Possiamo intendere come interfaccia uno qualsiasi dei tanti utensili che svolgono la funzione di protesi estese tra il nostro corpo e il mondo. Ma é con le tecnologie della virtualità che interfacce come " mouse", " joystick" o "data-glove" acquistano una funzione esclusiva: quella di stabilire una comunicazione effettiva con i dispositivi digitali simulando quell'operare percettivo-motorio che è l'approccio primario alla conoscenza. Sono i sistemi con cui noi ci interfacciamo alle installazioni video, ai video giochi, ai cd-rom e alla realtà virtuale. L'interfaccia sta tra noi e la macchina, ci permette di utilizzare e di fruirne appieno le potenzialità. Nel campo dei computers ed in particolare nei PC e IBM compatibili, si è passati da un interfaccia a caratteri, in cui i comandi si impartivano digitando direttamente dei tasti alfanumerici seguendo un linguaggio di programmazione, all'interfaccia grafica costituita da icone, finestre e mouse per cliccarci sopra ed aprire sempre nuove "finestre". Le interfacce sono le nostre estensioni, protuberanze, per immergerci completamente in altri spazi e luoghi che sembrano ormai più reali e sensoriali. Da preferire sono le interfacce di tipo immersivo, che ci proiettano in un altra realtà e che ci permettono di navigarla. Esempio: "Eve" di Peter Gabriel, "Nirvana" tratto dal film omonimo di Gabriele Salvatores, "Percorsi cifrati" ideato da Carlo Infante ecc...

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