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Virtù eroiche dei santi
A proposito di santi vi segnalo "Santi barocchi", un libro bello ed interessante di Jean-Michel Salmann pubblicato nel 1994 da Argo editore.
Salmann sostiene che i santi nella cultura barocca raccolgono quel bisogno collettivo di protezione che si traduce in un universo di pratiche e tecniche devozionali.
Segnalo alcuni suoi passaggi davvero illuminanti:
I santi nell’immaginario culturale
“Il santo non diventa tale dopo la morte, lo è già durante la vita, nella pienezza dei poteri soprannaturali che il gruppo gli attribuisce… Dal momento in cui si manifesta il suo desiderio di conversione…, egli rivendica un posto particolare nell’immaginario culturale, cui non può sfuggire. Ogni sua azione, tutte le parole che pronuncia sono ormai interpretate in funzione di tale immaginario”, anche se a volte egli “nega di essere dotato di poteri soprannaturali”. In effetti, aperte manifestazioni di devozione a volte irritano “il senso dell’umiltà e della discrezione” del venerabile.
Una volta verificatasi la conversione alla santità, il santo è tenuto a compiere miracoli agli occhi dei fedeli. Tuttavia, non dovrà oltrepassare il limite se non vuole “attirare i fulmini delle autorità” religiose. È risaputo che i santi hanno spesso “avuto a che fare con l’Inquisizione”, essendoci nella santità “una dimensione di provocazione” e di disturbo dei “valori normalmente accettati”. In particolare, è la santità femminile che desta maggiori sospetti nella Chiesa cattolica, la quale è stata “segnata da un feroce antifemminismo”….
I corpi dei santi
“Il corpo del santo viene percepito dai fedeli come il supporto della santità”. Dunque, egli comunica il suo martirio attraverso il suo corpo con tenacia e perseveranza. Il corpo diventa “l’immagine condensata di tutte le miserie fisiche del mondo…. È in tali circostanze che il venerabile acquista la fama di castità eroica senza la quale la santità non è concepibile”….
“L’estremo rigore dei digiuni e del rispetto delle prescrizioni alimentari è una caratteristica della santità femminile, al punto che si può parlare di una vera e propria «santa anoressia»”.
Un'altra manifestazione della santità è rappresentata dalle visioni o da “altre situazioni di temporanea perdita del senso della realtà…. L’estasi costituisce una delle forme esteriori della ricerca mistica femminile”, segnata da “visioni di santi e della Vergine… Le donne somatizzano le loro esperienze”, e “il percorso iniziatico che le porta all’unione mistica” è visibile sul loro corpo.
Un’altra qualità del corpo santo è “l’odore, il famoso «odore di santità»….. Si tratta di un odore strano, piacevole, ma difficilmente descrivibile…. Oltre all’odore, altri fenomeni prodigiosi segnalano al fedele la qualità particolare del santo. Accade ad esempio che [il loro corpo] sia circondato da un alone di luce”, o che essi consumino un enorme quantità di acqua per spegnere “un intenso fuoco interiore”. Ancora, un’altra particolarità è l’impressionante quantità di lacrime che essi sono in grado di versare.
La funzione sociale dei santi
Nel parlare di santi, non si può prescindere dal chiedersi quale sia “la funzione sociale della santità …. Si potrebbe dire che il santo serve soprattutto a fare miracoli…. Il tentativo della Chiesa è quello di dimostrare che [questi] sono solo una conseguenza dell’esercizio delle virtù a livello eroico”, le quali “sono molto più importanti di qualsiasi tipo di miracolo….”
“L’attività miracolosa” si presenta sotto aspetti molto diversi. Le fonti parlano di prodigi, poteri profetici e poteri taumaturgici. “Il rapporto tra questi campi varia a seconda del venerabile…. La sola distinzione fondamentale” è quella tra “miracoloso femminile” e “maschile”.
Nei prodigi e nelle leggende dei santi vi sono dei tratti costitutivi dello sciamanesimo che provano come la santità non sia “altro che la sua versione cristianizzata….. Il venerabile innanzitutto possiede poteri sugli elementi naturali: fa piovere durante la siccità, fa rientrare nel loro letto i fiumi straripati,….spegne gli incendi”. Inoltre, “tutti i venerabili, uomini e donne, si dimostrano efficacissimi contro il maligno….”
“Il dono della profezia è una caratteristica della santità femminile. Tutte le donne hanno la reputazione di essere delle profetesse, reputazione che fa sì che vengano regolarmente consultate dai loro fedeli…. L’esistenza del dono della profezia nei venerabili maschi” in genere si manifesta in modo diverso, e “si avvicina di più all’attività taumaturgica… Nella coscienza dei fedeli il potere taumaturgico è verosimilmente legato alla benedizione sacerdotale e quindi al privilegio esclusivamente maschile che rappresenta il sacramento dell’ordinazione”.
“Niente nella vita di un santo è legato al caso”. La santità non può “venire acquistata attraverso i meriti: si diventa santi per elezione divina fin dalla nascita”.
Francesca Lupoli
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