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di ATLANTE NEOBAROCCO

la notte della taranta del secolo scorso

da altre latitudini
lontane tutte a nord
dalla parte opposta del salento
dalla valle d'aosta ( e meglio ancora dalla valtournenche...quella sotto il Cervino)
scrivo qui appena tornato a casa, a valle, a torino

e vado sul web x vedere come scorre il blog: poca roba... qualche commento...
ma qualcosa arriverà ne sono certo

nel frattempo ripesco dal mio hardisk un articolo che scrissi sulla notte della taranta del 99
un'edizione del secolo scorso

LO PUBBLICO QUI SOTTO,clicca su SEGUE!

e ritrovo dei ragionamenti ad hoc (e nomi che non c'entrano + niente) sui quali varrebbe la pena ragionare

come quello di espansione della coscienza...
che mi ricorda Timothy Leary (quello della Beat Generation)
e riguarda anche la politica
passando per la musica...

carlo i.

La Notte della Taranta (edizione 1999)

Ci sono territori che esprimono un’alta densità culturale, quella profonda, autentica, originaria. Uno di questi è il Salento. Qui, nella provincia di Lecce, c’è Melpignano che in questi ultimi anni si sta caratterizzando come un epicentro di quel 'pensiero meridiano' in cui le tradizioni popolari si coniugano con la contemporaneità facendo rivivere lo spirito della grecita' alle soglie del Terzo Millennio.
Un’occasione straordinaria per rilanciare questo processo è la 'Notte della Taranta' che trova in una notte musicale d'agosto il suo apice.
Il Consorzio dei comuni della Grecìa Salentina e l'Istituto Diego Carpitella (in nome del grande protagonista dell’ etnomusicologia italiana) hanno promosso ad agosto un concerto che vede interagire con i musicisti della 'pizzica tarantata' un maestro concertatore affinato ai suoni del nostro tempo.
Quest'anno,dopo l’exploit di Daniele Sepe nell’edizione scorsa, il musicista chiave è stato Piero Milesi , grande ideatore di raffinati affreschi sonori ( come le musiche per il film 'L’Osservatorio Nucleare del sig.Nanof' di Paolo Rosa-Studio Azzurro, splendida opera troppo poco vista) e prezioso arrangiatore degli ultimi dischi di Fabrizio De Andrè (avete presente la struggente base orchestrale su cui s’innestano le voci femminili sarde che aprono l’album?).
Dopo settimane di workshop intenso che fanno di questo progetto un’occasione reale di confronto tra sensibilità diverse alla ricerca di una fusione musicale e culturale arriva il concerto atteso in tutto il Salento, e non solo, come un grande evento. E a confermarlo sono le diecimila persone e più che hanno intasato le strade, oltre che la collassata piazza, del piccolo (ma prezioso nelle sue architetture di barocco leccese) centro salentino.
Molti lo vivono come una Festa ma è qualcosa di più : un concerto che sfiora livelli di alta intensità armonica innervati da un andamento ritmico conturbante, quello dei tamburelli della 'pizzica'.
Rimane forse sospesa nell’aria l’aspettativa di un coinvolgimento rituale che evochi quel 'tarantismo' originario di queste zone e che tutt’oggi vive nelle forme residue di un dionisismo sentito come desiderio di trance mediterranea.
Per chi cerca questa spinta vitale trova in figure come l’extra-sociologo Pietro Fumarola e il Sud Sound System i punti di riferimento di una sperimentazione che coniuga arcaicità e futuro in una 'techno-pizzica' che rilancia il gioco dell’alterità come risorsa vitale.
Per cogliere invece la dimensione piu' etnica di questi valori c’è la Festa di San Rocco a Torrepaduli in cui s’incontrano i vecchi maestri di tamburello e di 'pizzica scherma', una danza dal sapore marziale e sensuale insieme.
Tutti questi elementi non sono certo disattesi dall’operazione della 'Notte della Taranta' ma vengono però contestualizzati in un ambito musicale che tende a spostare più in avanti la questione, cercando un’ibridazione musicale con il sentire contemporaneo. Il concerto clou veniva anticipato da una serie di eventi sparsi 'a ragnatela' (proprio come quella del ragno...) nei vari comuni della grecìa salentina per poi dare spazio, nella lunga coda notturna di spontaneita' musicale, a protagonisti come Uccio Aloisi, una 'voce antica' di cui ricordo ancora una performance in un campo di tabacco molti anni fa.
A sostenere l’intera operazione c’è poi una rivista 'Melissi' ( significa 'ape' in griko) a cui è allegato un cd (ripreso dal vivo e mixato sapientemente da Paolo Modugno) che raccoglie parti del concerto dello scorso anno.
Qui trovano sviluppo quei temi di cui sono perfettamente consapevoli i due direttori artistici della manifestazione, l’etnomusicologo Maurizio Agamennone e lo studioso musicale Gianfranco Salvatore, insieme all’assessore-producer Sergio Blasi, di cui si può parafrasare il concetto-fulcro del progetto, rilanciandolo come un segnale di strategia culturale : '...espandere la coscienza della musica tradizionale salentina...'.

Carlo Infante
(per il Giornale della Musica, settembre 1999)
. _________[23-08 16:40]

carloi ha scritto:

rileggendelo trovo dei passaggi chiave per un ragionamento evolutivo sul rapporto tradizione/tradimento...
. _________[13-11 00:28]