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Autore: Oggetto: Arte e Cultura digitale allo IED, Torino 02_03
enrico
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cool.gif Inviato il 9-1-2003 at 13:18
MUTOID


metto sul forum l'indirizzo web del sito dei Mutoid.
http://www.mutoid-waste-company.com
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Alex4blu
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[*] Inviato il 10-1-2003 at 08:18
Sono d'accordo..e ringrazio


Perfettamente d'accordo con dimo sull'esplorazione della creatività attraverso l'interazione dei multi-ipermedia..
grazie a Enrico per l'indirizzo dei Mutoid.Mi sarà prezioso.

Per Carlo:sto leggendo "Imparare giocando"...mi organizzo intorno all'argomento della tesi..
Alex4blu
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TaFaNo!
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[*] Inviato il 12-1-2003 at 16:50
GRUPPI


PICCOLO AGGIORNAMENTO AI GRUPPI

E-MAILZZZ

---->GRUPPO INTERFACE
Isabella Silba-------isabella.silba@inwind.it
Matteo Ciampi------ma_tte@katamail.it
Riccardo Chiura-----r.chiura@inwind.it
Giulio Enoch--------giulioenoch@hotmail.com
Alessandro Spinelli---------bandapart@tiscali.it
Barbara Cortili--------yuzuriha@libero.it
Giulia Frigero
Laura Santo----laurasanto@virgilio.it
Paola Logiudice------paolalogiudice@libero.it
Davide Scaramuzza
Simona Montingelli-----simomonti@virgilio.it

---->GRUPPO ART MUTATION
Stefano Brizzi-------tafano@interfree.it
Bignone Emanuele---bigno.almagesto@libero.it
Andrea Rossi------feedmeglass@email.it
Gaetano Carlomagno
Annasara Geva---blupervinta@hotmail.com
Dino Andriani
Barra Enrico----nes_e@libero.it

---->GRUPPO FORUM
Raffaello Lamonaca----chef@email.it
Emanuele Tortolone----manza23@libero.it
Federico Rossanino----gniclo3@inwind.it


sdeee!
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TaFaNo!
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shocked.gif Inviato il 12-1-2003 at 17:02
programma art live


ma quanto c---- costa!?!?????

progr.gif - 50kB
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carlo
Amministratore
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[*] Inviato il 12-1-2003 at 18:57
a chi interessa ArtLive?


grazie tafano
per le email del gruppo

eccellente poi inserire la locandina di ArtLive che inizia giovedì 16
qui
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=107
nel nuovo forum che ho aperto esclusivamente x la manifestazione
trovate altre info

x chi vuole impegnarsi a seguire ArtLive scrivendo le proprie impressioni
lasciando un pò del proprio "sguardo"
posso trovare ingressi gratuiti

come procedere?

lancio una proposta:
andate sul programma linkato in quel forum
e cercate ciò che v'incuriosisce di +
e ditelo: trovate una frase (pensatela...)
che possa esprimere la curiosità (la domanda) che portate con voi nell'andare ad ArtLive

scrivetela in quel forum e farò una selezione

avrò almeno una decina di posti
ma ci sono già altri ex miei studenti e collaboratori che premono

visto che in questa fase mi sto dedicando a voi almeno 5 biglietti penso di metterli in pista

in ogni caso il biglietto è di 18€
e vale comne abbonamento x tutti gli eventi

a lunedì!
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Emanuele T.
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[*] Inviato il 12-1-2003 at 23:47


http://www.mypetskeleton.com/
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Teoma
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biggrin.gif Inviato il 13-1-2003 at 23:53


Meglio tardi che mai.
comincio col consigliarvi, anche io, la mostra dei Mutoidi alla Cavallerizza in via Verdi, parallela di via Pò. ci sono divrse
sculture e costruzioni metalliche, alcune statiche, altre in movimento. Molto interessante. Il biglietto è intorno alle 6 euro, per gli studenti dovrebbe esserci lo sconto.

Vi faccio vedere una cosa:

Allegato: lineee.swf (627kB)
Questo file è stato scaricato 303 volte

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Teoma
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biggrin.gif Inviato il 15-1-2003 at 01:44


Assolutamente da non perdere:

playoff NFL in questi giorni. tra due settimane dovrebbe esserci il Superbowl.

Per chi vuole ho registrato già le semifinali
su VHS, accontentatevi!!!!
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Perata
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[*] Inviato il 20-1-2003 at 10:36
cose da dire


Dopo un pò di assenza per vari motivi, ritorno sul forum; sinceramente avrei un casino di robe da dire anche perchè ultimamente si è buttata molta carne al fuoco.
Come prima cosa volevo informare Carlo che abbiamo deciso di dividere il gruppo interface ( 2anno ) in due gruppi separati, divisi a loro volta in 2 sottogruppi, dato che l'idea è quella di presentare 2 interfacce graficamente diverse, una in flash e una in html; in secondo luogo ci è sembrato un buon modo per organizzare il gruppo completo evitando gli scontati casini che sarebbere nati nel tentativo di mettere d'accorto 11 o 12 teste!!

+++++++++++++++++++++++++++++

Il secondo argomento riguardava il concorso di scrittura interattiva (NON MI RICORDO IL NOME) presentato l'altra settimana in classe da "POPI" (se non sbaglio)
Sinceramente mi interesserebbe partecipare, ma mi sono completamete dimenticato quand'è la presentazione al bunet, qualcuno se lo ricorda? ed eventualmente se qualcuno è interessato a partecipare mi faccia sapere, magari si può lavorare insieme!

++++++++++++++++++++++++++++++

Terzo ed ultimo argomento (sicuramente quello che scatenerà maggiormete l'ira di Carlo)
ART LIVE: non sono riuscito a vedere niente, ma proprio niente.
Mi rendo conto di aver perso una buonissima occasione per allargare a visuale sul "DIGITALE", incasso e sto zitto!
L'unica cosa che posso dire è: fatemi sapere com'è andata, se mi sono perso qualcosa di veramente interessante o se era una bidonata!
STOP
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ire
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[*] Inviato il 20-1-2003 at 13:25
a tutti i partecipanti del gruppo Art Mutation TERZO ANNO


a tutti i partecipanti del gruppo Art Mutation TERZO ANNO
Ci incontriamo per confrontare il materiale raccolto martedì 21 nella pausa pranzo
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Robby
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shocked.gif Inviato il 20-1-2003 at 13:43


Ciao,
guardate nell'angolo a sinistra di questo sito...

http://www.tenax.org

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Rossanino F
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[*] Inviato il 29-1-2003 at 14:41
indirizzo


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Rossanino F
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[*] Inviato il 29-1-2003 at 14:43
PER CARLO


il mio indirizzo è
gnicco3@inwind.it
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digital2_gruppoForum
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[*] Inviato il 30-1-2003 at 18:40
Si è parlato di Arte e Cultura Digitale


Riportiamo di seguito una selezione degli interventi che abbiamo ritenuto più significativi per delineare un profilo di quanto detto in questi mesi proprio su queste stesse pagine.

In corsivo sono segnalati gli interventi fatti da Carlo. Tutti gli altri non hanno indicato il mittente di proposito, così da rappresentare al meglio questa discussione che c'è stata tra lui e noi (ma anche tra noi e noi!).

Alcuni "sottoargomenti" che sono usciti da questa discussione sono stati segnalati prima dell'intervento con un titolo in neretto inserito tra parentesi quadre.

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« [...] c'è qualcosa che non mi torna su quanto si è detto [...] in aula: il fatto che la cultura digitale debba per forza esistere come qualcosa di "altro", di diverso dalla cultura "ufficiale", "conosciuta", o comunque la si voglia definire.
[...] apprendere giocando è chiaramente il meglio che uno possa augurarsi, soprattutto dando al gioco tutte le sfumature "adulte”che vogliamo attribuirgli.
Che la flessibilità psicologica sia poi una diretta conseguenza di un approccio ludico alla conoscenza, penso sia innegabile.
[...]Se all'inizio della sua esistenza la cultura digitale si trovava necessariamente nella condizione di doversi proclamare "autocultura", di considerarsi (perché considerata) un mondo a parte, forse oggi può iniziare ad alzare il capo e a guardarsi intorno. Quello che mi domando è perché questo sguardo snob ad oltranza. Sembra quasi fatto apposta (e probabilmente lo è) per allontanare il pubblico mentre penso che si potrebbe passare ad una fase di normalizzazione di questa cultura. E non intendo in senso negativo. Perché se c'è qualcuno che studiando, vivendo, divulgando, la cultura digitale ha capito l'importanza dell'aspetto ludico-libidinale nella conoscenza dovrebbe limitare queste scoperte al solo campo del cyberspazio?

[Carlo] è la riprova del fatto che queste scoperte non vengono limitate al cyberspazio [...]. Questo approccio, dunque, si cerca di allargarlo a tutta la sfera culturale quindi cade il presupposto iniziale: la cultura del cyberspazio in fondo non è poi così "a parte". [...]».

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« nn riesco a giungere ad una conclusione, nn sono certo e nn credo che la cultura digitale sia una cultura a parte proprio perché forse nn la considero nemmeno una vera e propria cultura [...]

certo è che è stata x molto tempo (e ancora in gran parte lo è) una "cultura”(uso cmq questo termine) x pochi...

[...] sono solo le ultime generazioni che iniziano ad entrare prepotentemente in questo "mondo", che chiedono xkè assetati di informazioni. poche persone però sono pronte a dare quello che chiedono (e si torna al discorso della Scuola in Italia)...

invece le altre generazioni (over 40 secondo me ma anche persone più giovani) nn si ritrovano in questa cultura perché nn la capiscono (parlo x quel che è la mia realtà) e quindi tendono ad "emarginarla”... [...].».

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«[...] il primo esempio di sottocultura che mi viene in mente [...] è la fantascienza.
[...] ho sempre pensato che abbia una forza, e una funzione anche, importanti, tali da definirla cultura.
anche perchè

1) ha una caratteristica da sempre un po' "settaria", conclusa, con dei confini dunque. [...]

2) generalmente vive in quella condizione di sottovalutazione da parte della cultura ufficiale [...], in tutto e per tutto in modo simile a quanto accade, oggi, alla Rete. [...]
dunque io credo che il concetto di cultura debba necessariamente essere allargato sino a perderne quasi di vista i confini semantici: tutto è cultura [...].».

« [...] questa storia delle "sottoculture”non la condivido +, una volta si, quando pensavo che esistesse ancora un "underground", ora no, è tutto spalmato nella simultaneità, su + piani».

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«[...] [La] cultura digitale [...] non ha nulla a che vedere con i mezzi con cui acquisiamo informazioni... [...] saper usare internet è parte della cultura digitale?

[...] lo ska come movimento da quando è nato ha avuto i suoi miti e le sue trasformazioni... ma è una sottocultura all'interno della musica... come la fantascienza è una sottocultura ed ha avuto trasformazioni e miti... il digitale non è una sottocultura.

il digitale ha avuto le sue trasformazioni e ne avrà ancora, ma essendo così vasto anche se ancora giovane, non credo che creerà dei miti.».

«sei sicuro? hai visto Matrix?».

«l'idea di collettività non essendo legata al territorio perde forza. Poi essendo anche uno strumento, ognuno lo userà a proprio piacimento e si farà il proprio bagaglio culturale...».

«di quale territorio parli? i quartieri, le campagne o i non-luoghi: aereoporti, aree di servizio...
da lì alle reti, non luoghi x eccellenza, il passo non è così distante...».


«internet per esempio lega gli appassionati fra di loro perché trovi quello che cerchi e vedi chi cerca quello che interessa a te.... [...] ma allora è cultura digitale ascoltare musica digitale? o lo è farla?».

«hai toccato l'epicentro: la condivisione. la cultura nasce da questo, dall'alfabeto al virtuale...
abbiamo visto lo sviluppo della cultura alfabetica ma per quella digitale c'è ancora d'aspettare... la prossima generazione?
o nel frattempo possiamo combinare qualcosa anche noi? [...].».


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«[...] Forse non possiamo parlare di cultura digitale, ma di sub-cultura digitale, da non intendere come termine dispregiativo, ma come una cultura più piccola, confinata ancora ad una cerchia ristretta di persone che riescono ad interagire con il mondo digitale senza domandarsi la funzione di quest'ultimo. [...]
Forse non tutti sono pronti per una cultura digitale [...], forse lo sono di più per una cultura Tecnologica [...].
[...] Potremo parlare di cultura digitale quando verrà considerato "naturale”(da tutti) interagire con una macchina, viaggiare attraverso interfacce o cd rom... ».

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«[...] le particolarità delle nuove forme di cultura producono sempre rotture ed asperità, in una prima fase

il punto sta nel trovare il modo per ricomporre il tutto, in una seconda fase

ma ora siamo in una terza fase in cui dopo rotture e ricomposizioni si assiste ad una vaghezza ad alto rischio d'inerzia: c'è gente che fa finta di nulla e che ci guadagna nel non far procedere lo sviluppo culturale in campo digitale.
serve un altro colpo di reni, una rottura che abbia però al suo interno una strategia di ricomposizione... [...]».


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«[...] la cultura (digitale e non) fa parte dell'arte o l'arte della cultura? non riuscire a navigare in un sito é un'incapacità mia (di utente) o un errore del web master? quanto é davvero accessibile a tutti l'arte e la cultura digitale? qual é la lingua o il codice o non so cosa.. che permette una vera interazione, ipermedialità in questa "dimensione"? [...]».

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«[...] non credete che anche il livello di usability del cubismo fosse basso? o del bolero di ravel? o dell'Ulisse di joyce? o degli album di bjork?

indubbiamente si', pero' le consideriamo forme d'arte, che come tali possono piacerci o meno [...] ma dalle quali non ci aspettiamo un'accessibilità come "dovuta”perche' per come siamo stati abituati a vivere l'arte e la sua funzione estetica sappiamo che le è concessa una certa cripticità.

il problema con le opere d'arte sul web, o comunque legate al multimedia, è che Il pubblico che ne puo' fruire è davvero planetario: gente di ogni razza e (pur con i dovuti distinguo) di ogni istruzione: questo porta al problema dell'accessibilità, non solo cognitiva ma anche di semplice fruizione (interfacce astruse, etc)

il problemaèche anche l'interfaccia astrusa fa parte dell'opera, cosi' come dell'opera fanno parte, nello spazio tempo digitale, le reazioni interdette e sospese dell'interlocutore dell'opera, ovvero noi che non sappiamo dove cliccare

probabilmente sarebbe opportuno mettere nella nostra fruizione dell'arte sul web la stessa "willing suspension of disbelief”di cui parlava Keats per la poesia [...]».

«[...] sono [...] d'accordo [...] nello sfruttare il digitale, e la discussione intorno al digitale stesso, come una magnifica occasione per uscire da una forma di fare cultura (e arte) e di parlare sulla cultura (e sull'arte) un po' **parruccona** [...]».

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«[...] non condivido [il] bisogno di citare i "padri"del digitale [...]: se la crisi del digitale deve essere superata occorre molta inventiva e conoscenza dei mezzi e delle capacità odierne e del futuro prossimo.
[...] il discorso sulla rottura dello sguardo. Come noi dovremmo provocare e coinvolgere l'utente?
Quali sono i nuovi TABU culturali?
[...] è importantissimo che i modi di arrivare ad un risultato non siano solo ispirati dal successo del prodotto sul mercato ma anche dalla filosofia e dall'arte.Creando cosi dei veri artisti digitali. ».

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«il problema però [...] è che per parlare di certe cose servono:
1) un linguaggio tecnico [...]
2) un fondamento teorico
che non deve essere visto come una cosa negativa, quanto piuttosto come un far vedere -sì, anche attraverso le intuizioni dei **pionieri** del digitale nei primi anni cinquanta- come nascono certe cose.
citare i padri del digitale mi puo' servire ad esempio a illustrare come il loro vedere oltre relativo ad un certo punto, il loro alterare il punto di vista tradizionale, possa essere utile anche a me, oggi, ad alterare il mio di punto di vista.».


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«[...] Però il passato non deve portare alla ripetitività, come spesso accade oggi, soprattutto nella TV e nei cinema. Cose già viste......».

-------------------------------------------------

«[...] ho l'impressione che per avere un vero successo (non parlo necessariamente di denaro), per farsi conoscere veramente, il nostro tanto amato "digitale" (un sito ad esempio), non sia sufficiente: il vero trampolino è, alla fine, sempre la rivista. [...]
E' vero che il digitale può diventare multimediale con tutti i vantaggi e gli aspetti interessanti che questo può significare ma forse (mi domando) il tatto, la possibilità di sfogliare qualcosa, di averla fisicamente tra le mani è in fin dei conti l'esperienza più insostituibile che ce la fa amare visceralmente. Un aspetto che qualsiasi multimedialità ancora non è riuscito nemmeno a sfiorare...[...]».

-------------------------------------------------

«[...] c'è un detto: la carta canta
per dire che ciò che è scritto e stampato vale di +
c'è infatti un'evidenza incontrovertibile anche rispetto a ciò che si crea nella condizione dell'immateriale eppure la TV ci ha dimostrato anche il contrario ma mi domando è solo un problema di audience e di numeri?

credo che ci sia da riflettere su come il futuro della comunicazione debba contemplare una diversificazione dei piani di azione comunicativa la qualità sarà non solo nelle forme ma nelle strategie relazionali

agendo però su + piani simultaneamente:
il web
la rivista
la radio
l'evento urbano...
la leggenda metropolitana...

questo significa performing media [...]».


-------------------------------------------------

«[...] Ho come l'impressione che il digitale non permetta mai di approfondire oltre un certo limite. [...]».

-------------------------------------------------

«[...] il digitale ha caratteristiche intrinsecamente diverse dal medium cartaceo [...] la vera strategia comunicativa vincente dei prossimi anni sarà l'azione su + media diversificati, in modo da coprire completamente tutte le possibili sfumature di bisogno cognitivo da parte del pubblico

[...] il digitale può servire come grimaldello verso nuove conoscenze, come strumento di acquisizione di competenze e consapevolezza ma [...] l'approfondimento (ancora) non gli appartiene e per questo lo ricerchiamo su altri media,+ stabilizzati.».

-------------------------------------------------

[A proposito delle e-mail]
«[...] mi piacerebbe sapere il rapporto che avete con l'e-mail, quanto la usate, quante volte al giorno la controllate, da dove la controllate/scrivete, con chi corrispondete di solito (amici, parenti, x lavoro...), dove, quando e perché l'avete presa/e e quant'altro riteniate importante per chiarire il vostro rapporto con la posta elettronica. [...]

penso che sia un aspetto più che fondamentale del nostro rapporto col "cyberspazio”[...] e che si sta diffondendo sempre di più dando anche origine a nuove "grammatiche". Un po' come per gli sms... [...]».

-------------------------------------------------

«[Secondo] Bruno Patino [...] con internet si é creato un nuovo media senza che nascesse un nuovo linguaggio. [...] molti giornali hanno considerato internet come un mezzo supplementare di distribuzione.

[Per] Umberto Eco : "Tutta la storia della cultura é stata una predisposizione di filtri. La cultura trasmette memoria, ma non tutta, perché viene filtrata, bene o male é ancora un altro discorso....Se non altro ciò che ci permette di interagire socialmente é che abbiamo avuto tutti più o meno gli stessi filtri.
Con il web ciascuno di noi é nella situazione di dover filtrare da solo un'informazione talmente insostenibile che se non viene filtrata non può essere assorbita, ma viene filtrata casualmente... [...]».

-------------------------------------------------

[A proposito delle e-mail]
«[...] sono allacciato a Internet da pochi mesi e la maggior parte dei miei amici non sanno ancora niente di questo. Per ora, a parte le pubblicità noiosissime che mi arrivano continuamente, ho ricevuto soltanto due e-mail. [...]».

-------------------------------------------------

[A proposito delle e-mail]
«[...] ho sempre usato molto poco la posta elettronica, ma ultimamente, per vari motivi ne ho scoperto la comodità!
Il motivo principale è che mia cugina è partita a fine settembre per Vienna (Erasmus), e la mail è stata ed è un ottimo mezzo di comunicazione.
Ultimamente ho scoperto la sua utilità per ricevere informazioni iscrivendomi a vari siti o portali [...]».

-------------------------------------------------

[A proposito delle e-mail]
«[...] la uso molto poco anche perché non ho molti amici-amici con la posta elett.
La chat invece lo sempre odiata e non ho nessun interesse verso di essa se non quello di fare il cazz... con gli amici in un NetPub.
La posta elettronica mi serve esclusivamente per l' acquisto on line, lo scambio di informazioni a livello lavorativo.
Cosa che odio della posta elett. è il fatto che non è possibile gestire il continuo flusso di spot che piove dentro la casella e-mail. [...]».

-------------------------------------------------

[A proposito delle e-mail]
«[...] la mail è il protocollo + utilizzato in assoluto, il livello di utilizzo arriva quasi al 100% degli utenti web
siamo quindi vicini alla saturazione
il perche' sicuramente sta nella semplicita' d'uso dello strumento mail
in confronto alla potenzialita' enorme di contatto che dischiude x certi versi assomiglia all'sms
con la piccola differenza di un maggiore scoglio tecnologico dato dal medium pc (meno nelle grazie rispetto al cellulare).».

-------------------------------------------------

«[...] si tratta ora di iniziare a togliere le virgolette [da "cultura digitale”].
se siamo d'accordo che il digitale abbia posto in campo un nuovo paradigma: una nuova chiave di violino davanti al pentagramma evolutivo...
non esagero. [...]».


-------------------------------------------------

«[...] credo che lezioni come quelle di Carlo, Livius, Cristina ci siano di grande aiuto anche solo per scrollarci di dosso tutti gli anni dell'imputridimento liceale e scolastico ed aprire nuove porte, incontrare nuove strade...... [...]

a Torino si sta allestendo la Macchina del Tempo costruita dai MutoidWasteCompany.
Meccanici dell'arte producono usando ciò che la gente butta via per esprimere e rendere evidente che nulla si crea e nulla si distrugge.
Vogliono creare questa macchina ed immergere lo spettatore in un movimento da passato a futuro e viceversa con l'ausilio di suoni e proiezioni. [...]».

-------------------------------------------------

«[La] specializzazione può essere una strada per trovare qualcosa di grande. [...]
Io ho scelto un'altra strada [...]: un atteggiamento estensivo più che intensivo. La mia formazione eterogenea [...] rivela una attitudine nomade.
In entrambi i casi si impara con la costanza e l'attenzione. Insomma con lo sviluppo dell'organo della sensibilità un action script o due pedalate [...] possono avere lo stesso valore. Non esiste un metodo migliore esiste solo l'attenzione. [...]».

-------------------------------------------------

«[...] non ho ancora capito cosa mi cattura maggiormente tra produzioni audio-video, mondo 3d, e mondo web etc [...]. Comunque sono convinto che [...] ci si possa appassionare a tutti questi mondi, anche perché li trovo fortemente legati l'uno all'altro, ovviamente c'è da considerare la barriera tecnica, cioè i software etc, ma non la vedo una barriera insormontabile!».

-------------------------------------------------

«[...] è un confine sottile quello che separa arte, tecnica, e design. proprio perché i confini stessi - quelli semantici intendo - di questi termini sono sempre +sfumati [...].».

-------------------------------------------------

«[...] mi incuriosisce il rapporto che c'è tra immagini e musica, come la percezione di un oggetto cambi a seconda del sottofondo che udiamo. [...]».

-------------------------------------------------

«[...] Non ho imparato [...] ancora niente dalla cultura digitale, ci sono troppo "in mezzo". Tra lezioni di maya, compositing, flash, design e arte... troppi inputs: lo so che bisogna interagire, essere presenti, trasformare ed elaborare, comunicare, fruire, dare un giudizio, e via dicendo...
solo che ho voglia di fare due passi nel mondo "reale"... [...]
PUO' ASPETTARE IL VIRTUALE? O DEVO COSTRUIRE LA MIA VITA IN SUA FUNZIONE? [...]».

-------------------------------------------------

«[...] cultura digitale è SHARING, saper condividere/fare rete [...]
ad esempio le risposte che do' [...] nel forum,valgono per tutti [...]
abituarsi a trovare le connessioni alla rete è decisivo così come una volta servivano matite, compassi, quaderni e gomme. [...]».


-------------------------------------------------

«[...] lo spazio in rete viene usato anche per rilassarsi...? [...]».

-------------------------------------------------

«[...] Non è assolutamente vero che tutto ciò che va al di là dell'apprendimento becero di un software sia tempo perso, al contrario queste riflessioni su ciò che circonda il digitale sono "Cibo per la nostra Mente". [...] Il nostro sarà un lavoro Creativo e abbiamo bisogno di stimoli esterni per realizzare cose che colpiscano la gente, interrogandoci su che cosa possa avere effetto sulla percezione degli altri. Smettiamo di chiederci sempre "a cosa serve questo?...quale utilità ha quell'altro?". Il nostro è un mondo astratto. Quindi cerchiamo di cogliere questi input esterni e capitalizziamo da queste esperienze. [...]».

-------------------------------------------------

«[...] sta a ciascuno di noi trovare il modo x ricondurre a sé qualsiasi input esterno.
il concetto di funzione è alla fine dei conti un dato relativo. [...]».


-------------------------------------------------

«[...] personalmente sono arrivato alla conclusione che creatività vuol dire PASSIONE.
[In] questo mestiere [...] le ore davanti allo schermo saranno inevitabili, ma saranno sicuramente più proficue quelle in cui si staccherà la spina, magari per andare a fare due passi due pedalate, piuttosto che andare ad una mostra, al cinema o ad un rave; ma sono convinto che se si è veramente appassionati, saranno quelli i momenti in cui verranno fuori le idee più belle, perché saranno spinti dalla passione e non dalla moda. [...]».

-------------------------------------------------

«[...] BISOGNA DIVAGARE.
Le specializzazioni sono inevitabili ma se sono tutto quello su cui ci si basa sono la morte. Quindi anche la così detta "CULTURA DIGITALE”deve essere vista come parte della CULTURA. [...]
Si sa che più uno cerca la soluzione ad un problema e più questa tarderà ad arrivare. Quindi anche l'ispirazione non va cercata ossessivamente in un posto preciso ma completamente altrove da dove si pensa potrebbe arrivare [...].».

-------------------------------------------------

[A proposito delle proiezioni]
«non volevo che s'interpretasse ciò che s'era visto ma che si creasse un gioco psicologico sul feedback interiore:
[...]
non ho mai voluto, l'ho detto tante volte, analizzare l'"arte”(chiamiamola così, per intenderci)
ma rilevare le reazioni immediate senza troppe interpretazioni [...].».


-------------------------------------------------

[A proposito delle proiezioni]
«[...] sono io che nn so apprezzare certe cose magari xkè nn ho le basi culturali x farlo oppure come x molte cose basta fare qualcosa di nuovo (anche se fa schifo) tanto x fare qualcosa di nuovo... così i critici almeno possono parlare un pò...
se però è così o se la famosa Digital Art di cui tutti qui parlano [...] e filosofeggiano si sta spostando verso quello che abbiamo visto in quei filmati beh allora personalmente inizio a preoccuparmi... [...].».

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«[...] il fatto che io stia insistendo sul [...] mettere in circolo la vostra reattività, ovvero la vostra reazione agli stimoli (visioni video e web, nonchè raffiche di enunciazioni...) fa parte di una strategia educativa molto precisa: intendo approfondire alcune tematiche basandomi sui vostri interessi. Tenendo conto anche del fatto che questi ultimi non sono così chiari.
Ma uscendo allo scoperto forse qualcuno di voi può, forse, lanciare qualche segnale interessante.
Educare significa tirar fuori (cosa? la vostra coscienza selettiva) e non mettere dentro contenuti.
[...]
ma vi rendete conto che questa pratica che sto attivando è esclusivamente centrata sull'obiettivo che coincide con la vostra attitudine all'apprendimento in ambiente digitale?
che alla fine dei conti parlare di cultura digitale non è analizzare un genere e tantomeno una materia ma una nuova condizione di relazioni sociali, di comportamenti, di nuove percezioni? [...].».


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[A proposito della drammaturgia interattiva]
«[...] non riesco a capire che cosa sia la drammaturgia interattiva. [...] Secondo voi è indispensabile?
[Io] credo che non lo sia, perché la maggior parte dei ragazzi rimane affascinata dalla grafica e non dalla drammaturgia del sito, sempre se sappiano cosa sia. [...] la prima risposta o il primo disappunto è sempre sulla grafica o sulle immagini inserite... Nessuno va a vedere oltre.
[...] Magari sbaglio a puntare tutto sull'estetica, ma alla gente, non è quello che piace e vuole vedere? ».

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[A proposito della Drammaturgia Interattiva]
«[...] Per quanto io abbia capito, credo che sia la capacità dell'artigiano-artista digitale di creare un percorso all'interno del sito; questo percorso però non può solo essere dato dalla grafica perché non sono e non saranno soltanto i ragazzi come noi a navigare . Occorre immaginare la reazione dell'utente all'apertura del sito, quali le cose che nota prima e quali dopo in base alla sua educazione , cultura e livello sociale.
Però non credo nemmeno che sia solo questo [...].».

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«[...] Pasqualini parla di 3 elementi portanti
* Nome
* Lavoro
* Residenza
per sviluppare il lavoro sul web_creator (come lo definisco io) basandolo sulla strategia di relazione con l'utente, bene ma quelle parole non mi convincono, sono deboli, le sostituirei con
* Identità
* Desiderio
* Territorio

perchè?
chi ha detto che nel web uno esercita il proprio vero nome? [...]
e poi: lavoro? de che? si entra in rete con desideri e bisogni che solo a volte coincidono con il lavoro (x denaro o x gloria professionale)
e infine: la residenza? quanti di voi transitano per altre città e non-luoghi... [...]

La case-history methodimage è interessante, sapete perchè?
perchè accanto alla realizzazione web c'è quella d'installazioni, stand, situazioni x il committente

ritorna il discorso convergenza dei media e delle competenze/SKILL

progettare comunicazione nell'ambito digitale significa non solo realizzazione grafica e informatica ma invenzione di ambienti interattivi... [...]».


-------------------------------------------------

«[Sapete] che cos'è [il "meme"]? [...] è come il GENE x la biologia

MEME è l'unità minima della vita culturale: informazioni,comportamenti che generano mode e ideologie, religioni e tecnologie...

è una teoria molto forte, inquietante e affascinante che secondo me è alla base della cultura digitale ma è talmente forte che ancora non la ho "incorporata"[...].».


-------------------------------------------------

«Soffermarsi su videoarte, su esperimenti web, su l'unicità seriale del digitaldesign è fondamentale per sensibilizzare la nostra creatività, come artefici di prodotti di comunicazione realizzati attraverso strumenti multimediali.
Osservare quanta creatività nasconda una installazione che mischi insieme video, teatro, motioncapture, audio, sensori e quantaltro non è tempo perso...
Se ci si continua a chiedere cosa serve un video?cosa significhi parlare con un puppet virtuale?cosa serva osservare per ore tutte queste opere digitali allora non solo non si è capito un bel niente sul contenuto del corso [...] ma si è perfino sbagliato mestiere!
Il mondo che ci circonda, il web, consideriamoli come il nostro museo virtuale, consideriamo ogni lezione come una vista in questo museo e consideriamo Carlo come Cicerone di questo enorme museo [...].
Tutto ci può dare ispirazione, ma sicuramente se l'opera è realizzata con gli stessi mezzi che noi digitaldesigners stiamo usando forse può servire di più! [...]».

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carlo
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 00:09
bel lavoro!


x valutare x bene l'impegno del vs gruppo di lavoro di ricomposizione dei frammenti di un forum così vasto

ne parleremo il 10.02
in sede d'esame
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 10:30
Si sono manifestati Dubbi e Perplessità


<<[...] Io penso che se la crisi del digitale deve essere superata occorre molta inventiva e conoscenza dei mezzi e delle capacità odierne e del futuro prossimo.
Ultima osservazione , sulla figura poetica dell'autore digitale .Secondo me è importantissimo che i modi di arrivare ad un risultato non siano solo ispirati dal successo del prodotto sul mercato ma anche dalla filosofia e dall’arte. Creando cosi dei veri artisti digitali. Perché il passato non deve portare alla ripetitività ,come spesso accade oggi, soprattutto nella TV e nei cinema. Credo che lezioni come quelle di Carlo, Livius,Cristina ci siano di grande aiuto anche solo per scrollarci di dosso tutti gli anni dell'imputridimento liceale e scolastico ed aprire nuove porte, incontrare nuove strade...... [...]>>

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<<[...] Ok. Finalmente esco dall'ombra. Giunti a metà corso, ho deciso di farmi sentire. Noterete il mio nome fittizio, così come la mail, scelti non per un motivo particolare ma per godere di quel gran vantaggio che ti offre un nickname: ANONIMITA'.
Questa volta "LA RETE DEGLI SGUARDI" dovrà chiudere un occhio.
Cominciamo.
Finora si è parlato di tutto un pò, forse è il momento di trovare un argomento, no? Non è così che dovrebbe andare avanti un Forum? Uno propone un argomento e qualcun'altro risponde.
Forse perché questa volta l'argomento non serve, visto che l'uso di questa parte del sito è quasi imposto dal docente, l'importante è sapere e far sapere di essere stati qui, così da tenersi buoni il prof.
Non nota, o vuole notare nessuno, come la maggior parte degli interventi manca totalmente di consistenza? Sono realmente messi li, giusto per occupare spazio e per dare la possibilità a qualcun'altro di farsi vivo.
Sfido tutti quelli registrati a dire che finito il corso interverranno ancora. Forse uno o due, vedendo come procedono le lezioni.
O forse mi sbaglio e questo Forum è realmente un qualche genere di superlaboratorio dove tutti NOI pseudo creativi possiamo fingere di creare ed interagire.
Con questo non intendo smontare tutto il vostro sforzo di tenere in vita queste pagine, forse peché bisognerebbe dargli un titolo diverso, tipo: FREEIDEAS o FREELINKS.
Non sono forse le cose più gustose che si trovano on-line, e quindi anche qui?
ACCETTATE LE PUNTUALIZZAZIONI, tanto qui tutto c'è e non c'è. [...]>>

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<<[...] Per me questo è il secondo anno di IED e mi sto accorgendo di una cosa: che a mio parere molta gente che si è iscritta perché fa molto figo dire che vai allo IED, in effetti è cosi (anzi in alcuni casi aiuta anche con le ragazze) ma dopo un pò ti deve sorgere la domanda: ma a me piace veramente questo mestiere e questo futuro? sorge il pensiero di passare tutta la tua vita davanti ad uno schermo con gli occhi rossi perché non riesci a fare una booleana, ed è li che secondo me devi dire: no grazie, io non voglio fare questa vita, il creativo non è questo, questo è Pino il sistemista, non il creativo; ovviamente le ore davanti allo schermo saranno inevitabili, ma saranno sicuramente più proficue quelle in cui si staccherà la spina, magari per andare a fare due passi due pedalate, piuttosto che andare ad una mostra, al cinema o ad un rave; ma sono convinto che se si è veramente appassionati, saranno quelli i momenti in cui verranno fuori le idee più belle, perchè saranno spinti dalla passione e non dalla moda.
Il quasi che ho messo all’inizio della pappardella sta nel fatto che secondo me in alcuni casi, sia per quanto riguarda lo IED, ma in molti casi in generale nel mondo della scuola e del lavoro, si tenda ad esagerare nell’ esternare troppa cultura e saccenza rischiando di cadere nel pesante e nella cultura a tutti i costi ma questo è probabilmente frutto di 5 pesantissimi anni di liceo passati a sentire il prof di lettere che dispensava paroloni e saggi letterari tutti i santi i giorni, ma è un’impressione che, per quanto riguarda lo IED, mi sta nascendo soprattutto in quest’ultimo periodo, ma visto che per adesso è solo un impressione, la sfumerò qui, al massimo vi farò sapere più in la se cambierò idea! [...]>>

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<<[...] Finalmente, con estrema insofferenza e grande disappunto, sono costretta mio malgrado ad intervenire in questo forum. Già, costretta è la parola esatta, visto che alla legittima domanda "su cosa verterà l'esame?" qualcuno ha ricevuto la risposta: "il forum è il tuo esame, se non vai sul forum sei fuori."
E allora visto che qualcosa bisogna dire, diciamolo. E visto che il docente è un individuo di così ampie vedute, certo non s'offenderà ne tanto meno si vendicherà all'esame, anzi, prenderà questo intervento semplicemente come una modesta opinione, o piuttosto come lo sfogo di uno studente frustrato.
Nella lezione di oggi, per altro la prima che mi abbia lasciato qualcosa oltre alla sensazione di parlare di tutto e niente, si è parlato della virtuosa capacità del docente di tenere lezioni tanto intelligenti e stupefacenti da lasciare a bocca aperta....allora io mi chiedo: perché con un programma così interessante e ben strutturato come quello che ci è stato venduto all'inizio delle lezioni, non si può affrontare ed analizzare quello piuttosto che commentare gli interventi di persone che, più o meno obbligate, hanno qualcosa da dire??? La lezione è in aula, non sul forum, che per altro se non ci fosse stato reso così ostico proprio dal docente, potrebbe essere davvero un mezzo interessante per confrontarsi. Ma questo confronto deve essere una cosa in più per chi ne sente la necessità, non un obbligo o un ricatto morale, e soprattutto un'integrazione alla lezione, e non la lezione che diventa aria fritta perché le richieste, le domande e le opinioni devono obbligatoriamente essere espresse sul forum. L'interazione è prima di tutto umana e pertanto dovrebbe avvenire in aula e non qui. [...]>>

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<<[...] Non è assolutamente vero che tutto ciò che va al di là dell’apprendimento becero di un software sia tempo perso, al contrario queste riflessioni su ciò che circonda il digitale sono Cibo per la nostra Mente. Dovremmo cercare di staccare la spina dal nostro background di scolari che apprendono lezioni di cui alla fine non rimane nulla. Il nostro sarà un lavoro Creativo e abbiamo bisogno di stimoli esterni per realizzare cose che colpiscano la gente, interrogandoci su che cosa possa avere effetto sulla percezione degli altri. Smettiamo di chiederci sempre a cosa serve questo? È quale utilità ha quell’altro? Il nostro è un mondo astratto. Quindi cerchiamo di cogliere questi input esterni e capitalizziamo da queste esperienze[...].>>

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<<[...] Devo essere sincero, durante le prime lezioni ero molto perplesso sull'utilità finale del corso, ero convinto di essere nuovamente di fronte ad una completa inutilità come era già successo per molti corsi del primo anno, ma con il passare delle lezioni il mio interesse e la mia attenzione sono aumentate, come è aumentata anche la voglia di intervenire nel forum; ho iniziato a pensare che forse il tutto si poteva rivelare "nuovo", il docente iniziava a farci capire che una delle sue caratteristiche era quella di uscire dai vecchi e pesanti canoni della "scuola normale", basati sulla forte divisione tra le materie etc. Ma il tutto è completamente svanito a metà lezione circa di mercoledì scorso, quando Carlo ha pronunciato queste parole:" ho capito che per farvi leggere i libri che vi ho proposto in scaletta, ve li dovrò chiedere all'esame!!!!" all'improvviso mi è caduto addosso un macigno di dimensioni colossali, che mi ha completamente azzerato l'euforia e l'interesse e mi ha fatto esclamare: "ci risiamo, mi sembrava troppo bello"
Dopo cinque anni di liceo scientifico (con discreti profitti) ho imparato solamente una cosa: "che i professori sono tutti uguali, fanno la loro lezioncina, ti interrogano, ti mettono il voto e a fine mese ritirano la busta paga" non ho mai trovato un prof. che abbia mai cercato di uscire leggermente dagli schemi, e adesso che pensavo di averlo trovato ci ha obbligato (perché obbligato è la parola giusta) a leggere due libri, se non tre o quattro da portare all'esame; la cosa che mi fa più arrabbiare è che probabilmente io avrei letto il libro di Carlo perché lo ritenevo interessante, ma adesso che lo "DEVO" leggere sarà completamente diverso, mi risulterà sicuramente più pesante e probabilmente come tutti libri letti al liceo, il giorno dopo l'esame me li sarò completamente dimenticati!
La lettura di un libro deve scaturire dalla curiosità e dall'interesse, imponendola si cancellano entrambe.
E meno male che questa era la scuola della creatività!!!!! [...]>>

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<<[...] Da qualche tempo sento solo dire che questa vita da DIGITAL DESIGNER è una galera. Niente svaghi solo lavoro e sudore. Beh, piuttosto cambio vita. Tenetevi le occhiaie se portano a parlare con un monitor e a strusciarsi con un mouse. Con questo non intendo dire di non voler mai fare straordinari e che le grosse moli di lavoro mi spaventano, solo credo che se prese troppo seriamente non portino solo felicità. Anzi, non sarebbe una novità sentire di un qualcuno che scoppia per lo stress perché troppo focalizzato. NO GRAZIE.
Dico questo pur rimanendo convinto che le cose bisogna provare a farle mille e mille volte per farle proprie.
Non tirate subito le vostre conclusioni. Mi sembra di essere arrivato qui abbastanza tardi per poter essere preso in modo corretto. E comunque ognuno può partecipare nel modo che sente più suo. Come molti mi sono iscritto perché costretto, poi ho capito che è solo una questione di scelte. Da una parte il Forum, dall'altra i libri. Avete forse una pistola puntata alla testa? Qualcuno dice forse qualcosa al prof di Sociologia quando dice che o facciamo un progetto o studiamo un libro? No. Perché è giusto. E comunque ci siamo voluti arrivare noi a questa scelta forzata rifiutandoci di fare quello per cui studiamo. Usare il computer, navigare e condividere. Siamo tutti molto bravi a criticare, perché alla fine delle 2 ore,che sono effettivamente poche, tutti ce la battiamo in ritirata.
Un'ultima cosa. Avete notato che in questo preciso momento ci sono 1296 visualizzazioni e solo 93 risposte su questo Forum?
Chiaro. Tutti ci divertiamo a guardare ma pochi ad intervenire. Forse ha ragione chi dice che si sta meglio nell'ombra. [...]>>

Sono emersi molti dubbi e perplessità per quanto riguarda il forum. Molti contrasti sono nati sulla presunta inutilità di questo non luogo. Alcuni sono rimasti perplessi dalla condotta del corso, dall’utilità delle lezioni e del loro contenuto inusuale. Altri invece sono piuttosto insicuri sul futuro che offre il mondo del lavoro in questo settore, forse impauriti dai contenuti astratti visionati e dalle opinioni di professionisti. Infine molti si sono chiesti se la scuola che frequentiamo sia in grado di offrirci l’adeguata istruzione per consentirci un futuro da DIGITAL DESIGNER.
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 10:41
Si è parlato di creazione di nuove interfacce e usabilità


“… non riuscire a navigare in un sito é un'incapacità mia (di utente) o un errore del web master?[…]”
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“[…] Personalmente credo che se un utente non "capisce" un sito la colpa sia principalmente del web-master...”
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“[…]Se il cliente ci chiede di realizzare un sito strafigo, pieno di animazioni, senza tener presente l'usabilità, lo facciamo perchè tanto è lui che paga e pazienza se poi un gran numero di utenti non riusciranno a navigare il sito?”
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“[…]bisogna puntare alla semplicità e concentrarsi sulle esigenze e gli obiettivi degli utenti, invece che sulle cose che "fanno colpo". Un sito Web è usabile quando soddisfa i bisogni informativi dell'utente finale che lo sta visitando e interrogandolo, fornendogli facilità di accesso e navigabilità e consentendo un adeguato livello di comprensione dei contenuti. […]”
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“[…] dalla rete vorrei fruire informazioni , non risolvere quesiti ancestrali...”
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“[…]il problema con le opere d'arte sul web, o comunque legate al multimedia, è che Il pubblico che ne puo' fruire e' davvero planetario: gente di ogni razza e (pur con i dovuti distinguo) di ogni istruzione: questo porta al problema dell'accessibilita', non solo cognitiva ma anche di semplice fruizione (interfacce astruse, etc). Il problema è che anche l'interfaccia astrusa fa parte dell'opera, cosi' come dell'opera fanno parte, nello spazio tempo digitale,
le reazioni interdette e sospese dell'interlocutore dell'opera, ovvero noi che non sappiamo dove cliccare.”
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“[…] se tutto venisse inventato per uno scopo e basta, lasciando da parte il lato puramente estetico delle cose, lasciando da parte le sensazioni che queste cose trasmettono aldilà dell'utilità....beh se tutto fosse creato solamente per dare un servizio non esisterebbe l'arte...e soprattutto quella digitale!
quanti siti stupendi a vedere non offrono nuove informazioni? però è sempre piacevole e stimolante vederli!!!”
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“[…] la vera creativita' in rete sta anche nell'interazione, nn solo nella dimensione ludico-visiva[…]”
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Come possiamo vedere le opinioni su questo argomento sono fortemente contrastanti: da un lato emerge la voglia di creare a tutti i costi interfacce che colpiscano visivamente l’utente, tralasciando il lato dell’usabilità, altri sottolineano invece l’importanza della navigabilità di un sito, dal quale si aspettano di trovare informazioni nel minor tempo possibile. Resta comunque il fatto che la maggior parte dei ragazzi rimangano letteralmente affascinati da siti con grafiche d’avanguardia e un po’ sperimentali nei contenuti. A mio giudizio questo argomento è fortemente legato al discorso di Cultura Digitale per quanto concerne l’assimilazione di nuove interfacce senza doversi per forza interrogare sulla finalità di quest’ultima.
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digital2_gruppoForum
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 10:49
Raccolta di alcuni link utili


http://www.dollydesign.com

http://www.studioazzurro.com

http://www.ars-media.it/europrix/

http://www.nousab.org

http://www.webusabile.it

http://www.lafura.com/entrada/index2.htm

http://www.fub.it/telema/TELEMA23/DeKerc23.html

http://www.espressonline.it/ESW_result/1,2493,,00.html?query=privac...

http://www.mutoid-waste-company.com
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carlo
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 15:47
un tocco in + ?


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Originariamente scritto da digital2_gruppoForum

benissimo i link

ma un piccolo sforzo in +?

una frasettina di commento?

basta un tocco d'attenzione che valorizzi il vs lavoro di rilevamento
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digital2_gruppoForum
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[*] Inviato il 4-2-2003 at 18:01
Alcuni dei link + interessanti messi sul forum


Questi sono una piccola serie, a nostro avviso, dei link più utili finora messi sul forum per quanto concerne il nostro argomento di discussione:

http://www.dollydesign.com => link suggeriti da giovani designers, avvenimenti, consigli, FAQ e molto di più per tutti coloro che amano la web creation.

http://www.studioazzurro.com => sito ufficiale, di uno dei gruppi di performers più famosi d’Italia

http://www.ars-media.it/europrix/ => sito per l'anteprima di europrix (interfacce creative del web)

http://www.nousab.org => vari temi esaminati tra cui anche il conflitto usability VS creatività

http://www.webusabile.it => interessante la mailing list sul tema: “usabilità-web”.

http://www.lafura.com/entrada/index2.htm => sito ufficiale del gruppo di performers Catalani “la Fura des Baus”

http://www.fub.it/telema/TELEMA23/DeKerc23.html => intervista a Derrick de Kerckhove sul tema dell’usabilità

http://www.espressonline.it/ESW_result/1,2493,,00.html?query=privac... => articolo dell’Espresso sulla privacy on line

http://www.mutoid-waste-company.com => sito ufficiale del gruppo dei Mutoidi.
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ire
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[*] Inviato il 8-2-2003 at 12:19
RIFLESSIONE


Salve a tutti
Forse è un po’ tardi per scrivere sul forum, ma ho delle riflessioni da fare che sono maturate proprio oggi, e mi hanno fatto capire molte cose sul corso , sul metodo di apprendimento, sugli argomenti trattati.
Faccio parte del gruppo di art mutation, terzo anno… il fare questo lavoro con alcuni miei compagni è stata un’avventura parecchio difficile… non è stato semplicissimo reperire o meglio organizzare tutto il materiale trovato, non è stato semplice dividere il lavoro e soprattutto non è stato semplice cooperare con alcune persone del gruppo…
Ognuno di noi ha sviluppato e personalizzato al propria area, dopo di che abbiamo assemblato tutte le pagine e infine ognuno di noi ha avuto il tempo di rivedere la propria parte e di studiare le aree fatte dalle altre persone.
Nonostante sia stato duro cooperare col gruppo, solo oggi, nel momento in cui analizzo il lavoro fatto insieme, capisco il valore dell’esercizio svolto, e lo apprezzo…veramente.

Quando si fa un sito, spesso non ci si rende conto degli sbagli che si fanno ad esempio nella funzionalità (…la famosa web usability!!) perché si conoscono i “meccanismi”, il codice usato sul sito (ad esempio so che i quadratini sono dei link e so dove portano, so che se vado sopra un oggetto succede qualcosa, se clicco succede qualcos’altro…) e a volte, nonostante si tenga comunque conto dell’usabilità, si finisce con il non avere una visione chiara del proprio lavoro o meglio non si riesce a assumere il punto di vista dell’utente che lo naviga e quindi si sbaglia.

Il vero esercizio (la parte veramente ho apprezzato di più nel fare questo lavoro e che spesso non si fà) è l’usare lo strumento fatto, proprio come farebbe l’utente, e quindi assumere il suo punto di vista.

Ora infatti mi trovo a dover studiare sull’interfaccia costruita da noi, e capisco veramente tutti gli errori che sono stati fatti… da me e dai miei compagni di gruppo…
Oggi, forse per la prima volta in tre anni, ho capito VERAMENTE gli sbagli che la maggior parte dei web designer fa… Naturalmente oggi cambierei molte cose dell’interfaccia fatta, perché finalmente “ci ho sbattuto il naso sopra” (scusate il registro linguistico, ma rende molto l’idea!) ma comunque sono “contenta”, perché questo (quello del testare veramente quello che si fa) ha lasciato un segno molto incisivo sulla mia “coscienza della web usability” … nonostante in tutti i siti che ho fatto, abbia cercato di ponderare grafica ed usabilità e nonostante io abbia cercato di assumere il punto di vista dell’utente, solo oggi, nel dover studiare (non solo leggrere) il materiale contenuto nella mia area e quello contenuto nelle aree dei compagni di gruppo, mi trovo ad usare veramente il nostro prodotto, e solo oggi ne comprendo fino in fondo gli sbagli.

Credo che questo sia stato uno degli esercizi più incisivi, uno degli esercizi che mi hanno dato di più nel corso dei tre anni, e nonostante lunedì presenti un lavoro che forse ora rivoluzionerei totalmente, sono contenta…. Perché finalmente ho “capito” cose che credevo di conoscere già, ma che non avevo compreso fino in fondo.

Credo comunque che questo sia il percorso giusto… credo che l’evoluzione abbia bisogno di tempo… un po’ come internet, come il partecipare alle comunità virtuali (ad esempio il forun!) , come il cambiare le abitudini delle persone (ad esempio le modalità di pagamento postale…ecc…) Questo è quello che penso del mondo di internet, queste sono le riflessioni che traggo a fine del corso: credo che internet, come tutte le rivoluzioni passate, ha bisogno di tempo per cambiare le abitudini delle persone ( basti pensare alla rivoluzione della stampa… per quanti anni, dopo l’avvento della bibbia a 42 linee, gli amanuensi hanno continuato ad esercitare?) Molti si chiedono se internet cambierà veramente il modo di pensare, di educare, di interagire della società…o se tutto resterà invariato.
Io credo - almeno questo è il mio punto di vista – che internet cambierà radicalmente la società, ma col tempo, e con le generazioni a venire… Credo che i miei nipoti avranno la possibilità di apprendere con metodi totalmente diversi dal modo in cui siamo stati educati noi, avranno la possibilità di imparare “in tutte le direzioni ed “utilizzando tutti i “sensi”.
Ma credo anche che ci vorrà tempo… le persone devono avere qualcosa da dire per partecipare ai forun, devono sentirsi sicuri nell’effettuare operazioni bancarie, devono trarre realmente vantaggio nell’acquistare on-line un prodotto… e per arrivare a questo ci và molto tempo… ma secondo mè la società ci arriverà.

… ora si è fatto tardi… torno al mio progetto!
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Giu
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[*] Inviato il 8-2-2003 at 15:43
_non.luogo per l'esame.


Finalmente anche il Gruppo InterFaceDigital2 ha prodotto qualcosa.
Riporto l' URL dove potete vedere il nostro _non.luogo per l'esame.
Prego notare che nessun prof o webmaster ci ha fornito lo spazio, lo abbiamo chiesto direttamente noi del gruppo.

http://217.57.190.227/digital2/enoch/_non.luogo/
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Bonny
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[*] Inviato il 8-2-2003 at 22:26
Link_Gruppo INTERFACE 3° ANNO


Gruppo composto da:

Massimo Sirelli
Manuela Girotto
Davide Bonaiti
Robert Bavazzano
Fabrizio Rumore

IL LABORATORIO E' IN FASE DI ULTIMAZIONE, ANALIZZATELO E... FATEVI ANALIZZARE ALL'INDIRIZZO:
http://www.danilofrontini.com/phicsel
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Barbara82
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[*] Inviato il 9-2-2003 at 01:16
Lavoro Esame/Digital 2/Interface/Cortili,Frigero,Silba


Siamo Barbara,Isabella e Giulia del gruppo Interface,Digital 2. Questo è il nostro lavoro d'esame:

INTERFACE SKARABAZOO

Speriamo vi piaccia!

Cortili B.
Frigero G.
Silba I.
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carlo
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[*] Inviato il 9-2-2003 at 23:32
benissimo


ci vediamo domani in sessione d'esame

valuteremo insieme navigando
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