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carlo

Icon depicting mood of postspedito il 23-5-2002 alle 08:12

quote:
Originariamente scritto da Paolo G.
Riscrivo il mio intervento andato perso durante l'attacco hacker:

>>>grazie paolo!!!
visto che ci sei perchè non raddoppi
e lo metti anche nell'altro forum
che, dopo la crackata, avevo annunciato pubblicamente al Gobetti?
è su http://www.teatrokoreja.com/forum /> andate lì tutti!
c'è un bello scambio di sguardi<<<

un aspetto interessante è il rapporto tra teatro e musica ed in particolare tra teatro degli umili e musica rap.
Entrambi esprimono gli strati più disagiati della popolazione, quei membri della società "che vorrebbero essere buoni" ma sono impediti a farlo dalla loro miseria e dalla brama di denaro.
Il rap di Raiss che usa il dialetto può essere un mezzo espressivo coerente all'idea di teatro che Brecht voleva affermare...

>>>perfettamente d'accordo
è uno dei punti cadine del'operazione l'uso del dialetto
e che fa apparire Raiz come un Sergio Bruni Postmoderno<<<



Resta da stabilire quanto efficacemente le parti musicali si integrino concretamente nello spettacolo.


secondo me bene,
non trovate?

copio e incollo il tutto sull'altro forum


mirko

spedito il 22-5-2002 alle 14:56

secondo me paolo
lamusica si adattava perfettamente al testo, alla prosa

l'audio del gobetti, in particolare quello di raiz mentre cantava pero', poteva certo essere migliore (anche in considerazione dello slang napoletano non perfettamente comprensibile a tutti: ma forse anche questo era voluto per accentuare la dimensione musicale e non fissare troppo sulla parola)


Paolo G.

spedito il 22-5-2002 alle 10:25

Riscrivo il mio intervento andato perso durante l'attacco hacker:

un aspetto interessante è il rapporto tra teatro e musica ed in particolare tra teatro degli umili e musica rap.
Entrambi esprimono gli strati più disagiati della popolazione, quei membri della società "che vorrebbero essere buoni" ma sono impediti a farlo dalla loro miseria e dalla brama di denaro.
Il rap di Raiss che usa il dialetto può essere un mezzo espressivo coerente all'idea di teatro che Brecht voleva affermare...

Resta da stabilire quanto efficacemente le parti musicali si integrino concretamente nello spettacolo.


carlo

spedito il 21-5-2002 alle 22:10

il forum è di nuovo su!
dopo la crackata di uno sconsiderato che ce l'ha oscurato e grazie a massimo che ha ripescato dal server i dati (abbiamo perso solo un paio d'interventi...)
torniamo a casa: in questo ambiente di condivisione.
Per chi ci si affaccia:
abbiamo deciso di spostare tutto in
http://www.teatrokoreja.com/forum /> che si era già attivato a Lecce in occasione di un incontro con gli studenti
e forse è meglio così.


mirko

spedito il 21-5-2002 alle 07:57

non mi stupisce che la caduta della parete
sia fra le cosiddette individuate **scene madri**
a parte il forte impatto sul pubblico, mi sembra riveli un momento cruciale dello spettacolo: come dice luca e' il momento della sentenza.
dopo l'invito alla ribellione (magistrale l'introduzione giocata sui ritmi della parola simili a una sorta di rap) portato avanti sinche' la parete sta in piedi (ed e' scenografia indispensabile allo scopo: nel passaggio delle figure da una **casella** all'altra ho visto un tentativo di **mappare** le cornici in cui siamo forzati ad essere, con poca consapevolezza a dire il vero)
viene il momento della presa di coscienza (la sentenza e' emblematica: le cose sono di chi le cura),l'abbattimento del muro psicologico.
e' un pezzo di forte impatto non c'e' che dire, l'idea della caduta della parete poi e' interessantissima.
raiz mi ha stupito e sorpreso in positivo, azzeccato in pieno il suo spazio.


luca

spedito il 21-5-2002 alle 00:20

fortissima la scena della madri in lotta per il figlio conteso
una battaglia arcaica, ancestrale
drammatica e allo stesso resa divertente
dal ruolo del giudice che sbraita in salentino
che reclama vino ("nero perdidio!")
e che vola trainato a vista dalle funi
gran bel pezzo di teatro
che fa ridere e fa riflettere (come avrebbe vooluto Brecht)
quando l'apologo si chiude con la sentenza del giudice ebbro ma saggio:
le cose sono di chi le cura
concedendo il figlio ha chi lo ha allevato con amore piuttosto che alla madre biologica e prepotente


carlo

spedito il 20-5-2002 alle 23:21

il prologo di Silvia Lodi dà una chiave per lo spettacolo
in quella sua presenza guerrigliera trovo lo spirito che sta alla base di questa operazione che rilegge brecht con una sensibilità politica di nuova generazione.
E' di guerriglia del linguaggio che si tratta:
una tensione che va oltre l'antagonismo e che fa della ribellione una condizione di coscienza altera, vitale, divergente.



carlo

spedito il 20-5-2002 alle 23:15

a Lecce con dei ragazzi del Liceo Giorgi abbiamo fatto un gioco
l'abbiamo chiamato il referendum delle scene madri
abbiamo cioè ricordato insieme i momenti del Brecht's Dance che più ci erano rimasti impressi e li abbiamo votati
quelli che sono stati individuati come i più rilevanti sono stati
la lotta delle due madri
la caduta della parete
e lo scontro tra Eckart e Baal

vedi su

http://195.60.128.18/guestbook/guestbook.php?act=show&page=3 />
io rimetto in pista il prologo con la canzone de la Danza del Ribelle
e la ballata di Raiz sulla canzone di Mackie Messer dell'Opera da Tre Soldi
un gran pezzo, Raiz mi è apparso come un Sergio Bruni postmoderno
straordinario

e poi abbiamo anche fissato alcune parole chiave le trovi su
http://195.60.128.18/guestbook/guestbook.php?act=show&page=2 />


carlo

spedito il 14-5-2002 alle 14:01

sul web trovi già
http://www.teatrokoreja.com/forum /> a cui hanno partecipato degli studenti di Lecce
e che abbiamo rilanciato, lo sviluppo di qusto forum è lì (nelle repliche torinesi c'era stato un problemino con un cracker: hacker "cattivo")

ecco lo spazio dove raccogliere gli sguardi
"post-brechtiani" (dopo Brecht e i brechtiani degli anni settanta)
intorno al Brecht's Dance di Koreja
in scena al Teatro Gobetti di Torino dal 20 al 22 maggio e il "Baal" di Envers Teatro e Viartisti
per il progetto Teatrinpegnocivile
http://www.teatrimpegnocivile.org />





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