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di ATLANTE NEOBAROCCO

Il gesto e il sipario. La gestualità nell'iconografia barocca

Antonio Cassiano

A Lecce e nel Salento il barocco e' inteso come categoria che trascende il tempo e anche il mondo delle arti, passando dall'architettura e dalla scultura alla natura stessa degli abitanti, ai loro astuti ideali e gesticolamenti, alle morfologie e alle fisionomie che sembrano proporre maschere teatrali.



Anche nella parte decorativa il Barocco leccese si connota di un aspetto singolare rispetto alla realta' delle altre capitali del Barocco, dove un ruolo primario e' assolto dalla pittura.
A Lecce invece il compito di incantare e stupire lo spettatore e' demandato alla scultura piu' che alla pittura, che solo in rari casi, e tutti nel '700, diventa l'elemento dominante della decorazione.

E' cosi' l'altare che organizza la vera festa barocca.
Un ruolo fondamentale in questa scelta lo ebbe la pietra leccese, largamente disponibile nella regione, tanto tenera e docile da assecondare le piu' estrose richieste dell'immaginazione.
Gli altari sono organizzati come facciate di chiesa, e questo scambio continuo tra esterni ed interni porta ad impiegare gli stessi elementi compositivi della struttura: colonne tortili o a fusto, timpani e finestre e balconi definiscono facciate o altari.
Sono veri e propri prosceni, dove spesso in maniera allegorica ma realmente, i drappeggi si aprono per consentire ai fedeli la lettura di un episodio di storia religiosa, e dove una folla di santi e sante animano la scena da veri protagonisti, insieme a comprimari come angeli, putti, animali esotici ed irreali, simboli di virtu' o peccati.
Tutti insieme contribuiscono a definire quella voglia di stupire, di amplificare, di sorprendere.

Scenari effimeri e macchine da festa punteggiano le ricorrenze barocche nella citta'/ chiesa: genetliaci, nozze, processioni dei santi patroni, sono le occasioni di mirabolanti teatri nelle chiese, sui sagrati e nelle piazze.
Nei centri di Lecce e del Salento tutto e' movimento, e' scenario per esibizioni, e' il grande teatro della vita.













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cira ha scritto:

Ecco dunque la sintesi tra barocco e neobarocco. La ricerca sembra essere qui al suo punto zero, punto da cui partire per esplorare a fondo le connessioni - incredibili ma drammaturgicamente interessanti - emerse in questo prolifico blog.
E' come se avessimo letto nei frammenti colorati di un caleidoscopio che ha attraversato il tempo, lo spazio, i sapori e gli odori delle città coinvolte, a volte forzando gli schemi storiografici voluti dalle date, altre i confini geografici, altre ancora i confini linguistici e idiomatici. Una frammentazione che è diventata giochi di luce e di rifrazioni, creatrice di nuove connessioni e di nuove visioni, rivelatrice di fattori identitari dimenticati e di nuovi saperi da conoscere.

Cira
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