GIOVEDI’ 3 OTTOBRE

21.00

Teatro Gobetti

RIPUDIATA

di Eliette Abécassis

letture di Barbara Amodio

 

 

“Dai miei occhi si assenta. Dalle mie domande si assenta. Dal mio letto si assenta. Dice che non abbiamo diritto. Dice che è scritto nel libro, che lo scopo dell’amore fisico è la procreazione.…

Dal suo cuore mi assento. Cerco il suo sguardo, non lo trovo. Cerco il figlio desiderato, non lo trovo.”

E’ con questa lingua, la stessa lirica e sensuale del Cantico dei Cantici, che la giovane scrittrice francese Eliette Abécassis racconta la storia dell’amore spezzato di Rachel, 26 anni appena compiuti e del suo sposo Nathan. Il loro matrimonio, pur organizzato da un sensale, come è usanza nella comunità degli chassidim, è un amore a prima vista, un amore ardente che brucia in fretta dieci anni di vita. Lei lavora come contabile, lui studia la Torah. Insieme festeggiano lo shabbath. Ma nessun figlio nasce dalla felicità della loro lunga unione.

“Vedo che soffri. Ti domandi se non viviamo nella colpa. Tutti i tuoi amici sono già padri di tre o quattro figli. La gente della comunità ci disprezza, gli altri studenti si burlano di te, si burlano di me. Tu vuoi un figlio, Nathan, vuoi un bambino. Se dopo dieci anni una donna non ha figli suo marito ha il diritto di ripudiarla.”

“Il diritto – ha ripetuto Nathan – Non il dovere.”

Ma il giorno delle nozze il Rabbi, padre di Nathan, aveva detto che l’uomo è stato creato a immagine di Dio, “vale a dire maschio e femmina. Ecco perché il matrimonio è un comandamento divino e il celibato un oltraggio all’immagine divina nell’uomo. Con il matrimonio infatti l’uomo può giungere a quella completezza, a quell’oltre che consentono la nascita del Messia”.

Come in una tragedia antica i personaggi vanno verso i loro diversi destini. Rachel abbandona la casa. Nathan si risposa. Rachel cerca la morte.