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Autore: Oggetto: 2004! Ipermedia e Teatro_ Uni.LECCE_STAMMS_II anno
antog
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 10:32


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Originariamente scritto da paul frank
Riparlando di Netattivismo,mi piacerebbe sapere, se anche in Italia, questo movimento sia presente.
Come ben sappiamo, nel nostro paese, sia la televisione di Stato, sia la televisione privata, si trovano sullo stesso schieramento.
Queste manipolano le reti, in quanto esiste la censura che ostacola qualsiasi trasmissione della realta'.
Mentre, grazie al Netattivismo, si smascherano le verita' e si fa si' che le notizie non siano manipolate a piacimento dei media.
Quindi penso che, sia importante contribuire attivamente a diffondere la verita', sia essa buona o cattiva.
Vorrei saperne di piu' a riguardo...



Mai come in questi ultimi mesi, le tensioni sociali innescate dalla pervasività dell'innovazione tecnologica stanno assumendo l'aspetto di un vero e proprio scontro. Da un lato del ring, troviamo il cosiddetto "ordine costituito", rappresentato dalle forze governative e dalle grandi major del software e della musica; dall'altro, il folto sottobosco di sviluppatori, navigatori, cittadini, persone comuni che viene spesso definito come "popolo della rete". Sul tavolo del contendere c'è il futuro della diffusione della conoscenza, che i primi vorrebbero regolamentare attraverso leggi sempre più restrittive per aumentare il controllo sociale e il fatturato imprenditoriale, e che i secondi vorrebbero invece mantenere nella sfera del pubblico dominio. Sull'evoluzione e sulle caratteristiche di questa intricata vicenda globale, Apogeo manda in libreria in questi giorni PopWar. Il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito, un'interessante analisi che porta la firma di Stefano Gulmanelli e Arianna Dagnino.

Nelle 150 pagine del libro, gli autori disegnano una perfetta panoramica del NetAttivismo, innovativa forma di impegno e protesta sociale realizzata attraverso l'impiego delle nuove tecnologie. Ecco quindi un primo pregio del testo, che è quello di anteporre le idee e le parole del popolo della rete a quelle degli stereotipati studiosi che vengono generalmente citati. Ne viene fuori una ragnatela densa e frastagliata di tecnologie, passioni e intelligenze connesse che cerca di lottare e di trovare una terza via rispetto alle tendenze neo-protezioniste che la politica americana, con il varo del Digital Millennium Copyright Act, sta imponendo al mondo intero e in primis all'Unione Europea. Difficile capire quale potrebbe essere l'esito di questo paradossale scontro politico. Mentre tutti sperano in una soluzione che tuteli sia gli interessi industriali in gioco sia quelli degli utenti consumatori, si staglia sullo sfondo il rischio di una radicalizzazione delle posizioni contrapposte: a un ulteriore irrigidimento normativo, corrisponderebbe una ghettizzazione dei NetAttivisti che continuerebbero a svolgere le loro anarchiche attività di ricerca e di informazione in circuiti volutamente blindati agli estranei (esistono già software di file sharing che agiscono scondo queste modalità).

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time rocker
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 11:19


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Originariamente scritto da carlo


"non odiate i media,
siate i media"
Jello Biafra, leader del gruppo punk Dead Kennedies

cosa vi fa pensare?


punk is (not) dead (kennedys)!!!!!!!

deadkennedys.jpg - 12kB
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paul frank
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shocked.gif Inviato il 10-5-2004 at 13:01
netattivismo


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Originariamente scritto da antog
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Originariamente scritto da paul frank
Riparlando di Netattivismo,mi piacerebbe sapere, se anche in Italia, questo movimento sia presente.
Come ben sappiamo, nel nostro paese, sia la televisione di Stato, sia la televisione privata, si trovano sullo stesso schieramento.
Queste manipolano le reti, in quanto esiste la censura che ostacola qualsiasi trasmissione della realta'.
Mentre, grazie al Netattivismo, si smascherano le verita' e si fa si' che le notizie non siano manipolate a piacimento dei media.
Quindi penso che, sia importante contribuire attivamente a diffondere la verita', sia essa buona o cattiva.
Vorrei saperne di piu' a riguardo...



Mai come in questi ultimi mesi, le tensioni sociali innescate dalla pervasività dell'innovazione tecnologica stanno assumendo l'aspetto di un vero e proprio scontro. Da un lato del ring, troviamo il cosiddetto "ordine costituito", rappresentato dalle forze governative e dalle grandi major del software e della musica; dall'altro, il folto sottobosco di sviluppatori, navigatori, cittadini, persone comuni che viene spesso definito come "popolo della rete". Sul tavolo del contendere c'è il futuro della diffusione della conoscenza, che i primi vorrebbero regolamentare attraverso leggi sempre più restrittive per aumentare il controllo sociale e il fatturato imprenditoriale, e che i secondi vorrebbero invece mantenere nella sfera del pubblico dominio. Sull'evoluzione e sulle caratteristiche di questa intricata vicenda globale, Apogeo manda in libreria in questi giorni PopWar. Il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito, un'interessante analisi che porta la firma di Stefano Gulmanelli e Arianna Dagnino.

Nelle 150 pagine del libro, gli autori disegnano una perfetta panoramica del NetAttivismo, innovativa forma di impegno e protesta sociale realizzata attraverso l'impiego delle nuove tecnologie. Ecco quindi un primo pregio del testo, che è quello di anteporre le idee e le parole del popolo della rete a quelle degli stereotipati studiosi che vengono generalmente citati. Ne viene fuori una ragnatela densa e frastagliata di tecnologie, passioni e intelligenze connesse che cerca di lottare e di trovare una terza via rispetto alle tendenze neo-protezioniste che la politica americana, con il varo del Digital Millennium Copyright Act, sta imponendo al mondo intero e in primis all'Unione Europea. Difficile capire quale potrebbe essere l'esito di questo paradossale scontro politico. Mentre tutti sperano in una soluzione che tuteli sia gli interessi industriali in gioco sia quelli degli utenti consumatori, si staglia sullo sfondo il rischio di una radicalizzazione delle posizioni contrapposte: a un ulteriore irrigidimento normativo, corrisponderebbe una ghettizzazione dei NetAttivisti che continuerebbero a svolgere le loro anarchiche attività di ricerca e di informazione in circuiti volutamente blindati agli estranei (esistono già software di file sharing che agiscono scondo queste modalità).


Ciao Antog,
ti ringrazio per la segnalazione del libro, anche se ne ero gia' a conoscenza in quanto, ho gia' letto gli articoli e l'introduzione del libro.
Comunque per quel che riguarda l'argomento, anche io spero in una soluzione che tuteli tutti noi, dagli interessi capitalistici;
inoltre, spero che i Netattivisti si rivolgano a gruppi sociali non solo marginali( social forum, no-global), ma che la loro indagine sia ampliata anche verso le forze governative.
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vale greco
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 13:58


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Originariamente scritto da time rocker
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Originariamente scritto da carlo


"non odiate i media,
siate i media"
Jello Biafra, leader del gruppo punk Dead Kennedies

cosa vi fa pensare?


punk is (not) dead (kennedys)!!!!!!!

mi fa star male




Vale Greco
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paul frank
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smile.gif Inviato il 10-5-2004 at 14:16
Popwar


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Originariamente scritto da antog
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Originariamente scritto da paul frank
Riparlando di Netattivismo,mi piacerebbe sapere, se anche in Italia, questo movimento sia presente.
Come ben sappiamo, nel nostro paese, sia la televisione di Stato, sia la televisione privata, si trovano sullo stesso schieramento.
Queste manipolano le reti, in quanto esiste la censura che ostacola qualsiasi trasmissione della realta'.
Mentre, grazie al Netattivismo, si smascherano le verita' e si fa si' che le notizie non siano manipolate a piacimento dei media.
Quindi penso che, sia importante contribuire attivamente a diffondere la verita', sia essa buona o cattiva.
Vorrei saperne di piu' a riguardo...



Mai come in questi ultimi mesi, le tensioni sociali innescate dalla pervasività dell'innovazione tecnologica stanno assumendo l'aspetto di un vero e proprio scontro. Da un lato del ring, troviamo il cosiddetto "ordine costituito", rappresentato dalle forze governative e dalle grandi major del software e della musica; dall'altro, il folto sottobosco di sviluppatori, navigatori, cittadini, persone comuni che viene spesso definito come "popolo della rete". Sul tavolo del contendere c'è il futuro della diffusione della conoscenza, che i primi vorrebbero regolamentare attraverso leggi sempre più restrittive per aumentare il controllo sociale e il fatturato imprenditoriale, e che i secondi vorrebbero invece mantenere nella sfera del pubblico dominio. Sull'evoluzione e sulle caratteristiche di questa intricata vicenda globale, Apogeo manda in libreria in questi giorni PopWar. Il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito, un'interessante analisi che porta la firma di Stefano Gulmanelli e Arianna Dagnino.

Nelle 150 pagine del libro, gli autori disegnano una perfetta panoramica del NetAttivismo, innovativa forma di impegno e protesta sociale realizzata attraverso l'impiego delle nuove tecnologie. Ecco quindi un primo pregio del testo, che è quello di anteporre le idee e le parole del popolo della rete a quelle degli stereotipati studiosi che vengono generalmente citati. Ne viene fuori una ragnatela densa e frastagliata di tecnologie, passioni e intelligenze connesse che cerca di lottare e di trovare una terza via rispetto alle tendenze neo-protezioniste che la politica americana, con il varo del Digital Millennium Copyright Act, sta imponendo al mondo intero e in primis all'Unione Europea. Difficile capire quale potrebbe essere l'esito di questo paradossale scontro politico. Mentre tutti sperano in una soluzione che tuteli sia gli interessi industriali in gioco sia quelli degli utenti consumatori, si staglia sullo sfondo il rischio di una radicalizzazione delle posizioni contrapposte: a un ulteriore irrigidimento normativo, corrisponderebbe una ghettizzazione dei NetAttivisti che continuerebbero a svolgere le loro anarchiche attività di ricerca e di informazione in circuiti volutamente blindati agli estranei (esistono già software di file sharing che agiscono scondo queste modalità).


C'è in corso una guerra senza esclusione di colpi.
Da una parte le schiere del netattivismo che, consapevoli delle nuove opportunita' messe a disposizione dalle nuove tecnologie, rivendicano spazi di liberta' impensabili.
dall'altra, il blocco dell'Ordine Costituito che difende il potere; in mezzo, tre campi di battaglia: la riproducibilita' dell'informazione, il diritto alla comunicazione e alla privacy.
E' dall'esito di tale scontro, della Popwar, che finira' per uscire la nuova sfera sociale del xxI secolo.
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paul frank
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 14:50
Mauro Lupi's blog


Per quel che riguarda il diritto alle infrastrutture comunicative e all'anonimato dell'utente( la sua privacy), Mauro Lupi dice nel suo blog:"Ritengo sacrosanto il diritto di un qualsiasi autore( musicisti, scrittori,aziende, ecc.) di salvaguardare il proprio lavoro.
Egli ritiene che l'auspicio di cambiare le regole e le leggi, puo' passare attraverso una sovversione, un golpe seppur virtuale, dove tutte le azioni, legali o meno, diventano lecite.
Popwar è utile, ricco di punti di vista riguardanti sempre il Netattivismo.
"E' sicuramente sconsigliato ai quindicenni", dice Mauro Lupi, che se applicassero alla lettera le azioni dei Netattivisti, potrebbero infrangere diverse leggi.
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antog
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 15:54


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Riparlando di Netattivismo,mi piacerebbe sapere, se anche in Italia, questo movimento sia presente.
Come ben sappiamo, nel nostro paese, sia la televisione di Stato, sia la televisione privata, si trovano sullo stesso schieramento.
Queste manipolano le reti, in quanto esiste la censura che ostacola qualsiasi trasmissione della realta'.
Mentre, grazie al Netattivismo, si smascherano le verita' e si fa si' che le notizie non siano manipolate a piacimento dei media.
Quindi penso che, sia importante contribuire attivamente a diffondere la verita', sia essa buona o cattiva.
Vorrei saperne di piu' a riguardo...



Mai come in questi ultimi mesi, le tensioni sociali innescate dalla pervasività dell'innovazione tecnologica stanno assumendo l'aspetto di un vero e proprio scontro. Da un lato del ring, troviamo il cosiddetto "ordine costituito", rappresentato dalle forze governative e dalle grandi major del software e della musica; dall'altro, il folto sottobosco di sviluppatori, navigatori, cittadini, persone comuni che viene spesso definito come "popolo della rete". Sul tavolo del contendere c'è il futuro della diffusione della conoscenza, che i primi vorrebbero regolamentare attraverso leggi sempre più restrittive per aumentare il controllo sociale e il fatturato imprenditoriale, e che i secondi vorrebbero invece mantenere nella sfera del pubblico dominio. Sull'evoluzione e sulle caratteristiche di questa intricata vicenda globale, Apogeo manda in libreria in questi giorni PopWar. Il NetAttivismo contro l'Ordine Costituito, un'interessante analisi che porta la firma di Stefano Gulmanelli e Arianna Dagnino.

Nelle 150 pagine del libro, gli autori disegnano una perfetta panoramica del NetAttivismo, innovativa forma di impegno e protesta sociale realizzata attraverso l'impiego delle nuove tecnologie. Ecco quindi un primo pregio del testo, che è quello di anteporre le idee e le parole del popolo della rete a quelle degli stereotipati studiosi che vengono generalmente citati. Ne viene fuori una ragnatela densa e frastagliata di tecnologie, passioni e intelligenze connesse che cerca di lottare e di trovare una terza via rispetto alle tendenze neo-protezioniste che la politica americana, con il varo del Digital Millennium Copyright Act, sta imponendo al mondo intero e in primis all'Unione Europea. Difficile capire quale potrebbe essere l'esito di questo paradossale scontro politico. Mentre tutti sperano in una soluzione che tuteli sia gli interessi industriali in gioco sia quelli degli utenti consumatori, si staglia sullo sfondo il rischio di una radicalizzazione delle posizioni contrapposte: a un ulteriore irrigidimento normativo, corrisponderebbe una ghettizzazione dei NetAttivisti che continuerebbero a svolgere le loro anarchiche attività di ricerca e di informazione in circuiti volutamente blindati agli estranei (esistono già software di file sharing che agiscono scondo queste modalità).


C'è in corso una guerra senza esclusione di colpi.
Da una parte le schiere del netattivismo che, consapevoli delle nuove opportunita' messe a disposizione dalle nuove tecnologie, rivendicano spazi di liberta' impensabili.
dall'altra, il blocco dell'Ordine Costituito che difende il potere; in mezzo, tre campi di battaglia: la riproducibilita' dell'informazione, il diritto alla comunicazione e alla privacy.
E' dall'esito di tale scontro, della Popwar, che finira' per uscire la nuova sfera sociale del xxI secolo.



]Il sistema della comunicazione diventa sempre più globale e integrato con la convergenza di Web, Tv, stampa e telecomunicazioni.
Questo è il terreno di scontro e di confronto tra il Covernment(un neologismo che significa l'aggregato di Governo e grandi corporations multinazionali dell'informazione e dell'intrattenimento) e i nuovi movimenti del Net Attivismo.
Questo scontro è il tema di "PopWar. In NetAttivismo contro l'Ordine Costituito", il nuovo saggio di Stefano Gulmanelli, edito da Apogeo, scritto in collaborazione con Arianna Dagnino. Il saggio è utilissima rassegna, scritta in modo chiaro e ricca di riferimenti bibliografici e di links, di quello che si muove nel vasto e vaigato mondo, a livello internazionale, del netattivismo.
La figura ideale del NetAttivista con cui si apre il saggio è quella di John Parulis, che accampandosi fuori da uno Starbuck dotato di connessione Wi-Fi(una popolare catena di caffetterie USA), con un laptop dotato di antenna, una videocamera digitale, due webcam, collegandosi al suo sito-Blog trasmette, in diretta, le grandi manifestazioni anti-guerra in Iraq della primavera 2003 a S. Francisco, per paura che i grandi network non le coprissero abbastanza.
John Parulis è un po' una "street television"(le televisioni di strada indipendenti), un po' "wardriver"(chi "scrocca" il collgamento Wi-Fi), e da qui comincia il viaggio di Gulmanelli e Dagnino nel NetAttivismo contemporaneo. Dalle "Smart Mob", "le masse intelligenti" che si autoconvocano grazie a cellulari, sms, e-mail, squillini materializzandosi per contestare o anche per affermare il diritto di riunirsi senza "essere convocati dall'alto" fino ai " Warchalking" che segnano con un gessetto i posti dove ci si può intrufolare in Wireless Lan e connettersi
Poi le "Telestreet" e i Weblog come mezzi di una controinformazione contro i circuiti ufficiali fino a parlare dei WiKi, i testi scritti "open source" cioè con la stessa modalità del software libero, aperti alla collaborazione e alla continua revisione, gratuita, da parte di tutti. Per gli Autori "l'Ordine Costituito" a volte cerca di appropriarsi di queste forme di netattivismo come con i Blog inseriti nei giornali on line o nelle convocazioni "Smart Mob" fatte dagli stessi grandi magazzini.
Una guerra, a volte una guerriglia, quella che si manifesta e che ha momenti cruciali nello scontro, in atto negli Usa, fra i seguagi del P2P, perseguitati per pirateria dalle grandi major discografiche e cinematografiche ma anche quella tra chi contesta la rete di telecamere per sorveglianza in cui sono sempre più avvolte le nostre città, piccole e grandi, i luoghi di lavoro, di consumo, di divertimento.
Sono tre i principali "campi di battaglia" individuati nel saggio: la riproducibilità dell'informazione, il diritto alla comunicazione, il diritto alla privacy, su cui si misurano i NetAttivisti, sempre più agguerriti culturalmente e tecnologicamente ma, comunque, sempre minoritari e le grandi Corporations che godono della protezione e dell'aiuto dei Governi.
Uno scontro che non ha ancora vincitori e vinti definitivi, in cui le parti si influenzano e cambiano interagendo, una "PoWar" che sarà necessario, ancora, raccontare e testimoniare.
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vale greco
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 16:49
"La reazione dell'Ordine Costituito"


Provvedimenti, leggi, prese di posizione, ricatti e minacce di sanzioni,imposizioni di vincoli e barriere, controlli e restrizioni.Cosa sono?!..
"Atti di forza" , manifestazioni di potere,espressioni di egemonia esercitati dal Covernment. Non sono altro che comportamenti finalizzati a riaffermare che il potere risiede e deve continuare a risiedere laddove è stato x decenni , prima che le crescenti e ripetute ondate dell'innovazione tecnologica scuotessero alla base alcune certezze date ormai x acquisite.
Forse i Governi avrebbero voluto portarci nuovamente ai giorni in cui erano solo 3 le stazioni radio . Ma mi dispiace x loro non è stato così , il livello dello scontro s'innalza sempre di più , nonostante i vari interventi di repressione.




Vale Greco
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LauraM
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 21:39


mi piace il tuo discorso Paul Franc solo che vorrei capire cos'è il Netattivismo.
Potresti spiegarmelo?
GRAZIE!
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carlo
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[*] Inviato il 10-5-2004 at 22:53
net-attivismo


è emersa la domanda su cosa s'intende x net-attivismo

ecco uno stralcio del libro "Performing Media"
lì troverete svilupo


(...)
è fondamentale non guardare solo al bicchiere mezzo pieno di guai in cui affogare, ma in quello mezzo vuoto da riempire con un ottimismo di volontà, ben supportato dalla cognizione delle contraddizioni in campo.

(...)
c’è una guerra, si parla spesso del “bombardamento dei media”. Dai sistemi del controllo totale, del tracciamento nel web e della sorveglianza video, alla conseguente violazione della privacy iniziano a rivelarsi dei pericoli che solo una consapevolezza diffusa dell’uso sociale dei media interattivi può affrontare.
In questo senso il cosiddetto net-attivismo può creare degli anticorpi sociali, delle coscienze attive, attraverso l’azione culturale all’interno delle reti, creando opportunità emblematiche di libertà e partecipazione. Questa è una definizione più generale, e più aperta, rispetto a quella di hack-attivismo, che riguarda l’aristocrazia informatica degli hacker, i “pirati” apripista delle possibilità della rete.
Sono queste le peculiarità della nuova cultura digitale, azioni, comportamenti, invenzioni che possano rendere plateale ed esplicito il fatto che la Società dell’Informazione per non essere subita va agita, interpretata, inventata, giocata. L’esempio delle smart mob è, proprio per questo emblematico, per le azioni ludiche basate sull’uso dell’info-mobilità che può quindi rappresentare sperimentazione di nuova socialità e non solo sviluppo del mercato della telecomunicazione.

<<<
a questo punto dico
usate google x indagare sulle paro,e che vi sfuggono!

e poi
quando avrete in mano il mio libro
fatemi sapere cosa pensate sul forum apposito
http://www.teatron.org/forum/viewthread.php?tid=248

un ultimo consiglio
quando trovate parole che non conoscete
"giocate" con google.it
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Duilio
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 07:05
Post Pay e Performing Media


A proposito del libro di Carlo....qualcuno di voi ha la Post Pay??? Riusciamo a formare un gruppetto di (10-15) persone per fare l'ordinazione di un certo numero di libri (facendo capo a chi è tanto gentile da concederci di usare la sua Post Pay)? Organizziamoci qui e poi incontriamoci per dare i soldi al proprietario della post pay!
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vale greco
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 09:01


La sete e la voglia di conoscere non sono mai troppe in questo forum. E' una droga dagli effetti positivi!!!
Ieri notte ho letto tutto d'un fiato PopWar è un libro da non perdere assolutamente.
Riallacciandomi al discorso del Prof. sul fenomeno Smart mob, vorrei sottolineare come questo abbia un significato intrinsecatamente politico.
Con la nascita delle smart mob, disapprovazione , protesta e opposizione, possono concretizzarsi in gruppi di persone fisiche capaci di cordinarsi in tempo reale il proprio comportamento su quello dell'avversari di turno.
La novità delle smart mob sta proprio nel fatto , che il livello reale riacquista una sua importanza decisiva. Se le comunità virtuali utilizzavano le tecnol.digi. per aggregarsi nel cyberspazio, le smart mob viceversa ne fanno uso per associarsi fuori dalla Rete.Sono persone che condividono 3 categorie principali:sono giovani, abbastanza eruditi culturalmente e inclini a riconoscere al gruppo , un valore pari , aquello di ogni singolo individuo.
"Quello che per anni è stato genericamente chiamato il popolo della Rete, è uscito dal cyberspazio ed è diventato più reale e concreto che mai"




Vale Greco
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Daniele Scarpa
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 10:49
Aiutooo Prof.


Prof. Carlo ho scritto che ho paura perchè purtoppo mi sento un pesce fuor d'acqua in questo forum..forse è questione di abitudine...l'interattività, la multimedialità:concetti che mi affascinano ma acnhe troppo vasti da poter conoscere nella loro completezza; io cerco di capirne qualcosa qui nel forum ma sinceramente non mi è semplice...magari se lei mi scrive una "cura o esercizio" per poter allenarmi forse riuscirei anch' io ad entrare nel guppo del forum..cosa ne pensa...e pensare che ormai viviamo nell'interattività e nella multimedialità...eppure mi sembrano cose cosè misteriose e complicate...beh aspetto una sua risposta...a presto Daniele Scarpa
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carlo
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 11:22
se stai fermo affondi


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Originariamente scritto da Daniele Scarpa
[size=4]Prof. Carlo ho scritto che ho paura perchè purtoppo mi sento un pesce fuor d'acqua in questo forum...
(...) magari se lei mi scrive una "cura o esercizio"


non ci sono cure: ci si cura...
chiounque è pesce fuor d'acqua fin quando non s'ambienta
e x farlo (così come succede quando vai ad una festa da sconosciuti da solo)
devi trovare un argomento di discussione che t'appassioni
parli, scambi e t'ambienti

devi farla te la prima mossa:
l'ho detto tante volte individuate un concetto da sviluppare ( a partire da quelli che ho posto all'inizio del corso, vai nella prima pg del forum!)

o tra quelli che sono emersi in queste ultime settimane
anche sulla base dell'esperienza con sambin

non mollare
se stai fermo affondi
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paul frank
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 11:43
Per LauraM


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Originariamente scritto da LauraM
mi piace il tuo discorso Paul Franc solo che vorrei capire cos'è il Netattivismo.
Potresti spiegarmelo?
GRAZIE!

Ciao,
susa se ti rispondo ora...
sono contenta che mi hai chiesto di parlarti del Netattivismo.
Sicuramente non hai avuto modo di vedere i miei precedenti interventi, perchè ho visto che sei nuova.
ti consiglio di andare a visitare il blog del prof., dove troverai l'introduzione del libro di Stefano Gulmanelli: Popwar e li' spiega in maniera precisa tutto.
Il libro di Gulmanelli, è una rassegna delle varie forme di "Netattivismo", di attivismo politico-tecnologico che ha i suoi strumenti e il suo campo di battaglia nella Rete.
Scritto con Arianna Dagnino, laPopwar rappresenta un tentativo per capire meglio i contrasti che riguardano i gruppi sociali piu' marginali (no-global).
Il Netattivismo è una nuova forma di impegno e protesta sociale che si effettua tramite le nuove tecnologie.
Ed è proprio tale impegno che e' stato portato avanti da "John Parulis2, un uomo di cinquqntqdue anni, web designer, attivista per professione e passione, che una mattina del 21 marzo 2003, si accampo' in una strada di S.Francisco.
Era scoppiata la guerra in Iraq, erano iniziate le lotte negli Stati Uniti.
John non essendo d'accordo, si muni' di coraggio per far sapere a tutto il mondo cosa stava succedendo.
Raccolse i suoi "strumenti di lavoro", una telecamera digitale, il suo laptop, un paio di webcam e un'antenna Yagi.
Questi strumenti gli sarebbero serviti per riprendere e trasmettere sul sito, la realta', ma sapeva di non riuscire a influenzare la politica e l' Amministrazione di Bush.
Percio' John si era trasformato in una televisione mobile, in grado di smascherare verita' che avrebbero portato a riflettere piu' sui movimenti contro l'opinione pubblica, no-global o social forum.
Questo libro si vuole occupare proprio di tali manifestazioni per sottolineare gli effetti dello scontro con "l'Ordine Costituito".
Spero che per ora la mia risposta sia stata utile per capire meglio... scrivero' altre cose ok?
A presto













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angelo
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 12:42
ormai


sto affondando,da domani mi rinomino:


angelo TITANIC, non riesco proprio a stare dietro!!!
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paul frank
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wink.gif Inviato il 11-5-2004 at 14:02
Smart mob


Ciao, riallacciandomi al discorso su smart mob, fatto da Vale Greco, mia amica,mi sono documentata abbastanza e vorrei parlarvene.
Il "mob astuto", è un concetto introdotto da Howard Rheingold un attivista, che dal 1999 al 2000, ha iniziato a notare la gente, usando mezzi mobili.
Questo è un altro esempio di Netattivismo...
Howard ha imparato che, i dimostranti nelle proteste in quegli anni, hanno usato i websites, i cellulari per comunicare con la gente che non era a conoscenza delle rivolte.
Egli racconta di aver visto driver per le rivolte contro i prezzi aumentati della benzina,che hanno reagito con mezzi mobili che Howard chiama: "mobs astuti.
Questi, rappresentano una nuova forma di coordinazione sociale, che si effettua tramite l'uso della tecnologia, in particolare, Internet e i dispositivi senza fili( telefonini mobili).
I mobs, usano mezzi mobili per organizzare le azioni collettive; questi dispositivi sono nella loro fase di sviluppo, ma si stanno evolvendo velocemente.
Secondo Howard Rheingold, un esempio di "mob astuto", è la protesta del movimento di Anti-globalization.
Il movimento riesce ad organizzare le grandi proteste su una base globale, usando la tecnologia dell'informazione, per spargere notizie e organizzarsi.
I protestanti si riuniscono e cercano di raggiungere un obiettivo comune o un messaggio politico.
Quindi anche questo è un contributo, che è stato dato per diffondere la verita', attraverso la Rete.
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vale greco
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 14:30


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Originariamente scritto da Daniele Scarpa
Prof. Carlo ho scritto che ho paura perchè purtoppo mi sento un pesce fuor d'acqua in questo forum..forse è questione di abitudine...l'interattività, la multimedialità:concetti che mi affascinano ma acnhe troppo vasti da poter conoscere nella loro completezza; io cerco di capirne qualcosa qui nel forum ma sinceramente non mi è semplice...magari se lei mi scrive una "cura o esercizio" per poter allenarmi forse riuscirei anch' io ad entrare nel guppo del forum..cosa ne pensa...e pensare che ormai viviamo nell'interattività e nella multimedialità...eppure mi sembrano cose cosè misteriose e complicate...beh aspetto una sua risposta...a presto Daniele Scarpa

Ciao Daniele , se ti può far star meglio, anche x me è stato difficile capire il "meccanismo" di questo forum, anche perchè a differenza della maggior parte di voi , non sapevo usare il computer.
E' STATA UNA FATICACCIA!!!!! Ma credimi ne è valsa la pena, e non finirò mai di ringraziare il Prof. x averci dato la possibilità d'imparare GIOCANDO...




Vale Greco
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paul frank
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smile.gif Inviato il 11-5-2004 at 14:34
Comunicazione mobile


Parlando ancora di "mobs astuti",mi sento di dire che non sono d'accordo con essi pienamente...
Gli effetti di tecnologia dei mobs, sono sia favorevoli che distruttivi, in quanto sostengono la democrazia, ma per coordinare gli attacchi terroristici...
E questo anche se protegge il mondo dalle ingiustizie, non mi piace perche' sono contro ogni manifestazione di violenza.
Le tecnologie che usano i mobs, sono rappresentate da micropocessori economici, incastonati in oggetti giornalieri o ambientali.
Cio' permette la liberta' di movimento e puo' aiutare una popolazione, ad organizzare rivolte per una giusta causa.
Chiudo con una frase di Rheigold:"Anche se lasciamo oggi le tracce delle nostre vite personali con le nostre carte di credito o fotoricettori, i dispositivi mobili di domani, trasmetteranno per radio le nubi dei dati personali, ai video invisibili interamente intorno a noi".
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paul frank
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thumbup.gif Inviato il 11-5-2004 at 15:05
Comunita' virtuale


Un'alto tipo di innovazione tecnologica è la cosidetta "comunita' virtuale", attraverso la quale, la rete diventa uno strumento che puo' condurre ad una globalizzazione della cultura.
A proposito di questo mi sono informata;un prof. d'informatica umanistica, Paolo Ferri,spiega chiaramente in cosa consistono:"Le comunita' virtuali sono isole nella rete, luoghi tridimensionali, dove, effettivamente come in una piazza, la gente si incontra, stabilisce relazioni.
Le comunita' di ricerca si occupano di azione politica.
Questa realta',ha anche un suo lato negativo, in quanto la rete è usata dalle organizzazioni criminali.
Si stanno formando comunita' politiche-sociali; in Italia quella piu' nota è la "Citta' Invisibile": una associazione libera, una comunita' di azione rispetto a fatti politici o sociali."
I siti internazionali su oggetti specifici, che nascono sulla rete, sono un esempio di globalizzazione, perche' comportano lo sviluppo delle comunita' di ricerca.
Questo penso sia un grande passo avanti per la tecnologia... è giusto coltivare nuove scoperte, per il nostro futuro.
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vale greco
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 15:35
" TU NON PUOI CONTROLLARMI"


Negli Stati Uniti esiste un fenomeno che sta diventando un cocktail molto pericoloso , potenzialmente micidiale: è la combinazione della crescente presenza di telecamere di sorveglianza e della crescente capacità di elaborazione dei dati. Ci sono ormai decine di milioni di televisioni a circuito chiuso. Ogni cittadino viene costantemente monitorato e questo non può che generare pressione. Se poi l'apparato di sorveglianza viene associato alla tecno. info. il problema diviene drammatico.Se vengono istallate telec. in ogni angolo di strada e collegate ad un software per il riconoscimento facciale, allora diventa possibile seguire i movimenti di chiunque x tutto il tempo che si vuole.Tutto ciò è a mio avviso inconcepibile , mi fa paura ,ma anche rabbia!!
Il GRANDE INQUISITORE vuole sapere tutto, ha bisogno di controllare tutti per salvaguardare se stesso e i cittadini che rappresenta. (Così dice)
Domanda : ma in che razza di mondo viviamo???
Il Governo che spia,guarda, monitora, impone. E' una condizione sempre più diffusa e agli occhi di molti è diventata intollerabile. Naturalmente la gente si sta rendendo conto di cosa succede e reagisce con modalità diverse, ma comunque tutte ispirate dal medesimo stato d'animo:"dello Stato e delle grandi istituzioni economiche non ci si può nè ci si deve fidare"
E'un problema serio questo non credete??E la nostra privacy che fine ha fatto???.....




Vale Greco
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vale greco
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 15:43
TITANIC


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Originariamente scritto da angelo
sto affondando,da domani mi rinomino:


angelo TITANIC, non riesco proprio a stare dietro!!!

ANGELOOOOO, non essere così pessimista!!!




Vale Greco
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xElisax
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sad.gif Inviato il 11-5-2004 at 18:24


Potrei avere qualche definizione sui concetti base della disciplina?
Purtroppo non sono molto ferrata in materia, ho paura di perdermi...
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carlo
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[*] Inviato il 11-5-2004 at 18:35
disciplina?


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Originariamente scritto da xElisax
Potrei avere qualche definizione sui concetti base della disciplina?
Purtroppo non sono molto ferrata in materia, ho paura di perdermi...

disciplina?
materia?

leggi gli interventi nel forum...
perditi...

una mappa la trovi nella prima pagina del forum

e buttati sul libro
http://www.novecentolibri.it/shop/customer/product.php?productid=16...

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antog
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[*] Inviato il 12-5-2004 at 07:03


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Originariamente scritto da xElisax
Potrei avere qualche definizione sui concetti base della disciplina?
Purtroppo non sono molto ferrata in materia, ho paura di perdermi...


ciao xelisax
per entrare nella discussione basta leggere gli argomenti sviluppati e dare una tua opinione , oppure lanciare una nuova tematica da sviluppare tutti insieme
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