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di ATLANTE NEOBAROCCO

Ehrenpforten und Trionfi im Erzbistum Salzburg zur Barockzeit

Sintesi dell'intervento tenuto da Barbara Lepshi al convegno Atlante Neobarocco, Siviglia, 26 -27 novembre 2004

Die Idee des Triumphes, welche die Renaissance ebenso wie die Barockzeit durchzieht, läßt sich auf zwei Vorstellungsbereiche zurückführen: Der erste liegt in der abendländischen Kirche, wo der Sieg der Tugenden über die Laster, der Sieg des Geistigen also durch den Begriff des Triumphes dargestellt wird.

Der irdische Kampf und der himmlische Triumph der Kirche Ecclesia militans und Ecclesia triumphans sind ein fester Bestandteil im mittelalterlichen Denken. Doch nicht der altrömische Triumphzugsgedanke dominiert das Mittelalter, sondern symbolische Darstellungen, wie uns Kathedralplastiken zeigen, bei denen die 'Bösen' unter den Füßen der Sieger liegen. Die zweite Wurzel des Triumphgedankens findet sich in der Dichtung des Humanismus, der seinerseits wieder den antiken Triumphgedanken aufgreift. Francesco Petrarcas Trionfi sollen als Beleg dafür genügen. Der Triumph als Festzug fand seine Verbreitung aber auch im kirchlichen Bereich Heilige, Fürsten, Bischöfe, aber auch mythologische Helden werden als Sieger der Tugend über das Laster dargestellt. Seit der Mitte des 15. Jahrhunderts sind nicht nur gemalte, sondern auch real durchgeführte Trionfi bezeugt, also Prozessionen mit den 'carri' und ihren allegorischen Personifikationen und Aufbauten. Die Ehrenpforten, durch welche der Triumphator und der ganze Triumphzug hindurch schritten, verbildlichen den Triumphgedanken und die Ideen der Ehre, des Ruhmes, der Macht und Hoheit und heben den zu Ehrenden über alles Vergleichbare hinaus. Charakteristisch an den Ehrenpforten ist, dass sie, gleich den Menschen, ephemer sind, aus vergänglichem Material wie Holz gebaut und nach den Feierlichkeiten wieder abgebrochen wurden. Das bedingt, dass man viele von ihnen nur mehr aus zeitgenössischen Beschreibungen und bestenfalls von Stichen kennt.
Der Grund, warum in Salzburg die Triumphidee besonders verwurzelt war, mag in der engen Verbindung des Erzstiftes mit dem päpstlichen Rom liegen, wo diese Idee bereits auf einer langen Tradition basierte. Seit dem frühen 12. Jahrhundert baute man Ehrenpforten für die Possessio, den feierlichen Eintritt des neu gewählten Papstes. In Salzburg inszenierte man ähnliche Einzüge der Erzbischöfe bei ihrem Amtsantritt, und zwar von 1612 mit dem Einzug des Erzbischofs Markus Sittikus bis 1816, als Kaiser Franz I auf seiner Durchreise in Salzburg mit Ehrenpforten gehuldigt wurde. Die Zeit der wirklich großen Feste, in denen sich der dem Barock inne wohnende Repräsentationswillen manifestierte, beschränkt sich allerdings auf das 17. Jahrhundert. Kennzeichnend für Salzburg ist auch das Bewusstsein der ununterbrochenen Tradition des geistlichen Fürstentums seit der Zeit von Rupert und Virgil, der Landespatrone, deren Vita immer wieder auf den Ehrenpforten dargestellt wurde. Aber auch die heilige Erentrudis wurde anlässlich der Translatio ihrer Gebeine mit Ehrenpforten gewürdigt. Seit Markus Sittikus wurden die Fronleichnamsprozessionen mit Trionfi bereichert, Triumphwägen begleiteten Karfreitagsprozessionen und die weltlichen Trionfi in der Fastnacht orientierten sich z. B. an den Theaterfesten der Medici. Höhepunkte in der Salzburger Triumphgeschichte stellten zweifelsohne das Fest der Domweihe 1628 sowie die Säkularfeier 1682 anlässlich des 1100-Jahr-Jubiläums des hl. Rupert dar.
Der Kult des heroischen Menschen, des Fürsten und Feldherrn war seit der Renaissance in Salzburg kein unbekannter mehr und spiegelte sich somit in den profanen Ehrenpforten wider, wie man anlässlich der Durchreise Kaiser Leopold I im Jahr 1665 und jener der kaiserlichen Braut Amalia Wilhelmina 1699 sehen konnte.

Barbara Lepschi

. _________[15-10 09:05]

cira santoro ha scritto:

Porte d'onore e Trionfi

L'idea del trionfo, presente nel rinascimento e nell'epoca barocca, ha due radici:
La prima e' nella chiesa occidentale, nella quale la vittoria delle virtù' sopra i vizi e' rappresentata nel trionfo. Nel Medioevo dominano raffigurazioni simboliche come mostrano le sculture nelle cattedrali, dove il cattivi sono sotti i piedi dei vincitori. La seconda radice del pensiero di trionfo si trova nella poesia dell'umanesimo, si pensa pure a Francesco Petrarca.
Il trionfo come processione e' presente nell'ambito della chiesa - santi, principi, vescovi, eroi della mitologia sono rappresentati come vincitori delle virtu' sopra il vizio. Dalla meta' del '400 vengono fatti trionfi con 'carri' e personificazioni allegoriche.
Le Ehrenpforten, le porte d'onore, mostrano le idee dell'onore, della fama, ma sono, uguali agli esseri umani, effimere dal punto di vista del materiale. Così molte di esse sono conosciute solo tramite descrizioni contemporanee e incisioni.
A Salisburgo l'idea di trionfo e' importantissima nell'epoca barocca anche per via dello stretto rapporto con la Roma papale, dove quest'idea ha una lunga tradizione. Gia' nel secolo XII si costruiscono le porte d'onore per il Possessio. A Salisburgo si fanno trionfi simili per le inaugurazioni degli arcivescovi, cioe' dal 1612 con l'arcivescovo Marco Sittico fino a 1816 per l'imperatore Franz I. Il periodo delle celebrazioni veramente grandi e' il '600.
Tipico per Salisburgo e' la consapevolezza di una tradizione ininterrotta del principato religioso a partire dai santi Ruperto e Virgil, la loro Vita viene rappresentata diverse volte sulle porte d'onore. Un arcivescovo fa costruire una porta d'onore anche per la traslazione della santa Erentrudis. Trionfi e carri accompagnano le feste di Corpus Dominus, quelle del Venerdi' Santo e anche il Carnevale. Pero' il culmine della storia trionfale e' senza dubbio la festa della consacrazione del nuovo Duomo 1682 e il Giubileo di San Ruperto 1682.
Alla fine non dobbiamo dimenticare le porte d'onore per delle occasioni profane come quella per l'imperatore Leopold I nell'anno 1665 o alla fine del '600 quella per la sposa di un altro imperatore, Amalia Wilhelmine.
. _________[08-11 22:10]

manuel ha scritto:

bello!

mi fa pensare all'idea di "porta" o "soglia" attraverso cui passava un tempo il trionfo

il trionfo stesso aveva la funzione di fermare il tempo pubblico e di zoomare su di un evento da ritualizzare

oggi i trionfi dove e cosa sono?

bella domanda cui non so rispondere

come si ritualizzano?

essi forse si svolgono negli spazi del web: i "portali" virtuali-rituali sostituiscono un rapporto con lo spazio della processione-misura del mondo, lo fanno con un'altra forma di processione-esposizione delle immagini sacre e di potere: quella del passaggio di pagina in pagina e del minimo infimo click

alla processione si sostituisce la “sequenza”
alla ritualità pubblica si sostituisce la mondanità casalinga del “io-sto-qui-da-solo-ma-da-qui-vedo-il-mondo”
i personaggi di questo salto dallo spazio urbano a quello digitale dello schermo dove sono?

la città una volta era la “profondità” ora essa è il lucore di una superficie di cristalli liquidi

tutto questo implica un diversa idea di tempo
quale tempo, in che tempo, in quanto tempo

trionfo del milionesimo di secondo del calcolo al silicio

… scusate il delirio, ma non ho resistito

Manuel
. _________[15-11 15:19]