Il corpo esteso. Pensieri sulla scena immateriale
Il corpo esteso. Pensieri sulla scena immateriale
Nell’ambito della XIX edizione di “Prima del teatro. Scuola europea per
l’arte dell’attore” promosso da Teatro di Pisa e Accademia Nazionale d’Arte
Drammatica “S. d’Amico”,
martedì 25 giugno 2003, alle ore 10,30, a San Miniato (PI), presso il
convento San Francesco
si svolge il convegno “Il corpo esteso. Pensieri sulla scena
immateriale”.
Intervengono:
Ferruccio Marotti, ordinario di Arti e Scienze dello Spettacolo, Università
di Roma
Cristina Cilli, giornalista ed esperta di nuovi media
Pier Luigi Capucci, docente di Progettazione Contenuti per i Nuovi
Media, Università di Bologna
Lorenzo Taiuti, docente di Mass Media, Accademia di Belle Arti di
Torino
Luigi Maria Musati, direttore dell’ Accademia Nazionale d’Arte
Drammatica
Introduce e coordina Carlo Infante, docente di Scienze e Tecnologie
dello Spettacolo, Università di Lecce
Ore 10,30/13
Introduzione e interventi
Ore 15
Ripresa della discussione
Ore 17.30 Presentazione di Gabriele Ciaccia del progetto teatrale “Enigma
2003. Ciò che disse il tuono” azione, primo frammento (da “Terra desolata”
di T.Eliot) con Simona Generali, Andrea Brogi e Pierpaolo Magnani.
in collaborazione con
Università degli studi di Pisa
Laboratorio Digitale “Fulmini e Leopardi”
Laboratorio Audiovisuale dell’Associazione Culturale Dn@
Il corpo nel nuovo spazio-tempo digitale
Al di là dello schermo del computer che introduce, come attraverso una
soglia, in un nuovo spazio-tempo digitale, emerge la necessità di una più
intensa interazione sociale e culturale con quella dimensione artificiale.
Ci s'interroga su come rendere meno astratta la multimedialità e
l'infosfera che pervade il mondo. La ricerca di questa interazione implica
un rapporto tra il corpo e i sistemi dell'elettronica, condizione che
viene, oggi, subita con i massmedia e che una nuova consapevolezza del
gioco multimediale potrebbe ribaltare su un piano creativo.
Dalle installazioni interattive alle pratiche sperimentali di performer
radicali, si tratta di rilevare i segnali di una ricerca artistica e
teatrale che sta sondando le condizioni della mutazione digitale.
E' attraverso questi precedenti che prende forma un'antropologia
ludico-libidinale del ciberspazio, in grado di rendere agibile e
progettabile quell'ambiente multimediale su cui si fonderà buona parte
della società del nuovo millennio. In quel mondo abiterà la nuova
generazione ed è per questo, che il sistema educativo deve essere in grado
di comprendere gli aspetti evolutivi di queste esperienze che potranno
apparire radicali ma che, al contempo, rivelano delle previsioni sul futuro
possibile.
E' infatti necessario contemplare la dimensione creativa per non ridurre la
multimedialità ad un semplice strumento per la new economy, rilanciando
così il valore della ricerca teatrale come potenzialità sociale e
comunicativa in grado di generare nuove visioni e pratiche del mondo.
(carlo@teatron.org )
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