che fine ha fatto A_D_E?
Il Festival Inteatro di Polverigi scippa A_D_E_ (Art Digital Era) al suo
curatore
Rivendicare legittimazioni non è una bella cosa, si sa.
Ma quando una sconsiderata direzione artistica come quella del Festival di
Inteatro di Polverigi si ostina a non riconoscere il mio know-how: la
conoscenza applicata in un progetto come quello di A_D_E_ (Art Digital
Era)
http://www.teatron.org/ade/
http://www.compeint.com/ant_ade.html
che dal 2001 ha creato all’interno del festival uno spazio d’attenzione
per le nuove forme di spettacolarità in relazione alle tecnologie digitali,
non si può non reagire.
E’ una questione che riguarda non solo me, ma tutti quegli autori di
progetti che nell’ideazione delle iniziative non contemplano il fatto di
depositare marchi e diritti di proprietà. E sia chiaro: non intendo
rivendicare proprietà di marchi, credo nella libera circolazione delle
idee.
Il fatto che quest’anno, adducendo alle soliti crisi (di soldi o di nervi),
si voglia evitare di coinvolgere colui che ha ideato (con la direttrice
artistica) e curato (da solo) il progetto in questi anni è non solo
scorretto ma sconveniente.
Dirò di più: non ho chiesto una lira (per solidarietà al festival, a cui mi
sento legato da due decenni e più di frequentazione, da quando ero critico
teatrale militante) ma solo il saldo di ciò che mi è dovuto dall’anno
scorso.
L’ipotesi di base era quella di stabilire i termini di un mio intervento di
una giornata, in cui illustrare la progettualità che sto attivando
all’Accademia di Belle Arti di Macerata proprio sul rapporto tra i sistemi
dell’arte e dello spettacolo e le nuove tecnologie digitali e in
particolare sul “digital story-telling” , linea d’iniziativa che sto
promuovendo da tempo.
E’ proprio un peccato che l’incapacità al confronto abbia reso
impraticabile questa proposta collaborativa.
Sarebbe stato un modo ragionevole per rendere ancora pubblico, almeno per
questa edizione, il progetto A_D_E che, senza il coinvolgimento del suo
ideatore e curatore, rimane marchio vuoto, scippato ed abusato.
Un piccolo delitto alla dignità del progettista culturale, che va oltre il
caso singolare, per porre un caso più generale (ed è il motivo principale
per cui decido di renderlo pubblico) d’abuso della progettualità
indipendente.
Un peccato che scaraventa A_D_E più che nell’inferno, nel purgatorio di
un’ignavia culturale che è necessario denunciare.
Un’indicazione? Scrivete a info@inteatro.it ponendo una domanda semplice:
che fine ha fatto A_D_E?.
Carlo Infante
carlo@teatron.org
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