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01.08.05 MittelfestBlog for ever
dopo il Mittelfest il PerformingMediaLab inaugura il TarantaVideoBlog x la salentina Notte della Taranta d'agosto
ma le pagine del blog rimarrano sempre attive!
Questo post lo inserisco apposta x ricordarci di mantenere viva un'attenzione e inserire nei commenti alcune notazioni (x non perdersele...il web è anche una "criceteria") e magari qualche semino da far germinare il prossimo anno...
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27.07.05 TarantaVideoBlog
si procede e si va oltre, secondo quel continuo nomadismo di cui s'è parlato...

ecco qui
la traccia x il comunicato del prossimo blog,
anzi Videoblog
che si svolgerà all'estremo sud-est, in salento


La Notte della Taranta 2005
12-27 agosto – Grecìa Salentina

TarantaVideoBlog
http://www.performingmedia.org/blog

a cura di Carlo Infante, Raffaella Rivi e Antonio Rollo/PerformingMediaLab
con la partecipazione di studenti dello STAMMS dell’Università di Lecce

Il VideoBlog della Notte della Taranta svolge la funzione semplice e costante del diario di bordo on line di un evento nell’arco del suo sviluppo, giorno per giorno.
Una serie di spettatori attivi segue il suo svolgersi per pubblicare direttamente le proprie impressioni nella forma della scrittura soggettiva di un diario personale supportata da agili videoclip che rilanceranno il gioco delle visioni personali, non giornalistiche.
Ogni intervento nel blog può accogliere i 'commenti' di qualsiasi altro spettatore espandendo così la sua natura di piattaforma collaborativa, ben oltre la multitask-force degli spettatori attivi del PerformingMediaLab.


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26.07.05 la sensibilità connettiva
penso che il lavoro-gioco dello spettatore attivo
come quello intrapreso in questo glocal diario
possa essere utile x tentare d'individuare nuove forme d'interazione culturale tra i sistemi dello spettacolo e i nuovi media.
penso che ci sia molto da sperimentare oggi
più sui contesti, gli ambiti in cui accadono le cose, piuttosto che sui linguaggi come la ricerca teatrale ha fatto gloriosamente x almeno trent'anni.
E' in quei contesti che c'è da operare, iniziando a parlare non più di "pubblico" ma di "spettatori" quelle soggettività plurali che fanno del teatro il teatro.


>>> la task-force di spettatori attivi Qui-Quo-Qua, arrivata via MMS
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25.07.05 l'esodo da se stessi
Tocco terra solo ora, sono appena arrivato dall'estremo est friulano fino al far west ( da intendere alla lettera: il lontano ovest)piemontese, con la macchina carica di vini dei colli orientali e con la testa carica d'idee, stati d'animo e parole chiave che il Mittelfest m'ha sollecitato.
Una di queste ronza + delle altre: "esodo da se stessi".
E' un concetto lasciato cadere da Claudio Magris nella mattinata con il Cardinale Silvestrini e Moni Ovadia che incarna la figura ideale di curatore- medium: figura d'emblematica mediazione responsabile tra gli eventi e gli spettatori attenti e partecipi.
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24.07.05 Il coreografo della Legion d’Onore
Non c’è niente di male in un esercizio di stile, elegante poi, magari con quel tocco vezzoso tutto parigino che si permette anche di affollare il “cielo” della scena di oggetti e costumi da non utilizzare proprio per far interrogare lo spettatore sul quando e come verranno usati.
Vezzi parigini per un coreografo albanese che tanti anni fa fece sognare con spettacoli di pura energia come “Larmes blanches” e che oggi s’adagia su una”quattro stagioni” dopo essere stato nominato Cavaliere della Legion d’Onore.

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23.07.05 il crollo del velo di Maja
l'esperienza teatrale dell'ATIR attraverso la memoria del Novecento si sta avvicinando ai gangli della nostra contemporanità.
Dopo "1943" sulla Resistenza e "1968" sui movimenti della contestazione studentesca e della emancipazione operaia
ci si sta avvicinando... siamo arrivati a "1989", l'anno del crollo del Muro.
Il ganglo del nostro tempo su cui si stanno interrogando è proprio quel grande gioco di finzione che i media hanno saputo orchestrare intorno alla "fine" del comunismo "oltre cortina".
Emblematica la vicenda della caduta di Ceausescu, gonfiata dalla fandonia dei massacri messinscena ad arte da TV che riprendevano cadaveri sottratti alle celle frigorifere...
E' una riflessione sul crollo di quel velo di Maja che rappresenta il velo dell'illusione.
Dove inizia e dove finisce la verità dei fatti?
Quanto c'è di rappresentato ad arte nell'accelerato dissolvimento di un sistema?
Al di là del fatto che quel sistema comunista dell'Est sarebbe dovuto cadere comunque.

Sulla piattaforma web http://www.teatron.org/1989/
troverai una buona parte del confronto e della raccolta di testi orientati all'elaborazione drammatica in progress di questo progetto.

A commentare quest'operazione avevo scritto un breve testo che può tornare utile rileggere:
(...) ho scelto d’evocare quel famoso quadro di Magritte “La trahison des images”, che dichiara "ceci n'est pas un pipe" (ovvero:questa che vedi rappresentata non è una pipa vera).
(...)l’associo all’idea della simulazione: quel gioco tra rappresentazione e realtà che riguarda il teatro e in particolare questo progetto teatrale in progress.

ma ci torneremo su,
magari nel blog di 1989 che ho linkato qui
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23.07.05 il giardino delle delizie
momento cardine di queste giornate di Mittelfest sono le conferenze stampa che al Caffe S.Marco, epicentro di Cividale, ci fermano, ci fanno sedere e ci fanno pensare a quello che accade.
Creando un intervallo di senso in quella rischiosa bulimia di consumo spettacolare che altrimenti può essere un festival.

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23.07.05 morte in vacanza
hanno colpito sul nervo più scoperto del mondo occidentale:
la vacanza.
Ci avevano già provato, più volte, ma questa volta hanno centrato l'obiettivo.
E' il luogo topico delle vacanze che hanno ferito a morte...
ma non abbiamo paura: non dobbiamo avere paura della paura

dall'ANSA dell'ultim'ora http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200507231117207599/200507231117207599.html
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22.07.05 L’overtone mongolo
Il valore fondante di questo Mittelfest è assolutamente da cercare nella sua capacità di rilevare i diversi caratteri culturali di un est europeo ancora tutto da scoprire.
Ed è nella musica che si annidano i gangli più densi di questi caratteri, complessi ed intricati come sono state le influenze delle varie migrazioni o invasioni, cross over di popoli e linguaggi.
Nel concerto del gruppo ungherese Vizorto con l’adorata Marta Sebestyen che da anni ascolto nelle più diverse combinazioni musicali è apparso uno dei migliori musicisti incrociati negli ultimi tempi.
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22.07.05 sconfinando tra porcini e lamponi
non posso non guardarmi intorno, oltre le scene teatrali e le vestigia longobarde, il friuli m'attrae e ancor + la vicina slavonia...la Slovenia.
E colgo l'occasione al balzo


>il porcino che ho trovato al volo, mentre guidavo...
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21.07.05 Tra utopia e disincanto
E’la chiave per comprendere questo “1968” di ATIR: il rapporto tra l’utopia di una generazione che voleva cambiare il mondo e il disincanto che permette di non avvitarsi nell’illusione ideologica.
E’ una festa continua quella scena abitata da quattro attrici che ci trasmettono la migliore energia possibile per comprendere quell’era di rivolgimenti.
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21.07.05 Le stimmate di un dolore civile
La storia siamo noi, l’hanno detto in tanti e anche una canzone.
E il teatro ce lo mostra in tutta l’evidenza.
Un teatro come quello che ATIR sta reinventando operando con bella lucidità sull’essenzialità dei corpi che in una scena ricreano mondi, stati d’animo, situazioni-limite come quelle vissute nella Resistenza.
E’il primo atto della Trilogia del ‘900: “1943”.

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21.07.05 il sapere dei sapori carinziani
E' di scena luca calviello, giovane cuoco dell'Antica Trattoria Dominissini, nell'ambito del Mittelgusto con “La Carinzia in tavola”.
In questo blog -lo avrai capito - si snoda un diario privato che si fa pubblico (dal locale dell'esperienza soggettiva di uno spettatore al globale della rete e della condivisione con i commenti di altri spettatori...)- bere e mangiare rientra in questa esperienza.
tant'è che il Festival ha progettato un suo percorso.



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21.07.05 L’oscillazione di un confine
La geografia politica traccia confini spesso incomprensibili, definisce territori che nella geografia umana delle interazioni dei popoli non esistono se non per particolari impronte culturali e religiose che non sempre riescono a creare confini se non frontiere: punti di passaggio e non solo di limite.
Il confine nord-orientale ha oscillato almeno tre volte nell’arco dell’ultimo secolo, creando limiti e contraddizioni che hanno provocato ferite non ancora rimarginate.
Dentro quel nodo di contraddizioni messo in scena mirabilmente (anche se nella forma di studio, lettura, prova aperta) da Renato Sarti con uno straordinario Bebo Storti (certo è che gli riesce benissimo fare il fascista... chi si ricorda “Mai morti?”) e Tanja Pecar in “Soht (Foibe)”.

> nella foto il saluto romano di Storti in "Mai Morti" ispirato alla XMas
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20.07.05 I buchi neri della storia
Sembra un gioco di parole, ma le “foibe”, quei buchi creati dai fenomeni carsici delle acque che scavano, sono dei buchi neri emblematici.
Riemergono ciclicamente secondo le dinamiche carsiche del revisionismo storico.
Ma fanno riflettere.
Ed è questa l’intenzione di “Foibe” di Renato Sarti che stasera lancerà il suo sasso.
http://www.regione.fvg.it/mittelfest/schede/shotFoibe.htm
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20.07.05 Nokia generation
Lo sapevo ma l’avevo dimenticato. I Longobardi arrivavano dalla Scandinavia.
Hanno popolato mezza Europa e questo bel Friuli, e in particolare Cividale, millecinquecento anni prima dell’invasione Nokia: si, proprio quella dei cellulari.
Lo so potrà sembrare pretestuoso ma dopotutto quell’invasione longobarda non è sta poi così male,
proprio come quella Nokia ( non t’incaponire sul “NoLogo”…).
Quello slogan Nokia, “connecting people”, non è poi così distante dall’etica longobarda.


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20.07.05 Il mondo nuovo degli abissi
E’ un peccato, l’ho perso.
Un festival è cosi: è multidimensionale…ti sfugge sempre qualcosa.
Stavo seguendo le prove dell’ATIR perché sabato tocca allo studio su “1989” in cui teatron.org è coinvolto per la piattaforma web di scrittura drammatica in progress http://www.teatron.org/1989 .
Mi sono quindi perso le letture a cura di Maria Grazia Mandruzzato, “Per ricreare dagli abissi un mondo nuovo” sulla scrittrice Elly Hillesun http://www.regione.fvg.it/mittelfest/schede/abissi.htm
ci tenevo perché Maria Grazia porta ancora con se, nella mia memoria di spettatore, l’eco de “Le troiane” di Salmon/Marini.
Un’eco che arriva da lontano e porta lontano.

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19.07.05 Il Talmud e Internet
qualche anno fa, in un altro diario di bordo elaborato per un progetto sulla cultura ebraica
http://www.teatron.org/ebraica/diarioven4.htm
ho scritto, sollecitato da un testo di Rosen, una riflessione sul rapporto che intercorre tra il Talmud, il commentario della sacra scrittura ebraica, e Internet, l'ipertesto degli ipertesti.

Clicca li su
e troverai spunti che hanno molto a che fare con questo blog in divenire
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18.07.05 Sei una Bestia
E' una storia lunga quella che riguarda il conflitto tra umanità e bestialità, passa attraverso la violenza, quella cieca. E muta come la drammaturgia di Marinuzzi innervata alla coregrafia rigorosa firmata da Kaiser e Antonino per il BE_HE_MA(La Bestia) visto a Piazza Duomo.
I corpi giovani solcano la scena, attraversano il rumore bianco dell'elettronica e riverberano eco di dionisismo.


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18.07.05 43,68,89
Cabala? No,numeri che raccontano.
Sono date, quelle che segnano un’epoca, un secolo.
Ed è di una trilogia del ‘900 che si tratta.
Un evento speciale del Mittelfest che da giovedì a sabato scandirà il tempo del “secolo breve”.
Stamattina, alla conferenza stampa sul pellegrinaggio laico di “Beati quelli che…”, la regista-protagonista di quella trilogia, Serena Sinigaglia, la più impegnata (non solo politicamente) di quest’ultima stagione, saluta i collaboratori dell’evento che ieri notte (la replica è finita alle 2...) ha fatto scaturire teatro dal convento delle Orsoline.
Saluta tra gli altri, Mario Perrotta, attore coraggioso del nuovo epos popolare e Patrizio Dall’Argine, giovane sciamano burattinaio.

E sui tavoli del Bar scorgo un disegno che un anonimo ammiratore dedica a Serena e alla sua trilogia.

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18.07.05 l'amleto slovacco
non l'ho visto questo Hamlet di Kocan/Shakespeare (si, il drammaturgo lo metto dopo il regista, anche se è il Bardo...ok?)
vedi qua
http://www.regione.fvg.it/mittelfest/schede/hamlet.htm
mi sono perso in conversazioni illuminanti innaffiate da un sauvignon di Marinig di Prepotto che meritava tutta la mia attenzione
e di questo ringrazio l'onestà intellettuale dell'oste della Taverna Longobarda che m'ha rivelato l'ottimo equilibrio qualità-prezzo.
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18.07.05 Beati quelli che
…sono disposti a cercare il teatro dentro di sé.

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17.07.05 Sogno De Che
Ovvero: di una cosa.
Perdona quel "de che"...è una citazione autoironica e romanesca ispirata ad un certo pasolinismo...
E questo nasce da un'associazione di idee.
Dopotutto in questo blog non si fanno recensioni: non si analizza il teatro fuori (quello in scena) ma si tratta di quello "dentro" (nella mente dello spettatore, anche te...quando vuoi...cliccando su COMMENTA).

L'idea associata a questo spettacolo è un ragionamento fatto ieri notte durante il bicchiere della staffa.
E' di una Cosa che mi parlava un caro amico perso nei meandri del teatro, di quelli che da almeno dieci anni non vedo, semplicemnte perchè perso (il sottoscritto) in altri meandri, quelli delle reti,etc etc.
Ma ora con il blog del Mittelfest ci ritroviamo, intrecciamo i percorsi.
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17.07.05 la giustizia giusta
stamattina, in quel portico longobardo, Gherardo Colombo - uno dei protagonisti delle "Beatitudini"(il Discorso della Montagna) che andrà in scena stasera- noto come magistrato-chiave di "Mani Pulite", ci pone con chiarezza il dilemma in cui si confonde la giustizia: attenti a non lasciarla sola. trrincerata nell'amministrazione della giustizia!
O si riesce a coniugarla all'etica della vita civile, altrimenti si rischia di lasciarla isolata
e autoreferenziale.
La giustizia dev'essere giusta, come suggerisce il Talmud, ricorda Moni Ovadia.
Dev'essere giusta 2 volte: ottemperare sia Diritto che Misericordia.


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17.07.05 Stalingrado
E’ sempre sorprendente vedere centinaia di spettatori in ascolto che alle prime battute di una canzone, solo pochi bit, scattano con entusiasmo, riconoscendola, esaltandosi in un entusiasmo contagiante. Irradiando quell’energia che un musicista sul palco saprà bene corrispondere.
Ancora più sorprendente è assistere a questo piccolo miracolo d’empatia culturale ad un concerto degli Stormy Six banda fantasma (sono decenni che è scomparsa dalle scene) di una canzone politica che dagli anni settanta ha tracciata un’intelligente linea di confine con il rock, progressive o pop che fosse.

>nell'immmagine qui a fianco trovi la copertina di quel disco introvabile che è "Un Biglietto del Tram"
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17.07.05 Il grande imbuto
Sopra il chiostro di San Francesco, in un ampia sala, Renata Molinari ci accoglie e presenta il laboratorio che sta conducendo con decine di ragazzi dell’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e della Civica Scuola Paolo Grassi di Milano, lo Studio sloveno Za di Lubiana e l’Accademia croata di Osijek.
> Nella foto - rubata (non amo fotografare...si vede) con il mio_mobile - i ragazzi che fanno quadrato (tondo) intorno a Renata, pedagoga di rango
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17.07.05 La donna di Lot
Da tempo rivendico, con qualche vezzo, d’esprimere uno sguardo strabico nei confronti del teatro.
Lo vedo andando a cercare altro.
Eppure la “sacra rappresentazione contadina ispirata ai personaggi dell’Antico Testamento” della Genesi scritta e diretta da Ugo Chiti m’ha inchiodato. Proprio lì, sul teatro.
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17.07.05 Ronc di juri
È nel brindisi di benvenuto che il Mittelfest rivela la sua migliore natura: quella del convivio di belle sensibilità e di buone cose.
Buone come uno dei sauvignon più profumati e complessi mai bevuti, grazie all'oste Cecchini del S.Marco.
Il Ronc de juri…mi sono messo sulle sue tracce. Lo proverò ancora e ne parlerò ancora.
E’ una ricerca anche questa: il gusto confina con l’attenzione culturale. E le buone cose si vedono e si devono e si mangiano. E abbelliscono la sensibilità

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17.07.05 Gocce sulla Quinta
La Youth Orchestra ha scelto la Quinta sinfonia di Beethoven come simbolo beneaugurale del Mittelfest 2005 ma non riesce a non far piovere.
Niente paura sono solo poche gocce che scaricano la gran condensa provocata dal caldo su questa Cividale longobarda.
Qualcuno fugge, altri come me se le godono, convinti che passeranno e non rovineranno la serata.
Una rinfrescata ci voleva dopo nove ore di viaggio (di cui un’ora bruciata in una fila di 10 km al casello di Venezia…un collo di bottiglia x far pagare il pedaggio…dopo un’ora di calvario dovrebbero abbonarlo…).
Ti starai dicendo - si! Proprio te: navigatore di questo blog – perché tutte queste storie? Questo è un diario: è di una scrittura soggettiva che si tratta, non giornalistica.
E colgo questo come pretesto x invitarti a prendere in considerazione il fatto d’intervenire direttamente,
parlando (scrivendo, in rete la scrittura delle volte si riavvicina all’oralità) dei tuoi stati d’animo di spettatore.
Scrivere di quello che questo Mittelfest ti lascia addosso.
Clicca su commenta e intervieni liberamente.


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15.07.05 il presagio di un pellegrinaggio laico
sto x partire x Cividale, mi commetto x l'ultima volta x leggere la posta e mi soffermo su un'email
annuncia lo spettacolo
"Beati quelli che..."
in scena domenica 17 luglio 2005 ore 20.30, in replica alle 23.30

leggo le note informative e mi colpiscono le parole di Serena Sinigaglia,
la regista...

“Ma i cattolici di tutto il mondo lo leggono, il Vangelo? Perché se lo leggessero veramente, come potrebbero poi comportarsi come si comportano?
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12.07.05 web del mittelfest
lo trovi qui
http://www.mittelfest.org


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12.07.05 la piattaforma di scrittura drammatica partecipata
qui
http://www.teatron.org/1989/
trovi la piattaforma attivata con Atir x il progetto teatrale sul 1989: l'anno del crollo del muro di berlino


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07.07.05 un glocal diario x Mittelfest
questo blog (o weblog) significa Diario del Web: svolge la funzione semplice e costante del diario di bordo on line del festival e rappresenta l'opportunità di esprimere una scrittura soggettiva, partecipativa e connettiva che non presuppone particolare competenza telematica.
Ogni intervento nel blog accoglierà dei 'commenti' attraverso cui altri spettatori potranno inserire le proprie opinioni, dando così sviluppo al blog, inteso come 'glocal diario' in cui la scrittura personale-locale si coniuga con la dimensione globale d'internet.



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un glocal diario x Mittelfest
questo blog (o weblog) significa Diario del Web: svolge la funzione semplice e costante del diario di bordo on line del festival e rappresenta l'opportunità di esprimere una scrittura soggettiva, partecipativa e connettiva che non presuppone particolare competenza telematica. Ogni intervento nel blog accoglierà dei 'commenti' attraverso cui altri spettatori potranno inserire le proprie opinioni, dando così sviluppo al blog, inteso come 'glocal diario' in cui la scrittura personale-locale si coniuga con la dimensione globale d'internet.
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a cura di carlo infante - web production [teatron.org] - web concept [antonio rollo/performing media lab]