E' dei giorni scorsi l'uscita in libreria di un bellissimo volume dal titolo Album italiano (Editori Laterza) a cura di Valerio Castronovo. Sembra fatto apposta per questo blog perche' anche questo volume raccoglie testi ed immagini su feste e riti, recenti e tradizionali, a carattere civile, religioso, pagano.
Molto coerenti e in linea con i temi sviluppati dal nostro blog le riflessioni sui riti della Settimana Santa a Taranto e quelle sui rave; insomma si allunga e rafforza il ponte tra modernita' e tradizione.
Di seguito alcuni passaggi importanti:
Rievocazioni spesso spettacolari, talvolta mescolate ad antichi riti pagani e generalmente molto sentite e frequentate, sono lo scenario in cui il mondo cristiano si appresta a celebrare il grande mistero della morte e resurrezione di Gesu'. Tra queste, la Settimana Santa di Taranto e' considerata una delle più solenni.
Primo appuntamento la domenica delle Palme, quando in chiesa si stabilisce all'asta chi avrà il diritto di portare le statue in processione. Segue il pellegrinaggio ai Sepolcri il giovedi' santo. Il percorso viene compiuto dalle 'poste', coppie di portatori o 'perdune' (perdoni) della Congrega del Carmine, vestiti di bianco e incappucciati, che non portano la corona di sterpi ma indossano il cappello, come si conveniva al viaggiatore. Nel darsi il cambio nell'adorazione dei Sepolcri, i perdune si fanno una scambievole riverenza, ''u salamelicche' (dall'espressione araba equivalente al nostro 'la pace sia con voi'), colpendosi il petto con il rosario.
Sempre il giovedi' santo, poco prima della mezzanotte ha inizio la processione dell'Addolorata: la statua della Vergine viene condotta per tutta la notte dai perdune, che procedono da una chiesa all'altra con un'andatura dondolante chiamata 'nazzecata' (da 'nazzecare', cullare) nell'inutile ricerca del figlio. Il venerdi' santo comincia la processione dei Misteri. Fu introdotta nel 1765 da un nobile tarantino, don Diego Calo', che dono' alla Confraternita del Carmine le due statue di Gesu' Morto e dell'Addolorata.
Ad aprire e chiudere il corteo religioso è la 'troccola', uno strumento ligneo che serve al 'troccolante' per scandire il ritmo; seguono il gonfalone, ovvero la bandiera della Confraternita del Carmine, e la Croce dei Misteri; quindi una processione di statue: il Cristo all'Orto, la Colonna, l'Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, il Gesu' Morto e l'Addolorata. Fatta eccezione per il Gesu' Morto, tutte le statue vengono trasportate a spalla dai perdune scalzi e incappucciati e con il capo cinto da una corona di spine.
La processione arriva all'alba dal sabato alla Chiesa del Carmine, che si apre alla 'bussata' del troccolante, per concludersi fra le più belle marce dedicate al Cristo morto e risorto.
Rave
Scatenati ritrovi di masse di giovani e disc jockey internazionali? Sballi collettivi a base di alcool, droghe e danze sfrenate di vaga reminiscenza hippy? O solo una forma di aggregazione di una generazione informale e postmoderna che ripesca dal passato forme di divertimento care agli anni Sessanta? Questo e molto altro è un rave.
I rave nascono verso la fine degli anni Ottanta in Inghilterra come feste illegali. Iniziavano a mezzanotte e duravano fino all'alba, trasgredendo le leggi vigenti che fissavano orari obbligatori per la chiusura dei locali e la somministrazione di bevande alcoliche.
Volutamente alternativi, vagamente politicizzati, del tutto illegali, i giganteschi raduni itineranti sono organizzati a sorpresa in luoghi sempre diversi: nelle campagne delle periferie in estate, per poi spostarsi in inverno nei luoghi cari all'architettura industriale, come capannoni abbandonati, stazioni ferroviarie o vecchi gasometri.
Il pretesto e' da sempre la musica: techno, big beat, fat beat, jungle, garage, drum'n'bass, mischiata al computer come in un cocktail, in una atmosfera resa piu' esaltante dalle luci stroboscopiche. Nessuno sa mai dove e quando si terra' il prossimo raduno. Proprio nel confronto con le forze dell’ordine i nuovi hippy si sono rilevati una comunita' capace di mettere in atto elaborati piani di conquista e difesa del territorio, anche grazie a un eccellente sistema di comunicazione, basato su un misto di passaparola e Internet, e volto a informare gli amici a depistare (con luoghi e date sbagliate) la polizia.
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