link ad un forum attivato allo IED di Torino dove insegno Cultura Digitale

http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=80

dategli un'occhiata alla fine alcuni ragazzi hanno anche fatto un lavoro di selezione delle parole chiave
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carlo
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:35
foto in MMS


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Originariamente scritto da Cosmos
in che modo la fotografia può essere inserita nei performing media???


tra le tante ipotesi possibili
prova a pensare solo all'uso degli MMS
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zerouno
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:40


ho perso al prima parte della lezione...ahimè!tapina e incivile...e adesso non riesco a cogliere quegli aspetti che dovrebbero costituire il senso della discussione!Ciò nonostante ho colto dei segnali, delle vibrazioni che hanno fatto eco in me...limmersione: un concetto tanto ambito eppure così estraneo a volte!Io credo che la frontiera dell'informazione costituisca ancora un limite per la comunicazione!Io parlo,ma tu non sempre sei disposto ad ascoltarmi o hai gli strumenti per farlo!L'interazione è più un concetto che una realtà concreta, o no?se non sono in grado di gestire le mie nevrosi e le incertezze delle relazioni fisiche, che cosa mi può garantire che riuscirò a farlo in rete,con entità fisiche distanti e sconosciute? l'indagine sulla realtà sociale che mi circonda precede l'immersione o l'immersione è l'indagine più profonda?
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sonia
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:44


Come il linguaggio del corpo nel danzatore o nell'attore può mantenere la sua potenza espressiva attraverso lo schermo ? Corpo o schermo?
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danydaure
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:46


Non ho ben capito il concetto di ciberperformance e dei suoi collegamenti con il teatro artuadiano.Mi piacerebbe avere delle chiarificazioni ed esempi concreti.Grazie, dany
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renata
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:53


mi si è cancellato tutto, riprovo in sintesi
1 partecipare con corpo e mente di un bambino mi risulta complesso, ma ci provo
2 idem per la sospensione dell'incredulità
3 sorpresa per legame così stretto e profondo computer/teatro. apparentemente uno mi sembrava più vicino e coinvolgente, il teatro, ovviamente.
4 effettivamente ho attegiamento più di prendere informazione che informare nel senso di scambio: ci ragiono.
5 che sia la mia scarsa dimestichezza col computer a rendermi partecipe di una potenziale mutazione antropologica di tale fatta mi basisce
6 rimango convinta che mi piacerebbe fare lo stage allo studio azzurro, anche se non mi sembra di essere nè sufficientemente creativa nè abbondantemente informatizzata per farlo
domande per il momento non ne ho.
grazie per l'opportunità
re
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Pinci
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:54


Trovo che il discorso dell'interfaccia sia molto interessante. La facilità di varcare questa soglia è effettivamente la chiave per consentire un vasto accesso al digitale ... accesso non inteso con la semplice accezione di presenza ma di comprensione e apprendimento del contesto.
Ieri con Ronchi abbiamo visto delle applicazioni hardware (nel campo della RV) che si attivano in questo senso, per andare oltre l'oggetto mouse e monitor. Di fatto sono opzioni che presuppongono problemi tecnologici ed economici non indifferenti.
Ma l'interfaccia compare anche ad un livello inferiore, di tipo più concettuale: dando per scontati i supporti fisici e concentrandosi sulla maggiore spontaneità dell'utente.
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beatriceb
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:55


un modo per perdersi e disperdersi .....
forse poi ci si ritrova.
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MarcoG
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 11:55
Van Gogh era carta "strusciata"?


Difficile per me assumere una chiara posizione riguardo ad ambiti discorsivi affascinanti che mi capita di frequentare da alcuni anni. Mi risulta difficile assumere una posizione chiara in quanto tali ambiti non presentano forse punti di vista chiaramente collocati, ma fanno della pluralità, che è sinonimo di sana contraddizione, una vera e propria bandiera. La cultura del sapere atomizzato dalla rete è qualcosa di democratico e grande, ma la de-fondazione che veicola viaggia parallelamente alla perdita di concretezza che spesso mi spaventa, alla sensazione che le nostre identità siano troppo spesso irrimediabilmente in crisi. Quando ho paura, quando mi sento solo e isolato dal mondo non cerco la connettività totale a 360 gradi, cerco piuttosto nell'esterno qualche segnale isolato che mi permetta di riconoscere me stesso, la mia individualità, il mio punto di vista sul mondo che riconosco solo mio, e al limite simile a quello di pochi altri. E così trovo sollievo e salvezza nell'arte, nel testo, nelle POETICHE di grandi uomini che hanno saputo con chiarezza delimitare tramite un'espressione, con alcuni segni, con la delimitazione di un campo di osservazione, un contributo alla bellezza della vita. E' mia opinione personale che al momento, nella pluralità spinta dei messaggi che senza sosta fioriscono, appassiscono e muoiono per essere sostituiti da altri messaggi, le voci si ammassino divenendo parti di un brusio che spesso schiaccia e rende invisibili le differenze che molte volte sono garanzia di originalità e progresso. In tal senso risulta davvero difficile e frustrante sperare di poter raccontare qualcosa di nuovo, tentare di omaggiare la bellezza classica dei grandi testi (pochi ed importanti, diversi per ciascuno di noi) che ci hanno aiutato a capire chi siamo nel profondo. La mia è di sicura un'osservazione forse un po' generale e forse retorica, magari anche moralistica, ma c'entra col fatto che le totali accessibilità e le diffusioni a tappeto del consumismo democratico si accompagnano inevitabilmente al caos coprente, al rumore di fondo costante che annulla si qualche ingiustizia, ma confonde parecchio le idee vaporizzando le volontà. L'ambiguità è affascinante ma pericolosa.
Concludo riferendomi a un paio di esempi portati da Carlo questa mattina: il NOME tagliente e il violento contrasto di Van Gogh e il nostro bisogno di diventare carta "strusciata" (o snervata?) che sia permeabile. NOn credo che Van Gogh fosse una carta sottile, certo è morto pazzo, ma ha lasciato per noi un enorme messaggio di forza e bellezza.
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Nicoletta_Poli
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[*] Inviato il 25-2-2003 at 22:28
2999-Fuga dalla realtà...?


Ammetto che sono affascinata dalle nuove potenzialità del web, della realtà virtuale (che in quanto virtuale, non so se sia giusto chiamarla "realtà") e dalla facilità di progettazione e comunicazione ... ma non riesco a veder la "poesia" in tutto questo. Lo vedo ancora, forse, come un mezzo, non come un fine. Un mezzo grandioso, utile ...ma forse un po' parassita ... Non è ancora riuscito a EMOZIONARMI, ... ma aspetto ... riuscirà a emozionarmi più della Natura, dell'Arte e del rapporto con l'Altro (l'umanità)?
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carlo
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[*] Inviato il 26-2-2003 at 09:08
lasciarsi andare


Quota:
Originariamente scritto da zerouno
(...)
>>>ho fatto dei tagli
con il QUOTE è legittimo ma mettete sempre
(...)!!!
<<<

limmersione: un concetto tanto ambito eppure così estraneo a volte!Io credo che la frontiera dell'informazione costituisca ancora un limite per la comunicazione!

>>>hai ragione immersione è una delle parole chiave della nuova condizione digitale
si entra dentro l'ambiente informativo (parole, icone, immagini, suoni...)
e non si sta solo a decodificare
ma si è pervasi
<<<

Io parlo,ma tu non sempre sei disposto ad ascoltarmi o hai gli strumenti per farlo!L'interazione è più un concetto che una realtà concreta, o no?se non sono in grado di gestire le mie nevrosi e le incertezze delle relazioni fisiche, che cosa mi può garantire che riuscirò a farlo in rete,con entità fisiche distanti e sconosciute? l'indagine sulla realtà sociale che mi circonda precede l'immersione o l'immersione è l'indagine più profonda?


>>>ciascuno di noi porta con sè questi due approcci con equilobri diversi però
c'è chi stabilisce sempre una coscienza critica e chi si lascia andare...
<<<
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carlo
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[*] Inviato il 26-2-2003 at 09:13
emancipazione dai paradigmi meccanicistici


Quota:
Originariamente scritto da renata
mi si è cancellato tutto, riprovo in sintesi

>>>succede i computer non sono sempre affidabili...
inventare contromisure!
fare copia ogni tanto... etc
<<<
1 partecipare con corpo e mente di un bambino mi risulta complesso, ma ci provo
2 idem per la sospensione dell'incredulità

>>> è il discorso che facevo nell'intervento subito precedente:
se non entriamo e ci lasciamo andare "sospendendo l'incredulità"
rischiamo di non capire
<<<
3 sorpresa per legame così stretto e profondo computer/teatro.

>>>la parola computer
rischia di mandarci fuori strada
troppo macchina
già digitale... rete... funzionano meglio
+ immateriali
come il pensiero
come l'immaginario
come l'energia interumana...
non è poesia
è processo evolutivo della specie
è emancipazione dai paradigmi meccanicistici e positivisti
<<<

apparentemente uno mi sembrava più vicino e coinvolgente, il teatro, ovviamente.
4 effettivamente ho attegiamento più di prendere informazione che informare nel senso di scambio: ci ragiono.
5 che sia la mia scarsa dimestichezza col computer a rendermi partecipe di una potenziale mutazione antropologica di tale fatta mi basisce
6 rimango convinta che mi piacerebbe fare lo stage allo studio azzurro, anche se non mi sembra di essere nè sufficientemente creativa nè abbondantemente informatizzata per farlo
domande per il momento non ne ho.
grazie per l'opportunità
re


si vedrà
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carlo
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[*] Inviato il 26-2-2003 at 09:20
rendere possibile il comprensibile


Quota:
Originariamente scritto da Nicoletta_Poli
Ammetto che sono affascinata dalle nuove potenzialità del web, della realtà virtuale (che in quanto virtuale, non so se sia giusto chiamarla "realtà") e dalla facilità di progettazione e comunicazione ... ma non riesco a veder la "poesia" in tutto questo. Lo vedo ancora, forse, come un mezzo, non come un fine. Un mezzo grandioso, utile ...ma forse un po' parassita ... Non è ancora riuscito a EMOZIONARMI, ... ma aspetto ... riuscirà a emozionarmi più della Natura, dell'Arte e del rapporto con l'Altro (l'umanità)?


non si tratta di cercare un più o un meno...
ma di rendersi conto che il mondo e la nostra percezione di esso si muove su binari paralleli

una cosa è l'amore x la natura
un'altra quello x l'arte
un'altra ancora quello x il digitale
che rappresenta certamente non solo una realtà ( è realta eccome!) sostitutiva
ma aumentata...
dà opportunità in + e non in meno!

virtuale significa ciò che è potenziale

sta a noi colmare quello iato tra ciò che è comprensibile (questa prima fase di ricognizione teorica) è ciò che sarà possibile attuare

è necessario per raggiungere quell'equilibrio perduto nella prima fase drogata della new economy dove c'era più offerta tecnologica che domanda

prima di tutto dobbiamo comprendere (prendere dentro di noi, nella sfera della nostra consapevolezza)
ciò che già oggi è possibile

poi si rilancerà

siamo qui x questo
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Nicoletta_Poli
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[*] Inviato il 27-2-2003 at 17:06


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Questa settimana sono state inaugurate alcune mostre (ne sono venuta a conoscenza tramite la posta elettronica), magari sono interessanti, per cui ve le segnalo (non le ho ancora visitate).

1) - Monika Bravo - Itineraries

La poetica dell'acqua in tutte le sue forme. Times Square al caleidoscopio, il mondo in un labirinto in una stanza. Un'installazione interattiva e due video ci offrono nuovi (s)punti di vista sulla rappresentazione della visione della realtà

Ciocca Arte Contemporanea
Via del Lauro 8
20121, Milano

2) - Milano, Padiglione d'Arte Contemporanea
CHEN ZHEN

La mostra consiste in circa 90 opere fra installazioni e disegni di proprieta' della vedova dell'artista e provenienti da collezioni private italiane e straniere. L'artista ha fatto della sua opera un esempio di pluralismo nell'arte, condensando nella nozione di 'transesperienza' il fulcro del suo lavoro. Fra le opere in mostra, saranno esposte alcune grandi installazioni ricche di fascino realizzate fra il 1997 e il 2000 con tavoli, sedie, polistirolo, ventilatori, registratori di cassa, tessuti e candele colorate. A cura di Jean-Hubert Martin, critico e storico dell'arte esperto di culture extraeuropee

SEDE Padiglione d'Arte Contemporanea
INDIRIZZO Via Palestro 14

3) - Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
NEW OCEAN

La nuova installazione multimediale di Doug Aitken. New Ocean prevede l'impiego di film, video e tecnologie sonore avanzate. Dopo essere stata presentata alla Serpentine Gallery di Londra, all'Art Gallery Opera City di Tokyo e alla Kunsthaus di Bregenz, sara' riprogettata appositamente per lo spazio della fondazione. Lo spettatore sara' invitato ad attraversare e percorrere visioni e spazi fantastici filmati dall'artista in zone geografiche scelte nei cinque continenti.


buon fine settimana a tutti!
Nicoletta

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carlo
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[*] Inviato il 3-3-2003 at 10:50
che fine hanno fatto i vostri sguardi?


m'aspettavo dei feedback
qui nel forum

dopo la Fura e Ascanio Celestini

chi è andato?

date un'occhiata al forum fatto qui
x un convegno in forma di set-radio a lecce

http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=121
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elalu
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[*] Inviato il 8-3-2003 at 14:42
la fura


Non mi ha emozionato.
Non mi ha nauseata.
Non mi ha sconvolta.
Non mi ha eccitata.
Non ha colpito il mio senso del pudore.
... Forse poteva essere uno spettacolo provocatorio qualche anno fa in qualche città di provincia..(senza offendere la provincia.. arrivo anche io da lì)
Non oggi e a Milano!!!!
Non era uno spettacolo erotico ne pornografico, ne provocatorio, ne sfacciato... non aveva verve, non ha suscitato in me nessun tipo di emozione!!!
Penso che sia la cosa peggiore.
Allora Orlan è un aliena se la Fura è provocazione!!!!!!

Per quanto riguarda l' adesione al forum... siamo quasi tutti di fuori, senza collegamento internet a Milano.
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carlo
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[*] Inviato il 9-3-2003 at 20:20
la rete non conosce geografia


Quota:
Originariamente scritto da elalu
(...)
... Forse poteva essere uno spettacolo provocatorio qualche anno fa in qualche città di provincia..(senza offendere la provincia.. arrivo anche io da lì)
Non oggi e a Milano!!!!

>>>lo sai?
hai centrato la contraddizione principale
chi provoca chi di questi tempi?

ma c'è qualcosa da dire a proposito di XXX
ne parleremo in classe domattina
<<<

Non era uno spettacolo erotico ne pornografico, ne provocatorio, ne sfacciato... non aveva verve, non ha suscitato in me nessun tipo di emozione!!!
Penso che sia la cosa peggiore.
Allora Orlan è un aliena se la Fura è provocazione!!!!!!

>>> su Orlan s'apre un fronte muy interessante ma ambiguo...
<<<
Per quanto riguarda l' adesione al forum... siamo quasi tutti di fuori, senza collegamento internet a Milano.


>>> no
non è una giusificazione adeguata
la rete non conosce geografie
vicini o lontano da casa
è solo una questione di buona volontà

e poi
x chi come voi sceglie un corso come questo sulla società dell'informazione
è quasi imperdonabile non frequentare costantemente la rete
... ho detto "quasi"...
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Nicoletta_Poli
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[*] Inviato il 9-3-2003 at 23:02


Ciao a tutti! Ho trovato l'invito a questo "concorso" e ve lo invio!
Buona settimana
Nicoletta


http://www.progettoatelier.it/
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zerouno
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[*] Inviato il 10-3-2003 at 09:12
proviamo!!!


Ho visto la fura!Ho visto celestini!
ebbene...ho apprezzato la qualità dello spettacolo della fura!un tema attuale, una forza enorme,un impatto determinante...sebbene abbia avuto la sensazione che si trattasse di un lavoro appartenente ad una diversa linea di pensiero...più strutturata,più consapevole,ma forse anche per questo,meno ruggente,meno selvaggia,più meditata e meglio delimitata nell'area della spettacolazione tradizionale fatta eccezione per alcuni notevoli spunti d'improvvisazione che come guizzi rapidi segnano fendenti precisi nella coscienza collettiva...
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zerouno
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[*] Inviato il 10-3-2003 at 09:16


E questa è solo una considerazione di carattere generico...sempre parlando della fura dels baus:affrontiamo la questione delle nuove tecnologie?
Quando lo strumento esalta i contenuti e mantiene l'equlibrio con il senso del lavoro senza condizionarne scelte e contenuti.
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zerouno
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[*] Inviato il 10-3-2003 at 09:28


Ed ora alcune considerazioni su "fabbrica" di ascanio celestini...uno stile definito,solo a tratti acerbo, fatto di parole rincorse e scandite da un ritmo serrato e costante. Nel preciso contrappunto lessicale si svincola il senso di una memoria recente eppure già caduta nell'oblio.I ricordi trovano lentamente e faticosamente la propria collocazione, il racconto si srotola come un pesante tappeto e termina con un modesto polverone.
Resta in sottofondo e per un certo tempo anche dopo la fine dello spettacolo, il suono dei colpi sull'acciaio, le lame che urlano e l'altoforno, la cui ombra incombe nella memoria anche quando la fabbrica va giù!perchè i poveri restano tali anche quando lo scenario cambia...
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bb
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thumbdown.gif Inviato il 10-3-2003 at 09:47
XXX




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bb
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[*] Inviato il 10-3-2003 at 09:48
xxx



spedito il 3/10/03 alle 09:42
XXX

Mi sento molto vicina al pensiero di elalu riguardo a XXX...
Talvolta l'eccessivo sforzo teso a sconvolgere porta al risultato opposto...
Non è il primo spettacolo della Fura che vedo...
ho trovato sempre molto piacevoli il loro modo di utilizzare il video ( soprattutto l'alternarsi delle riprese dal vivo con quelle preregistrate) e quello di rapportarsi con il pubblico:
ma in XXX anche l'interazione con gli spettatori mi è sembrata "forzata", i temi di alcune riprese banali e scontati ...
bb
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