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Organismi Geneticamente Modificati

Piccolo Teatro Perempruner
9 Feb. 2002
h. 21

All'interno di una scena che simula un'impossibile naturalità, si muovono due uomini con il compito di curare un giardino popolato da strane uova giganti.

Nel corso dello spettacolo, attraverso un testo composito, che mette insieme cellule testuali tratte da opere di autori e culture diverse (da informazioni giornalistiche a visioni mitologiche a dialoghi classici) vengono esplorate con ironia le modificazioni del senso dell'io e dell'identità, così come le nuove tecniche scientifiche ci vanno prospettando.

Tecniche generative, clonazioni, mutazioni di genere, trapianti e chimere aprono infatti il campo a riflessioni paradossali, e suscitano dubbi, inquietudini, entusiasmi, attese, resistenze.

I vari casi dei quali abbiamo letto le storie, soprattutto quelli che riguardavano direttamente la messa in gioco del corpo, ci hanno fatto venire in mente con costanza il pensiero dei Greci, che vedevano nell'Amore e nell'Astio le forze aggreganti e disgreganti del mondo. Sembra di vedere, anche nei casi più paradossali, questo gioco di forze. La composizione dei corpi, la loro trasformazione, il loro ri-assemblaggio, così come la problematica della generazione "differita", riporta a questo desiderio d'amore, o di sesso, in ogni caso alla confusa influenza di Afrodite.

Queste nuove dimensioni del corpo mettono in gioco domande imbarazzanti sull'inizio e sulla fine della vita, sulla percezione della sofferenza, sulla capacità cerebrale, sullo spirito, sulla sensibilità, sull'anima, sull'intelligenza umana, animale, artificiale. Sono domande che chiamano risposte confuse, timide (quando non volgarmente aggressive, in senso moralistico o tecnicistico).
Anche il nostro rapporto con la natura, e con gli altri esseri viventi deve essere riformulato.

Lo spettacolo affronta queste tematiche con leggerezza ed ironia, procedendo per rapidi passaggi d'atmosfera, da momenti di spensieratezza e di gioiosità a parti più drammatiche, con una presenza molto forte dell'aspetto sonoro. Azioni e dialoghi sono infatti accompagnati dalla musica di Mauro D'Alessandro (percussioni e strumenti diversi), oltre che da una base registrata di suoni che richiamano con discrezione il mondo delle comunicazioni (frequenze radio, cellulari in background, fax, connessioni internet, ecc.). In alcuni momenti di OGM entrano in campo anche delle voci registrate che riportano informazioni che arrivano dalle "frontiere" della scienza.
In scena due uomini, Buckingam e Amleto, custodi-guradiani di un orto artificiale popolato da grandi uova, forme di potenzialità e di trasformazione.
La loro è una mansione tecnico-scientifica, caratterizzata da compiti da eseguire e momenti di dialogo e gioco verbale.
Amleto gioca il ruolo della guida e del maestro, rispetto al suo assistente Buckingam, il quale tenta costantemente di mettere in dubbio e in crisi le apparenti sicurezze di Amleto.
Nel corso dello spettacolo Buckingam e Amleto assumeranno ruoli e personalità diverse, attraverso l'evocazione di frammenti di memoria. I due sono infatti costituiti da un assemblaggio sperimentale di organi e di "pezzi", di ordine fisico e mentale.

Riferimenti letterari sono a:
Empedocle, Giacomo Leopardi, Edgar Allan Poe, Calderòn, Danza Macabra di Pinzolo, Genesi, Lorenzo il Magnifico, Brhadaranyaka Upanishad, Shakespeare, Carlo Michelstaedter, nonché alle informazioni scientifiche (o pseudo) "trovate" in Internet.

Buckingam e Amleto durante OGM:  clicca per ingrandire


Organismi Geneticamente Modificati

di:
Marco Solari

con:
Maurizio Zacchigna e Marco Solari

percussioni e musica dal vivo di:
Mauro D'Alessandro

paesaggio sonoro di:
Paolo Modugno

voci registrate di:
Lea Barletti e Corinna Geroldi

scena e videoproiezione di:
Martin Clausen

disegno luci di:
Valerio Geroldi

datore luci:
Elvira Berardini

fonico:
Eurialo Predonzani

aiuto regia:
Paola Traverso

registrazioni:
Oasi Studio Roma

 
               
   
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