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genius loci
ecco la citazione di un pensatore salentino del secolo scorso,
utile da inserire nella finestra inerente quella parola chiave appena comporremo la pagina web delle Parole Emerse
La convergenza delle culture,
la pluralità delle lingue,
l'incontro e la fusione delle razze,
amalgamati dalla vivacità del genius loci
e del clima mediterraneo produssero interessanti fenomeni di civiltà:
una rilevante mediazione ed una osmosi culturale tra oriente e occidente,
molto più profonda degli scambi economici che si svolgevano negli scali di questa terra, che è tutta un vasto porto verso l'Oriente.
Cosimo De Giorgi
in quella finestra inserirei anche
questo link
a un progetto promosso dal DAMS-Salento
carloi
raccolta delle parole chiave
raccogliamo le parole chiave emerse in questo blog-diario dell'esperienza in progress
ognuna di queste parole troverà nel web una sua finestra con degli approfondimenti e dei link
mutazione
memoria
tradizione
tradimento
rito
alterità
corpo
forma
genius Loci
festa
effimero
successo
ognuna di queste è ancorata dentro il blog
un lavoro sarà quello di andarle a pescare...
come risulta qui sotto
su
successo e altre parole-chiave
identità e alterità
tra le parole chiave che stanno emergendo in questa atlante
spicca quella di alterità
fulcro del concetto di barocco
e x altri versi attraversa il dibattito che s'e' sviluppato sulla salentinita'
non solo x le pratiche dell'eccesso (la pacifica trance della pizzica d'ordinanza estiva... no, non penso a melpignano...)
ma x quelle che riguardano
il senso bloccato dell'identita' come appartenza ad un ceppo etnico ben connotato
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non luoghi e non-luoghi
colgo al volo l'opportunità data dall'intervento sul non-luogo
(termine preso da Marc Augè x sostenere delle idee decisamente in contrasto con il sociologo francese che defisce non-luoghi gli aereoporti, gli ipermercati e certi parchi a tema come quelli giapponesi... altro che salento così denso di valore antropico...)
per dare 2 indicazioni sugli interventi da pubblicare qui nel blog
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IL SALENTO OVVERO UN NON LUOGO
Il Salento, ovvero la penisola salentina, sub regione meridionale della Puglia comprendente le province di Lecce, Taranto e Brindisi, le cui coste sono bagnate ad Ovest dall’alto Ionio ed ad Est dal basso Adriatico. Territorio per lo più pianneggiante se si escutono dei modestissimi rilievi presenti fra la parte settentrionale delle province di Brindisi e Taranto. Territorio strutturalmente arido ed esposto per sua natura ai venti come in passato e nel presente esposto al passo di genti in fuga o di armigeri diretti verso mete lontane. “Il Salento terra di venti e di genti, terra di passo” come ebbe a dire in sua pubblicazione Carmelo Bene, il quale fuggì dai suoi ameni campi salentini per poi e solo poi ritornarci grande ed affermato artista immortale.
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La cucina barocca
Venerdì 10 settembre ho assistito al grande, se pur breve, spettacolo di Koreja "Il pasto della tarantola". nella storia delle rappresentazioni teatrali a cui IO ho assistito non ho mai visto trattare così bene il cibo. sono riusciti anche a falro recitare con pari dignità degli attori. alcuni moderni estimatori del vino diranno che è pericoloso mettere insieme vino e aceto, dite loro che il Grande Artusi faceva passare le carni importanti da cacciagione prima dall'aceto e poi dal vino.
Approfitto della vostra disponibilità pr inviarvi un mio testo sulla cucina barocca.
Pino Sansò
Territorio Barocco
Attraversando la Puglia per arrivare nel Salento percorrerete una terra fra due mari: lo Ionio
e l’Adriatico. Messapia la chiamarono per questa posizione geografica.
Territorio Barocco. Stupisce infatti l'architettura: delle campagne, dei trulli, dei muri a
secco, dei luoghi di culto, dei palazzi ; sbalordisce la cucina, al pari Barocca.
Nell’età minoica gli abitanti di questo territorio vivevano di caccia, allevando ovini, coltivavano la pianta dell’ulivo, della stessa 'stirpe arborea' della ghianda ,
della vallonea, del rovere, ricavandone olio di grande qualità e quantita' ,nell'ottocento per l'industria ,( olio lampante), ricavavano anche il tannino una sorta di acido
indispensabile per la concia delle pelli.
Coltivavano il frumento del grano, dell’orzo, dell’avena , del miglio, e la vite .
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il teatro in bocca
nel parlo sul mio
blog
insieme ad altro ancora
e poi in questo link trovi il
il programma di Atlante Neobarocco
Cibo è teatro
"La taranta è al centro dello spettacolo" dice Vale Greco.
"Giocare il teatro come dispositivo libidinale x sollecitare sensorialità e partecipazione" dice Carlo.
In realtà siam partiti dal cibo prima ancora che dal teatro o dalla taranta. In una civiltà (quella occidentale) sull'orlo del tracollo (dei valori e delle risposte che dà ai bisogni della gente), molta gente si aggrappa al cibo come rifugio salvifico, oasi dove ritrovare il perduto benessere.
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"Il pasto della tarantola"
Ieri ho assistito a Grottaglie nel Castello Episcopio a "Il pasto della tarantola", un spettacolo a cura dei Cantieri teatrali koreja(Lecce)per la regia di Silvio Panini e Paolo Pagliani. La performance teatrale può essere definita alquanto singolare per aver unito cultura , sapori e tecnologia. La taranta è al centro dello spettacolo, simbolo di una tradizione prettamente salentina, che ha ancora oggi molto da raccontare.
Lo spettacolo ha inizio con le attrici-cameriere che porgono allo spettatore delle cuffie per poter ascoltare musiche popolari e al suono di questi ritmi degustare piatti e vino tipici.Un grande schermo al plasma crea una suggestione surreale duplicando le attrici. Nell'insieme lo spettacolo dà vita ad un connubio abbastanza insolito tra teartro vivande e tecnologia, insomma un teatro che vive, che pulsa ,che pare ci dica "gustatemi" nel senso letterario del termine,e i nostri sensi ne restano completamente coinvolti,dalla vista all'udito al tatto al gusto all'olfatto....
Vale Greco
L'eta' del neobarocco
Il neobarocco e' semplicemente un'aria del tempo che pervade molti fenomeni culturali di oggi in tutti i campi del sapere rendendoli familiari gli uni agli altri, e che al tempo stesso li fa differire da tutti gli altri fenomeni di cultura di un passato più o meno recente.
Omar Calabrese, L' eta' neobarocca
corpus
Il corpo non e' ne' sostanza, ne' fenomeno, ne' carne, ne' significato.
I corpi sono sempre sul punto di partire, nell'imminenza di un movimento, di una caduta, di un allontanamento, di una dislocazione.
Che cos'e' infatti una partenza, anche la più semplice, se non quell'istante in cui un certo corpo non e' piu' la', proprio qui dov'era.
Quell'istante in cui un certo corpo fa posto soltanto a quell'apertura dello spaziamento che esso è.
Jean Luc Nancy, Corpus
Spazio sociale pubblico
Il Barocco non è uno stile o una moda, ne' puo' limitarsi ad un modo di 'vedere' di un'epoca. Il Barocco non rimanda ad una essenza ma piuttosto ad una funzione, ad un tratto. Non smette mai di fare pieghe... Il suo tratto distintivo è la piega che si prolunga all'infinito.
Il Barocco inventa l'opera o l'operazione infinita... quel 'gioco ad incastro' in cui tutte le arti si incontrano in un'unica arte...
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il prisma dei punti di vista
si, punti di vista
( e non 'punti di vita' come amo definire l'approccio vitale che sottende lo sguardo teatrale e multimediale)
punti di vista xke' trasportano visione,
anzi proiezione di se',
di cio'che si vuole-che si sa-che s'intende far intendere
la notte della taranta s'è rivelata
come immginavo e auspicavo
un catalizzatore di contraddizioni
rappresenta x molti versi il coacervo delle domande sul neobarocco che stiamo iniziando a porci.
leggo e penso che in quello che è successo a melpignano (sono anni che ne seguo la genesi)
ci sia uno dei punti cardine delle politiche culturali salentine ( e non solo...)
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La notte delle domande
La mia Notte della Taranta si è riempita di emozioni forti ma anche di pensieri inquieti, di ritmi che mi prendono e di dubbi che invece non se ne vogliono andare, di domande refrattarie a sciogliersi al suono dei tamburellisti neanche fossero più vischiose del veleno del ragno. Notte strana, spesa ad intrecciare piani e livelli, passata a guardare la musica e ad ascoltare la folla, in cerca di un senso. Una notte che non può essere raccontata sul filo delle sicurezze, e semmai deve narrarsi seguendo l'onda frastagliata delle incertezze.
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Il dibattito sui giornali
E' interessante cogliere alcuni aspetti del dibattito che La Notte della taranta ha scatenato
ecco un articolo di Luigi A. Santoro pubblicato sul Quotidiano di Lecce
S'apre con una citazione che fa riflettere
A quale dunque dei vostri spettatori
dovete dar retta, attori? Io vi propongo:
allo scontento.
(B. Brecht)
Possiamo stare tranquilli: La notte della taranta, edizione 2004, è stata un grande successo. La TV l'ha predetto e i giornali l'hanno certificato. Tutto bellissimo: cantanti, musicisti, organizzatori, pubblico. I cronisti lo ripetevano e costringevano gli ospiti a confermarlo: evento straordinario, quanto siamo belli, quanto siamo bravi, quanto siamo numerosi, quanto siamo salentini! Ministri, presidenti, deputati, assessori, sindaci, giornalisti, ancor prima che iniziasse il concertone, avevano decretato il successo della kermesse melpignanese. Un coro di consensi. Se li avessero intervistati dopo le tre, di sicuro avrebbero ripetuto: bellissimi, bravissimi, tantissimi.
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