carlo
|
| spedito il 5-4-2003 alle 16:40 |
|
|
laboratori sull'oralità con Ascanio Celestini.
ecco
qui
depositiamo un po' dei nostri appunti pensieri sparsi
elaborati durante i laboratori sull'oralità di Ascanio Celestini, sia
quello all'Arboreto di Mondaino che quello alla Corte Ospitale di
Rubiera.
alcune tracce (sguardi soggettivi basati sull'esperienza diretta)
che potranno essere utili
in particolar modo al laboratorio alla Corte Ospitale di Rubiera
dove l'uso del forum on line è contemplato come pratica di lavoro (e di
gioco... la memoria ludico-partecipativa)
ecco qui alcuni spunti su questa pratica
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=134
|
|
|
carlo
|
| spedito il 7-4-2003 alle 00:32 |
|
|
la narrazione mobile
solo solo degli appunti sparsi
presi durante il laboratorio con il mio palmare...
siamo nel cerchio della narrazione continua
è un gioco ed un esercizio sull'oralità intesa
come pratica immediata di narrazione
ci si passa la storia di Giufà
come una palla
anzi meglio
viene portata via
sottratta e poi dribblata
in un gioco combinatorio e sincopato.
L'elemento di riflessione portante risiede nello scambio d'energia
immaginaria che intercorre tra narratore
e spettatore-ascoltatore.
In questo senso è importante basarsi sul riconoscimento della storia
conoscerla già
e si pensa a come
l'apprendistato del bambino nella fabula
si basi su questo
ama sentire sempre le stesse fiabe
identiche
è questa condizione che gli eprtmette di elaborare immaginario proprio
fare la strada che conosci non ti fa pensare la strada
dice Ascanio
ripetendo come l'imboccare la via del mandrione a roma
la via di casa
lo rilassi...
il punto è
cosa fare con quel risparmio di pensiero?
cosa fa il bambino con quel risparmio?
elabora immaginazione propria
appunto
e mi viene in mente
il valore dell'iterazione
sia nelle narrazioni di ascanio
come in certe musiche
il raga indiano ripetitivo
alimenta l'ascolto interiore
la ripetizione avvicina a dio
diceva antonin artaud
altre musiche
come la sinfonia romantica di Beethoven ad esempio
descrive e risolve tutto fuori
il fulcro del ragionamento riguarda quindi la capacità proprio
dell'ascoltatore di farsi la propria storia basandola sulla propria
identità
ciò che è
ciò che sa
ciò che cerca
e il gioco circolare della palla-storia carambolata tra i ragazzi
continua
la storia raccontata da chi l'ha ascoltata immaginandola
e poi emerge un altro dato:
registrare le narrazioni dell'altro
rilevare la parola para-para
sbobinando le registrazioni con tutti i tic di narrazione, le strane pause,
le ripetizioni
e poi si rilancia
dando luogo alla parola echeggiata nell'immaginario d'ascolto
mi piace chiamarlo
il gioco della superfetazione narrativa
tutti si passano la palla della narrazione echeggiata
da ciascuno
che lievita lievita e si trasforma come qualcosa di vivente
mobile...
|
|
|
paolofesti
|
| spedito il 11-4-2003 alle 13:57 |
|
|
brevissimo contributo: le prime cose che mi ero appuntato ancora durante il
laboratorio con ascanio sono state:
la necessità e il successivo piacere dell'ascoltare (una storia, gli altri,
gli altri che raccontano una storia, la propria voce, i propri discorsi
interiori, ecc), seguire le parole e il filo del discorso.
ho focalizzato l'attenzione sull'ascolto, forse l'ho riappreso;
prima di iniziare il laboratorio ho faticato a pensare a delle storie da
raccontare, durante il laboratorio me ne sono venute in mente diverse. le
storie gemmano.
vorrei infine sottolineare una frase scritta nella presentazione del
laboratorio e più volte richiamata: si raccontano le storie che si ha
necessità di raccontare.
|
|
|
mariasole
|
| spedito il 17-4-2003 alle 17:08 |
|
|
confusione
non sono sicura di essere nel non-luogo giusto...io credo nel teatro anche
e soprattutto come parola recitata, meditata, vagliata. l'oralità come
spontaneità rimane come ha detto carlo al di qua del teatro . ma io voglio
fare teatro. l'esperienza delle signore all'herberia è stata fortissima, mi
hanno intenerito, commosso e divertito, ma per "scriverle", per metterle in
scena hanno bisogno di una struttura. amo la dimensione orale nella
scrittura, ma penso che abbia ben poco di spontaneo. sono un po' confusa.
|
|
|
carlo
|
| spedito il 17-4-2003 alle 17:16 |
|
|
la confusione eccellente
quote: Originariamente scritto da mariasole
non sono sicura di essere nel non-luogo giusto...io credo nel teatro anche
e soprattutto come parola recitata, meditata, vagliata. l'oralità come
spontaneità rimane come ha detto carlo al di qua del teatro . ma io voglio
fare teatro.
(...)
. amo la dimensione orale nella scrittura, ma penso che abbia ben poco di
spontaneo. sono un po' confusa.
>>>
una citazione:
è grande la confusione sotto il cielo
la sitazione è quindi eccellente
chi vuole sapere di chi è?
nota operativa:
con il QUOTE è possibile rispondere nei termini dell'altro
è molto utile x creare conversazione
a volte quando gli interventi sono lunghi
x non appesantire con testi ripetuti
è legittimo fare dei tagli mettendo però (...)
che rende esplicito il taglio
x quanto riguarda le tue perplessità:
sono chiare
ti poni dalla parte del teatro, legittimo
ma qui (nel lavoro di Ascanio, intendo) il valore del gioco è + alla
radice...
riguarda la natura essenziale del comunicare interumano
|
|
|
maribleu
|
| spedito il 17-4-2003 alle 17:19 |
|
|
scrittura orale
Scrivi come parla, parla come magna! 'na parola! mille parole! Se non
scrivo le virgole mi capisci uguale? E' corretto scrivere "uguale"? Mi
capisci? e se non capisci ciò costituisce un problema? Ma io scrivo per me,
per te che leggi o per molti ma non per tutti come il sapore vero
dell'avaro montenegro? che nessuno ha mai letto che tutti conoscono
attraverso l'oralità della publicità: ah ah ah! Non si cercano risposte, ma
domande disse un tal Ascanio..... Ascanio chi? Quello alto così ( ), col
pizzetto così( ), che gesticola in questo modo( ), col vocione che
fa.....Hai capito? No? Non mi hai guardato? Ma cosa leggi! Guardami,
ascoltami.
|
|
|
potimi
|
| spedito il 17-4-2003 alle 20:55 |
|
|
Stamattina alla Corte sempre più Ospitale
La stessa voce di "Fabbrica", con meno irritazione per l'immobilità del
corpo, perché "spiegata", "motivata" e quindi "compresa".
Rivelazione di un sentiero comunhe: istintivamente cammino anch'io lì, ma
con più paura e quindi distratta e trascinata via da altri che si
autoproclamano più sicuri.
Una mano nella schiena che mi spinge a continuare e approfondire...
|
|
|
potimi
|
| spedito il 17-4-2003 alle 21:01 |
|
|
Oggi pomeriggio in cerchio con le signore
Il cerchio delle donne come quello dei bambini. Anche loro, non abituati a
essere ascoltati e a guardarsi veramente tra loro, rivelano e scoprono
voglia e bisogno di raccontare il loro occhio sul mondo, la loro storia...
anche se oggi il fascino del tempo lontano mi ha conquistato in modo
diverso.
|
|
|
potimi
|
| spedito il 17-4-2003 alle 21:03 |
|
|
Citazione
Il libro dei mutamenti direi... già, viva la confusione eccellente, ma che
voglia di chiarezza!!!!!
|
|
|
fabioboni
|
| spedito il 18-4-2003 alle 07:47 |
|
|
...voi ragazzi non vi divertirete mai come me quella sera a ballare....e
senza consumare benzina perché noi andavamo a piedi...
|
|
|
carlo
|
| spedito il 18-4-2003 alle 12:09 |
|
|
i varchi e i nodi
ecco al volo le mie schegge
tratte dal palmare...
quando sono lì nel cerchio
e batto sui tastini del mio cell
(quella specie di frigorifero... x quanto è grosso...)
scarico un pò di parole ronzanti
dentro e fuori di me
entro arrivo in ritardo x il ritardo del mio treno e ascolto
il silenzio assordante di 14 menti che elaborano lo sviluppo di una fiaba,
la storia di cecafumo e dell'anello.
immediati e sintetici, sono i racconti popolari
e anche voi, spero (penso)
non è importante come vanno a finire
le storie
ma raccontarle
dice Asca
riprendo al volo delle tracce di memoria...
i nomi e le impressioni
cecilia: l'anello hulaoop
acsca, ribatte:
e parla di cappuccetto rosso e degli oggetti distribuiti nello spazio della
fiaba
antonietta:fa teatro
asca gli dice:non sovrapporre l'immagine del narrato alla tua.
importante è
partire da se
marianna: la mimesi accentuata
delle sue mani
fabio:la sintesi
francesca: il racconto nel racconto
chiara: romana ribatte i colori della voce di ascanio, troppo...
giovanna: l'anello che vola
delia: ...e muore contento
> non mi ricordo il nome: anello che trasforma fratino
paolo: kafkiano
marco: ripassa gli appunti. fratino mangia tutto anche la mano
andrea: 20 tonnellate d'anello che schianta
bernardino: il lupo di pietra
note sul pomeriggio con le donne di rubiera,
primi approcci x il progetto
"il vestito della festa"
una di loro dice:
avrei ballato anche sull'acqua
se non sbaglio è dolores,
una macchina da guerra
e ancora incita: dì che il ballo é bello
e, decisionista nella scelta dei maschi c'informa che "c'era la sera da
moroso"
e poi quella del ballo
18.4 mattina
Asca parte con la
la storia di giufà
i nodi:
i secchi che figliano e muiono
lo schiaffo e il soldo
e dice cose importanti:
la velocità è una conseguenzaa non una scelta
una volta che hai preso le immagini le liberi nel fluire del racconto
i varchi e i nodi della narrazione
si, è un pò come quella mia teoria sulla trama e l'ordito della
narrazione
ne parleremo...
anche qui
non solo nel cerchio
|
|
|
carlo
|
| spedito il 18-4-2003 alle 12:11 |
|
|
tra scrittura e oralità: il paradosso bello della scrittura connettiva
quote]Originariamente scritto da maribleu
Scrivi come parla, parla come magna!
(...)
Non si cercano risposte, ma domande disse un tal Ascanio..... Ascanio chi?
Quello alto così ( ), col pizzetto così( ), che gesticola in questo
modo( ), col vocione che fa.....Hai capito? No? Non mi hai guardato? Ma
cosa leggi! Guardami, ascoltami.
<<<
bello
è un esempio lampante
il tuo
di come è possibile
scrivere come si parla
parlando come si mangia (...vario...)
una pratica che scrivendo in rete
in ciò che definisco
la scrittura connettiva
( se me li chiedete vi rimando a link con un bel pò di miei testi a
riguardo)
si esplicita
si è sollecitati a scrivere in rete con gli altri x gli altri...
tornano ai contenuti del nostro lab
appena conquistate delle postazioni in rete
scrivete
> una nota sull'andamento del lavoro con ascanio
> e una sull'incontro con le signore di Rubiera al Teatro Herberia
> e tutte quello che vi va
in relazione a questo circolo dell'empatia che si sta attivando
un riferimento infine ad alcuni stimoli circolanti ieri in auto
mentre si andava a Fiorenzuola
a proposito di un'altra citazione che ha molto a che fare con la qualità di
ascanio
"solo chi ha dentro di sè il caos
può generare una stella danzante"
vi metto anche un link
http://www.teatron.org/dioniso/
|
|
|
ozzetta
|
| spedito il 18-4-2003 alle 13:30 |
|
|
silenzio...silenzio per pensare, riflettere sul tanto parlare, penso a
questo e subito mi viene da cancellarlo ma no, non lo cancello perchè
dovrei? perchè è "sbagliato?" siamo intrisi nella cultura del "parlo per
dire la cosa giusta", oppure perlo del tempo perchè non so se sono in
grado, se ho la forza di mettermi in gioco. Giudizi e occhi puntati addosso
spesso limitano così tanto! Scrivo quello che vorrei dire, così lo dico
scrivendo e forse però non ha alcun senso e di nuovo vorrei cancellare
tutto, ma non lo faccio. Caos, sì forse molto caos, e forse sto sbrodolando
parole per cercare di trovare degli spiragli di senso nel percorso che sto
facendo. HO bisogno delle parole, qui, in questi giorni sento quanto sono
importanti ma anche poliformi, per il suono, l'immagini e cui rimandano,
ecco due questioni di fondo SUONO E IMMAGINI. Ma volevo anche proseguire il
discorso in un'altra direzione...bo, non so, mi tornerà dopo...suono e
immagini, dicevo. Ascanio oggi parlava di come si racconta descrivendo
delle immagini che si hanno davanti, si "vedono" le cose, le situazioni, i
luoghi e dal vedere nascono le parole, ho un dubbio su questo ma in questo
momento mi sembra così, e queste parole possono diventare musica assumere
un ritmo ma in conseguenza, quasi che "le immagini suonino le parole". A
questo punto però mi pongo dalla parte dell'ascoltatore o "narratario" come
lo definisce Ascanio e mi chiedo se invece per chi ascolta appunto, non sia
il suono che rimanda alle immagini???????? Ieri per esempio, nel vedere
"vita morte e miracoli" a Fiorenzuola io ero trasportata dalla "musica del
racconto", dalle variazini musicali che lo muovevano e la mia attenzione
era tenuta altissima da questo e a questo flusso seguivano le
immagini"...scrivo e penso penso penso...continuo a pensare, a risentire
frasi, frammenti, penso questa cosa, penso...quell'altra che si è detta che
è stata detta...curioso è che comunque nel pensare continuo a parlare a me
stessa...e l'oralità ritorna, è dentro...(?)sospensione
|
|
|
berni
|
| spedito il 18-4-2003 alle 13:33 |
|
|
depositare memorie
Depositare memorie. Un luogo per sedimentare. Troppo breve ancora il tempo
trascorso. Aspetto maggiore confidenza e tempo per leggere impressioni
altre. Vado. E' ora di iniziare. A dopo. Ciao.
|
|
|
carlo
|
| spedito il 18-4-2003 alle 15:22 |
|
|
vucciria
è il momento di un piccolo giro di narrazioni proprie
antonietta racconta del paesino tra i campi di grano in lucania e la festa
della madonna e il ragazzino con il violino: quello del patto irrisolto
delle tettine
altro giro
si rimpallano la storia di giufà prima delle registrazioni e delle
trascrizioni della narrazione para-para
è un gran vocìo
una vucciria come direbbero a palermo
stanno provando
asciugando quell'oralità che spesso gronda di "ordito" a discapito della
trama
(non voglio certo intendere x questo l'integrità della storia ma la sua
ossatura, dove i nodi siano evidenti)
asca li ascolta, li incalza li corregge
|
|
|
Fedra
|
| spedito il 18-4-2003 alle 15:41 |
|
|
Aprire il cuore
in realtà mi sarebbe piaciuto tanto essere la Madonna...è difficile dirlo a
paroleORALI è più fecile RECITARE che DIRE....sei nudo,non hai
protezioni..niente di niente,se non te stesso e la tua anima
NUDA.........Che strana cosa...dire..aprireIL CUORE?
|
|
|
fabioboni
|
| spedito il 18-4-2003 alle 16:00 |
|
|
mi manca proprio la capacità di narrare, sono abituato a raccontare con le
immagini, qui invece devo raccontare delle immagini che non riesco a
trasferire in parole, ma va bene così, preferisco ascoltare, i racconti
delle diversità delle persone e del mondo, seduti in un cerchio, dove si
respira aria buona
|
|
|
topogigio
|
spedito il 18-4-2003 alle 16:05 |
|
|
scrivere l'orale
Che fatica scrivere quello che uno dice parlando, scrivere le pause, gli
mmmh,
nc, eeeeeeh, le ripetizioni smozzicate..... e i sospiri come si
scrivono?
E poi intervenire sui racconti degli altri...
E poi... controllare il movimento...
|
|
|
Patbol
|
| spedito il 18-4-2003 alle 16:06 |
|
|
Costretta a scrivere oralità non ancora sedimentata per permettere alla mia
memoria di continuare a germogliare. Non ci riesco. Quanto sta succedendo
in questi giorni è troppo intenso per poter essere scritto così, a caldo;
ho bisogno di rielaborare, per fare luce nelle mie idee e di conseguenza
scrivere qualcosa di comprensibile per voi che ascoltate, o leggete (??).
Ma a quanto mi si dice (...) questo forum si propone di affrontare un nuovo
approccio. Scusate, devo andare. A dopo.
|
|
|
Andrea Bertoni
|
| spedito il 18-4-2003 alle 22:27 |
|
|
Ecco, come dicevo... stavo scrivendo il mio messaggio impegnato e
schiacciando due tasti insieme si è cancellato tutto... e mi tocca
riscrivere tutto e sarà anche diverso perché ci ho ripensato e
probabilmente erano tutte cazzate...
Cambio idea. E la cambio ancora. Comunque puoi cambiare idea di più quando
scrivi o quando parli?
Curiosamente si parlava di archivi e registrazioni stasera con molti.
hihihihi... siamo un po' ossessionati noi da 'sta cosa no? registrare,
conservare, su un supporto fedele, limpido, diggitale (che a 'stà co'
ccelestini mme viene aromana...) tutto lo scibile e l'esperibile? però è un
po' come col computer quando ingrandisci una foto tanto che arrivi a vedere
i pixel...
mi pare che non ci stiamo impegnando altrettanto sul TRASMETTERE, forse
dovremmo anche prendere un po' di 'sti pezzi di vetro e farci una
bottiglia, che magari riesci a farci stare un po' di vino...
Dentro Celestini di vino ce ne sta...
Amen
|
|
|
carlo
|
| spedito il 19-4-2003 alle 08:44 |
|
|
" " citazioni da walter ong
vi avevo promesso delle citazioni da "oralità e scrittura " (il
mulino,1986)
"platone pensava alla scrittura come a una tecnologia esterna, aliena,
nello stesso modo in cui oggi molte persone pensano al computer.
noi invece oggi l'abbiamo ormai interiorizzata così profondamente,
l'abbiamo resa una parte tanto importante di noi stessi, che ci sembra
difficile pensarla come una tecnologia al pari della stampa e del
computer"
"le tecnologia elettronica ci ha condotti in un'era di 'oralità
secondaria'.
Questa nuova oralità ha sorprenmdenti somiglianze con quella più antica per
la sua mistica partecipatoria, per il senso della comunità, per la
concentrazione sul momento presente (...)"
per ora è tutto
torno nel cerchio
perdonatemi se ogni tanto mi sgancio
dopotutto non sono del "gruppo"
sono un satellite
orbitante, teorico (ma vicino e sodale all'azione) e concentrato su
un'attività parallela (ma convergente) che in questo forum possa ricreare
anche a distanza (nello spazio e nel tempo)
un'eco di questa esperienza
|
|
|
carlo
|
| spedito il 19-4-2003 alle 09:50 |
|
|
La spontaneità che si raggiunge verso la fine, non all'inizio
attenti a non cadere nella parodia
dice ascanio
e anche a non adagiarsi sui personaggi.
nuovo passaggio del lab
con i testi trascritti e sbobinati escono le immagini della parola detta
anche se alcuni cercano il racconto teatrale e letterario.
ma l'oralità è altrove.
sta nel far emergere la storia
che è dentro.
leggono le storie trascritte
alcune di queste si affiancano all'ascolto delle registrazioni
(quent'è forte la differenza la parola parlata dalla stessa trascritta)
si gira e a quei accostamenti
si combina anche la narrazione di nuovo dello stesso frammento.
19.04
nasce un personaggio: ermenegildo fregnetti
e lo si presenta
diventa un elemento di ludico disturbo
un tormentone dentro la storia di giufà che riprende a girare come una
trottola
tra tutti
se la passano
anzi se la prendono
e gira gira
in un semplice e straordinario gioco della narrazione condivisa.
il ritmo nasce dall'interno
generato dall'intesa spontanea che inizia a sorgere.
E' la spontanetà che prende forma
la spontaneità non è all'inizio come viene da pensare
ma verso la fine del percorso
la si conquista attraverso l'abbandono delle sovrastrutture e delle
mediazioni
si sta capendo
con il corpo
cosa sia l'essenza dell'oralità.
|
|
|
mariovillani
|
| spedito il 19-4-2003 alle 20:38 |
|
|
dal seminario all'arboreto...
con un po' di ritardo qualche appunto
due immagini-totem essenzialmente, su cui ho cominciato a lavorare in altri
progetti.
- una è l'identità
(il matto si sceglie l'identità - il paese ti dà l'identità)
- l'altra è il perastro, la soglia, il limen (i luoghi delle morti
violente, i fiori sul ciglio della strada, dove si aggirano i fantasmi)
sulla soglia si perde l'identità... a metà strada, nel nonluogo, si perde
l'identità... raccontando le storie affermo l'identità
sto utilizzando un po' del materiale preso dal seminario di ascanio in un
laboratorio con non-vedenti... al primo giro di racconti sono venute fuori
reazioni sorprendenti proprio sul tema dell'identità...
colloca le immagini nella foresta di simboli. riordina le tue immagini.
riordina quelle della tua vita. rimettile a posto. inventa posti nuovi se
quelli vecchi non li trovi più. come fa zi' angelo, riraccontati la storia.
dai, riraccontati la storia...
p.s. da noi il personaggio buffo si chiamava barnaba domenichetti :-)
saluti
|
|
|
carlo
|
| spedito il 20-4-2003 alle 11:07 |
|
|
pensieri condivisi con le vostre azioni
quote: Originariamente scritto da mariovillani
dal seminario all'arboreto...
con un po' di ritardo qualche appunto
due immagini-totem essenzialmente, su cui ho cominciato a lavorare in altri
progetti.
(...)
come fa zi' angelo, riraccontati la storia. dai, riraccontati la
storia...
p.s. da noi il personaggio buffo si chiamava barnaba domenichetti :-)
saluti
ben ritrovato mario
il tuo intervento permette di capire anche un'altra potenzialità di questo
forum
interconnettere tra loro esperienze diverse
come la tua svolta all'arboreto
in relazione a quest'ultima della corte ospitale
cologo l'occasione al volo x fare gli auguri a tutti di buona rigenerazione
pasquale
che vi mangiate?
è da stamattina che ascanio mangia coratella, come m'ha detto facendomi
venire l'acquolina...
io sto a carrara e m'aspetto agnello fritto e panato (che adoro)
stop. non buttiamolo su sto fronte che poi ci s'incarta con gli estremi
biografismi
piuttosto
quando avete voglia
riportate un pò delle vostre tracce d'esperienza diretta qui in questo
forum che forse a qualcuno pare così alieno
ma lo capirete... ha senso eccome...
ho degli appunti sul palmare
appena riesco ( sono in viaggio continuo...) a installare il software su un
pc x portarli fuori li pubblico
quel mio ticchettio sulla tastiera del telefonino erano pensieri condivisi
con voi,
con le vostre azioni...
|
|
|
gianluka
|
spedito il 22-4-2003 alle 20:30 |
|
|
da qui dietro
da qui slancio al mondo l'interassenza che mi lega al pensiero
mio che m'abbandona... lo spazio scenico di fronte e in mano, dal cellulare
vivo e altero la morte. dalla tastiera il sogno di suonare il pensiero.
come se le lettere digitate rifossero suoni che il rabdomante-stato ha
dissinnescato. insomma attraverso il polmone degli occhi, bevo luce e
caccio fuori tensioni elettriche... anche se poi in fondo vorrei che
esistesse anche un modo reale di dire le cose. anzi il caso: partiamo da
qui : parole come segni elettrici dai quali semplicemente si parte per il
bisogno dell'altro. ecco: il respiro incongruo, le mani tese
dell'incomunicabile come un ponte sul mare di gente.
|
|
|