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L'intervista
E lo spettatore è sempre meno passivo
Detrattori e fanatici della tecnologia: chi ha ragione?
Dice Carlo Infante, esperto di nuovi media, editor diwww.teatron.org e docente del corso post-laurea del Politecnico intitolato «Arte, spettacolo, comunicazione nella societàdell’informazione»:
«È vero che la tecnologia può raffreddare l’arte, ma allo stesso tempo è anche vero che l’arte può riscaldare i nuovi media tecnologici. L’importante è che gli strumenti di comunicazione trasmettano il calore dell’interazione umana. L’attuale crisi del web, per fare un esempio, ha bisogno di quelle strategie relazionali che i sistemi dello spettacolo hanno affinato nei secoli».
Come si trasforma l’arte quando interviene la tecnologia?
«Muta radicalmente. Si pensi a come dai videogame arrivi un altro modo di narrare. Si pensi, per altri versi, alle ambientazioni di Studio Azzurro, a come stia prendendo forma ciò che definisco "drammaturgia dell’interattività"».
Un’interattività che cambia il ruolo dello spettatore?
«Sì, lo spettatore non è più passivo, ma sempre più attivo. Ha il potere di far accadere delle cose e arriva a far parte lui stesso dell’opera».



   Corriere della Sera | La Gazzetta dello Sport | Max |

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