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Autore: Oggetto: unoetrino dice il detto e pretende risposta mai detta
unoedivino
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[*] Inviato il 15-6-2005 at 01:27
unoetrino dice il detto e pretende risposta mai detta


unoetrino replica e pretende una risposta

UNOETRINO HA QUALCOSA DA RIDIRE:



Vergogna vergognosa

diviene

se in pubblico

è detta.





La società ha privatizzato l’individuo rendendolo oggetto di dominio. Siamo souvenir, ricordo dell’uomo vivo, che vivono in balia dello SPOT pubblicitario.

Ogni souvenir ha vita passiva, contornato da elettrodomestici quali televisione e computer, che ha elevato a compagni d’esistenza. Ormai l’uomo souvenir fa quattro chiacchiere con la lavatrice e dopo ampi soliloqui con il computer, s’ingozza di rifiuti bio-farmacologici per dire a se stesso che va tutto come è solito andare.

La privatizzazione dell’uomo ha fatto dell’uomo merce per la merce. La merce non è più costruita per l’uomo, ora è l’uomo che si costruisce a misura della merce.

Nella società della comunicazione, in cui ogni uomo-souvenir, privatizzato, non comunica più con altro uomo, Unoetrino s’avvale della carta per diffondere il suo ridire.

Unoetrino indice la dimensione della piazza e del libero scambio di parola.

L’uomo deve ritornare nella piazza e incontrare altro uomo, l’agora luogo di scambio, scambio di pensiero, scambio d’esperienza. L’uomo deve riappropriarsi della dimensione d’uomo.

L’uomo deve abolire il dominio della macchina, e riappropriarsene per agevolare il suo faticare lavorativo!

La macchina per l’uomo, non l’uomo per la macchina.

L’uomo macchietta della macchina deve riappropriarsi della sua anatomia. Il corpo dell’uomo deve ritornare ad essere corpo vivo. Invito pertanto l’uomo a defenestrare gli elettrodomestici, i macchinari industriali e le bambole gonfiabili.

Che l’uomo ritorni ad essere uomo!

Unoetrino parte a risvegliare la coscienza dei futuri uomini lavoratori, ovvero gli studenti.

Lo studente, esempio folgorante dell’uomo souvenir, la cui libertà è strettamente proporzionale alle catene che lo legano alle autorità.

Nella nuova catena/famiglia, università lo studente si considera essere sociale “autonomo”, mentre dipende direttamente e congiuntamente dai due sistemi più potenti dell’autorità sociale: famiglia, Stato. Lo studente è il loro bambino educato e riconoscente.

Lo studente, in quanto individuo pensante, arriva troppo tardi a tutto.

I valori e le illusioni, che fanno l’orgoglio del suo mondo chiuso, sono già condannate come illusioni insostenibili, da lungo tempo ridicolizzate dalla Storia.

Ciò che si studia è morto!

Lo studente si nutre di carogne mummificate, il cui puzzo devasta le narici.

L’insegnamento meccanico e specializzato, che riceve, è così profondamente degradato, quanto il suo livello intellettuale al momento in cui vi accede, perché le forze dominanti, cioè il sistema economico, esigono una fabbricazione massiccia di studenti incolti e incapaci di pensare.

Il secolo nostro è la menopausa dell’intelligenza!

Nell’ora della globalità si è contemporanei ai prodotti industriali, alle mode giovanil-televisive, l’unica infanzia, che lo studente ha in comune con altro studente, è quella del cartone animato, che guardava da piccolo. È così, che tra studenti si creano i gruppetti intellettuali, coloro i quali hanno guardato Lupin si costituiranno in gruppi anarchici, coloro che hanno guardato Lady Oscar si costituiranno in gruppi femministi e coloro che hanno guardato Gigi la trottola saranno maschilisti.

La famosa “crisi dell’università” è l’aspetto d’una crisi più generale del capitalismo moderno!

L’università e la madre dei test di cultura generale, educa i suoi figli con generalizzazioni del tutto, perché i suoi figli devono essere al servizio della classe dirigente: ignoranti sul più generale generico possibile.

L’università è subordinata all’esigenze del sistema e della merce.

Università = sistema di consumo, con all’interno i suoi moderni servitori!

La miseria reale della vita quotidiana dello studente trova appagamento nella sua droga principale: la merce culturale.

Lo studente, munito di panino e maglietta con stampa, scopre la “cultura moderna” da spettatore ammirato. Nonostante la morte dell’arte, è il principale frequentatore di teatri e cineforum, è il più ghiotto consumatore del cadavere arte, congelato e messo in circolazione dal suo assassino: il Potere.

Consumano ostentatamente prodotti identici, differenziati tra loro dalla differenziazione pubblicitaria.

Ignorante come è lo studente prende per novità “rivoluzionaria” garantita quella con l’etichetta ’68, stupido surrogato di ricerca edulcorante ai fini del mercato.

Lo studente è fiero di comprare riedizioni tascabili di testi importanti e difficili, che la “cultura di massa” diffonde come romanzetti, difatti lo studente non sapendo leggerli li consuma con lo sguardo.

Quando lo studente crede di andare più in là come quegli individui, che si definiscono “rivoluzionari”, mentre non sono né giovani, né rivoluzionari, è per allinearsi alla parola d’ordine pontificia: FUORI LE TRUPPE DALL’IRAQ.

Lo studente ateo per conoscenza, credente per religione adora la carogna puzzolente di Dio e si attacca alle religioni preistoriche che crede degne di sé e del suo tempo.

Lo studente non può rivoltarsi contro niente se non si rivolta contro i propri studi.

Lo studente è un prodotto della società come la Coca-Cola e Muccino.

Lo studente è lo specchio della società in degrado degradato.

La realtà deve ricercare il pensiero, il pensiero non deve ricercare la realizzazione altrimenti diviene merce usa e getta di vari giovanilismi di giovinastri.

Ma nessuno di voi sente l’impossibilità di vivere?

La rivolta contro la società rassicura la società perché si presume che resti legata a mode giovanili che passano con il divenire operai adulti.

I “giovani” sono puro mito pubblicitario!

Il rifiuto giovanile del mondo non deve conservare un carattere astratto contro un nemico concreto!

Distruggiamo la famiglia!

Disprezziamo il lavoro senza accettarne la merce!

Essere all’avanguardia significa camminare a passo con la realtà!

Istituiamo la piazza! Lasciamo che i morti seppelliscano morti e li piangano! Riprendiamoci la vita!

Unoetrino vi invita a dire e non finirà mai di ridire.

Per aderire al movimento come soggetti coscienti contattate:

3396712805

3391058579

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