Laboratorio sull'oralità
Laboratorio sulle tecniche della narrazione, condotto da Ascanio Celestini,
con la partecipazione di Carlo Infante.
"Orale -afferma Celestini - é tutto cio che non passa per la scrittura o
che passandoci se la lascia alle spalle come molte altre tracce.
L'oralità è tutto ciò che può essere percepito-esperito nel momento in cui
si compie e che soltanto in tale momento si manifesta: prima non c'era e
dopo non c'è gia più.
La sua traccia non è un segno che resta da qualche parte se non nella
Memoria di chi vi ha assistito. Oralità e memoria, dunque, sono fortemente
legate.
Più una cultura sviluppa il suo lato orale, più deve aumentare la sua
capacita di memorizzazione.
Ogni partecipante al laboratorio deve portare una storia.
La conoscenza di questa non deve essere a memoria.
La storia deve essere conosciuta bene, nei particolari, ma le parole per
raccontarla devono essere improvvisate.
Nel laboratorio, poi, verranno fornite molte altre storie sulle quali
lavorare.
Da sezionare, cambiare, analizzare, REGISTRARE e ri-raccontare.
Con la convinzione che raccontare una buona storia è come suonare un buono
strumento e che
una storia cattiva e come uno strumento scordato che non permette di
sviluppare orecchio musicale".
In questa stessa direzione va la ricerca di Carlo Infante sull'arte dello
spettatore in quanto autore della memoria teatrale.
"E' importante, sostiene Carlo Infante, rilevare il fatto che un
laboratorio sull'oralità sia basato sull'ascolto e sulla memoria, piuttosto
che sull’interpretazione attoriale, al punto tale che i partecipanti sono
invitati a venire, oltre che armati di storie anche di registratori, per
riprendere e poi trascrivere la parola detta - "para-para", cosi com'è.
A questo intervento, che magari coinvolge solo una parte dei partecipanti,
quelli più interessati alla ricerca dell'oralità sul campo, all'ascolto e
alla registrazione audio, s'innesta un'ulteriore pratica, quella della
scrittura nel forum on line di www.teatron.org .
L'uso della parola scritta in un ambiente telematico (caratterizzato
dall'alto tasso d'empatia di una connettività psicologica quanto
tecnologica) può creare una condizione simile a quella di una
conversazione, innescando i virtuosi processi di una scrittura
partecipativa che ricrea il vitale scambio d'oralità.
Lo sviluppo di questa esperienza può contribuire al "gioco di
superfetazione narrativa" che rappresenta l'evoluzione della storia
ascoltata, riprodotta e reinventata in una lievitazione
della parola echeggiata, riflessa e rilanciata nell'esperienza
rapsodica.”
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