Diablog
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| spedito il 30-3-2006 alle 11:35 |
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RIBELLIONE: è pensare che ci possa essere una dominazione della natura,
laddove Prometeo, all'inizio del mito, consegna all'uomo la necessità di
mangiare, la perdita dell'innocenza. Il mito di Prometeo sancisce la fine
della vita nell'Olimpo. L'innocenza è quello che perdiamo quando l'oggetto
dei nostri desideri la butta via.
TECNOLOGIE: sono il fuoco e il grano; la necessità di cuocere la carne e di
lavorare la terra. Ma anche la consapevolezza che quando l'aratro la scava,
la terra poi si richiude su di essa. La natura non può essere domata.
Quando la direzione della tecnologia viene influenzata dal tipo di
conflitto sociale espresso diventa uno strumento artificiale.
CONOSCENZA: è il ritmo della misura del fegato che cresce e vien mangiato.
E' il tempo circolare in relazione al tempo immortale degli dei e a quello
lineare degli uomini. E' il racconto, la storia, la misura: è
l'informazione.
SIMULAZIONE: è l'imitazione della natura. “Un giorno forse vedremo un uomo
sparare a un androide appena uscito da una fabbrica di creature artificiali
e l’androide, con grande sorpresa dell’uomo, prenderà a sanguinare. Il
robot sparerà di rimando e, con sua grande sorpresa, vedrà una voluta di
fumo levarsi dalla pompa elettrica che si trova al posto del cuore
dell’uomo. Sarà un grande momento di verità per entrambi” (Philip Dick).
EMPATIA: è la vita con Pandora, origine di tutti i mali.
Se l'uomo imita la natura, con qualsiasi tecnologia, non è mai
artificiale.
Se l'uomo, con qualsiasi tecnologia, vuole sopraffare la natura, diventa
artificiale o, per dirla in greco, pecca di ubris, diventa unilaterale.
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lemou1983
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| spedito il 3-4-2006 alle 10:40 |
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Divario digitale
Sono una studentessa di cooperazione internazionale e ieri ho assistito
alla conferenza-spettacolo di Prometeo, si parlava della rete anche come
strumento di conoscenza dell' altro da sè, ma come si fa se il nostro
interlocutore non ha la possibilità di interagire con noi ed al contrario
deve subirci ( come si fa ad essere empatici?) I protagonisti del 95% dei
flussi di comunicazione avviene tra America anglosassone, Europa e
Giappone, mentre solo il 5% in America Latina ed appena l'1% in Medio
Oriente ed Africa! MedioOriente ed Africa sono esclusi dalla società di
comunicazione, La rete quindi diventa uno strumento di esclusione ed
allontanamento dell' altro da se'
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carlo
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| spedito il 3-4-2006 alle 10:55 |
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superandoci in creatività
quote: Originariamente scritto da lemou1983
Sono una studentessa di cooperazione internazionale e ieri ho assistito
alla conferenza-spettacolo di Prometeo, si parlava della rete anche come
strumento di conoscenza dell' altro da sè, ma come si fa se il nostro
interlocutore non ha la possibilità di interagire con noi ed al contrario
deve subirci ( come si fa ad essere empatici?) I protagonisti del 95% dei
flussi di comunicazione avviene tra America anglosassone, Europa e
Giappone, mentre solo il 5% in America Latina ed appena l'1% in Medio
Oriente ed Africa! MedioOriente ed Africa sono esclusi dalla società di
comunicazione, La rete quindi diventa uno strumento di esclusione ed
allontanamento dell' altro da se'
veloce, hai colto il link al balzo!
ti rispondo nel merito:
certo che c'è quel problema
ma sono convinto che quei mondi
che non hanno visto uno sviluppo economico industriale come i nostri
c'insegneranno a cogliere meglio l'opportunità
già in molti villaggi brasiliani
il wi-fi sta assolvendo al gap telefonico
e in molti altri casi si registra un salto di qualità che vede recuperare
quei mondi rimasti indietro,
superandoci in creatività:
quella vera
quella che nasce dall'interazione sociale
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