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Autore: Oggetto: Master 2005
carlo
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[*] Inviato il 5-12-2004 at 15:46
Master 2005


MASTER I° LIVELLO: “GENIUS LOCI. Lo spettacolo del territorio.

Soggetto promotore: Facoltà di Beni Culturali, Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti figurative, della Musica, dello Spettacolo e della Moda (DAMS-Salento)
In collaborazione con: Dipartimento di Scienze sociali e della Comunicazione - Università di Lecce, Amministrazione Provinciale di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese, Comune di Galatina e altri Enti Locali del Salento.
Periodo di svolgimento:
Febbraio/ottobre 2005.

OBIETTIVI FORMATIVI
Il Master “Genius loci. Lo spettacolo del territorio” è un corso di formazione avanzata post-laurea.
Obiettivi del progetto formativo sono:
; formare figure professionali capaci di utilizzare diverse modalità di ricerca sul campo attraverso l’uso di molteplici linguaggi, da quelli performativi a quelli audiovisivi e multimediali;
; trasmettere capacità e conoscenze di base, strumenti metodologici e critici appropriati alla gestione della ricerca dei caratteri peculiari di un territorio, alla progettazione e realizzazione di eventi comunicativi ed artistici connessi al genius loci di ciascun territorio;
; Creare esempi di teatro di partecipazione, integrati a nuove forme di comunicazione audiovisiva e interattiva
; acquisire strumenti di valutazione dell'impatto sociale che le diverse tecnologie esercitano sui fruitori dei mezzi di comunicazione, promovendo una coscienza attiva in grado di esprimere nuovi valori d’uso sociale delle condizioni offerte dalla Società dell’ informazione;

; realizzare opportunità progettuali da mettere a disposizione degli enti cointeressati al master capaci di elevare il livello dell’offerta culturale e turistica del territorio.

NUOVE FIGURE PROFESSIONALI
Il Master intende formare da un minimo di 25 a un massimo di 50 soggetti come esperti nell'uso innovativo del teatro, del cinema e della multimedialità, per la progettazione e gestione di eventi culturali strettamente connessi alle particolarità del territorio in relazione con enti pubblici e privati che operano a diversi livelli e sono interessati ad integrare la loro attività con le nuove progettualità .

CREDITI
Il Master prevede una formazione fondata sulla didattica multidisciplinare articolata in 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) che il corsista dovrà acquisire partecipando attivamente a lezioni, laboratori, visite e stages aziendali.
I singoli docenti provvederanno a mettere a disposizione dei corsisti dispense, materiali d’approfondimento, CD-Rom, link e altri riferimenti pertinenti con gli argomenti trattati.
Saranno attivi dei forum on line tematici, atti a soddisfare le necessità di informazione, di documentazione e di comunicazione all’interno della comunità d’apprendimento, su http://www.dams-salento.it

ARTICOLAZIONE DELLA DIDATTICA
La proposta didattica è articolata in:



Il modulo residenziale è reso possibile dalla disponibilità del Comune di Galatina, della Provincia di Lecce e di altri enti locali che hanno già potuto verificare, attraverso le tre edizioni del progetto Genius loci , l’utilità del lavoro sul campo da parte di operatori qualificati e motivati. I moduli sono interconnessi, ma ciascuno costituisce un tassello dell’offerta formativa.
La durata del Master è di un anno accademico ma sarà possibile frequentare singoli moduli e/o mastercalass..
Ai corsisti, che avranno acquisito i 60 crediti previsti dal Master, verrà rilasciato l'attestato di conseguimento del Master.
A coloro che frequenteranno singoli moduli e masterclass verrà rilasciato un particolare attestato di frequenza.
I moduli formativi su tematiche specifiche sono:

1. Strategie, tattiche, progetti: organizzare eventi culturali

Il modulo è destinato soprattutto agli operatori del settore, ai funzionari della P.A., ai responsabili di associazioni e fondazioni del territorio. Partendo da un’analisi delle normative in materia di spettacoli (permessi, previdenza, sicurezza), verterà essenzialmente sulle regolamentazioni a livello di Enti Locali e Regioni e sulle fonti di finanziamento regionali, statali e comunitarie in materie di spettacolo, anche attraverso l'indagine e l'analisi criticamente organica di singoli casi e delle tendenze in atto. Particolare riferimento sarà dato alla organizzazione logistica delle attività ed alla promozione.


2. Multimedialità nella televisione, nel cinema, nella videocreazione

Metodi e strategie della ricerca - azione fotografica e cine – televisiva intorno al Genius loci
Il modulo fornirà ai frequentanti elementi teorici e tecniche di applicazione con specifico riferimento ai linguaggi dell’audiovisivo. Il tutto sarà sperimentato in rapporto a storie individuali, eventi storici e situazioni artistiche e ambientali del Salento.


3. Mettere in scena la comunità. Teatro di partecipazione

Modulo destinato agli operatori della P.A. e del volontariato che svolgono attività animazione con soggetti svantaggiati/disagiati. Attraverso il modulo le pratiche del teatro si coniugheranno con il percorso d’integrazione fornendo agli operatori nuovi strumenti di relazione e nuove strategie per la costruzione di una società dell’accoglienza. Il modello è quello del teatro di partecipazione.


4. Performing Media. L’interazione tra performance e i diversi media, dalla radio al web, nell’ambito territoriale

Modulo destinato a chi , orientato nell’utilizzo della comunicazione interattiva e mobile, intende sviluppare delle competenze culturali atte a coniugare le tecnologie dell’informazione con le peculiarità del territorio, promovendo forme e iniziative di nuova spettacolarità e di comunicazione partecipativa che aprano una via creativa alla cittadinanza digitale.

Al termine del Master i corsisti sono tenuti a presentare un elaborato progettuale su di un tema concordato con la direzione del master.
L'elaborato verrà discusso pubblicamente nel corso della prova d’esame finale.

Coordinatore: Luigi A. Santoro
Responsabile dell’organizzazione: Franco D’Ippolito
Responsabile delle metodologie multimediali: Carlo Infante


COSTI
Il costo del Master è di € 2.000,00=
E’ previsto un contributo alle spese di residenzialità;
Il bando sarà reso pubblico entro il 10 gennaio 2005. Sul bando saranno specificate:
Scadenza delle iscrizioni e modalità di selezione.

per informazioni:
http://www.dams-salento.it
0832 325324
dams@dams-salento.it




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carlo
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[*] Inviato il 9-12-2004 at 09:09
lettera x sindaci


ecco uno strumento x promuovere partnership

Allegato: lettera sindaci.doc (28kB)
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carlo
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[*] Inviato il 9-12-2004 at 11:31
Modulo Performing Media


Ecco il piano (in via di definizione) del modulo di cui sono Coordinatore

teniamo conto che ciascuno dei 4 moduli (si, li abbiamo ridotti a 4... quello sulla Ricerca sul Campo è di fatto trasversale e quindi assorbito da tutti gli altri)
vedrà un'interazione degli interventi didattici
altrimenti che interdisciplinarietà sarebbe?


Performing Media
L’interazione tra performance e i diversi media, dalla radio al web, nell’ambito territoriale
120 h.
(50 di lezioni frontali, 70 di laboratorio)


Modulo orientato nell’utilizzo della comunicazione multimediale, per lo sviluppo delle competenze culturali atte a coniugare le tecnologie dell’informazione con le peculiarità del territorio, promuovendo nuovi format di comunicazione e di spettacolarità.


Storia della ricerca teatrale e multimedia (20 ore) Carlo Infante, Fabrizio Pecori (MyMedia)

Drammaturgia dell’interattività
(30 ore) Carlo Infante, Michele Sambin (Tam), etc

Laboratorio di Ipermedia
(20 ore) Massimo Ciccolini, Giorgio Conte
Antonio Rollo

Laboratorio di web-radio
(10 ore) Radio Paz

Laboratorio di Performing Media,
articolato in workshop con scenografi-costumisti, artisti, musicisti e performer (40 ore) Carlo Infante, Michele Sambin, Claudia Fabris, Silvio Panini, Antonio De Luca, etc
...
Pietro De Mita, A.M. Pellegrino.

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carlo
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[*] Inviato il 14-12-2004 at 09:15
pagina web


su
http://dams-salento.idratools.org/master/mainInfoM.html#05

anzi meglio sulla pagina web che si ottiene cliccando su MASTER
da http://www.dams-salento.it
( e che al momento è quasi bianca... si annuncia una cartina...)
metterei il testo un pò + compattato e corretto che ho inserito qui in apertura di questo forum

ok?
massimo ce la fai?
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Giuliano Capani
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[*] Inviato il 14-12-2004 at 09:17


Master Genius Loci 2005. Comunicazione audiovisiva.

In questo modulo saranno coinvolti diversi docenti (S. Spina, A. Frezza, F. Maselli) che hanno a che fare con il cinema.

Svolgeremo una ricerca sul campo per analizzare emergenze e risorse culturali e quindi trans-formarle in comunicazione audiovisiva (film, corti, documentari, video installazioni).
Si tratta essenzialmente di uscire dall'usuale comunicazione interpersonale del paese (ricca di luoghi comuni e priva di responsabilità per le cose dette o sentite) per trans-porla su un piano di visibilità amplificato: dall'interpersonale al sociale.
Un primo passo lo abbiamo fatto in Giugno a Galatina con "Galatinese doc": un video in cui i Galatinesi (tra l'ironico e il faceto) si chiedevano quali fossero le caratteristiche del loro essere 'unici' al mondo. Ne è uscita una sorta di dialogo a distanza tra idee, persone e cose che il video ha avvicinato e reso 'pubblico'. E' stato visto in P.zza S. Pietro il 5 Luglio da circa 600 persone! Ma quello era solo un primo superficiale contatto con il territorio.
In questo Master continueremo la ricerca in maniera più approfondita e dalle memorie delle persone e delle cose trarremo le risorse per raccontare in maniera attrattiva il territorio.

Occorrerà interagire tra i vari docenti per non disperdersi visto che gli studenti saranno solo una ventina.
Giuliano Capani
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franco
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[*] Inviato il 14-12-2004 at 16:26
Strategie, tattiche, progetti: organizzare eventi culturali


Strategie, tattiche, progetti: organizzare eventi culturali
120 ore
Organizzazione delle attività culturali, destinato soprattutto agli operatori del settore, ai funzionari della P.A., ai responsabili di associazioni e fondazioni del territorio. Partendo da un’analisi delle normative in materia di spettacoli dal vivo(permessi, previdenza, sicurezza), verterà essenzialmente sulle regolamentazioni a livello di Enti Locali e Regioni e sulle fonti di finanziamento regionali, statali e comunitarie in materie di spettacolo dal vivo, anche attraverso l'indagine e l'analisi criticamente organica di singoli casi e delle tendenze in atto. Particolare riferimento sarà dato alla organizzazione logistica delle attività ed alla promozione.

PIANO DIDATTICO
Storia del teatro classico e del teatro contemporaneo (Gino Santoro - 20 ore)
Storia della danza (Lorenzo Tozzi - 10 ore)
Storia del melodramma (Francesco Libetta - 10 ore)
Direzione delle strutture per lo spettacolo dal vivo (Franco D'Ippolito e Bruno Sconocchia 50 ore)
Teoria e pratica del finanziamento pubblico allo spettacolo dal vivo (Carmelo Grassi - 20 ore)
Lingua inglese per lo spettacolo (Giovanna Cesano - 10 ore)

Franco D'Ippolito

NOTE INTERNE:
4 moduli didattici da 120 ore ciascuna fanno 480 ore complessive (fra lezioni frontali e laboratori) a cui bisognerà aggiungere altre 120 ore (di attività sul campo) che significano circa 60.000,00 euro di compenso docenti. Con 25 quote (il minimo di iscrizioni per far partire il Master) da 2.000,00= euro raggiungiamo 50.000,00 euro di ricavi, a cui c’è da aggiungere il contributo della Provincia (30.000,00 euro) e quello del Comune di Galatina (che dovrà andare a coprire i costi di vitto e alloggio (per 25 allievi più i docenti) per la parte residenziale di circa 15/20 giorni (8/6 ore al giorno). Se ci sono 25 allievi, quindi i ricavi riescono a coprire i costi di docenza più i rimborsi viaggio, vitto e alloggio ai docenti e la segreteria organizzativa. Bisogna trovare le coperture per i costi del materiale didattico, del tutoraggio, della comunicazione, delle attrezzature e materiali tecnici per i laboratori e le attività sul campo e la Quota Ateneo (senza poter contare sui Comuni che intervengono già con le borse di studio integrali per i 25 allievi). Non si può pensare di ridurre il monte ore (devono essere 600!), si possono però ridurre i compensi orari ai docenti (cercando di coprire 600 ore di lezione con 40/45.000,00 euro), i costi della segreteria e del tutoraggio, ma ho la sensazione che ci vorrebbero almeno 40 allievi (e non è un obiettivo impossibile se c’è la volontà dei Comuni).
Una bozza di calendario del tutto impersonale è allegato, quello dettagliato potrà farsi soltanto avendo preventivamente le disponibilità di TUTTI i docenti.

P.S. Nella lettera ai Sindaci, poichè si fa il caso di intervento per "Partnership con singoli moduli didattici" mi pare sia necessario anche indicare il costo di un singolo modulo (€ 2.000,00 tutti e quattro, uno solo?).


Allegato: CAL MASTER WEB.xls (17kB)
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carlo
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[*] Inviato il 14-12-2004 at 21:50
privilegiare la progettazione


Quota:
Originariamente scritto da franco
Strategie, tattiche, progetti: organizzare eventi culturali
120 ore
(...)
PIANO DIDATTICO
Storia del teatro classico e del teatro contemporaneo (Gino Santoro - 20 ore)
Storia della danza (Lorenzo Tozzi - 10 ore)
Storia del melodramma (Francesco Libetta - 10 ore)
Direzione delle strutture per lo spettacolo dal vivo (Franco D'Ippolito e Bruno Sconocchia 50 ore)
Teoria e pratica del finanziamento pubblico allo spettacolo dal vivo (Carmelo Grassi - 20 ore)
Lingua inglese per lo spettacolo (Giovanna Cesano - 10 ore)

<<<
osservando questo piano
rifletto su un dato:
è opportuno valutare all'interno di ciascun modulo un certo numero di ore da condividere in una serie di sessioni didattiche che propongo di definire in questo modo:
- progettazione culturale
- metodologie multimediale (per la visualizzazione dei progetti sia off line che on line)
- esposizione dei progetti (nelle diverse forme: installazione, performance, narrazione)

intendo dire che trovo necessario
individuare un certo numero di ore (10 o 20?) da destinare a:
- individuazione dei progetti pilota
- formalizzazione e comunicazione multimediale degli stessi
- risoluzione finale dei progetti: loro messa in scena nelle diverse forme-spettacolo che potremo individuare

in questo senso
per quanto mi riguarda
trovo decisiva l'interazione tra docenti
limando ciascuno di noi
un certo numero di ore dalle "discipline" che abbiamo indicato

intendo dire che è necessario ridimensionare il desiderio di approfondimento disciplinare
per privilegiare
la progettazione basata su brainstorming sulla base dei progetti da rilevare nel territorio

ne parliamo?
<<<



Una bozza di calendario del tutto impersonale è allegato, quello dettagliato potrà farsi soltanto avendo preventivamente le disponibilità di TUTTI i docenti.

<<<
perfettamente d'accordo
iniziamo a ragionare su quella griglia
<<<


P.S. Nella lettera ai Sindaci, poichè si fa il caso di intervento per "Partnership con singoli moduli didattici" mi pare sia necessario anche indicare il costo di un singolo modulo (€ 2.000,00 tutti e quattro, uno solo?).


certo
è da fare
Gino, lo fai te?
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franco
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[*] Inviato il 16-12-2004 at 09:51
teoria e pratica


su quanto osservato da Carlo sono ovviamente d'accordo, 20 o 30 ore di ciascuno dei quattro moduli dovrebbero essere trasversali a management/multimedialità/idea del territorio. ho soltanto il dubbio che per farlo "bene" ci sarà bisogno di un nucleo docenti che stia insieme, che sviluppi insieme. non credo possa bastare farli stare insieme 20/30 ore (e sappiamo che già questo è abbastanza difficile, viste le difficoltà che abbiamo ad incontrarci soltanto).
vi chiedo scusa, ma io ho sempre il problema di come fare le cose dopo averle pensate e, siccome non sono bravo a pensarle, ho cercato di diventare bravo nel farle.
franco
P.S. sulle economie del master?
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carlo
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[*] Inviato il 20-12-2004 at 21:53
fare è pensare e viceversa


Quota:
Originariamente scritto da franco
su quanto osservato da Carlo sono ovviamente d'accordo, 20 o 30 ore di ciascuno dei quattro moduli dovrebbero essere trasversali a management/multimedialità/idea del territorio. ho soltanto il dubbio che per farlo "bene" ci sarà bisogno di un nucleo docenti che stia insieme, che sviluppi insieme. non credo possa bastare farli stare insieme 20/30 ore (e sappiamo che già questo è abbastanza difficile, viste le difficoltà che abbiamo ad incontrarci soltanto).
<<<
direi che hai ragione è poco
ma detto questo vediamo cosa è possibile fare

prima di tutto facciamo in modo che il 14-15 gennaio ci si possa incontrare
x un incontro di definizione del master

<<<

vi chiedo scusa, ma io ho sempre il problema di come fare le cose dopo averle pensate e, siccome non sono bravo a pensarle, ho cercato di diventare bravo nel farle.
franco
P.S. sulle economie del master?


<<< fare è pensare
e viceversa

sarebbe importante raccogliere entro i primi 10 giorni di gennaio
le adesioni degli enti locali
x capire di che linfa potrebbe vivere il master
altrimenti "ciaocore"
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gino santoro
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[*] Inviato il 23-12-2004 at 18:36


Tutti abbiamo fretta, ma al momento non credo sia opportuno entrare in dettagli. Utile una griglia generale, ma ci sono ancora troppe cose (positive) in pentola e qualcuna negativa.
Intanto vi giro alcune riflessioni che dovrebbero andare sull'Almanacco di QUISALENTO
Il tema è: è possibile un 'modello Salento?"
I vuoti sono per l'inserimento delle domande.

Intanto non darei per scontato, né il ritrovamento della identità, né la diffusione del sentimento di orgoglio.
Le domande sono rivolte a me, cioè ad una persona che ha promosso o è stata coinvolta in un bel po’ d’iniziative culturali e di spettacolo, ma poggiano su postulati – verità che nella migliore delle ipotesi potrebbero costituire tracce di lavoro, oggetto di ricerca. L’impersonale non garantisce nulla. Chi, quando e come ha ritrovato la propria identità? Chi è orgoglioso di questo eventuale ritrovamento? Chi, come e perché ha interesse a costruire un modello? I termini ‘identità’ e ‘modello’ sono due termini trappola. Anzi, una trappola nella trappola.

Se facciamo interagire il tema dell’identità con l’esistenza di ciascuno, con l’avventura di ogni persona (che è nata, o vive, o attraversa la penisola salentina) sappiamo che il singolo deve districarsi tra la progettazione di un futuro possibile e la conservazione di un passato frammentario. Tra le attese del ‘nuovo’ e la ricomposizione di tracce che conservano gli echi di configurazioni delle tante identità che non sono totalmente affogate nell’oblio.
E se facciamo interagire il tema dell’identità con le stratificazioni sociali, le comunità, la trama collettiva delle esistenze, ci accorgiamo che dobbiamo fare i conti con zone di continuità e discontinuità, perdite e riacquisizioni. E col continuo vagare fra le correnti della Storia e della geografia del centro di attrazione della coscienza identitaria.
Messapia, Terra d’Otranto, Salento. L’identità che s’intravede dietro le parole è un tenue fantasma evaporato dalle comunità accucciate intorno ai campanili. Quando venne attaccata dai soldati di Acmet Pascià Otranto divenne un’isola e suoi abitanti furono condannati a diventare bandiera dell’identità cristiana attraverso il martirio. Il discorso sull’identità va manipolato con estrema cautela e lo stesso vale per le azioni finalizzate a segnare confini o a confermare caratteri.

Già De Martino, ne La fine del mondo, aveva rilevato che valeva la pena di esplorare i canali che attraversano i mondi individuali e i mondi collettivi. E, allora, piuttosto che impegnarsi a creare ulteriori separazioni vale la pena tentare di raccordare la psicologia alla storiografia, la fisica all’antropologia, l’archeologia alla sociologia, la biologia alla politica; partendo, magari, dalle zone più in ombra: quelle in cui l’identità si è dissolta, alienata. E’ nel mondo svuotato delle psicopatologie individuali che si riflettono le apocalissi culturali. Ma “potrà chiamarsi ancora <> quello della presenza che rischia di non poterci essere in nessun mondo culturale possibile?” (E. De Martino, La fine del mondo, 1977, p. 170, n.79). E il mondo della cultura non si organizza anche per raccogliere e/o emarginare le apocalissi psicopatologiche degli individui?
Non è difficile immaginare che, su questa via, sarà molto più probabile trovare identità plurali dei singoli e delle comunità, piuttosto che identità uniche e compatte.
Identità plurali che non potranno mai essere richiuse in un sistema; tanto meno in un modello: inadeguato per capire, inservibile per agire. Semmai avremmo bisogno di un metodo.

L’idea di ‘modello’ si fonda sul postulato che una situazione reale enigmatica possa essere tradotta “in un dispositivo (reale o astratto) che viene considerato l’immagine o l’analogo” di tale situazione. Ma anche sul postulato che le soluzioni trovate col modello siano applicabili alla situazione enigmatica. Il modello dovrebbe permettere di sciogliere l’enigma. Non solo: dovrebbe offrire soluzioni valide per tutte le classi di situazioni simili a quelle per le quali è stato messo a punto il modello. Detto in altro modo: il modello avrebbe il potere di tradurre il mondo reale, complicato e incomprensibile, in un mondo artificiale semplice e comprensibile. E’ inutile persino fare l’inventario dei problemi connessi al processo di modellizzazione, è sufficiente rilevare che non appena proviamo ad uscire dagli stereotipi o dai luoghi comuni ci ritroviamo avvolti in una trama di nodi inestricabili. La traduzione della realtà Salento nel modello Salento, mi pare, crei più problemi di quanti ne possa risolvere. A meno che non si voglia prendere per buone traduzioni (tradimenti) di aspetti particolari basate su ovvietà retoriche o su equivalenze quantitative. I salenti da amare, la terra della pizzica, i numeri degli eventi, degli spettatori, delle bottiglie di olio e di vino, dei depositi bancari, dei posti letto, delle case abusive, dei chilometri di costa, di strade, di ferrovie, di fogne…Modelli economici, culturali, religiosi, musicali, turistici. Modelli.
Come quello che volesse fondarsi su un Salento Magno greco o romano sol perché le fonti scritte sono greche e latine. Basta guardare i comuni inseriti nei vari programmi regionali per il turismo culturale per ‘godere’ il florilegium d’incongruenze storiche, geografiche, linguistiche… culturali.

Se dovessi tenere in debito conto le esperienze che ho attraversato, insieme ai miei compagni, (ma posso non farlo?) dalla fine degli anni ’60 ad oggi, dovrei rispondere con un NO deciso alla domanda: è possibile costruire un modello Salento?
Anche noi cominciammo cercando un modello. Nel 1970, dopo aver rinunciato ai modelli semplicistici (ma onnicomprensivi) di società che ci offrivano le diverse posizioni di sinistra e di estrema sinistra, ripiegammo sulla ricerca di un più abbordabile modello di lavoro di gruppo rivolto al territorio e tentammo d’individuare un modello di spettacolo. Lavorammo diversi mesi intorno alla traduzione drammatica di una novella di Kafka. Il testo di Una relazione accademica fu smontato in mille pezzi. Ma quando affrontammo il problema del montaggio di quei pezzi il gruppo rischiò di dissolversi. Lo spettacolo che ne venne fuori era un bel modello, ma scoprimmo subito che era utilizzabile solamente in rapporto alla esperienza che avevamo vissuto. Se lo avessimo trasferito in una scuola o in un carcere, non solo avrebbe perduto di senso, ma ci avrebbe impedito di capire e quindi di agire all’interno di quelle realtà.

Le esperienze con Carlo Quartucci e Giovanna Marini si rivelarono molto interessanti e stimolanti, ma, non appena si traducevano nel modello di carico e scarico con Camion, o di ricerca e riproposizione dei brani di musica popolare, nel nostro territorio diventavano schemi inutilizzabili. La stessa cosa era avvenuta, qualche anno prima, con le letture di Dante di Toni Comello del Trebbo di Milano e con gli spettacoli brechtiani del CUT di Bari: erano modelli conclusi in una poetica che rivestiva (come la calzamaglia nera degli attori) un frammento di mondo.
Le due esperienze che cominciarono a farci intravedere la vera natura del problema furono: l’incontro con i ragazzi disabili dell’AIAS di Cutrofiano e quello coll’Odin Teatret a Carpignano. In entrambi i casi non potevamo contare su alcun modello di riferimento. Eravamo al grado zero; dovevamo inventare tutto. Gli spazi e i tempi della rappresentazione non erano solamente dilatati come nell’animazione teatrale. E così i testi, i ruoli, le tecniche, il pubblico. Non c’erano, punto. Cominciammo a renderci conto che per capire ed agire un mondo che pullulava di modelli avevamo bisogno non di un altro modello, ma di un metodo. Non il metodo come ‘ricetta’, ‘algoritmo’, ‘programma’, ma il metodo come ‘strategia’che smonta i modelli e spinge a procedere contrattando e ricontrattando i rapporti tra il singolo, il gruppo e le configurazioni della realtà (fisica, biologica, antropologica, sociologica). Forse è stata proprio la sperimentazione della straordinaria potenza conoscitiva ed operativa del teatro come metodo, e non come modello più o meno flessibile, che ci ha fatto assumere qualche volta un atteggiamento di elitario distacco nei confronti di chi s’impegnava, più realisticamente, a proporre modelli aggiornati, specifici, scientifici, estetici.
Si è scritto molto su Carpignano e Cutrofiano, ma la maggior parte delle riflessioni ha tentato di addomesticare la complessità e la contraddittorietà di quelle esperienze riconducendole nell’ambito del modello teatrale (anche se alternativo) e del modello terapeutico (anche se alternativo). Sarebbe stato molto più produttivo rilevare, io credo, che in entrambi i casi non si era né seguito (perché non esisteva), né prodotto (perché si era solo innescato un processo) un modello; si era invece sperimentato il metodo del teatro. Soltanto una deleteria forma di pigrizia mentale ha portato ad isolare, tanto i momenti di spettacolo che la scelta di portare i ragazzi disabili nella scuola comune, dal processo, per farne dei modelli. Così le formule e le ricette (terzo teatro, inserimento degli handicappati), approntate da chi era fuori dal processo, hanno finito per nascondere il meccanismo energetico, il motore che aveva innescato e manteneva attivo quel processo. In altre parole oggi, per individuare quel meccanismo, occorre guardare al di là dello spettacolo, cioè di quel momento particolare del fare teatro, travestito da modello, in cui si tende a rinchiudere e a ridurre il metodo. Noi cercavamo e seguivamo un metodo che ci permetteva di cogliere “i legami, le articolazioni, le solidarietà, le implicazioni, le connessioni, le interdipendenze, le complessità” di un mondo sempre più metamorfico e sfuggente che altri volevano ingabbiare in programmi e progetti, o congelare in modelli.

Capimmo di essere dei privilegiati una sera, durante una cena–confronto a casa mia con l’autore della frase che ho citato, Edgar Morin. Avevamo raggiunto l’oltre dello spettacolo, la terra del metodo, seguendo il tenue e sfibrato filo di Arianna (Ariadne, Aracne) del tarantismo. Ci aveva colpito la capacità metamorfica di questo fenomeno e quella di attraversare i secoli e i contorcimenti della Storia. Dopo quell’incontro alcune domande divennero non solamente i punti (onde) di riferimento della nostra riflessione teorica, ma anche delle nostre azioni nel territorio. Erano domande come queste:
E se il fenomeno del tarantismo fosse il travestimento di un metodo efficace per capire e vivere il mondo?
Se l’impossibilità di rinchiuderlo in uno dei tanti orticelli approntati dalle scienze dell’uomo e della natura, la sua irriducibilità, erano dovute non ad incompletezza dei dati ma al modo in cui questi erano stati raccolti e costretti negli ambiti disciplinari?
Ma fu allora che ci rendemmo conto che dovevamo anche indossare con scienza e coscienza il costume della doppiezza: ai gestori del potere presentavamo come programmi e progetti quelli che per noi erano ricerca e verifica di un metodo.
Le tre tappe del Geinius loci (Asteriapoiesis, Salento. Radici d’Europa, Le donne che fecero ballare dio) hanno raccolto i risultati del lungo lavoro di ricerca-azione, ma hanno anche aperto nuovi orizzonti al metodo del teatro di partecipazione.

Il master Genius loci. Lo spettacolo del territorio, che avvieremo nei prossimi giorni, non sarà strutturato come proposta di un modello, ma come ricerca di un metodo che si srotolerà tra l’analisi dei materiali relativi alle esperienze già realizzate e un costante confronto con la complessità dell’identità plurale del Salento. E forse non avremo bisogno del costume della doppiezza: numerose istituzioni del territorio – di sicuro quelle che sostengono il master - hanno maturato la convinzione che è inutile allineare un altro modello, il modello Salento, nella galleria dei modelli turistico – culturali e che i modelli congelano il passato imbellettandolo di finto modernismo e inaridiscono il futuro costringendolo nelle strettoie dei progetti elaborati con gl’interessi del presente. Al contrario, la ricerca di un metodo favorisce la tessitura d’innumerevoli ragnatele fra le parole e le cose, gl’individui e la società, il paesaggio e la storia, la normalità e la diversità.
Possiamo perfino immaginare il Salento come una zona dello spazio – tempo in cui quello che chiamiamo realtà, disfacendosi e ricostruendosi, crea un orizzonte degli eventi entro il quale ribolle una inesauribile energia creatrice e può ancora permetterci di “danzare la vita”.






MASTER I° LIVELLO: “GENIUS LOCI. Lo spettacolo del territorio.
Soggetto promotore: Facoltà di Beni Culturali, Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti figurative, della Musica, dello Spettacolo e della Moda
In collaborazione con: Dipartimento di Scienze sociali e della Comunicazione - Università di Lecce, Amministrazione Provinciale di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese, Comune di Galatina e altri Enti Locali del Salento.
Periodo di svolgimento:
Febbraio/ottobre 2005.
OBIETTIVI FORMATIVI
Il Master “Genius loci. Lo spettacolo del territorio” è un corso di formazione avanzata post-laurea.
Obiettivi del progetto formativo sono:
Ø formare figure professionali capaci di utilizzare diverse modalità di ricerca sul campo attraverso l’uso di molteplici linguaggi, da quelli performativi a quelli audiovisivi e multimediali;
Ø trasmettere capacità e conoscenze di base, strumenti metodologici e critici appropriati alla gestione della ricerca dei caratteri peculiari di un territorio, alla progettazione e realizzazione di eventi comunicativi ed artistici connessi al genius loci di ciascun territorio;
Ø Creare esempi di teatro di partecipazione, integrati a nuove forme di comunicazione audiovisiva e interattiva
Ø acquisire strumenti di valutazione dell'impatto sociale che le diverse tecnologie esercitano sui fruitori dei mezzi di comunicazione, promovendo una coscienza attiva in grado di esprimere nuovi valori d’uso sociale delle condizioni offerte dalla Società dell’ informazione;
Ø realizzare opportunità progettuali da mettere a disposizione degli enti cointeressati al master capaci di elevare il livello dell’offerta culturale e turistica del territorio.
NUOVE FIGURE PROFESSIONALI
Il Master intende formare da un minimo di 25 a un massimo di 50 soggetti come esperti nell'uso innovativo del teatro, del cinema e della multimedialità, per la progettazione e gestione di eventi culturali strettamente connessi alle particolarità del territorio in relazione con enti pubblici e privati che operano a diversi livelli e sono interessati ad integrare la loro attività con le nuove progettualità .
CREDITI
Il Master prevede una formazione fondata sulla didattica multidisciplinare articolata in 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) che il corsista dovrà acquisire partecipando attivamente a lezioni, laboratori, visite e stages aziendali.
I singoli docenti provvederanno a mettere a disposizione dei corsisti dispense, materiali d’approfondimento, CD-Rom, link e altri riferimenti pertinenti con gli argomenti trattati.
Saranno attivi dei forum on line tematici, atti a soddisfare le necessità di informazione, di documentazione e di comunicazione all’interno della comunità d’apprendimento, su http://www.dams-salento.it

ARTICOLAZIONE DELLA DIDATTICA
La proposta didattica è articolata in:
§ 300 ore di lezioni ed esercitazioni in aula;
§ 150 ore di attività seminariali interdisciplinari;
§ 150 ore di sperimentazione “residenziale” sul campo

Il modulo residenziale è reso possibile dalla disponibilità del Comune di Galatina, della Provincia di Lecce e di altri enti locali che hanno già potuto verificare, attraverso le tre edizioni del progetto Genius loci , l’utilità del lavoro sul campo da parte di operatori qualificati e motivati. I moduli sono interconnessi, ma ciascuno costituisce un tassello dell’offerta formativa.
La durata del Master è di un anno accademico ma sarà possibile frequentare singoli moduli e/o mastercalass..
Ai corsisti, che avranno acquisito i 60 crediti previsti dal Master, verrà rilasciato l'attestato di conseguimento del Master.
I moduli formativi su tematiche specifiche sono:
1. Strategie, tattiche, progetti: organizzare eventi culturali
Partendo da un’analisi delle normative in materia di spettacoli (permessi, previdenza, sicurezza), verterà essenzialmente sulle regolamentazioni a livello di Enti Locali e Regioni e sulle fonti di finanziamento regionali, statali e comunitarie in materie di spettacolo, anche attraverso l'indagine e l'analisi criticamente organica di singoli casi e delle tendenze in atto. Particolare attenzione sarà riservata alla organizzazione logistica delle attività ed alla promozione.

2. La ricerca – azione sul campo: dal passato al futuro

Grotte preistoriche e vie dei pellegrinaggi, forme rituali (tarantismo) e affreschi medioevali, canti di lavoro e testi letterari: Un percorso interdisciplinare nella complessità del territorio salentino che ripercorre le tappe dei progetti più significativi realizzati nel Salento, da quello di Carpignano, insieme all’Odin Teatret, a “Il ragno del dio che danza”, insieme ad alcuni attori del Living Theatre e del Centre di P. Brook, ad “Asteriapoiesis”, insieme al gruppo di ricerca archeologica di Roca, alla “Notte della taranta”, fino a “Le donne che fecero ballare dio” a Galatina per Genius Loci 3.

3. Multimedialità nella televisione, nel cinema, nella videocreazione

Metodi e strategie della ricerca - azione fotografica e cine – televisiva intorno al Genius loci
Il modulo fornirà ai frequentanti elementi teorici e tecniche di applicazione con specifico riferimento ai linguaggi dell’audiovisivo. Il tutto sarà sperimentato in rapporto a storie individuali, eventi storici e situazioni artistiche e ambientali del Salento.


4. Mettere in scena le comunità. Teatro di partecipazione

Le pratiche del teatro saranno coniugate con il percorso d’integrazione fornendo agli operatori nuovi strumenti di relazione e nuove strategie per la costruzione di una società dell’accoglienza. Il metodo è quello del teatro di partecipazione.
Il modulo verrà attraversato seguendo il filo delle esperienze avviate a Cutrofiano alla fine degli anni ’60 con l’inserimento nella scuola normale dei ragazzi disabili, fino alla complessa esperienza di “Itaca” e dell’integrazione dei disabili in ambito universitario.


5. Performing Media. L’interazione tra performance e i diversi media, dalla radio al web, nell’ambito territoriale

Modulo destinato a chi , orientato nell’utilizzo della comunicazione interattiva e mobile, intende sviluppare delle competenze culturali atte a coniugare le tecnologie dell’informazione con le peculiarità del territorio, promovendo forme e iniziative di nuova spettacolarità e di comunicazione partecipativa che aprano una via creativa alla cittadinanza digitale.

Al termine del Master i corsisti sono tenuti a presentare un elaborato su di un tema concordato con la direzione del master.
L'elaborato verrà discusso pubblicamente nel corso della prova d’esame finale.

Coordinatore: Luigi A. Santoro
Responsabile dell’organizzazione: Franco D’Ippolito
Responsabile delle metodologie multimediali: Carlo Infante


COSTI
Il costo del Master è di € 2.000,00=
E’ previsto un contributo alle spese di residenzialità;
Il bando sarà reso pubblico entro il 10 gennaio 2005. Sul bando saranno specificate:
Scadenza delle iscrizioni e modalità di selezione.

per informazioni:
http://www.dams-salento.it
0832 325324
dams@dams-salento.it


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[*] Inviato il 26-12-2004 at 11:26
Rina ci ha lasciati


Rina ci ha lasciati.

Voglio ricordarla col testo di un messaggio che ci lasciò in un giorno di settembre di quattro anni fa.

Alla famiglia Santoro
(che, ahimè, ha vissuto questa mattinata in città)

E’ ora di pranzo, lo so, ma per favore non cercatemi. Dove sono? Che vi posso rispondere? Nel bosco di seta e di piccoli fauni. Sono lo spiritello che danza tra le felci, i funghetti trallalà, oppure se guardate bene sono l’aquilone che guizza verso il cielo, libero, e che manda messaggi all’azzurro per tutti i bambini incatenati a un banco di scuola; ma potrei essere il delfino che nuota allegramente nell’acqua limpida, tenero, innocente, burlone, vulnerabile, immortale.
Sono ovunque mi spinga l’estro in una giornata come questa, dono degli dei, privilegio di una pensionata che ha rotto definitivamente le acque…
A stasera, comunque. Il menù prevede funghi fritti.
La vostra Rina!

Coltiviamo la sua gioiosa energia.
gino santoro
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[*] Inviato il 26-12-2004 at 19:19
Addio Rosa d'Acciao


Rina Durante.
L'ho conosciuta alle lezioni di Cinema e Teatro dell'Università di Lecce qualche anno fa. Teneva un seminario di sceneggiatura all'interno delle lezioni di Gino Santoro.
Gli studenti che non la conoscevano chiedevano chi fosse. Quelli che ne avevano sentito parlare rispondevano: "La Scrittrice!".
Finito il corso ho continuato a frequentarla. Lei mi chiamava per sistemarle il PC. Poi mi fermavo a parlare con lei. Qualche volta mi invitava a restare a pranzo o a cena. Una volta m'ha fatto assaggiare delle "palombelle" trifolate talmente deliziose e con un gusto talmente delicato che definirli semplici funghi sarebbe stato un delitto!
I discorsi vertevano sulle sue esperienze di scrittrice, cinematografiche, teatrali e culinarie, ma soprattutto sulla musica popolare. Rina sentiva sulle spalle una certa responsabilità dell'ondata del revival odierno. Io ero curiosissimo soprattutto sui retroscena degli inizi del primo Canzoniere Salentino e del successivo Grecanico Salentino, della "Simpatichìna" e della "Camàscia". Una volta in cucina mi accennò, con la sua voce grave, un filino rauca, una delle arie tipiche delle due cantatrici. Ricordo di un passaggio melismatico che mi fece quasi rallentandolo, ma che era tipico, poi, di tutto il canto polivocale di Terra d'Otranto. Un'altra volta le feci vedere e ascoltare come suonavo la pizzica con il suo tamburo, un ottimo tamburo regalatole da Giovanni Pellegrino a memoria di una pasquetta di qualche anno prima passata alle "Pozzèlle"; lo conservava nello studio dove scriveva al computer, uno studio con al centro un grande tavolo sempre pieno di libri e fogli e con una libreria a muro carica di libri e suoi ricordi: CD, disegni, foto, libri suoi pubblicati...
Ricordo in particolare una sua osservazione che disse a lezione: che anche chi copia, nel processo di selezione effettua una scelta e quindi in qualche modo poteva anche essere considerato un processo creativo, che ovviamente poteva andare bene agli inizi.
E ricordo con intensa emozione un ammonimento che mi volle "lasciare in eredità" che, mi raccontò, esserle stato fatto a sua volta da una sua amica, emigrata poi in Canada, se non erro. "Non farti fregare dal sole!". Rimasi perplesso. Lei mi spiegò che la penisola salentina gode dello stesso effetto di riverbero della luce solare sul mare che si verifica in tutte le isole. Per questo la luce nel Salento è diversa. E se ti fai prendere dalla bellezza poi rischi di non andartene più. Rina disse che se avesse deciso, da giovane, di stabilirsi a Roma, sicuramente avrebbe avuto migliori e più occasioni, ma tuttavia era soddisfatta di come erano andate le cose per lei e del fatto di essere rimasta nonostante le maggiori avversità cui è andata incontro in un deserto salentino di bodiniana memoria.
Le risposi che anche io mi ero fatto fregare dal sole...

D'un tratto il cielo è senza il suo sole
E lo scirocco grida senza farsi sentire
Gocce di pioggia rigano la terra
Addio Rosa d'Acciaio...


Livio
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[*] Inviato il 26-12-2004 at 22:54
rina amima salentina ironica e sapiente


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Originariamente scritto da gino santoro
Rina ci ha lasciati.

l'ho saputo da pochissimo
aprendo la posta e vedendo gli avvisi del forum

a proposito
anche nel Forum del III anno
se ne parla...
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=215&page=8

ma vedo che livio è intervenuto anche qui

gino,
questo master lo dedichiamo a lei!

a gennaio porterò i funghi in suo omaggio
e brinderemo alla sua umanità geniale
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gino santoro
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[*] Inviato il 27-12-2004 at 13:25


Intervento di Alessandro Santoro

Ciao zia Rina,
scusa se ti scrivo in questa situazione. Tu non ci sei più. Ed io mi sento molto triste.
Non sono triste per te si intenda. Sei un folletto, lo hai detto tu, ed i folletti non muoiono, non farebbero mai una cosa così triste. Oltretutto a Natale.
A Natale si nasce non si muore.
Sono triste perché vorrei scrivere di te e non vorrei usare quei toni che tu hai sempre odiato, cose dal sapore nostalgico, lacrimevole.
Vorrei raccontare una sola delle innumerevoli storie che mi legano al tuo ricordo, così come hai cercato di insegnarmi. Da professionista della parola, da scrittrice. Quella specie strana di essere umano che vive la sua vita, attraversa quella degli altri e restituisce vocali, consonanti, parole, frasi.
<>.
E tra le mille cose che in questo momento si dicono di te, chi è Alessandro che parla di Rina Durante? Ci saranno i tuoi tanti amici, i giornalisti, gli editori e la politica tutta in pompa magna. Ci saranno gli esperti che proveranno a restituirti la gloria che meriti. Là nell’olimpo dei grandi forse non c’è posto. Ma un posticino vedrai verrà fuori.
Di cosa posso parlare allora? La Durante militante, comandante di barca, contadina, viaggiatrice, zia, scrittrice, regista, attrice, professoressa… troppe cose Rina Durante sei ed io non ho la forza ancora per ricordare senza sentirmi male.
Una sola cosa possa adesso raccontare. Posso raccontare la mia Rina Durante. Quella che mi ha fatto da madre- padre- sorella. Una famiglia al completo, insomma, questa è la mia Rina.
La madre tenera e apprensiva, il padre severo e rompiballe, la sorella complice e sferzante.
Posso raccontare dei tormenti scolastici.
La mia professoressa di Italiano che non mi metteva mai più di sei ai compiti in classe. E allora io tornavo a casa disperato e non vedevo l’ora di vederti, per portarti la brutta copia, per sentirti inveire sulla mia professoressa ignorante. Per sentirmi forte. Per sentirmi anche io un po’ scrittore.
E da allora ti ho inviato tutti i racconti… pochi in verità, molti ne cancellavo, temendo una tua critica furibonda.
Potrei raccontare ogni singola parola, ogni singolo colore, con qualche sforzo anche gli odori. Potrei ricordare tutto di te e potrei far piangere il Salento intero se lo volessi, o potrei chiamare giù gli dei dell’Olimpo e farli piangere intonati al frastuono dei commenti, potrei, al limite, chiamare decine di prefiche e farti cantare una nenia funebre da creparsi dalle risate, potrei buttar giù parole a fiumi o inventarne delle altre, potrei, forse, invocare il cielo e tormentarlo così tanto da farti restituire ai tuoi cari.
Potrei ritagliare i tuoi racconti e incollarli sui muri di ogni via, sulle porte di ogni casa, potrei personalmente prendere a calci in culo tutto quelli che non hanno ancora letto i tuoi libri.
Oppure potrei non fare nulla, potrei non scrivere nulla e potrei incasellarti nel capitolo: autori del novecento. Potrei farti a pezzi come faranno i critici e dividerti in tanti periodi: neo realista, decadente, rosa, azzurro, o non so cosa.
Potrei dire che il dolore è immenso e non si può scrivere in queste condizioni, ma ti farei un torto enorme.
O potrei fare come quelli che sono Salentini solo allo Stadio, o quando c’è la televisione. Quelli che comprano la maglietta con la scritta Salento e vanno all’estero orgogliosi. Si, potrei fare come quelli che Vittorio Pagano, Vittorio Bodini… ma chi cazzo sono, mentre delle gemelle Lecciso so tutto. Quelli che Salento d’amare mentre gli anziani muoiono soli con le loro storie.
E potrei ballare dieci mila pizzziche, farmi morsicare da altrettante tarante, andare in trans ballando la techno-pizzica…
Potrei fare come tanti che dimenticano e passano avanti.
Già, passare avanti… ma rispondi almeno su questo Rina: ma se dopo di te dimentichiamo, avanti cosa rimane?



Tuo Alessandro

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[*] Inviato il 11-1-2005 at 14:47
bozza comunicato presentazione Master


Comunicato Stampa

Un Master universitario per valorizzare la maggiore risorsa del Salento:
il territorio e i suoi beni culturali ed ambientali.

Sabato 5 febbraio a Lecce , presso


verrà presentato il Master universitario di I Livello Genius Loci. Lo spettacolo del territorio che, in sinergia con le comunità locali, si propone di formare da 25 a 50 laureati in grado di usare in modo creativo il teatro, il cinema e la multimedialità, per la progettazione e gestione di eventi culturali strettamente connessi alle specificità del territorio.

Il Master, dedicato alla memoria di Rina Durante, la grande protagonista della cultura salentina recentemente scomparsa, è promosso dal Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti figurative, della Musica, dello Spettacolo e della Moda della Facoltà di Beni Culturali dell’ Università degli Studi di Lecce.

Gestito dal Dipartimento di Scienze Sociali e della Comunicazione, esso conta, al momento, sui contributi di: Amministrazione Provinciale di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese, Comune di Galatina, mentre si attendono le adesioni di diversi altri enti locali.
Il Master, che si svolgerà da febbraio ad ottobre 2005, per complessive 600 ore, si propone i seguenti obiettivi formativi:
- trasmettere capacità e conoscenze di base, strumenti metodologici e critici appropriati alla gestione della ricerca dei caratteri peculiari delle realtà locali, alla progettazione e realizzazione di eventi comunicativi ed artistici connessi al genius loci di ciascun territorio
- creare esempi di teatro di partecipazione, integrati a nuove forme di comunicazione audiovisiva e interattiva
- acquisire strumenti di valutazione dell’impatto sociale che le diverse tecnologie esercitano sui fruitori dei mezzi di comunicazione, promuovendo una coscienza attiva in grado di esprimere nuovi valori d’uso sociale delle condizioni offerte dalla Società dell’informazione
- realizzare opportunità progettuali da mettere a disposizione degli enti interessati al master capaci di elevare il livello dell’offerta culturale e turistica del territorio.
La didattica è articolata per moduli interdisciplinari:
- Strategie, tattiche, progetti: organizzare eventi culturali
- Multimedialità nella televisione, nel cinema, nella videocreazione
- Mettere in scena la comunità: il Teatro di partecipazione
- Performing Media: l’interazione tra performance e i diversi media, dalla radio al web, nell’ambito territoriale.

Il Master nasce per trovare una risposta all’esigenza di ottimizzare l’offerta spettacolare del Salento, uno dei territori a più alta densità culturale e turistica d’Europa e conta di dare un contributo alla formazione di una generazione in grado di gestire questa straordinaria risorsa.

Alla Conferenza Stampa seguirà un brindisi dedicato a Rina Durante…


Per informazioni:
http://www.dams-salento.it
0832 325324
dams@dams-salento.it



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[*] Inviato il 19-1-2005 at 22:51
il documento x la comunicazione istituzionale


l'ultima versione

quella che aveva giuliano nel suo hard disk

Allegato: Genius Loci ordinamento 4_com_istituzionale.doc (49kB)
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[*] Inviato il 26-9-2005 at 15:09
versione di lavoro


per una definitiva ediginizione del master

Allegato: MASTER GENIUS LOCI_moduliRivisti_9.05.rtf (43kB)
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[*] Inviato il 24-12-2005 at 01:22
iscritti...




Allegato: iscritti al Master Genius loci.doc (34kB)
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