Stagione trascorsa / L'uomo atlantico
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L'uomo atlantico

Piccolo Teatro Perempruner
12 - 17 Mar. 2002
h. 21

In una stanza d'albergo una donna racconta due brevi storie, estremamente rarefatte nella tessitura narrativa.

Un racconto della passione e dell'impossibilità della passione, dell'amore e della distruzione.

In scena Licia Maglietta, attrice napoletana, "solista" in teatro dopo la parentesi cinematografica che la ha vista protagonista, accanto a Bruno Ganz, del pluripremiato film di Silvio Soldini "Pane e Tulipani" (vincitore di ben 9 "David di Donatello") e del film "Luna Rossa" di Antonio Capuano in concorso alla 58 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

L'uomo atlantico, mélange dell'omonimo racconto della Duras con l'altro suo testo La malattia della morte, tratta di una discesa nella follia del tormento amoroso consumato con voce e animo femminile dentro una camera d'albergo con un balcone in riva al mare, o dentro un qualunque altro perimetro di fronte all'Atlantico, di cui la scena conserva i colori, le luci, i suoni.

"Due racconti difficili e facili insieme – dice l'interprete – concepiti con straordinaria limpidezza e semplicità di stile. Sono stata affascinata dall'opera della Duras per quel suo modo di esplorare con ostinazione il tema del desiderio e della passione ma ostile all'analisi psicologica. Senza alcuna volontà di spiegare tutto razionalmente dal di fuori, dove i personaggi sono condannati all'attesa del domani, ansiosa ma passiva, impotenti a liberarsi dalla costrizione del tempo." 

L'impossibilità della passione, radiografata intimamente nella Malattia della morte attraverso la sconsiderata vicinanza di un uomo e una donna, con lei che cede alla proposta di lui di stare insieme a patto d'essere pagata, consegna un tema commovente e attuale, quello dell'incapacità di essere presenti nel tempo che si vive, di non saper cogliere il qui e ora, di non riuscire a toccare, a capire cosa si ha davanti.

"Per conservare una possibilità di apertura – continua Licia Maglietta - rispetto alla Malattia della morte, ho voluto montare a prologo ed epilogo L'uomo atlantico, condividendo così le motivazioni di una donna che, abbandonata dall'uomo, potrebbe morire ogni giorno e invece si ferma, e scrive".

Licia Maglietta porge il testo, in un «continuo stare fuori dal racconto, dal riviverlo, dal ricordarlo» assecondando la seducente scrittura della Duras.

 


L'uomo atlantico

tratto da:
Marguerite Duras

di e con:
Licia Maglietta

scene di:
Licia Maglietta

costumi di:
Katia Manzi

luci di:
Pasquale Mari

suono di:
Daghi Rondanini

regista assistente:
Marinella Anaclerio

 
               
   
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